pubblicato il 24 luglio 2010 alle 14:08
scritto da Silvio Paolini Merlo
Riflessioni chiaroscurali su di una riforma scolastica alquanto incerta e tardiva.

È stata annunciata da un paio di mesi la nascita di un Liceo coreutico a Teramo. Grande soddisfazione, esternata a spron battuto come di prammatica, da parte di responsabili scolastici e amministratori locali, che hanno parlato di “risultato importante”, di “motivo di orgoglio”, persino di “volano per la cultura della nostra provincia”. In realtà, temo non sappiano ancora bene cosa li aspetta. Si tratterebbe di un’innovazione premiante per la nostra città?
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pubblicato il 22 luglio 2010 alle 14:06
scritto da Silvio Paolini Merlo
A cinque anni dalla scomparsa, il ritratto di una delle figure di più alto profilo che abbiano frequentato Teramo negli anni Cinquanta e Sessanta, per molti anni pediatra a Teramo e Atri, ma anzitutto coscienza nobile della città.

Cinque anni fa, ottantacinquenne, scompariva a Bologna Giulia Zauli Naldi. Di origini nobili – proveniva da una delle più antiche famiglie comitali di Faenza – giunse a Teramo dal capoluogo emiliano nei primi anni Cinquanta. Divenne parte del ristretto stuolo di collaboratori che il professor Giuseppe Emilio Gaspari, brillante pediatra e fratello del più noto parlamentare Remo, volle con sé per l’attivazione di una sede distaccata dell’Ospedale civile di Teramo in zona Santo Spirito, il cosiddetto “Ospedaletto” di via Taraschi. Fu il primo centro pediatrico attivato in città, nel 1950, dopo l’opera pionieristica svolta da figure come Mario Capuani.
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pubblicato il 1 giugno 2010 alle 07:43
scritto da Silvio Paolini Merlo
Breve rendiconto sul nuovo Teatro che a Teramo prenderà il posto del vecchio stadio

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Le relazioni di rendiconto hanno tutte un comune denominatore: sono tristi, squallide, poco edificanti. E tuttavia, esse in genere lo sono unicamente per dovere formale, non per le questioni che vi vengono trattate. In questo caso, metodo e merito coincideranno in tutto. Me ne scuso col lettore.
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pubblicato il 31 maggio 2010 alle 07:40
scritto da Silvio Paolini Merlo
Sapere, potere e scelta informata

Cosa sono i “media”? Come dice la parola stessa, inglesismo di origine latina, medium sta per “mezzo intercomunicante”. Sebbene il termine sia di conio relativamente recente, il suo riferimento è antichissimo. Nessun uomo, essendo fisicamente finito e dotato di sensi limitati (due occhi, due orecchi, e un campo di percezione estensibile a qualche chilometro quadrato), potrebbe progredire nel proprio istinto di conoscenza senza affidarsi a “media” di qualche genere, siano essi la voce di un altro uomo o un supporto di qualche genere sul quale ciò che non ci è visibile viene raccolto e trasportato dal luogo di origine a noi.
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pubblicato il 15 aprile 2010 alle 16:26
scritto da Silvio Paolini Merlo
Le numerose polemiche sollevate in questi ultimi anni, e ancora di più in questi ultimi mesi, dall’associazione Nuove Armonie di Teramo hanno prodotto consensi e dissensi, provocato dibattiti – più o meno fumosi – e drastiche prese di posizione. Qualche spunto di riflessione per rimettere il tutto entro una prospettiva razionale e costruttiva.
Ho seguito anch’io, come credo tanti altri che in città si occupano di musica e di arte, la vicenda di Nuove Armonie, la sottoscrizione del manifesto “per una nuova politica economico-culturale”, le iniziative e le battaglie sferrate contro l’establishment artistico locale in nome dei diritti dei giovani artisti, e l’ho fatto con sincera curiosità. La scelta, piuttosto evidente, è stata quella di autoproporsi come rappresentanza del nuovo rispetto al vecchio, come un luogo di libertà e di partecipazione contro le corporazioni e le ingerenze oppressive dello status quo.
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pubblicato il 29 marzo 2010 alle 11:02
scritto da Silvio Paolini Merlo

La scorsa estate un gruppo di amici bolognesi, che non avevano mai visitato Teramo, mi ha chiesto di fare loro da Cicerone. Con piacere li ho portati a vedere la cattedrale, il teatro e l’anfiteatro di età romana, i tre corsi, le piazze, la porta “reale” dalla quale pare sia passato Ferdinando I di Borbone. Giunti al momento dei saluti, uno di loro in confidenza mi ha chiesto: “Ma per che cosa Teramo è davvero conosciuta ?” La domanda, molto semplice ma chiaramente retorica, mi ha dato parecchio da riflettere.
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pubblicato il 22 marzo 2010 alle 12:16
scritto da Silvio Paolini Merlo
tematiche affrontate:
danza
A un anno dalla scomparsa di Annino Di Giacinto rimane difficile tracciare il bilancio di una vita e di un personaggio che sembrano sfuggire a ogni definizione e classificazione. Sulla base di una serie di riflessioni condotte sul filo della memoria, Silvio Paolini Merlo fornisce qui un primo ritratto complessivo di Di Giacinto, abbastanza distante dall’opinione corrente.

Dopo la fulminea, crudele scomparsa di Annino Di Giacinto, un anno fa, Teramo e i teramani hanno voluto ricordarlo in vario modo. Nei giornali come sulla rete, informalmente come anche in occasioni ufficiali. Vorrei perciò lasciare anch’io una mia testimonianza, e tentare di fornire, dal mio punto di vista, un ritratto fedele della sua complessa figura.
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pubblicato il 17 marzo 2010 alle 16:27
scritto da Silvio Paolini Merlo
In un ciclo di quattro lezioni-concerto l’Associazione Corale “Sine Nomine” di Teramo ha fornito con pregevoli risultati un primo excursus sulla polifonia profana dal Medioevo al Rinascimento.

Teramo ha ormai una terza formazione corale stabile. Il ciclo dei quattro concerti denominato Rondeaux, Ballate, Villotte et altera, presentato tra il 21 febbraio e il 14 marzo 2010, per quattro domeniche consecutive, nella Villa Corallo di Sant’Omero, all’Auditorium S. Agostino di Atri, a Palazzo Re di Giulianova e all’Aula Magna del Convitto Nazionale di Teramo ne è stato, per molti aspetti, la prova tangibile. Per la verità il coro “Sine Nomine” esiste già da quasi un decennio, nascendo nel 2001 in forma di laboratorio corale di polifonia antica, ma si è costituito legalmente solo a partire dal settembre del 2004.
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pubblicato il 15 marzo 2010 alle 12:11
scritto da Silvio Paolini Merlo
Un convegno a Teramo ha affrontato per la prima volta l’opera poetica del noto intellettuale teramano. Il recensore indica perché proprio nella poesia di Sgattoni risieda il momento cruciale per la comprensione della sua personalità.

“Son vissuto abbastanza”. Questo scriveva il professor Giammario Sgattoni pochi mesi prima della scomparsa, citando la “truce ora dei lupi” di Pascoli, in una lettera che è certamente fra le più belle che abbia mai ricevuto, e nella quale mi accennava al male che gli stava minando l’esistenza. Egli sentiva dunque di aver vissuto, non solo abitato questo mondo, e ne era soddisfatto, persuaso di aver dato e avuto abbastanza. Sempre entusiasta, sempre assetato di tutto ciò che gli veniva dalla vita, con ostinazione ma senza ingenuità, con una certa grazia sorniona e un’amarezza carsica, che riemergeva di tanto in tanto dietro il volto e i gesti amichevoli. Assieme alla lettera, e alle due precedenti che ho avute da lui, aggiungeva quelle che oggi scopro essere le sue plaquettes, copie o estratti di sue composizioni poetiche. Questo perché le parole, l’inchiostro rimasto fermo sulla carta, da soli non erano sufficienti a dire quello che c’era da dire.
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pubblicato il 9 marzo 2010 alle 16:05
scritto da Silvio Paolini Merlo
Vita, avventure e morte del cuore culturale cittadino: i come, i quando, i perché
Fino alla prima metà del secolo scorso, come noto, Teramo ha avuto un suo teatro, fra i più belli e grandi d’Abruzzo e il più antico dopo il Marrucino, sopravvissuto per poco più di novant’anni. Curiosamente, o forse no, la ditta appaltatrice di quello che sta per prendere il suo posto ne avrà lo sfruttamento per un periodo di molto inferiore. Circostanza che ricorda il triste caso del Pomponi di Pescara, più capiente ma molto più giovane, costruito in due mesi nel 1923 per l’unificazione di Castellamare Adriatico a Pescara e rimasto per tutti i suoi quarant’anni di vita un anonimo cineteatro.
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pubblicato il 27 gennaio 2010 alle 15:27
scritto da Silvio Paolini Merlo
tematiche affrontate:
danza

La stampa nazionale torna ad occuparsi della figura di Liliana Merlo (Buenos Aires, 1925 – Teramo, 2002), ma stavolta per soffermarsi non tanto sull’attività didattica e divulgativa quanto invece sul suo ruolo di pioniera della moderna danza d’autore italiana. L’occasione viene fornita dall’attivazione in rete di un canale tematico su YouTube interamente dedicato all’artista, in occasione del cinquantesimo anniversario del suo arrivo in Abruzzo.
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pubblicato il 22 gennaio 2010 alle 14:51
scritto da Silvio Paolini Merlo
Martedì scorso 19 gennaio si è tenuta al cineteatro Odeon di Roseto degli Abruzzi la seconda replica del concerto inaugurale della trentacinquesima stagione concertistica dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese, fondata nel 1970 a L’Aquila da Nino Carloni. La prima della nuova stagione si è svolta a L’Aquila sabato 16 gennaio nel ridotto del Teatro comunale, malgrado i gravi danni strutturali che ne rendono tutt’ora problematica l’agibilità, e il giorno seguente all’Auditorium della Scuola civica musicale di San Giovanni Teatino a Sambuceto, toccando così anche le provincie di Pescara e Teramo.
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pubblicato il 7 novembre 2009 alle 20:55
scritto da Silvio Paolini Merlo
La prima dell’Otello verdiano nell’allestimento di Renato Bruson è stata, come prevedibile, un evento di oggettivo rilievo e di indiscutibile interesse. Il Maestro Sanvitale fa bene a dirsene soddisfatto. La regia è stata nel complesso piuttosto convenzionale, ma efficace e coinvolgente. Bene tutte le voci principali, ottimo il coro, essenziale ma suggestiva la parte scenografica e scenotecnica. Ampia e come al solito accurata la dotta analisi introduttiva preparata da Marco Della Sciucca, per quanto sia personalmente convinto che il controverso rapporto tra Verdi e Boito, e ancor prima tra Verdi e Wagner, e tra Verdi e Shakespeare, appena accennati, siano centrali per la comprensione di quest’opera.
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pubblicato il 21 settembre 2009 alle 16:22
scritto da Silvio Paolini Merlo
Un reportage comparativo tra l’estate culturale teramana 2009 e quella dei nostri vicini marchigiani, con alcune riflessioni estensibili a molte altre province.

Conclusa la variopinta parentesi dell’Interamnia World Cup di pallamano, trofeo internazionale che anche stavolta credo pochi sappiano, fuori Teramo e non, a chi sia stato assegnato, l’estate teramana è come ogni anno scivolata in una sorta di catalessi letargica, nella quale hanno prolificato, salvo sporadiche eccezioni, fenomeni aggregativi da festa di quartiere, ripetitivi e spesso banali rituali di un’evasione in grado di assecondare le comuni esigenze di ristoro e refrigerio. L’offerta, in città e in provincia, ha compreso minirassegne musicali, rodate formule turistiche come concerti nei borghi, teatri dialettali, operette, sagre, notti bianche, qualche sfilata in costume.
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