PERDONANZA CELESTINIANA
La Bolla del Perdono
è semina di FEDE
nella terra del pianto.
PERDONANZA CELESTINIANA
La Bolla del Perdono
è semina di FEDE
nella terra del pianto.
Domenica sera alla presenza di tante autorità ed una vastissima presenza di pubblico – quella gente onesta, laboriosa e credente alle prese con i mille problemi post terremoto – si è conclusa la 716 edizione della Perdonanza Celestiniana. A differenza dell’edizione precedente definita Perdonanza del dolore quella di quest’anno è stata denominata Perdonanza della speranza.
Certo, scivolerò nella banalità ma Santo Stefano di Sessanio oltre a essere uno dei borghi più belli del comprensorio aquilano è sicuramente tra i più affascinanti d’Italia, un fascino antico dove natura è sopravvivenza, dove storia è turismo e tutto s’intreccia in dolce armonia. Un borgo medioevale che sembra scolpito nella roccia, animato dalla roccia, dove le scalinate abbracciano le casette fin sopra l’uscio e le donne fanno a gara con i loro coloratissimi gerani, dove il profilo slanciato della torre spicca(va) in lontananza, a memoria di un lontano passaggio di consegne fra l’austera matrice dell’incastellamento aquilano e le raffinate architetture sospinte dall’infeudazione medicea: loggiati e portali, archi e bifore.
Come accade ogni anno, in estate i paesi dell’Abruzzo montano tornano a popolarsi delle “loro” genti, attratte da questi luoghi con un richiamo quasi ancestrale, dalla voglia e dal senso di appartenenza a una Terra difficile, ma sempre gentile; anche con l’ultimo arrivato, anche con i forestieri. Una sorta d’immigrazione o di transumanza al contrario. Luoghi che raccontano di gioventù lontanissime e di occhi protesi al futuro, di ricordi, di delusioni e di speranze.
Immaginiamo di prendere un libro di storia e di strappar via le pagine difficili da capire, spiegare, accettare; più semplicemente, quelle “scomode”. Immaginiamo adesso che il nostro libro racconti la storia dell’Aquila, una città unica nel suo genere, la “città-territorio” creata, distrutta e ricostruita così tante volte da sembrare un museo itinerante a cielo aperto, città che oggi conosciamo in maniera quasi ossessiva perché abbiamo imparato a leggere i suoi mille profili – o ciò che ne resta, ahimè – camminando con il naso all’insù o magari fermandoci a contemplare una stupida rete metallica … limite invalicabile alle tante – e troppe – “zone rosse”, barriera di vento al cospetto di un vissuto che non è possibile ignorare e da cui non è possibile staccarsi.
Il 10 agosto scorso, per iniziativa del Dr. Vincenzo Vittorini, del Dr. Massimo Cinque, dell’Avv. Maurizio Cora, del Dott. Giustino Parisse e del Dott. Pier Paolo Visione, è nato il Comitato Promotore dell’Associazione “309 Martiri dell’Aquila”, a tutela dei familiari delle vittime del sisma del 06 aprile 2009. L’obiettivo dell’associazione, alla quale hanno già aderito diversi familiari delle vittime, è quello di far accertare dalla Magistratura ogni grado di responsabilità che ha contribuito alla strage durante il terremoto.
Nel pieno rispetto di una tradizione risalente ai tempi che furono, anche quest’anno, la macchina organizzativa della grandiosa festa di San Rocco è partita in quarta. In Paese si respirava aria di ferie e di festa già un paio di settimane fa quando l’ormai familiare, consolidata ed affermata impresa di Silvano Mastrilli specializzata nell’istallazione delle luminarie era intenta a predisporle lungo la SP 105 Monte Cabbia e nel centro storico del paese.
Con ordinanza comunale dello scorso 5 agosto, il sindaco di San Demetrio ne’ Vestini (AQ) ha restituito alla popolazione una delle maggiori attrattive turistiche del territorio: il lago Sinizzo, specchio d’acqua incastonato tra il verde dei boschi e noto ai più come la “spiaggetta degli Aquilani”, luogo di relax a pochi minuti dalla città. La rimozione delle transenne che precludevano l’accesso all’area è stata possibile grazie ai lavori di messa in sicurezza delle sponde, letteralmente squarciate dal terremoto del 6 aprile 2009.
In un clima semplice e commosso nella chiesa di Onna è stato ricordato con una funzione religiosa il 19 compleanno di Domenico Parisse – lo sfortunato ragazzo perito insieme alla sorella, al nonno e altri 40 onnesi nel tragico terremoto del 6 aprile 2009. Lo scorso anno, in condizioni totalmente diverse poiché in piena emergenza post terremoto, nella tenda chiesa ci fu la presentazione del libro: “ Quanto era bella la mia Onna “, una raccolta di articoli dal 14 aprile al 30 giugno 2009 in cui era inserita una struggente lettera, Il compleanno che non ci sarà.
Oggetto: presentazione del libro “L’Aquila nel mondo” di Goffredo Palmerini, One Group Edizioni, durante la giornata conclusiva della Rassegna dell’editoria regionale organizzata dall’Associazione Editori Abruzzesi (AEA) nell’ambito della Settimana Mozartiana
Data: venerdì 23 luglio 2010, ore 21.00
Luogo: Libreria De Luca, Chieti
Oggetto: proiezione cinematografica della docu-fiction “Into the Blue”, di Emiliano Dante, vincitore del Premio Internazionale Emilio Lopez sessione “Miglior documentario Abruzzo DOC”, nell’edizione 2010 del Festival del Documentario d’Abruzzo
Date: da venerdì 16 a giovedì 22 luglio 2010, alle ore 18.30-20.30-22.30
Luogo: Cinema Circus a Pescara
Arrivo molto presto, come mio solito, in piazza Monte Citorio e la trovo già invasa da una manifestazione nazionale di diversamente abili. Mi avvio verso piazza Venezia ed ecco giungere Patrizia Tocci – docente, poetessa aquilana, profonda conoscitrice e sostenitrice della ricostruzione dell’Aquila, collaboratrice di questa testata- e subito dopo Eugenio Carlomagno. Ci salutiamo calorosamente come sempre; lei è raggiante mi dice che stanno arrivando una cinquantina di pullmans dall’Aquila e che sarà una pacifica e colorata manifestazione nello stile della gente di montagna all’insegna dei colori della città. Sventola una bandiera italiana con la scritta:” L’Aquila chiama l’Italia”. Mi sembra un grido di dolore e di aiuto.
L’8 giugno 2010, nello stadio “Fattori” dell’Aquila, circa 2000 persone, tra bambini, genitori, insegnanti e artisti, hanno festeggiato il progetto “Crescere insieme a L’Aquila”, realizzato da 13 plessi delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado della provincia dell’Aquila, in collaborazione con la Provincia dell’Aquila, con il Comune dell’Aquila e con sponsor del territorio.
Grandi artisti del territorio hanno musicato i testi scritti dagli alunni delle scuole, dando vita a vere produzioni artistiche acquistabili sui siti web internazionali e mobile come iTunes, Mondadori, Amazon, Nokia Music store, Vodafone e tanti altri, e il cui ricavato verrà devoluto interamente all’UNICEF Abruzzo che finalizzerà il guadagno alla ricostruzione delle scuole nell’area del Cratere, nell’ambito della promozione e divulgazione dei diritti dell’infanzia nel mondo.
Sotto un sole cocente, che ricorda la manifestazione di un anno fa in piazza Monte Citorio, si è tenuto questa mattina il Consiglio Comunale dell’Aquila per richiamare l’attenzione del Parlamento sui tanti problemi del Capoluogo di Regione e dei tanti centri del cratere sismico. Tanta gente giunta nella capitale, con dei pullmans e con mezzi propri, ha affollato fin dal primo mattino la piazza in cui erano stati predisposti i microfoni e delle sedie.
Mi sono chiesta in questi mesi se le mie parole fossero giunte a destinazione: se avessero saputo raccontare davvero quello che ho vissuto e visto, se avessero potuto trasferire un po’ di quella polvere, di quelle urla, di quella paura, di quella desolazione. Ero lontana quando la tv trasmetteva servizi speciali strazianti: la prima settimana a Roma e poi a Pescara . Vedevo volti conosciuti ingigantiti, guardavo attonita quegli sfondi che erano stati fino a qualche settimana prima la mia vita.