Premi alla critica teatrale innovativa, scadenza 30 aprile 2010: ammessi gli under 36 con pezzi pubblicati da giornalisti di ogni testata o sito e da studenti di facoltà di comunicazione, spettacolo e scuole di giornalismo. Gli abruzzesi invitati a partecipare, Alessandro Gassman già direttore del Teatro stabile d’Abruzzo, ora del Teatro Stabile del Veneto, lo promuove e parla del teatro.
nati in Abruzzo per parlarvi di cultura
Lettera 22, concorso per giovani critici teatrali con Alessandro Gassman
Franco Giorgi e l’altra ceramica: dal microcosmo al macrocosmo
Al Vittoriano a Roma dal 19 febbraio al 16 marzo la mostra dell’“altra ceramica” rispetto a quella abruzzese di Castelli, a Teramo, che orna di paesaggio o “fioraccio” piatti e anfore, servizi e oggetti di arredamento: con Giorgi oltre a quadri e piatti la materia prende la forma di pannelli e sculture, anche installazioni, lo stile ha echi cubisti e futuristi, con il colore c’è il bianco e nero.
L’Uomo Fiammifero trionfa al Festival Internazionale del Cairo
Diamo la notizia del successo all’estero dell’abruzzese Chiarini ai lettori che hanno seguito i tre servizi sul film, il primo di Giovanni Lattanzi del 23 dicembre 2009 da allora “in vetrina”, gli altri due del 18 febbraio e dell’11 marzo 2010 di chi scrive. Con i segni misteriosi ricevuti dalla Fata Turchina, viene rilanciato l’appello: “l’Uomo Fiammifero chiama Gina Lollobrigida”.
L’uomo fiammifero di Marco Chiarini: grande successo a Roma
La prima a Roma del film dell’abruzzese Marco Chiarini si è conclusa con un appello a Gina Lollobrigida dal Nuovo Cinema Aquila al Pigneto e dall’Arcadia delle Muse presso Palazzo Barberini dove il regista ha incontrato Marisa Solinas e i fan del film, che ha avuto ottimi successi nella critica, nei Festival e nel pubblico e ha protratto all’11 marzo la visione nel cinema romano.
Il Teatro italiano nel Mondo per il 150° dell’Unità d’Italia
Il programma che è stato presentato per il 150° dell’unità d’Italia dedicato al “Teatro italiano nel mondo” affidato a Maurizio Scaparro, con una nostra proposta sul teatro dannunziano che andrebbe valorizzato dalla regione Abruzzo, secondo Giuseppe Ferrazza: la segnaliamo a Mauro Di Dalmazio e al dinamico coordinatore degli Istituti di cultura americani Renato Miracco.
8 marzo con l’abruzzese Petronilla, donna simbolo dal 1600
Alla Biblioteca Marconi a Roma, vicino al viale omonimo, l’8 marzo si celebra una donna simbolo che da Tagliacozzo andò a Roma sposa bambina a un patrizio della nobiltà papale, fu chiusa a Castel Sant’Angelo, ebbe consolazione nella poesia, e volle anche tornare in Abruzzo.“Mente capace d’ogni nobil cura ha il nostro sesso” potrebbe essere lo slogan della Festa della donna, con l’aggiunta di un tocco di femminismo: “Sol del nostro valor l’uomo è tiranno”. Sembrano parole per l’8 marzo 2010, le ha scritte in forma poetica l’abruzzese Petronilla Paolini Massimi, di Tagliacozzo, vissuta tra la seconda metà del 1600 e il primo quarto del 1700.
Anche in Abruzzo “l’Arte festeggia le Donne” il 6-7 marzo
Dopo San Valentino la valorizzazione dei beni culturali si rivolge alla Festa della Donna regalando l’ingresso gratuito a tutte le Donne nel week end del 6 - 7 che precede l’8 marzo: è una celebrazione anticipata ma moltiplicata per due che prolunga la festa, una “tre giorni” in cui l’Arte dedica le sue attenzioni all’altra metà del cielo. Un regalo anche alle Donne abruzzesi che potranno risollevare le sorti dei locali musei in calo di visite.
La Rai oscura se stessa: l’offesa all’abbonato si aggrava
Abbiamo evocato di recente il “terzo millennio” per il film “L’Uomo Fiammifero” del regista esordiente abruzzese Mario Chiarini. Il giorno dopo Mauro Mazza della Rai ha evocato anche lui il “terzo millennio” per gli ascolti di Sanremo. Sul primo torneremo, al secondo accostamento accenniamo commentando l’aggravarsi dell’offesa all’abbonato Rai: gli oscuramenti degli eventi.
La mostra di Barocci a Perugia – parte seconda
Si conclude la nostra visita “narrata” alla mostra organizzata da Civita per la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia al palazzo Baldeschi dal 27 febbraio al 6 giugno 2010 definita per gli abruzzesi dal curatore Francesco Federico Mancini “la scontrosa pupilla di Barocci”: l’artista schivo dallo sguardo iridescente come la sua tavolozza dove si riflettono gli sguardi dei manieristi umbri.
La scontrosa pupilla di Barocci
La definizione ideata appositamente per gli abruzzesi, che Francesco Federico Mancini ci ha dato in esclusiva per AbruzzoCultura, visualizza i contenuti della mostra da lui curata, aperta a Perugia dal 27 febbraio al 6 giugno 2010, nel palazzo Baldeschi a corso Vannucci della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia che ne è promotrice, con l’organizzazione dell’associazione Civita.
L’Aquila: l’arte ferita scuote Montecitorio
La mostra “L’Aquila, l’arte ferita delle chiese del centro storico a Montecitorio”, curata da Claudio Strinati, ha esposto 21 dipinti e sculture delle chiese aquilane danneggiate dal sisma. Inaugurata il 25 gennaio, e aperta fino al 26 febbraio 2010, riporta la drammatica atmosfera di quei momenti, un ricordo sofferto ma illuminato dalla gara di partecipazione e solidarietà che ha visto Protezione civile e Vigili del fuoco, aquilani e italiani uniti nella tragedia in un profondo senso identitario.
Lungo l’elegante scalone della Camera dei Deputati, con la guida rossa al centro, non si immagina di passare per l’anticamera dell’inferno. Perché l’ambientazione della mostra fa immergere nella tragedia del terremoto, un vero inferno come si avverte all’ingresso della Sala della Regina con i crepitii captati dai sensori negli attimi tremendi del sisma. Non si tratta dei rumori provocati dai crolli, è la voce del terremoto che si fa sentire come un sordo mugolio, quasi una belva che sta digrignando i denti.
Gli occhi e il buio di Caravaggio
Vittorio Sgarbi ci ha regalato per gli abruzzesi la sintesi della vita e dell’arte del Maestro celebrato in 20 iniziative fino al 2011 da un Comitato nazionale, con il presidente Calvesi, la vice Vodret e il segretario Zuccari, esperti come Strinati e docenti come la Macioce, presentate anche dal sottosegretario Giro: mostre e convegni, libri e indagini scientifiche; e altro.
Abbiamo iniziato con Sgarbi che ha aderito con piena disponibilità alla nostra richiesta di una sua sintesi caravaggesca speciale per gli abruzzesi, e ci ha dato la lapidaria definizione del titolo pur nel bailamme di estimatori che lo stringevano da ogni parte. Del resto avremmo iniziato comunque con la sua incursione nella presentazione delle iniziative per il quarto centenario della scomparsa del grande Maestro nel salone del MiBAC al Collegio romano; iniziative aventi il denominatore comune di approfondire con rigore scientifico e respiro culturale la conoscenza dell’artista sfrondando il campo da troppe incrostazioni. Perché il suo intervento è stato per noi uno dei due motivi salienti dell’incontro, oltre naturalmente alle presentazioni.
Centro per il libro e la lettura: una nuova speranza
Nel programma del presidente del Centro per il libro Ferrari, dopo gli interventi dei ministri Bondi, Gelmini e Meloni e del sottosegretario Bonaiuti, presenti il sottosegretario Giro e il direttore generale Fallace, il Consigliere del Ministro Elkan e una affollata platea di giornalisti, tra loro Lucia Annunziata, una sperimentazione alla quale potrebbe partecipare la provincia di Teramo.
Come in un executive summary cominciamo dalla proposta conclusiva. Al presidente del Centro per il libro e la lettura, Gian Arturo Ferrari, al quale abbiamo prospettato l’ipotesi al termine della conferenza stampa, è abituale andare subito al sodo, si è sentita la sua esperienza manageriale di vertice alla Mondadori nel programma per il primo triennio, illustrato in perfetto stile aziendale.
L’Uomo Fiammifero a Roma: evento il 19 e 20 febbraio 2010
“L’Uomo fiammifero”, lo straordinario film del teramano Marco Chiarini, sarà proiettato al “Nuovo Cinema Aquila”di Roma al Pigneto venerdì 19 febbraio 2010, ore 18 e 20,30; sabato 20 febbraio alle 18,30 incontro con il regista e altri personaggi all’“Arcadia delle Muse” in via Rasella 15 di fronte a Palazzo Barberini. Una fiaba poetica per tutti, una sorpresa coinvolgente.
Luigi Tenco e Morgan maltrattati, meglio i “diavoli” che Sanremo
Il commento della “Luigi Tenco 60’s” alla nostra precedente nota sul caso Morgan riporta all’angoscia che provammo a Teramo quando al Festival di Sanremo del 1967 l’incapacità di apprezzare un artista sensibile e poetico portò alla tragedia. La storia si ripete in farsa con i colpi di “mazza” su un musicista di talento, meglio guardare i “diavoli” di Milan-Manchester United.
“Chi l’ha detto che Luigi Tenco non ha retto alla cocente delusione di Sanremo? Per quasi 12.000 italiani Luigi Tenco è stato ucciso e qui ci sono le prove”. Firmato: Luigi Tenco 60’s con relativo link al sito.
Lucrezia Borgia all’Arcadia delle Muse a Roma
All’Arcadia delle Muse in via Rasella a Roma, di fronte a Palazzo Barberini, l’aureo libretto di Diane Ghirardo, docente di architettura all’Università della Southern California fa scoprire Lucrezia Borgia imprenditrice illuminata a Ferrara. In gioventù la storia della sua fuga romantica vicino a Teramo, a Castiglion della Valle, la cui popolazione in armi la difese dal Duca Valentino.
Abruzzo: ecco tutti i musei e siti aperti per San Valentino
“A San Valentino, innamorati dell’Arte”, l’evento del Ministero per i Beni Culturali: il 13-14 febbraio in due un solo biglietto. Ben 9 i musei e siti che resteranno aperti in Abruzzo.
La notizia è stata già data nella Rivista per quanto riguarda i tre grandi musei archeologici, ossia quello de La Civitella e il Nazionale Archeologico di Villa Frigerj a Chieti, nonchè il Museo Archeologico di Campli, in provincia di Teramo. Ora possiamo aggiungere anche gli altri sei musei e siti abruzzesi che rimarranno aperti nel “week end” di San Valentino, oltre ai tre già segnalati. Sono il Parco Archeologico di Iuvanum a Montenerodomo (Ch); l’Area Archeologica di Amiternum a San Vittorino di L’Aquila, l’Area Archeologica di “Alba Fucens” ad Alba Fucense e il Santuario di Ercole Curino a Sulmona; il Museo “Casa natale di Gabriele d’Annunzio” di Pescara e la Taverna Ducale a Popoli.
Astri e particelle in mostra a Roma: rivivono le emozioni di Collurania
“Astri e particelle”, mostra al Palazzo delle Esposizioni di Roma fino al 14 febbraio 2010, fa rivivere le emozioni dell’Osservatorio di Collurania di Teramo, moltiplicate da un’esposizione proiettata nel futuro, come un’astronave che trasporta oltre il visibile nel mondo affascinante e misterioso dell’infinitamente grande e infinitamente piccolo le cui regole reggono l’Universo.
Siamo andati alla mostra nel ricordo di una visita studentesca al Collurania di Teramo, l’osservatorio astronomico sulla collina della Specola dove, tra le tante emozioni, provammo una delusione: pensavamo di guardare nel grande telescopio con l’ansia che dovette provare Galileo alla sua prima osservazione celeste, invece dovemmo limitarci ad osservare le proiezioni degli astri riflesse, forse perché la visita avvenne in una mattinata di sole. Le emozioni non mancarono, la vista del telescopio di per sé faceva lavorare la fantasia, le spiegazioni facevano lavorare la mente.
La Campagna romana in mostra a Roma, un’idea per l’Abruzzo
Al Vittoriano, dal 23 gennaio al 14 febbraio 2010, 130 dipinti di ambiente romano, campagne e colline, piazze e marine, un’arte che diffonde le bellezze del territorio, esempio al quale l’Abruzzo può ispirarsi per valorizzare attraverso le interpretazioni artistiche i suoi rilevanti pregi ambientali.
Abbiano pensato subito all’Abruzzo immaginando una mostra altrettanto nutrita di quella che ci viene presentata, con i dipinti di Cascella e di Michetti in primo piano e magari anche le visioni fotografiche del secondo per i campi e i colli, i borghi e le marine, e le figure di pietra della montagna abruzzese dipinte da Montauti, itinerante per illustrare la “regione verde d’Europa”.
Super Bowl, una finale divenuta una lezione
Restare svegli un’intera notte sintonizzati sul canale della “Espn America” per vedere la “Super Bowl”, da noi può sembrare una stravaganza. Ma la curiosità porta anche a questo e spesso se ne ricavano insegnamenti inattesi. Dunque un campionato del mondo, di uno sport qui quasi sconosciuto, giocato in casa, a stare all’attesa spasmodica degli americani, misurata con il metro della patria del consumismo: le tariffe milionarie in dollari degli spot trasmessi, oltre alla sospensione di ogni altra attività durante la partita che fa lievitare ascolti e valore monetario. Quest’anno la XLIV edizione, declinata in numeri romani, vedeva finalisti l’alabarda dei “Saints” contro il ferro di cavallo dei “Colts”, quasi un improponibile duello tra la lancia medioevale e il revolver western. Il Medioevo lo richiamava, oltre al simbolo, l’armatura, pardon, l’imbottitura e il casco con griglia anteriore, evocatrice anche di missioni spaziali più in carattere con i tempi. Nulla c’era di western nei “Colts” inguainati in un rutilante azzurro con i grandi numeri bianchi, mentre i “Saints” erano in bianco con i numeri neri. Le armi? Una prorompente forza fisica di violenza esplosiva ma senza creare danni neppure temporanei, quelli per intenderci delle nostre partite di calcio. Merito dell’armatura o degli allenamenti, della tecnica o della correttezza? Non lo sappiamo.
Dada e surrealismo riscoperti a Roma. Parte seconda
Prosegue il racconto della splendida mostra (rimasta aperta sino a oggi) che, al Vittoriano di Roma, ha permesso di ammirare quasi 700 opere di oltre 200 autori collocabili nell’ambito della corrente artistica del surrealismo. Tra essi va citato indubbiamente anche l’abruzzese Marco Boschetti, nativo di Chieti, che pur non essendo stato presente in questa mostra ha comunque esposto le sue opere a Roma lo scorso gennaio, sul filo di un rinnovato interesse della Capitale per questa temperie artistica.
Una breve introduzione alla visita delle opere per richiamare la caratteristica principale del surrealismo già illustrata nel servizio precedente. Nel superamento totale del passato, comune ai dadaisti, ne rifiutava il nichilismo per un “engagement” altrettanto radicale rivolto, però, non alla cancellazione fine a se stessa, bensì al rinnovamento non solo artistico ma anche etico e politico.
Roma riscopre Dada e i surrealisti; espone anche l’abruzzese Boschetti
Visita virtuale alla mostra romana su “Dada e surrealismo riscoperti”. Parte prima
Quindici pittori italiani alla grande mostra aperta fino al 7 febbraio 2010, con quasi 700 opere di 200 autori. L’abruzzese (di Chieti) Marco Boschetti ha invece esposto – sempre a Roma – dal 24 al 29 gennaio 2010. Al Vittoriano gli artisti delle mostre di Breton fino al 1965, da Ernst a Ray, da Duchamp a Magritte, da Giacometti a Dalì, con i “precursori” da Kandinskij a Mirò, da Chagall a Klee, in una concezione libertaria di arte e vita nella pittura e in altre forme fuori da ogni schema.
Morgan come D’Annunzio e Galileo?
L’anticipazione di un brano dell’intervista di Morgan, avulso dal contesto, ha “sbattuto in prima pagina” un “mostro”, nel quale invece va visto un musicista di talento che ha cercato di uscire da una tragica vicenda personale aiutandosi come ha potuto, e viene ingiustamente sottoposto a un processo non solo mediatico che ricorda momenti bui, dall’Indice dei libri proibiti all’Inquisizione.
Anche l’Abruzzo al Premio Sapio 2009
Premiati dalla Sapio il 29 gennaio 2010 alla Camera cinque ricercatori in campi di utilità sociale e produttiva, con un’iniziativa che vede ogni anno, oltre al premio, le giornate di studio con docenti, studiosi ed operatori per collegare i soggetti interessati alla ricerca. Due ricercatori dell’Università di L’Aquila tra i partecipanti per nuove applicazioni biomediche e nuovi approcci terapeutici.
Ernia Center, un abruzzese incontra la buonasanità
Segnalare dal di dentro come funziona una struttura sanitaria dopo aver descritto la malasanità e le carenze nella tutela della salute attraverso i resoconti dei convegni dell’associazione Dossetti era un’occasione da non perdere. Lo fece il giornalista dell’“Espresso” spacciandosi per portantino del Policlinico Umberto I a Roma, lo facciamo noi avendo fatto i pazienti veri e non esserci spacciati per tali. Il risultato è lo stesso, uno sguardo non dal ponte ma dal lettino, in una circostanza non drammatica, com’è un intervento di ernia, ma di interesse molto diffuso, dato il tipo di affezione.






















