<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Cultura inAbruzzo&#187; Nando Giammarini</title> <atom:link href="http://cultura.inabruzzo.it/00author/nando-giammarini/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://cultura.inabruzzo.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 17:38:38 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>L’Aquila: &#8220;immota&#8221; nel suo assordante silenzio, a 3 anni dal sisma</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0022540_laquila-immota-nel-suo-assordante-silenzio-a-3-anni-dal-sisma/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0022540_laquila-immota-nel-suo-assordante-silenzio-a-3-anni-dal-sisma/#comments</comments> <pubDate>Tue, 24 Jan 2012 22:33:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Nando Giammarini</dc:creator> <category><![CDATA[Terremoto]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=22540</guid> <description><![CDATA[Sono ormai trascorsi quasi tre anni dal devastante terremoto del 6 aprile 2009 e la ricostruzione del centro storico e dei tanti comuni del cratere sismico è praticamente ferma a quella terribile notte. Un certo ritardo lo si poteva ipotizzare ma una fase di stallo così lunga, anche nel tessuto sociale ed economico, si doveva [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><img class="alignnone  wp-image-22544" title="LAquilaTRu209" src="http://cultura.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2012/01/LAquilaTRu2092-600x399.jpg" alt="" width="600" height="399" /></p><p align="JUSTIFY">Sono ormai trascorsi quasi tre anni dal devastante terremoto del 6 aprile 2009 e la ricostruzione del centro storico e dei tanti comuni del cratere sismico è praticamente ferma a quella terribile notte. Un certo ritardo lo si poteva ipotizzare ma una fase di stallo così lunga, anche nel tessuto sociale ed economico, si doveva evitare a qualsiasi costo anche per non gettare nello sconforto e nella delusione tanti nostri corregionali che avendo la casa “ E “ non vedono nulla di buono all’orizzonte. Faccio riferimento soprattutto la parte più indifesa, coloro che avanti nell’età non vedranno mai più la loro abitazione ricostruita. Colgo l’occasione di questo articolo per esprimere vicinanza e solidarietà a tutti quelli che, in seguito al sisma, vivono ancora difficili situazioni al limite della sopravvivenza tra i vari Map e la perdita del posto di lavoro.</p><p align="JUSTIFY">Intanto oltre ad una semplice, come suol dirsi, “ Lavata di viso” non si è andati per quel che concerne la ricostruzione. Dall’esterno si ha la sensazione che tutto sia apposto, come si affannano a dire i facili profeti di parte governativa o addestrati ad hoc per sostenere simili sciocchezze. Di fatto non è assolutamente così oltre a qualche palazzina recentemente tinteggiata, la città giace in una situazione di distruzione e di torpore tale da stringere il cuore. Come se il tempo si fosse fermato all’Aquila e negli altri centri del cratere distrutti dal sisma. Una città spettrale con tetti e finestre divelte, calcinacci dappertutto, cui è rimasto solo di chiedere aiuto al cielo, regno di erbacce e rifiuti di ogni genere dalle povere masserizie, dimostrazione di una vita che fu, mai rimosse a qualche gru ed operai che squarciano l’assurdo rumore del silenzio. Di fatto il disarmante immobilismo di una città cupa, silenziosa, astratta,morente.</p><p align="JUSTIFY">Questo per quanto riguarda il centro storico dell’Aquila ma la situazione degli altri paesi del cratere è addirittura più difficile e problematica. In un paesino dell’Alta Valle dell’Aterno, Fiugni di Cagnano Amiterno, la chiesa è ancora transennata e basterebbe davvero poco per restituire questo simbolo di cristianità alla sua Comunità, eppure gli abitanti si stanno adoperando in tutti i modi ma da qualsiasi parte ricevono solo promesse… da marinaio. Una domanda è d’obbligo e sorge spontanea: ma se è vero quanto si ripete in continuazione che i soldi ci sono cosa si aspetta &#8211; snellendo tutte quelle procedure burocratiche tra la SGE di Chiodi e Cicchetti, la struttura tecnica di missione, rappresentata dal dott. Gaetano Fontana, il Comune &#8211; ad avviare i piani di ricostruzione e dare il via ai lavori. Si sta perdendo del tempo prezioso dando inconsciamente la possibilità a tanti pesci grossi di pescare nel torbido e mettere, in modo illegale, le mani nella ricostruzione. Come dimostrano le inchieste aperte dalla procura ed i recenti arresti tra cui un dirigente del provveditorato alle opere pubbliche.</p><p align="JUSTIFY">Per non parlare delle scandalose affermazioni di Bertolaso quando, secondo un’intercettazione di un giornalista di Repubblica riportato in un video, parlava del terremoto come un evento mediatico o peggio ancora quando insieme a Gianni Letta si adoperava per far mettere il suo capo, Berlusconi, in prima fila il giorno delle esequie delle vittime del terremoto. Simili comportanti e tali affermazioni, a fronte di un dramma di quella portata, dovrebbero essere lontani milioni di anni luce. Intanto sembra che la tanto attesa zona franca urbana ( zfu ) che avrebbe dato una boccata d’ossigeno all’economia sia definitivamente tramontata; non certo una bella notizia per L’Aquila ed i centri del cratere. Domenica scorsa si è tenuta, in piazza Duomo un’assemblea molto partecipata che ha deciso di mettere in campo una serie di iniziative, anche legali, per far chiarezza sul futuro della ricostruzione che, come tutti sanno è ferma e brancola nel buio, in un futuro d’incertezze. E’ giunta l’ora di organizzare una grande manifestazione, senza bandiere di partito ma solo con i colori della città, per tenere alto il problema e rivendicare trasparenza,sicurezza, legalità ed efficienza.</p><p align="JUSTIFY">E’ stato inoltre riaffermato il criterio secondo cui la ricostruzione pesante del centro storico e dei Comuni del cratere non può più attendere, bisogna necessariamente mettere fine alla marea di chiacchiere che sono state fatte finora. In chiusura una bella notizia che auguriamoci sia la tanto desiata base di partenza per la ripresa del Capoluogo di provincia abbruzzese. Venerdì 27 p.v. alle ore 10.00, a Villa Gioia, nella sala conferenze della presidenza del consiglio Comunale, alla presenza del Sindaco Cialente e dell’Assessore alla ricostruzione Piero di Stefano, si terrà la conferenza stampa di presentazione del piano di ricostruzione del centro storico dell’Aquila. Affinchè non si spengano i riflettori sul problema sisma Il Sindaco ha convocato, in città il prossimo 7 febbraio, i direttori delle maggiori testate giornalistiche e Radio televisive come da seguente comunicazione.</p><blockquote><p>Gentilissimi, il prossimo 6 febbraio 2012 saranno passati trentaquatto mesi, milletrentasette giorni, da quel tragico 6 aprile 2009 quando la Città dell’Aquila fu completamente distrutta nei suoi edifici e nel suo tessuto sociale ed economico. Oggi, a distanza di tanto, troppo tempo, è tutto ancora fermo. Al di là del recupero, realizzato dal Comune dell’Aquila, delle unità immobiliari che avevano riportato danni lievi, o molto lievi, a partire dal febbraio 2010, nulla è stato fatto per avviare la ricostruzione pesante, né tantomeno si è investito anche un solo centesimo per il rilancio economico e produttivo. La Città dell’Aquila è in ginocchio, i cittadini vivono come sospesi nel vuoto, perdendo ogni giorno la speranza di poter tornare ad una vita normale, soprattutto coloro che, a distanza di quasi tre anni, vivono ancora negli alberghi o nelle caserme. Siamo abbandonati a noi stessi in balia di una struttura commissariale che ha accumulato pesantissimi ritardi rispetto ai quali la risposta dell’attuale Governo è quella di tagliare i fondi per l’assistenza alla popolazione e per l’emergenza. Provvedimenti che colpiranno in particolare i soggetti più deboli, gli anziani. L’Aquila è il fallimento del sistema Paese. Uno dei più drammatici tra i problemi italiani è ormai sepolto nell’oblio. Vi chiedo, pertanto, come già feci oltre un anno fa, di tornare in città, il prossimo 7 febbraio, in modo che io possa nuovamente accompagnarvi a visitare il centro storico e Voi possiate raccontare al Paese la verità che vedrete direttamente sul nostro dramma. Se vorrete accettare il mio invito Vi aspetto, dunque il prossimo 7 febbraio, alle ore 10.30 presso la sede comunale di via Francesco Filomusi Guelfi,2. Riaccendere le luci sulla nostra tragedia, spiegarlo agli italiani, è ormai l’unica speranza che ci è rimasta. Sperando di poter contare su un intervento di tutte le testate giornalistiche italiane, porgo i più deferenti saluti.</p></blockquote><p>IL SINDACO<br /> Dott. Massimo Cialente</p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0022540_laquila-immota-nel-suo-assordante-silenzio-a-3-anni-dal-sisma/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>11</slash:comments> </item> <item><title>L’Aquila. La festa di Sant&#8217;Agnese o delle “lengue longhe”</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0022536_laquila-la-festa-di-santagnese-o-delle-lengue-longhe/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0022536_laquila-la-festa-di-santagnese-o-delle-lengue-longhe/#comments</comments> <pubDate>Fri, 20 Jan 2012 11:57:00 +0000</pubDate> <dc:creator>Nando Giammarini</dc:creator> <category><![CDATA[Abruzzesistica]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=22536</guid> <description><![CDATA[Il pettegolezzo &#8211; chiacchiera inopportuna e, nella maggior parte dei casi, malevola dei fatti degli altri &#8211; è l’antica e mai sopita arte di cercare di sapere e dire tutto di tutti coadiuvato da una buona dose di fantasia ed aggiunte personali. In questo contesto si inserisce la nostra festa di S. Agnese di origine [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-22537" title="santagnese" src="http://cultura.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2012/01/santagnese.jpg" alt="L’Aquila. La festa di Sant'Agnese" width="270" height="215" /></p><p>Il pettegolezzo &#8211; chiacchiera inopportuna e, nella maggior parte dei casi, malevola dei fatti degli altri &#8211; è l’antica e mai sopita arte di cercare di sapere e dire tutto di tutti coadiuvato da una buona dose di fantasia ed aggiunte personali. In questo contesto si inserisce la nostra festa di S. Agnese di origine trecentesca. La storia ricorda che in quel lontano periodo i magnati della città si riunivano vicino alla Fontana delle 99 Cannelle e dialogavano tra loro dei fatti accaduti a parenti amici e conoscenti nel corso dell’anno affrontando anche argomenti più piccanti di tradimenti familiari ed intricate storie che oggi definiamo con un termine molto colorito: semplicemente corna. Il tutto avveniva di fronte ad un buon bicchiere di vino, da sempre dei “ chiacchieroni” amico. Un’altra versione riporta che il monastero di S. Agnese ospitava, ubicato immediatamente fuori le mura della città, le “ malmaritate” e le serve delle nobili famiglie. Costoro &#8211; custodi dei segreti dei palazzi in cui prestavano la loro collaborazione lavorativa, il 21 gennaio, giorno assoluto di festa – uscivano dal monastero e davano libero sfogo al pettegolezzo, con l’aggiunta di una buona dose di immaginazione, per il piacere perverso del “dire male”. La simpatica e storica manifestazione aquilana fu sospesa solo nel 2010 subito a ridosso del terremoto ma già dall’anno successivo riprese la sua attività, sebbene in forma ridotta, con un convegno sui 150 anni dell’Unità d’Italia alla presenza del giornalista Rai corrispondente da Londra, Antonio Capranica amico dell’Aquila e di S. Agnese. Lo stesso presidente, Tommaso Ceddia, in una conferenza stampa ha annunciato il rilancio della manifestazione sostenendo che essa deve essere occasione di ripresa della città quindi un evento culturale, un veicolo che promuove l’immagine dell’aquilanità in Italia e nel mondo rappresentando la maldicenza come strumento di alta valenza, critica, costruttiva e di leale antagonismo. Il Sindaco Cialente, che dovrà procedere alla consegna dell’ambito premio Agnesino 2012 si è detto molto felice di tornare in centro per la premiazione poiché palazzo Margherita a piazza Palazzo è il simbolo e la casa di tutti gli aquilani. Vediamo realmente in cosa consiste questa ricorrenza tutta aquilana. Si tratta di una festa della maldicenza associata necessariamente alla goliardia che domenica 8 gennaio, in una manifestazione pubblica con vin brulè preparato dagli alpini e dolci casarecci di vario genere donati dalle donne delle tante rappresentanze, assegnerà ad una delle 298 congreghe cittadine censite il premio che dovrà essere custodito dal suo presidente e riconsegnato 30 giorni prima della scadenza del nuovo bando, l’anno successivo. Essa consiste, inoltre, nel riportare fatti con una base di verità ma fortemente amplificati da una buona dose di fantasia, come suol dirsi, “ linguacciuta”. Le varie congreghe antecedentemente al 21 gennaio si riuniscono nei migliori ristoranti e trattorie dell’Aquila e, tra simpatia e sano umorismo, procedono alla nomina dei vari responsabili. Un evento molto curioso lo scorzo anno la partecipazione della confraternita “ de zi prete” che nominò Don Giulio Signora, presidente; Don Claudio Tracanna, mamma; Don Giovanni Gatto lavannara; Don Juan De Dios Venegas Callego, lima sorda; don Ramon Mangili, lengua sozza; Raimondo Dionisio, rattusu. La settima edizione del premio del concorso di arte critica sulla maldicenza edizione 2012, vinto da Stefano Carnicelli del Gruppo amici S. Agnese di Pianola, con il brano “ Potrebbe anche essere”- è sponsorizzato dal Comune dell’Aquila, dalla Carispaq e da tutte le congreghe Agnesine; esso è stato dedicato, quest’anno, al grande giornalista della redazione dell’Aquila del Messaggero, il dott. Alessandro Orsini, scomparso nel 2009 e convinto sostenitore della tradizione Agnesina. Per la speciale ricorrenza le Poste italiane hanno realizzato un particolare annullo filatelico e una cartolina. Un momento di particolare e sana allegria tra amici come non capita quasi mai poiché siamo presi dai mille impegni e problemi della routine quotidiana.</p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0022536_laquila-la-festa-di-santagnese-o-delle-lengue-longhe/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>10</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;Aquila. Sfilano gli Alpini per sostenere la candidatura della città al raduno nazionale 2014</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0022468_laquila-sfilano-gli-alpini-per-sostenere-la-candidatura-della-citta-al-raduno-nazionale-2014/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0022468_laquila-sfilano-gli-alpini-per-sostenere-la-candidatura-della-citta-al-raduno-nazionale-2014/#comments</comments> <pubDate>Thu, 22 Dec 2011 11:02:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Nando Giammarini</dc:creator> <category><![CDATA[Terremoto]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=22468</guid> <description><![CDATA[In un clima di totale vicinanza e calore umano, un abbraccio ideale, che solo le gloriose penne nere sono in grado di creare in ogni circostanza, gli alpini hanno sfilato &#8211; domenica 18 dicembre u.s. all’Aquila – a sostegno del raduno del 2014 da tenersi nella città martoriata dal terremoto del 6 aprile 2009. In [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-22469" title="aplini-laquila" src="http://cultura.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2011/12/aplini-laquila.jpg" alt="" width="400" height="254" /></p><p>In un clima di totale vicinanza e calore umano, un abbraccio ideale, che solo le gloriose penne nere sono in grado di creare in ogni circostanza, gli alpini hanno sfilato &#8211; domenica 18 dicembre u.s. all’Aquila – a sostegno del raduno del 2014 da tenersi nella città martoriata dal terremoto del 6 aprile 2009. In una mattinata di freddo pungente, ma loro sono abituati a temperature polari, con i cappelli adornati dalle penne nere, sono giunti in città fin dalle prime luci dell’alba con 32 pullmans e mezzi propri provenienti dalle più disparate città delle Regioni Lazio, Marche e Molise e da Vicenza. Erano più di seimila suddivisi in 150 gruppi, 20 associazioni combattentistiche e d’arma, 40 associazioni di volontariato, 20 associazioni combattentistiche e d’arma, 80 gonfaloni. La bella e variopinta giornata all’insegna dell’amicizia e della solidarietà ha dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la città di montagna, terra di alpini,sacrifici ed onestà, è in grado di accogliere e salutare i propri figli provenienti da ogni parte d’Italia quindi ospitare l’evento del raduno nazionale 2014. Tutti siamo perfettamente convinti che riportare all’Aquila, distrutta ma non piegata dal terremoto, 3 / 4000.000 persone è un segno di fiducia e di speranza ed un ringraziamento agli alpini per il grosso contributo fornito nella fase immediatamente successiva al sisma. Sono arrivato in largo anticipo rispetto all’orario stabilito; salendo dalla Villa Comunale incontro, a Capo Piazza, la storica, instancabile, docente e poetessa aquilana, Patrizia Tocci,dotata di indomito amore per la città, intenta con un suo gruppo di amici, a distribuire cartoline per l’Aquila da inviare alle varie cariche Istituzionali, poi incrocio un cordialissimo e sempre disponibile Giosafat Capulli, con sua moglie, editore di Tvunoaq con cui ci salutiamo cordialmente scambiandoci gli auguri per il prossimo Natale. Il tempo di una chiacchierata con altri amici e mi dirigo ai quattro cantoni dove, di lì a poco,passa la testa del corteo. Una Jeep della protezione civile ANA intenta a diffondere le ragioni della candidatura al raduno nazionale 2014. E’ stato davvero commovente vedere sfilare gli storici muli compagni di lotta e di sofferenza delle brigate alpine in montagna, gli sbandieratori dell’Aquila, la Forestale, i Carabinieri, i Vigili Urbani,i ragazzi allievi marescialli della Guardia di Finanza, la banda degli alpini, le tante organizzazioni di volontariato a partire dalla Croce Rossa, la Croce Bianca, i molti stendardi dei comuni abruzzesi, il Sindaco Cialente con tanto di fascia tricolore accompagnato dall’avvocato Maurizio Capri consigliere comunale del Pd, il Vice presidente del Consiglio Regionale Giorgio De Matteis, l’Assessore provinciale Guido Quintino Liris. Il corteo &#8211; partito dalla caserma Rossi, storica fortezza delle penne nere abruzzesi, nel suo percorso fino alla basilica di Collemaggio, simbolo di una storia che lega indissolubilmente religiosità popolare e tradizione civica &#8211; è stato salutato da scroscianti applausi di tante donne ed uomini che al loro passaggio non esitavano a manifestare gioia e simpatia. Folta la presenza dello storico 9° reggimento che oltre alla rappresentanza della sfilata ha presenziato le cerimonie di deposizione, con due picchetti d’onore in armi, delle corone d’alloro ai Monumenti ai Caduti della Villa comunale e della Fontana Luminosa. I volontari hanno reso omaggio alle vittime innocenti del terremoto a piazzale Paoli. Gli alpini, è doveroso ricordarlo, si prodigano da sempre con silenzioso sacrificio, disinteressato altruismo e generosità in qualsiasi situazione in cui c’è da intervenire per alleviare dolori ed umane sofferenze. Dalla campagna di Russia, nella seconda guerra mondiale, ai giorni nostri. Domenica scorsa all’Aquila una luminosissima bandiera tricolore, simbolo dell’unità nazionale, di 99 mt con la scritta “ Jemo ‘nnanzi “è entrata nel cuore della città; quasi una forza prorompente atta ad infondere fiducia e speranza in un futuro ancora avvolto da ombre ed incertezze. Sebbene siano trascorsi ormai quasi tre anni dal tremendo sei aprile 2009. A mio modesto parere l’obiettivo è stato pienamente raggiunto: l ’Aquila, nonostante ancora le tante criticità,è in grado di gestire con competenza, serietà e, diciamolo pure senza falsa modestia, professionalità un simile evento di portata storica, nel maggio del 2014. Con questa convinzione concludo l’articolo immaginando quella marea umana di penne nere che nel piazzale antistante la Basilica di Collemaggio , con spirito di affetto, collaborazione e solidarietà, ammireranno l’ultima neve di primavera sciogliersi nel maestoso Gran Sasso. Graditissima l’occasione per formulare i miei più cari Auguri di Buon Natale e felice Anno Nuovo a tutti gli alpini d’Italia e alle loro famiglie: dal primo giovane militare in ferma breve all’ultimo ufficiale in servizio e a riposo.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0022468_laquila-sfilano-gli-alpini-per-sostenere-la-candidatura-della-citta-al-raduno-nazionale-2014/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>12</slash:comments> </item> <item><title>Natale a Cabbia, tra antiche e recenti tradizioni</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0022449_natale-a-cabbia-tra-antiche-e-recenti-tradizioni/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0022449_natale-a-cabbia-tra-antiche-e-recenti-tradizioni/#comments</comments> <pubDate>Wed, 14 Dec 2011 10:42:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Nando Giammarini</dc:creator> <category><![CDATA[Cultura tradizionale]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=22449</guid> <description><![CDATA[Il Natale è ormai alle porte, nelle grandi città è già corsa al regalo, nonostante la crisi economica che attanaglia il Paese abbia imposto grandi restrizioni e stia creando non pochi problemi a moltissime famiglie che non arrivano a fine mese. Tanti paesi del nostro beneamato Abruzzo, inghirlandati e cinti nelle luci intermittenti e colorate, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER"><img class="alignnone size-full wp-image-22450" title="cabbia-natale" src="http://cultura.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2011/12/cabbia-natale.jpg" alt="Natale a Cabbia" width="600" height="450" /></p><p style="text-align: left;" align="CENTER">Il Natale è ormai alle porte, nelle grandi città è già corsa al regalo, nonostante la crisi economica che attanaglia il Paese abbia imposto grandi restrizioni e stia creando non pochi problemi a moltissime famiglie che non arrivano a fine mese. Tanti paesi del nostro beneamato Abruzzo, inghirlandati e cinti nelle luci intermittenti e colorate, sembrano davvero dei presepi avvolti in quell’armonia luminosa che tende a confondersi con il trascorrere, inesorabile, del tempo. In questo clima di quiete e serenità dell’anima si snocciolano tutte quelle problematiche, dal pubblico al privato, che coinvolgono la gente ed arrivano a rafforzare e distendere tanti rapporti di amicizia e di vicinato, che vivono in prima persona il vero significato del Natale: festa di pace e di fratellanza. Sono lontani i tempi in cui si aspettavano, con trepidazione, le feste di dicembre per ricevere qualche dono, mangiare delle particolarità rigorosamente genuine in quanto prodotti locali con metodo biologico ed essere in vacanza a scuola. Ormai superati gli “ Anta ” ci rendiamo perfettamente conto del totale stravolgimento delle nostre origini e del cambiamento del mondo, sebbene le nostre radici siano profonde e ben supportano la pianta dai poderosi rami intenta a sostenerci ed accompagnarci nei vari sentieri della vita . Noi stessi dominati dall’andamento frenetico dei tempi non ci stupiamo più di nulla come dire accettiamo con filosofica rassegnazione qualsiasi cosa ci proponga il turbinoso andare di un progresso tecnologico galoppante che non contempla né umanità né affetti.</p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Stiamo consumando i nostri giorni nell’asfalto delle metropoli, reso incandescente da vari fattori ambientali, con un tenore di vita lanciato a mille ed uno stress fortemente condizionante che talvolta arriva a compromettere la nostra stessa esistenza. Ma fermiamoci un attimo ripercorriamo i nostri modesti trascorsi fatti si di privazioni e sacrifici ma dominati da una serenità d’animo tale da non avere simili. Eravamo, a prescindere dall’incoscienza dell’età, allegri e sorridenti, bastava una carezza, una caramella, un sorriso ed un camino acceso a farci star bene. Oggi, purtroppo, i nostri fanciulli, figli della società dei consumi e del benessere, sono degli eterni insoddisfatti sebbene maestri del computer non hanno la stessa nostra voglia di fare &#8211; come sarebbe normale in una simile, bella, età &#8211; nè la capacità di rapportarsi alle varie questioni tipiche della loro età. Tralascio queste questioni di carattere generale, insite anch’esse nell’atmosfera festosa, tornando alla descrizione del Natale in montagna, a Cabbia di Montereale. Un paesino dell’Alta Valle dell’Aterno, immerso in un suggestivo scenario montano tra il G. Sasso ed i Monti della Laga, dove ho vissuto stabilmente fino all’età di 10 anni e non ho mai reciso il cordone ombelicale con la materna terra. L’antica tradizione era quella di accendere la sera del 24 dicembre un grande falò in piazza che la leggenda narra servisse a riscaldare il Bambinello appena nato. Fin dal primo pomeriggio, dopo aver provveduto a sistemare le bestie nelle stalle ed averle portate ad abbeverare alla fonte, essendo Cabbia di allora un paesino prevalente economia agricola, i vari capo famiglia arrivavano in piazza con un ciocco, appositamente procurato durante la bella stagione, con delle fascine con delle pigne, le depositavano e le componevano in attesa dell’accensione serale, generalmente dopo cena prima della messa di mezzanotte. Erano i tempi in cui si verificavano delle abbondanti nevicate &#8211; ed era davvero duro poiché alcuni anziani raccontano di non aver l’equipaggio necessario ad affrontare simili calamità e dentro casa, quando tiravano le schieravente*, arrivava anche qualche fiocco di neve &#8211; che talvolta raggiungevano anche il mezzo metro. Festa grande per tutti riuniti al chiarore del fuoco che, nei suoi paraggi vuoi perché calpestata, vuoi perche sciolta dal calore si creava un cerchio, sembrava proteggere la gente rispetto all’ambiente circostante, stracolmo di coltre bianca. Ci si spostava in continuazione scacciati dal fumo e si raccontavano storie, fatti accaduti nel corso dell’anno e fiabe capaci di attivare la fantasia dei più piccini. Poi le “ trocce “ accese, cortecce di ciliegio ancorata all’estremità di un bastone, portata dai ragazzi a mò di processione, illuminavano le tante vie del paese creando un’atmosfera molto toccante e suggestiva. A mezzanotte la messa, il bacio del Bambinello appena nato ed il canto della Pastorella, un inno al Redentore recitato alternativamente, tra uomini e donne, nelle diverse strofe. Poi di nuovo in piazza a riscaldarsi e continuare, talvolta fino alle ore piccole, a dialogare spassionatamente. Oggi tutto è cambiato, le case sono state tutte ristrutturate e ben riscaldate, nonostante la gente presa da mille problemi torni sempre di meno. Ma, come sempre, il domani, sono i giovani ed è davvero uno spettacolo che non ha eguali, dopo aver trascorso il Natale in famiglia, vederli arrivare a Cabbia per il Capodanno. Nella piazza centrale del Paese ci troveremo, in un appuntamento mai rinnovato ma sempre attuale, intorno a mezzanotte, per un brindisi volto a salutare l’anno vecchio che se va e porgere il benvenuto a quello nuovo. Davvero un segno di fiducia e di speranza nel futuro. Desidero concludere questo articolo formulando i migliori auguri di buon Natale e felice 2011 al Direttore di questo notevole strumento di cultura, al servizio della terra Abruzzese, ed a tutti i suoi lettori. Un pensiero di vicinanza, amicizia e considerazione alla gente abruzzese presa, per il terzo anno consecutivo, dai drammatici problemi post sisma, una preghiera alle vittime innocenti del terremoto.</p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Schieravente… bufere di vento che portavano la neve fin dentro le case visto che le porte di allora non erano a chiusura ermetica.</p><p style="text-align: left;"> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0022449_natale-a-cabbia-tra-antiche-e-recenti-tradizioni/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>10</slash:comments> </item> <item><title>Abruzzesi e Molisani: uniti alla festa di Roma</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0022391_abruzzesi-e-molisani-uniti-alla-festa-di-roma/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0022391_abruzzesi-e-molisani-uniti-alla-festa-di-roma/#comments</comments> <pubDate>Wed, 23 Nov 2011 13:30:02 +0000</pubDate> <dc:creator>Nando Giammarini</dc:creator> <category><![CDATA[Culturalia]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=22391</guid> <description><![CDATA[Una volta fratelli ed oggi cugini gli abruzzesi ed i molisani &#8211; gente onesta e laboriosa, dedita ai grandi sentimenti di amicizia e generosità, altruismo e umanità, che li hanno fatti grandi nel tempo &#8211; si ritroveranno insieme i prossimi 25 e 26 novembre alla grande festa di Roma. L’iniziativa, di notevole interesse e spessore [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-22393" title="nando0001" src="http://cultura.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2011/11/nando0001.jpg" alt="" width="600" height="426" /></p><p>Una volta fratelli ed oggi cugini gli abruzzesi ed i molisani &#8211; gente onesta e laboriosa, dedita ai grandi sentimenti di amicizia e generosità, altruismo e umanità, che li hanno fatti grandi nel tempo &#8211; si ritroveranno insieme i prossimi 25 e 26 novembre alla grande festa di Roma. L’iniziativa, di notevole interesse e spessore culturale ed umano , si articola in due interessantissime giornate all’insegna dell’amicizia del sentirsi vicini non solo per motivazioni di carattere geografico, ma per un comune senso di appartenenza ad una Comunità, quel cordone ombelicale che nessuno di noi ha mai reciso con la materna terra. La prima consiste in un convegno dal titolo: “ l’Aquila una storia da ricostruire “ nella sala Di Liegro della Provincia di Roma, in via IV novembre 119 a, sabato 25 alle ore 16.20 alla quale parteciperanno: Nicola Zingaretti Presidente della Provincia di Roma, Massimo Cialente Sindaco dell’Aquila, Mons. Giovanni D’Ercole vescovo ausiliario dell’Aquila, Ferdinando Di Iorio Rettore Università dell’Aquila, Sabatino Leonetti Vicepresidente del Consiglio Provinciale di Roma. Alessandra Rossi Presidente Giovani imprenditori Confindustria dell’Aquila, modera Paolo Gambscia, giornalista. La seconda &#8211; il 26 novembre alle ore 16.00 al Palacavicchi, in via Ranuccio Bianchi Bandinelli 84 &#8211; consta di un incontro di storie, racconti, cori e balli della nostra terra, un buffet delle montagne il concerto di Mimmo Locasciulli e, alle 21.00, l’esibizione del simpaticissimo Nduccio. Insomma una splendida manifestazione il cui obiettivo cardine è quello di mantenere alto i rapporti tra le due Regioni limitrofe convinti del fatto che nella condivisione di diversi problemi è insita la sua risoluzione, per il bene di tutti. Come dire un fare squadra con orgoglio e sincerità. Sarà sicuramente un’occasione per ringraziare i Molisani per la straordinaria prova di affetto, vicinanza e solidarietà mostrata in occasione del terremoto del 6 aprile 2009 non solo per l’aiuto materiale, che pure è stato importantissimo, ma per il sostegno morale che ha un enorme significato. Un grande giorno denso di emozioni in cui ci troveremo stretti in un abbraccio ideale tra affetto, empatia e sentire comune come si costuma tra persone che si stimano, si rispettano si vogliono bene. Questa splendida iniziativa, grazie allo straordinario impegno degli organizzatori,così importante ed originale serve anche a rafforzare la speranza della rinascita dell’Aquila a sentirsi meno soli nelle tante difficoltà dei giorni a venire. In definitiva un momento unico per rinsaldare, se mai ce ne fosse bisogno, il legame tra abruzzesi e molisani. E’ compito di ognuno di noi tramandare, tali nobili sentimenti ai nostri figli, le nuove generazioni, classe dirigente del domani, affinchè non si disperdano nel tempo ma si rafforzino e la grande famiglia abruzzese-molisana brilli al sole dell’avvenire. In attesa di vederci e stringerci la mano desidero rivolgere, da questa testata on line, i miei più cari e sinceri auguri di Buon Natale e felice Anno Nuovo a tutti i miei conterranei abruzzesi ed ai molisani sparsi nei vari sentieri della vita.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0022391_abruzzesi-e-molisani-uniti-alla-festa-di-roma/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>3</slash:comments> </item> <item><title>4 novembre, la ricorrenza delle forze armate all’Aquila</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0022331_4-novembre-la-ricorrenza-delle-forze-armate-all%e2%80%99aquila/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0022331_4-novembre-la-ricorrenza-delle-forze-armate-all%e2%80%99aquila/#comments</comments> <pubDate>Thu, 03 Nov 2011 08:20:36 +0000</pubDate> <dc:creator>Nando Giammarini</dc:creator> <category><![CDATA[Culturalia]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=22331</guid> <description><![CDATA[Domani 4 novembre, giorno della ricorrenza delle forze armate, istituita nel lontano 1919 e tutt’ora attuale, sebbene non sia più un giorno di festa dal 1977 &#8211; esclusivamente per ragioni di carattere economico, in quanto si decise di aumentare il numero di giorni lavorativi . Uno degli obiettivi primari sarà quello di far conoscere e [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><img class="alignnone size-full wp-image-22332" title="monumento-caduti" src="http://cultura.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2011/11/monumento-caduti.jpg" alt="" width="399" height="600" /></p><p align="JUSTIFY">Domani 4 novembre, giorno della ricorrenza delle forze armate, istituita nel lontano 1919 e tutt’ora attuale, sebbene non sia più un giorno di festa dal 1977 &#8211; esclusivamente per ragioni di carattere economico, in quanto si decise di aumentare il numero di giorni lavorativi . Uno degli obiettivi primari sarà quello di far conoscere e creare un rapporto di proficua e necessaria collaborazione tra soldati e cittadini. Le nostre forze armate con abnegazione e spirito di altruismo , sostengono e garantiscono la salvaguardia della vita di tutti, offrendo un eccellente servizio dell’ordine della giustizia e della legalità pagando spesso il loro impegno con la propria vita. In questo giorno le Istituzioni dello Stato rendono omaggio, a Roma, al Milite Ignoto con una corona d’alloro, simbolo di gloria, al Sacrario militare di Redipuglia ove riposano le spoglie di 100.000 Caduti della prima guerra mondiale ed al Sacrario militare dei Caduti d’oltremare a Bari . In quest’ultimo luogo sacro riposa anche un figlio di Cabbia, medaglia d’argento al Valor Militare, Francesco di Giacomo, cui era intitolata la nostra ex scuola elementare. Alla sua memoria, ed a quella dei Caduti di tutte le guerre mi inchino rivolgendo loro un saluto denso di commozione e riverenza. In questo giorno gli amministratori anche dei più piccoli Comuni dello stivale depongono, in segno di riconoscenza, una corona d ‘ alloro ai rispettivi Monumenti ai Caduti che ricordano il sacrificio dei suoi giovani figli. Il nostro Abruzzo è zona montana, terra di alpini , le gloriose penne nere, che da sempre furono impegnate in tante imprese belliche non ultima la campagna del 43 sul Don nella gelida Russia. Essi sono altresì di sostegno a popolazioni in difficoltà, dal terremoto del 6 aprile 2009 alla sciagura della Liguria ove ricordo , con stima, affetto e gratitudine l’ultimo volontario della Protezione Civile, Sandro Usai, caduto nell’estremo tentativo di salvare altre vite umane. Per lui non ci sono state dirette televisive né ringraziamenti pubblici in rete e sull’web; solo un mazzo di fiori sulla bara ed il giubotto della Protezione Civile. In questo giorno di commemorazione e di festa è giusto, doveroso, sacro santo rivolgere un pensiero e un saluto alle forze armate; esse, sono un baluardo nella difesa della Patria e, rispettose ed obbedienti al dettato delle loro coscienze morali e civili, sono divenute fautrici di pace in ogni angolo del pianeta ove ancora regnano violenze e disordini, sopraffazioni e ingiustizie. Oggi si celebra, con solennità, questo giorno, data della fine della prima guerra mondiale, per ricordare l’Unità nazionale e festeggiare le forze armate; auspicando che in tutti noi non venga mai meno l’amore per la Patria, non in termini di egoistico e assurdo nazionalismo,ma quale espressione di una comune fratellanza e di una nuova identità comunitaria. porterebbe Gli eroi scritti a caratteri indelebili nelle lapidi dei monumenti ai Caduti, e nel cuore di ognuno di noi, erano nostri amici, nostri fratelli, nostri compaesani figli d’Italia che lottarono per la costruzione della nostra Patria: unita, libera,democratica, indipendente. Quest’anno la commemorazione assume una valore particolare in quanto ricorre anche il 150 anniversario dell’unità d’Italia. Colgo l’occasione per rivolgere un riverente pensiero alla memoria di tutti i militari periti nelle diverse missioni di pace, ai tanti genitori che non videro crescere i loro figli, ai Caduti del lavoro, alle vittime innocenti del sei aprile. Ci distinguiamo dagli altri Stati per numero di missioni in corso, di mezzi ed uomini impiegati per il coraggio e la professionalità con cui i nostri ragazzi affrontano ogni giorno le tante sfide in terra straniera. Ognuno deve fare fino in fondo la propria parte nell’interesse generale di difesa e salvaguardia del bene supremo: la pace. Un vecchio detto popolare recita: “da gente onesta, libera e tenace, si deve levare, alto, l’urlo della pace”. E domani, all’Aquila, come in quasi tutte le città d’Italia,coordinate dal Prefetto del capoluogo dott.ssa Giovanna Maria Iurato, si svolgeranno una serie di manifestazioni per celebrare il giorno dell’Unità Nazionale e delle forze armate. Nella basilica di Collemaggio, il Vescovo metropolita dell’Aquila, Mons. Giuseppe Molinari, celebrerà una messa in suffragio dei Caduti. Alle ore 10.45 al Monumento ai Caduti presso Villa Comunale inizieranno le celebrazione con l’Alzabandiera, l’Inno Nazionale, la deposizione della corona la lettura della preghiera dei Caduti e del messaggio del Capo dello Stato. Successivamente nella sala “ Sandro Spagnoli “ del consiglio Regionale ci sarà la Cerimonia di consegna delle onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica. Augurandoci che sventolino sempre più in alto le bandiere della pace e della concordia nazionale ricordiamoci che siamo un popolo, una comunità, con un unico sentire e simili valori che si avvia verso il futuro seguendo la strada tracciata dalla storia che vogliamo seguire senza esitazione di sorta. La nostra concordia nazionale è il collante che unisce problemi e difficoltà, gioie e soddisfazioni facendo costante riferimento a regole e valori di primaria importanza quali la giustizia e la dignità di ogni essere umano. Quindi un pensiero ed un sentito ringraziamento alle istituzioni repubblicane nate dalla Resistenza che garantiscono rispetto, dignità e trasparenza.</p><p>&nbsp;</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0022331_4-novembre-la-ricorrenza-delle-forze-armate-all%e2%80%99aquila/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>8</slash:comments> </item> <item><title>L’Aquila. 61esima giornata del Mutilato e Invalido del lavoro</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0022230_l%e2%80%99aquila-61esima-giornata-del-mutilato-e-invalido-del-lavoro/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0022230_l%e2%80%99aquila-61esima-giornata-del-mutilato-e-invalido-del-lavoro/#comments</comments> <pubDate>Sat, 08 Oct 2011 12:42:53 +0000</pubDate> <dc:creator>Nando Giammarini</dc:creator> <category><![CDATA[Culturalia]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=22230</guid> <description><![CDATA[Domenica 9 ottobre viene celebrata, dall’ANMIL ( Associazione Nazionale Mutilati Invalidi del Lavoro ) in tutta Italia la 61esima giornata per ricordare le vittime degli infortuni sul lavoro. Giova informare che la stessa fu istituzionalizzata nel 1998, con Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri, la seconda domenica di ottobre. L’evento , cui partecipano circa [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-22231" title="giornata mutilato" src="http://cultura.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2011/10/giornata-mutilato.jpg" alt="L’Aquila. 61esima giornata del Mutilato e Invalido del lavoro    " width="200" height="280" /></p><p align="JUSTIFY">Domenica 9 ottobre viene celebrata, dall’ANMIL ( Associazione Nazionale Mutilati Invalidi del Lavoro ) in tutta Italia la 61esima giornata per ricordare le vittime degli infortuni sul lavoro. Giova informare che la stessa fu istituzionalizzata nel 1998, con Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri, la seconda domenica di ottobre. L’evento , cui partecipano circa 200mila persone a livello nazionale,e tantissime Autorità locali vuole essere un momento di riflessione, anche dolorosa, sul sacrificio di chi ha perso la vita nello svolgimento del proprio dovere nonché un’occasione per rivendicare la centralità dei diritti di ogni lavoratore. Viviamo un’epoca in cui morti e feriti accompagnano le cronache quotidiane poiché, in questo Paese, la prevenzione e la sicurezza scendono verso livelli molto bassi. Necessita, allora, un importante momento di riflessione. Le statistiche ci forniscono cifre che fanno rabbrividire: ogni giorno muoiono, In Italia, 3 persone e si verificano oltre 2000 incidenti con 30.000 invalidità permanenti annue. <strong>Una vera e propria strage degli innocenti che bisogna necessariamente fermare.</strong> Voglio dire subito, con chiarezza e responsabilità, che un Paese civile non può e non deve assolutamente tollerare simili standard di Caduti e invalidi sul lavoro. Parliamo di cifre assurde che debbono scuotere anche i cuori più aridi, partendo dal mondo politico e finendo ai tanti imprenditori che in nome di un facile guadagno risparmiano sulla sicurezza mettendo a repentaglio la vita di tanti lavoratori. Sottovalutare i rischi in campo lavorativo è una leggerezza quotidiana, un madornale errore da evitare assolutamente. Gli Enti deputati alla gestione e al controllo della salute e della sicurezza, Ispettorati del lavoro e servizi di prevenzione delle ASL, intervengano con decisione e coraggio, consci del fatto che, talvolta, una leggerezza o peggio ancora negligenza, può provocare un incidente di dimensioni inimmaginabili. Per quanto concerne tale situazione, nei luoghi di lavoro ma anche tra le mura domestiche siamo di fronte ad un problema strutturale che va ben oltre i singoli episodi delle varie aziende. Lo stesso Presidente Napolitano, sensibile da sempre ai grandi temi della prevenzione e della sicurezza ha richiamato il Parlamento ad un intervento legislativo, chiaro e forte, onde impedire il ripetersi di tante sciagure che impattano, direttamente, nelle famiglie. e nella società. Come in ogni parte d’Italia l’Abruzzo non mancherà a questo importantissimo appuntamento. Con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica,il patrocinio della Camera dei Deputati e del Senato, del Segretariato Sociale Rai con la Campagna di sensibilizzazione e del Ministero del Lavoro e delle politiche Sociali viene commemorata, domani, dall’ ANMIL la 61esima giornata del Mutilato e Invalido del Lavoro. Alle 9.00 a Pettino, nel Capoluogo abruzzese, nella chiesa Santa Maria del Suffraggio, si terrà una celebrazione religiosa in memoria delle vittime d ‘ incidenti sul lavoro; alle 10.00 deposizione di una corona d’alloro in memoria dei Caduti sul lavoro sul monumento dedicato alla madonna di Pettino. A seguire, alle 11.00, all’ hotel Canadian, la manifestazione civile. Alla stessa parteciperanno il Sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, il vice Presidente del Consiglio Regionale abruzzese Giorgio de Matteis, il direttore dell’INAIL dell’Aquila Antonello Moraldo, il Vice Prefetto Gianfranco Capezzone, l’assessore alle politiche sociali Luigi D’Eramo ed altri esponenti del mondo politico e dell’associazionismo. La relazione introduttiva sarà tenuta da Luigi Bonanni Presidente Provinciale ANMIL . Interverrà poi il senatore del Pd abruzzese on. Luigi Lusi, vice Presidente della commissione bilancio del Senato. Nel corso della cerimonia verranno insigniti dell’onorificenza 25 invalidi del lavoro. Doveroso ricordare che l ‘ANMIL svolge la sua meritoria opera al servizio della parte più bisognosa d’aiuto della società: coloro che sono stati colpiti dalla disgrazia, purtroppo, di un infortunio lavorativo ed in seguito essere parzialmente o totalmente inabili. Una simile condizione non la si accetta facilmente neanche dal punto di vista psicologico. L’Associazione fornisce aiuto e sostegno, umano e legale, alle vittime ed alle loro famiglie che a seguito di un evento drammatico si trovano a brancolare nei bui meandri burocratici di cui è costellato il nostro Paese. Le varie manifestazioni che avvengo in tutte le Provincie italiane sono un momento unico, celebrativo e di confronto, per dimostrare che il fenomeno delle morti e degli infortuni sul lavoro non conosce confini territoriali ma deve vedere il Paese unito e coeso in una battaglia per la sicurezza. Essa è una battaglia di civiltà.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0022230_l%e2%80%99aquila-61esima-giornata-del-mutilato-e-invalido-del-lavoro/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>8</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;Aquila. Inaugurata la nuova biblioteca Salvatore Tomassi</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0022148_laquila-inaugurata-la-nuova-biblioteca-salvatore-tomassi/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0022148_laquila-inaugurata-la-nuova-biblioteca-salvatore-tomassi/#comments</comments> <pubDate>Thu, 29 Sep 2011 09:48:24 +0000</pubDate> <dc:creator>Nando Giammarini</dc:creator> <category><![CDATA[Terremoto]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=22148</guid> <description><![CDATA[Aria di festa e di vittoria lunedì scorso nell’Abruzzo aquilano. La tanto amata e storica biblioteca “ Salvatore Tommasi”, un’Istituzione culturale di grande prestigio e popolarità, dell’Aquila e della Regione tutta, è stata inaugurata lo scorso 26 settembre, a quasi 3 anni dalla drammatica notte del 6 aprile 2009, a Bazzano in un capannone della [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><img class="alignnone size-full wp-image-22149" title="biblioteca Salvatore Tomassi" src="http://cultura.inabruzzo.it/wp-content/uploads/2011/09/tomassi.jpg" alt="biblioteca Salvatore Tomassi" width="240" height="180" /></p><p align="JUSTIFY">Aria di festa e di vittoria lunedì scorso nell’Abruzzo aquilano. La tanto amata e storica biblioteca “ Salvatore Tommasi”, un’Istituzione culturale di grande prestigio e popolarità, dell’Aquila e della Regione tutta, è stata inaugurata lo scorso 26 settembre, a quasi 3 anni dalla drammatica notte del 6 aprile 2009, a Bazzano in un capannone della zona industriale. La scelta, provvisoria è bene ribadirlo ed augurarci che quanto prima venga collocata nel suo ambiente deputato:il centro cittadino, è caduta a Bazzano per la vicinanza alla facoltà di lettere ed all’Archivio di Stato nell’intento di creare un polo culturale nella zona est. A questo punto bisogna, quantomeno, potenziare le linee di trasporto pubblico per permettere ai tanti e normali frequentatori di raggiungerla facilmente. Ad onor del vero tutte le Autorità si sono dette d’accordo nel riportare la biblioteca quanto prima nel cuore della città, il Presidente della Provincia, Del Corvo,da cui dipende la biblioteca, ha pubblicamente sostenuto che verrà ubicata nella sede di piazza della Prefettura. Ricordiamo per dovere d’informazione- e per una questione di correttezza che si deve a chiunque, in particolar modo a coloro che &#8211; in uno slancio di altruismo e solidarietà- impegnano tempo e risorse per gli altri &#8211; che il taglio del nastro è stato possibile grazie alla sinergia tra diverse istituzioni: la Fondazione Telecom Italia, la Provincia dell’Aquila ed il Mibac. La partecipazione di Telecom Italia è stata espletata attraverso i suoi massimi dirigenti : l’ing. Oscar Cicchetti, originario di un paese dell’Alta Valle dell’Aterno in territorio aquilano, ed il Presidente Bernabè che immediatamente a ridosso del terremoto manifestarono l’intenzione di voler fare qualcosa di importante e definitivo per l’Aquila. Assicurarono un impegno economico di un milione di euro per il restauro,il recupero ed il conseguente riavvio dell’attività operativa della Salvatore Tommasi. Oggi, la nostra istituzione culturale è davvero una struttura più che necessaria nel variegato mondo bibliotecario italiano in quanto completamente informatizzata, dotata di wifi e con un modernissimo piano di digitalizzazione del patrimonio librario cartaceo. Questo rende possibile la consultazione online comodamente anche da casa. La storica biblioteca aquilana, è una delle più antiche della nostra Regione e di tutto il Paese, racchiude in sè 260 volumi alcuni dei quali antichissimi e di grande valore come le opere di Antinori. Insomma un sano luogo che conserva le tradizioni, la memoria storica e che dovrà essere il simbolo culturale della rinascita della città. All’inaugurazione erano presenti il giornalista Bruno Vespa, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, tutti e tre i Presidente degli Enti Locali, il Presidente della Fondazione Telecom Italia Joaquin Navarro Valls con il Direttore marketing Dott. Marco Molina, il capitano dell’Aquila Rugby 1936 Maurizio Zaffiri. Tanti gli interventi e di notevole spessore che riportiamo in sintesi per questioni di spazio. Il dott. Joaquin Navarro Valls ha ricordato la figura di Giovanni Paolo II con un episodio relativo ad una giornata trascorsa a sciare sulle nostre montagne, egli ha inoltre ribadito:”Con questa biblioteca gli aquilani tornano ad avere una storia visto che il disastro ha colpito le radici delle persone. Noi come Fondazione abbiamo deciso di portare solidarietà attraverso le nuove tecnologie che dovranno poi essere trasferite nella sede in centro storico una volta restaurata ”. Il Presidente dei Rugbysti aquilani 1936 si è così espresso:” Sono orgoglioso di aver partecipato ad un passo di tale importanza, senza dimenticare che la biblioteca è anche un luogo di aggregazione sociale di cui i giovani hanno bisogno”. Il Sindaco Cialente ha ringraziato, a nome della Municipalità e suo personale, la Fondazione Telecom Italia ricordando l’aiuto instancabile dei suoi tecnici all’indomani del sisma e mettendo in evidenza l’importanza del polo umanistico, anche se provvisorio, a Bazzano. Anch’io, da aquilano di origine, sento la necessità ed il dovere di ringraziare tutti i soggetti intervenuti in questa splendida prova di solidarietà affinchè la città delle 99 cannelle torni al suo antico, maestoso, splendore.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0022148_laquila-inaugurata-la-nuova-biblioteca-salvatore-tomassi/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>8</slash:comments> </item> <item><title>La riapertura delle scuole in Abruzzo</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0022053_la-riapertura-delle-scuole-in-abruzzo/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0022053_la-riapertura-delle-scuole-in-abruzzo/#comments</comments> <pubDate>Tue, 13 Sep 2011 15:17:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Nando Giammarini</dc:creator> <category><![CDATA[Culturalia]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=22053</guid> <description><![CDATA[Il suono della campanella ha sancito, ufficialmente, questa mattina in Abruzzo, a distanza di ormai ventinove mesi dal terremoto,con i suoi mille problemi logistico &#8211; organizzativi,la riapertura di quasi tutte le scuole di ogni ordine e grado. Si è così dato il via all’anno scolastico 2011/ 2012. Con l’autonomia scolastica ogni Istituto può decidere la [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il suono della campanella ha sancito, ufficialmente, questa mattina in Abruzzo, a distanza di ormai ventinove mesi dal terremoto,con i suoi mille problemi logistico &#8211; organizzativi,la riapertura di quasi tutte le scuole di ogni ordine e grado. Si è così dato il via all’anno scolastico 2011/ 2012. Con l’autonomia scolastica ogni Istituto può decidere la data di apertura e chiusura della propria scuola purchè nel corso dell’anno ci siano un totale di 207 giorni di lezione oppure 206 nel caso in cui la festa del Santo Patrono della città ricada in un giorno in cui siano previste lezioni. Giova ricordare che gli studenti italiani sono oltre 7 milioni e 800 mila suddivisi in un milione e 21 mila nella scuola dell’infanzia, più di duemilioni e mezzo nella primaria, 1,6milioni nella scuola secondaria di primo grado e circa altri due milioni e mezzo frequentano le scuole superiori. Volti tristi e sorridenti al contempo di tanti giovani che tornano tra…” le sudate carte” avvolti in mille colori con zaini libri quaderni e soprattutto, auguriamoci voglia di fare, d’ imparare per diventare classe dirigente del domani. Ogni società, quindi anche quella abruzzese, ripone nei giovani fiducia e speranza affinchè siano gli artefici di quel futuro in cui debbono essere garantiti diritti e doveri, uguaglianza e giustizia sociale, per tutti. Nel cratere sismico abbiamo bisogno di giovani tecnici capaci di saper gestire la ricostruzione con onestà all’ insegna della legalità e sicurezza stando uniti e coesi ed avendo come preciso punto i riferimento il bene comune. Qualcuno in tempi non lontani sosteneva che la scuola deve avanzare con il progresso della società in continua evoluzione sottolineando l’importanza dell’istruzione e della formazione nella crescita culturale, civile ed umana delle nuove generazioni. A questo proposito diceva Nelson Mandela: ” L’istruzione e la formazione sono le armi più potenti che si possono utilizzare per cambiare il mondo”. Stando con i piedi ben ancorati a terra, guardandosi intorno, anche un cieco capirebbe che nulla è più come prima. Abbiamo, in Abruzzo, la presenza di uno scenario fatto di macerie, containers, casette, cartoni dove dormono quei poveri immigrati &#8211; carne da macello, braccia senz’anima prestate all’edilizia &#8211; esposti ad ogni angheria. Musp ( Moduli ad uso scolastico provvisorio ) e progetto C.A.S.E. completano un quadro di desolante criticità in cui versa la nostra, un dì, bella città d’arte e di cultura alle prese con i mille problemi post terremoto. I giovani devono trovare, spinti dalle loro energie degli anni verdi, la forza ed il coraggio di modificare un tessuto sociale fatto di ingiustizie e riportarlo nel suo naturale alveo in cui bisogna dare risposte alle esigenze di tutti. E’ una sfida che deve essere assolutamente vinta per mutare questa realtà elaborandola in positivo. Ecco allora l’importanza della funzione sociale della scuola che attraverso la propria offerta formativa apre le menti degli studenti verso orizzonti nuovi, al progresso, alla civiltà, al rispetto, alla pace. Dobbiamo purtroppo rilevare che le soluzioni di emergenza individuate immediatamente a ridosso del terremoto sono state, come dire, istituzionalizzate. Gli alunni di tanti istituti sono costretti a fare educazione fisica in altri plessi, talvolta privati, nonostante ci siano ingenti finanziamenti, frutto di donazioni, fermi in quanto l’Amministrazione provinciale non ha provveduto a redigere i vari progetti. In alcuni casi non può partire il progetto &#8211; di primaria importanza in una città in cui non esistono strutture aggregative per i giovani che non siano il bar, la discoteca o i vari centri commerciali &#8211; “Scuole aperte” voluto dal Comune dell’Aquila e finalizzato all’aggregazione dei ragazzi di quasi tutte le scuole superiori per mancanza di personale Ata e collaboratori scolastici. Ciò in seguito alla scellerata riforma Gelmini che, nel 150 anniversario dell’Unità d’Italia, ha tagliato alla scuola risorse e diritto allo studio operando il più grande licenziamento di Stato mai verificatosi nel Paese: 132.000 posti di lavoro e 8 miliardi di euro. Ricordiamoci che la scuola pubblica non deve lasciare nessuno indietro anzi si deve adoperare per recuperare quel 20% di dispersione scolastica che l’Europa ci chiede di ridurre entro il 2020. Lodevole l’iniziativa del Comune dell’Aquila che attraverso una delibera di Giunta presentata dell’assessore al diritto allo studio, Stefania Pezzopane, ha concesso l’esenzione del pagamento delle rette relative a mense e trasporti, per l’ A. S. 2011/112, alle famiglie disagiate con figli in età scolare. Altra splendida iniziativa è stata quella adottata dal Comune di Roccaraso che, nello slancio di sostenere le stesse con i costi dell’acquisto del materiale necessario all’avvio dell’anno scolastico – ha donato loro un kit scuola comprensivo di zainetto, astuccio diario quaderni. In conclusione di questo articolo desidero rivolgere un grandissimo in bocca al lupo agli studenti di ogni ordine e grado unitamente ad un saluto ed i migliori auguri di buon lavoro a tutti gli operatori della scuola per l’impegno e l’abnegazione che divulgano nello svolgimento della loro missione educativa. Credendo di far cosa utile e gradita ai lettori di questa rivista riportiamo gli uffici cui potersi rivolgere per ottenere le suddette facilitazioni<em>… </em><em><strong>Potranno presentare domanda, entro e non oltre il termine del 30 settembre, le famiglie con reddito pari o inferiore a seimila euro annui. I moduli per le richieste sono disponibili presso gli uffici delle Politiche sociali e del Diritto allo Studio del Comune dell&#8217;Aquila, siti in via Rocco Carabba n. 6, oppure sul sito internet del Comune all&#8217;indirizzo</strong></em><em><strong>www.comune.laquila.it</strong></em><em><strong>, nella parte riservata alla modulistica, nella sezione &#8220;Dipartimenti, Settori e Uffici&#8221; dell&#8217;area Amministrazione, Ufficio Diritto allo Studio. Le domande, opportunamente compilate, dovranno essere consegnate o inviate per posta al Comune dell&#8217;Aquila, Protocollo Generale, via Giancandido Pastorelli (presso la Direzione Didattica della Scuola elementare Santa Barbara), con la specifica &#8220;Ufficio per il Diritto allo Studio&#8221;. Gli uffici comunali per il Diritto allo Studio e quelli del Protocollo Generale sono entrambi aperti al pubblico dal lunedi&#8217; al venerdi&#8217;, dalle ore 11.30 alle ore 13.30 e il martedi&#8217; e il mercoledi&#8217; anche dalle 15.30 alle 17.30.</strong></em></p><p style="text-align: left;" align="justify"> </p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0022053_la-riapertura-delle-scuole-in-abruzzo/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>6</slash:comments> </item> <item><title>La 717 edizione della Perdonanza Celestiniana</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0021930_la-717-edizione-della-perdonanza-celestiniana/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0021930_la-717-edizione-della-perdonanza-celestiniana/#comments</comments> <pubDate>Sun, 28 Aug 2011 18:14:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Nando Giammarini</dc:creator> <category><![CDATA[Terremoto]]></category> <category><![CDATA[Tradizioni]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=21930</guid> <description><![CDATA[Oggi pomeriggio alle 16.00 &#8211; come voluto da papa Celestino V nella Bolla del Perdono, 717 anni orsono &#8211; chi attraverserà la Porta Santa se sinceramente pentito e confessato riceverà l’indulgenza per ogni suo peccato. La toccante, suggestiva ed emozionante cerimonia dell’apertura della Porta Santa è stata eseguita dal Cardinale Angelo Comastri, vicario generale di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-21932" title="717-edizione-Perdonanza-Celestiniana" src="http://cultura.inabruzzo.it/wp-content/717-edizione-Perdonanza-Celestiniana.jpg" alt="La 717 edizione della Perdonanza Celestiniana" width="600" height="450" /></p><p>Oggi pomeriggio alle 16.00 &#8211; come voluto da papa Celestino V nella Bolla del Perdono, 717 anni orsono &#8211; chi attraverserà la Porta Santa se sinceramente pentito e confessato riceverà l’indulgenza per ogni suo peccato. La toccante, suggestiva ed emozionante cerimonia dell’apertura della Porta Santa è stata eseguita dal Cardinale Angelo Comastri, vicario generale di Papa Benedetto XVI per la città del Vaticano, che nel rispetto della tradizione ha bussato , per tre volte, con un ramoscello d’ulivo, portato dal Giovin Signore &#8211; alla porta Santa ordinandone l’apertura. Una folla immensa, stimata dalla questura tra le 15 e le 20mila persone, l’ha attraversata ed ha potuto notare, purtroppo, ancora i segni del terremoto a distanza di ormai quasi tre anni. La stessa rimarrà aperta fino alle 19.00 di domani, 29 agosto, allorchè Monsignor Molinari, arcivescovo metropolita dell’Aquila, metterà fine al giubileo di un giorno chiudendola.</p><p>Le parole della Bolla di Celestino portate dalla dama della Bolla sono state lette, nel rigoroso rispetto della tradizione, nell’affollatissimo piazzale di Collemaggio, dal Sindaco del Capoluogo di provincia abruzzese, Massimo Cialente. Un’infiorata artistica &#8211; realizzata dal gruppo degli infioratori di della parrocchia di San Palolo ad Alatri ( FR ) &#8211; ha raffigurato il noto e storico rosone di Collemaggio donando a tutti i partecipanti un senso di unità nella continuità e nella solidarietà. In altre parole quel motivo di appartenenza ad una tradizione che , mi auguro, l’Unesco non esiti ancora a riconoscere la manifestazione della Perdonanza quale patrimonio immateriale culturale dell’umanità. Tante le autorità intervenute oltre al Sindaco Cialente e a numerosi giornalisti , in particolar modo quelli di Tvunoaq che saluto e ringrazio per aver realizzata una bellissima diretta tv, il Presidente della Regione Gianni Chiodi, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, il prefetto dell’Aquila Giovanni Maria Iurato unitamente a tanti altri Sindaci e amministratori dei Comuni limitrofi.</p><p>In tale contesto di fede, tradizione e spiritualità sono racchiuse tante sfumature che danno all’evento un tocco di cultura che va dalla musica alla letteratura. A questo fine è doveroso ricordare che domai al parco del sole ci sarà un concerto di Noemi. La brava cantante che partecipò alla gara di solidarietà in favore dell’Abruzzo subito a ridosso del terremoto in una intervista ha dichiarato:” Sicuramente non è con leggerezza che si porta uno spettacolo, seppur musicale, all&#8217;interno della città dell&#8217;Aquila, territorio ferito e in via di ricostruzione. La sfida è comunque riuscire a portare le persone attraverso la musica in un luogo al di la dello spazio e del tempo, dove per un paio d&#8217;ore si riesca, non dico a dimenticare, ma almeno ad allontanare dalla mente la dura realtà che la popolazione aquilana sta vivendo da alcuni anni”. Un corteo con 500 figuranti è partito da tre punti diversi della città per raggiungere Collemaggio. Non sono mancate le contestazioni con dei cartelli in cui era scritto:” Quarantamila sfollati in una città distrutta e senza lavoro, non possiamo perdonare ma solo rifiutare&#8221;. Dal corteo sono fuoriuscite ulteriori contestazioni al grido di vergogna e basta bugie. Poi lo stesso si è diretto a Collemaggio e tutto è filato nel verso giusto in quella cattedrale simbolo di fede e di storia.</p><p>Credendo di fare cosa gradita ai tanti lettori di questa rivista online riportiamo il messaggio integrale della Bolla. “«Celestino Vescovo servo dei servi di Dio, a tutti i fedeli di Cristo che prenderanno visione di questa lettera, salute e apostolica benedizione. Tra le feste solenni che ricordano i santi è da annoverare tra le più importanti quella di San Giovanni Battista in quanto questi, pur provenendo dal grembo di una madre sterile per vecchiezza, tuttavia fu ricolmo di virtù e fonte abbondante di sacri doni, fu voce degli Apostoli, avendo concluso il ciclo dei profeti, ed annunziò la presenza di Cristo in terra mediante l&#8217;annuncio del Verbo e miracolose indicazioni, annunziò quel Cristo che fu luce nella nebbia del mondo e delle tenebre dell&#8217;ignoranza che avvolgevano la terra, per cui per il Battista seguì il glorioso martirio, misteriosamente imposto dall&#8217;arbitrio di una donna impudica in virtù del compito affidatole. Noi, che nel giorno della decollazione di San Giovanni, nella chiesa benedettina di Santa Maria di Collemaggio in Aquila ricevemmo sul nostro capo la tiara, desideriamo che con ancor più venerazione tal Santo venga onorato mediante inni, canti religiosi e devote preghiere dei fedeli.</p><p>Affinché, dunque, in questa chiesa la festività della decollazione di San Giovanni sia esaltata con segnalate cerimonie e sia celebrata con il concorso devoto del popolo di Dio, e tanto più devotamente e fervidamente lo sia quanto più in tale chiesa la supplice richiesta di coloro che cercano Dio troveranno tesori della Chiesa che risplendono dei doni spirituali che gioveranno nella futura vita, forti della misericordia di Dio onnipotente e dell&#8217;autorità dei suoi apostoli SS. Pietro e Paolo, in ogni ricorrenza annuale della festività assolviamo dalla colpa e dalla pena, conseguenti a tutti i loro peccati commessi sin dal Battesimo, quanti sinceramente pentiti e confessati saranno entrati nella chiesa di Santa Maria di Collemaggio dai vespri della vigilia della festività di San Giovanni fino ai vespri immediatamente seguenti la festività. Dato in Aquila, 29 settembre, nell&#8217;anno primo del nostro pontificato».</p><p><em>(ph. cortesia Nando Giammarini)</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0021930_la-717-edizione-della-perdonanza-celestiniana/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>7</slash:comments> </item> <item><title>Cesaproba ricorda Gabriele Mancini</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0021117_cesaproba-ricorda-gabriele-mancini/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0021117_cesaproba-ricorda-gabriele-mancini/#comments</comments> <pubDate>Fri, 19 Aug 2011 12:40:45 +0000</pubDate> <dc:creator>Nando Giammarini</dc:creator> <category><![CDATA[poesia]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=21117</guid> <description><![CDATA[Cesaproba di Montereale (Aq) ricorda Gabriele Mancini, un suo &#8220;figlio&#8221; prematuramente scomparso. Con una corsa podistica, lo scorso 13 Agosto, Cesaproba di Montereale ha ricordato un suo amato figlio, il 26enne Gabriele Mancini, prematuramente scomparso. Un evento che ha visto la partecipazione, affettuosa e fortemente emotiva, di tanti giovani e meno giovani dell’Alta Valle dell’Aterno in [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-21123" title="Cesaproba-primo-memorial-Gabriele-Mancini_imagelarge" src="http://cultura.inabruzzo.it/wp-content/Cesaproba-primo-memorial-Gabriele-Mancini_imagelarge.jpg" alt="Cesaproba di Montereale" width="300" height="225" /></p><p><em>Cesaproba di Montereale (Aq) ricorda Gabriele Mancini, un suo &#8220;figlio&#8221; prematuramente scomparso.</em></p><p>Con una corsa podistica, lo scorso 13 Agosto, Cesaproba di Montereale ha ricordato un suo amato figlio, il 26enne Gabriele Mancini, prematuramente scomparso. Un evento che ha visto la partecipazione, affettuosa e fortemente emotiva, di tanti giovani e meno giovani dell’Alta Valle dell’Aterno in nome del ragazzo scomparso. La dipartita di una persona cara, ancor più se in giovane età, rappresenta sempre un fatto traumatico di un dolore indescrivibile, un vuoto incolmabile, l’amara tristezza del non vederlo più. Le nostre piccole Comunità sono delle famiglie allargate per cui una simile disgrazia viene vissuta emotivamente con spirito di rispetto, affetto ed umana solidarietà, non solo da parenti ed amici ma da tutta la popolazione. In questo contesto difficile e misterioso, in cui la ragione non riuscirà mai a spiegare il luttuoso evento, si affacciano i tempi passati che fanno vivere le persone nei momenti di vita trascorsa, come dire tenerli in vita attraverso il ricordo. Con simile stato d’animo, fatto di vicinanza alla famiglia del ragazzo che non è più tra noi, partecipo al ricordo del nostro giovane compaesano alla cui memoria mi inchino commosso e riverente. Lo faccio con questa poesia certo di interpretare i sentimenti di tanta gente delle nostre splendide zone di montagna, nella convinzione che le persone scomparse vivono in eterno attraverso il ricordo.</p><p>&nbsp;</p><p><em><strong>Poesia in ricordo di Gabriele Mancini &#8211; </strong></em></p><p><em>Quando il tenero arboscello al suol si schianta</em></p><p><em>fa più rumore di un’arcana tempesta</em></p><p><em>vengono meno le forze e si trapianta </em></p><p><em>lo sprint fisico ed ideale che ogni giovane ha intesta</em></p><p><em>eppur la tua dipartita, una tristezza infinita</em></p><p><em>è stato come un fulmine in una festa</em></p><p><em>non resta che rivolgerti una preghiera</em></p><p><em>sapendoti su nel cielo in un’eletta schiera.</em></p><p>&nbsp;</p><p><em>Un dolore lancinante ci invase da mane a sera</em></p><p><em>attonita Cesaproba inerme e commossa</em></p><p><em>vide tramontare con te la primavera</em></p><p><em>nel cuore e nell’anima fortemente scossa</em></p><p><em>ai tuoi amici e parenti spezzasti il cuore</em></p><p><em>non potendoti prestare alcun soccorso</em></p><p><em>ora che alberghi nell’alto firmamento</em></p><p><em>nell’etere aleggia un delicato accento.</em></p><p>&nbsp;</p><p><em>E’ la tua voce, giovane generoso e attento</em></p><p><em>che oggi con la gara ricordiamo</em></p><p><em>tutti ci inchiniamo a te, faro mai spento</em></p><p><em>per dimostrarti il ben che ti vogliamo</em></p><p><em>questo il nostro splendido intento</em></p><p><em>d’affetto e d’amore è il tuo dolce richiamo</em></p><p><em>il tuo ricordo è stima amicizia storia</em></p><p><em>vive in eterno chi, come te, è illuminato dalla luce della memoria.</em></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0021117_cesaproba-ricorda-gabriele-mancini/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>L’Aquila. Assemblea cittadina in piazza Duomo e i 1000 problemi della ricostruzione</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0021000_l-aquila-assemblea-cittadina-in-piazza-duomo-e-i-1000-problemi-della-ricostruzione/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0021000_l-aquila-assemblea-cittadina-in-piazza-duomo-e-i-1000-problemi-della-ricostruzione/#comments</comments> <pubDate>Sat, 06 Aug 2011 12:59:32 +0000</pubDate> <dc:creator>Nando Giammarini</dc:creator> <category><![CDATA[Terremoto]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=21000</guid> <description><![CDATA[Si è tenuta , sabato 3 luglio u.s., all’Aquila sotto il tendone di piazza Duomo, l’assemblea cittadina sulla ricostruzione che, bisogna avere l’onestà ed il coraggio di dire, specialmente nella zona rossa, è ferma al 6 aprile 2009. Le case del centro storico, i portici e le chiese – ingessate nei tanti puntellamenti sembrano malati [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><img class="alignnone size-large wp-image-21001" title="L'Aquila, terremoto in Abruzzo, 8 aprile 2009, piazza Duomo con i soccorsi" src="http://cultura.inabruzzo.it/wp-content/LAquilaTRb089-600x399.jpg" alt="" width="600" height="399" /></p><p align="justify">Si è tenuta , sabato 3 luglio u.s., all’Aquila sotto il tendone di piazza Duomo, l’assemblea cittadina sulla ricostruzione che, bisogna avere l’onestà ed il coraggio di dire, specialmente nella zona rossa, è ferma al 6 aprile 2009. Le case del centro storico, i portici e le chiese – ingessate nei tanti puntellamenti sembrano malati in fase terminale che chiedono aiuto al cielo. L’ultimo che gli è rimasto dopo aver invocato, per ben 28 mesi, sostegno a tutte le istituzioni. In primis al Presidente del Consiglio che &#8211; dopo i suoi risultati elettorali e le tante promesse svanite nel nulla – si è guardato dal tornare all’Aquila. Basta ricordare che, con tutto il rispetto e la mia personale solidarietà, altre catastrofi naturali come l’alluvione del Veneto hanno trovato risposte tempestive e provvedimenti ad hoc. Probabilmente gli abruzzesi, a differenza dei veneti, terra di camice verdi, sono figli di un Dio minore. Ma noi, gente forte e gentile per tradizione, ma altrettanto cocciuta non molleremo , continueremo a scrivere, informare la gente e manifestare finchè non sarà ricostruita l’ultima casa di uno sparuto paesino del cratere.</p><p align="justify">A tutti coloro che quotidianamente donano il loro tempo alla causa della ricostruzione &#8211; dalla tanto combattiva quanto onesta Patrizia Tocci, a Giusy Pitari, ad Antonio di Giandomenico, cui sono legato da un’antica amicizia risalente ai tempi della militanza politica giovanile, al Comitato 3.32, ai tanti cittadini che vogliono vedere il capoluogo di Regione tornare al suo antico splendore, a tutti gli organi d’informazione locale , della carta stampata ed on line, primi fra tutti Tvunoaq ed il Centro, che senza risparmio di energie riportano costantemente notizie del cratere circa lo stato della ricostruzione &#8211; il mio personale ringraziamento.</p><p align="justify">Premesso ciò veniamo all’assemblea cittadina dove il governatore della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi è intervenuto esattamente dopo 2 anni e 4 mesi. Il suo arrivo è stato salutato da fischi chiara espressione di un clima ostile nei propri confronti e in tutto il Pdl che governa la Regione. Assente il Sindaco Cialente, perché in ferie, erano presenti gli Assessori alla ricostruzione Pietro di Stefano e Stefania Pezzopane , il capo della STM (struttura tecnica di missione, Gaetano Fontana). La discussione, protrattasi per circa 3 ore, ha messo a nudo le tante difficoltà , in un contesto di finta cordialità più per dovere istituzionale che per reale convinzione. Il commissario governativo ha parlato di riunioni fra i diversi enti dai quali sembra il primo cittadino sia stato sempre d’accordo su tutto.</p><p align="justify">Cosa pressoché impossibile poiché tutti sanno quanto siano lontane le posizioni del Comune e della Regione sui piani di ricostruzione, specialmente quello del centro storico dell’Aquila. Questo clima è durato poco in quanto il governatore pur nella sua dialettica ha dato dei bugiardi agli amministratori aquilani dicendo:” Faccio una preghiera agli amministratori del Comune dell’Aquila che quello che sento da loro quando si trovano nelle sedi istituzionali ove si prendono le decisioni lo riportino anche quando parlano pubblicamente ai cittadini”</p><p align="justify">Una caduta di stile, da parte di Chiodi, c’è stata quando, nel corso della discussione,in uno scontro con Pietro Di Stefano sui piani di ricostruzione, gli si è rivolto, sebbene con modi garbati, con uno “ Scusi giovanotto come si chiama lei”. Non da meno la dialettica indirizzata a Stefania Pezzopane chiamata , di volta in volta, dottoressa, signora, assessore. La stessa, da politico navigato e lungimirante, ha chiesto semplicemente di avere a disposizione lo stesso tempo degli altri per replicare alle affermazioni mendaci e non veritiere del governatore. Chiodi ha la pretesa di fare il bello ed il cattivo tempo mentre un pizzico di umiltà imporrebbe un comportamento diverso anche alla luce della tanto difficile quanto problematica situazione della fase post sisma e della sua squadra falcidiata dalla magistratura con i noti eventi dei mesi scorsi.</p><p align="justify">Quando Paolo della Ventura gli ha rivolto una precisa domanda sul fatto che la Regione è stata l’unica ad esprimere perplessità sulla legge di iniziativa popolare, in evidente imbarazzo, ha risposto:” Le ordinanze sono più elastiche rispetto alla rigidità di una legge in quanto ci danno possibilità di correggerle”. Lo stesso non ha escluso la possibilità dell’istituzione di una tassa di scopo per la ricostruzione come chiesto più volte dal Sindaco Cialente e dall’On. Giovanni Lolli deputato aquilano del Pd. La riunione è stata, se così possiamo definirla, improduttiva, e Chiodi a mio avviso ha giocato in difesa; questo nonostante le tante carte portate a sostegno delle sue tesi tanto che la gente, con percentuali che si aggirano intorno al 95%, si è detta d’accordo nel trovare un’intesa nel comune interesse degli aquilani e della rinascita della città.</p><p align="justify">Una posizione davvero coerente ed esplicita quella rappresentata dal comitato 3.32, che per tutto il pomeriggio avevano fatto volantinaggio, espressa da Anna Lucia Bonanni che ha tuonato contro il Presidente «che ha fallito – ha detto come presidente e come commissario” A seguito dell’assemblea ci sono state delle feroci polemiche in quanto il Comune non ci sta a passare da coloro che bloccano la ricostruzione dell’Aquila. Anzi , hanno affermato, senza mezzi termini che se passa la linea regionale l’Aquila non ha speranze di rinascita. Agli aquilani, a 28 mesi esatti dalla tragedia, la mia vicinanza ed il saluto commosso e riverente a coloro che non ci sono più!</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0021000_l-aquila-assemblea-cittadina-in-piazza-duomo-e-i-1000-problemi-della-ricostruzione/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>11</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;Aquila. Intervista a Monsignor Giovanni D&#8217;Ercole</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0020898_laquila-intervista-a-monsignor-giovanni-dercole/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0020898_laquila-intervista-a-monsignor-giovanni-dercole/#comments</comments> <pubDate>Fri, 22 Jul 2011 09:46:43 +0000</pubDate> <dc:creator>Nando Giammarini</dc:creator> <category><![CDATA[Terremoto]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=20898</guid> <description><![CDATA[È una tranquilla mattinata dello scorso afoso lunedì 18 luglio; mi reco in Curia per intervistare Monsignor Giovanni D’Ercole, Vescovo Ausiliare dell’Aquila, da venti mesi. Sono le 11.00 in punto allorché da una stanza del primo piano del capannone nella zona industriale che funge da provvisorio palazzo arcivescovile, con la puntualità di un orologio svizzero, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><img class="alignnone size-full wp-image-20900" title="monsignor-d-ercole" src="http://cultura.inabruzzo.it/wp-content/monsignor-d-ercole.jpg" alt="Monsignor Giovanni D’Ercole  " width="450" height="325" /></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">È una tranquilla mattinata dello scorso afoso lunedì 18 luglio; mi reco in Curia per intervistare <strong>Monsignor Giovanni D’Ercole</strong>, Vescovo Ausiliare dell’Aquila, da venti mesi. Sono le 11.00 in punto allorché da una stanza del primo piano del capannone nella zona industriale che funge da provvisorio palazzo arcivescovile, con la puntualità di un orologio svizzero, appare il presule di origini abruzzesi che con la cortesia che gli è propria mi saluta calorosamente invitandomi ad accomodarmi del suo ufficio. Dalle poche frasi scambiate prima di iniziare l’intervista, come suol dirsi, a microfoni spenti, ho la reale conferma di quanto ho sempre pensato: don Giovanni D’Ercole, ancor prima che uomo di fede e di dialogo, è uomo di verità, coesione ed unità, insomma un vero presule, un pastore volto alla cura delle anime e del suo gregge. Doveroso ricordare, prima di entrare nel vivo nell’intervista, che egli è stato il primo Vescovo che ha celebrato, lo scorso anno, il 17 agosto 2010, la funzione religiosa alla cerimonia di Commemorazione dei Caduti di tutte le guerre, a Cabbia di Montereale (L’Aquila). Per questo, glielo ho ribadito, Cabbia nutre nei suoi confronti ammirazione e gratitudine.</p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><img class="alignnone size-full wp-image-20901" title="monsignor-d-ercole-carriole" src="http://cultura.inabruzzo.it/wp-content/monsignor-d-ercole-carriole.jpg" alt="Monsignor Giovanni D’Ercole  " width="600" height="400" /></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><em>1 &#8211; Monsignor D’Ercole, era il 14 novembre del 2009, quasi due anni fa, allorché lei fu nominato, da Sua Santità Benedetto XVI, Vescovo Ausiliare dell’Aquila. Un ritorno nella sua terra, essendo lei originario di Morino, un paesino della Provincia. Con una bella lettera di saluto indirizzata all’Arcivescovo, alla comunità, ai fedeli, alle istituzioni tutte, Lei si esprimeva così: “Da oggi questa vostra Arcidiocesi è la mia nuova famiglia”. Indubbiamente un bell’esordio, cosa è cambiato, da quel giorno, nella sua vita e nella Curia Arcivescovile?</em></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Nella mia vita rispetto al passato è cambiato proprio tutto, sono immerso nella vita pastorale. Prima ero in ufficio in Segreteria di Stato, in Vaticano, anche se non ho mai tralasciato l’attività pastorale. Il mio lavoro quotidiano è un continuo noviziato…, bisogna apprendere continuamente il servizio di Vescovo, per essere nella condizione e nello spirito di mettermi al servizio di tutti. Mi sono inserito nella Curia Arcivescovile che è una struttura al servizio della diocesi con le sue possibilità e anche le sue difficoltà. Sai … il terremoto lascia i suoi segni un po’ dappertutto.</p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><em>2 – Da uomo di pace, di cultura, da giornalista, quindi da grande comunicatore, ancor prima che da uomo di Chiesa, come pensa si possa avviare la ricostruzione della zona rossa della città? Secondo lei, una volta ricostruito l’ambito abitativo è auspicabile la ricostruzione di un tessuto sociale, non privo di difficoltà, che al momento è praticamente inesistente ed uno dei problemi maggiormente sentiti dalla popolazione?</em></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Con il trascorrere dei giorni mi rendo conto che quando si parla di ricostruzione si dovrebbe pensare meno ai mattoni e più agli uomini. Il vero problema della ricostruzione è quello di dare un futuro a questa città dal punto di vista sociale ed economico. A che serve ricostruire case se non si riesce a dare a questa città e a questa Regione un progetto economico e sociale che faccia sì che quanti vi abitano, specialmente i giovani possano avere speranze. Occorre quindi una programmazione, una progettazione vera dove venga tenuto in debita considerazione il fattore umano. Altrimenti qualsiasi ricostruzione non risolverebbe affatto i problemi di questa zona.</p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><em>3 &#8211; Per la conoscenza che ha della città, della sua gente, e dei mille problemi che l’attanagliano è vero a suo avviso che esiste una nuova soglia di povertà e che la mensa dei poveri è a corto di scorte alimentari nonostante il costante impegno dei suoi tanti volontari?</em></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Certo in una simile situazione sono aumentati enormemente i poveri. Io in questo ufficio ricevo quotidianamente persone che piangono situazioni difficilissime. A mio modo di vedere se la povertà sta crescendo in tutto il Paese, e questo è un dato di fatto, ancor più lo si avverte qui dove a problema si aggiunge problema. Diciamo che l’operato dei volontari è di grande altruismo e generosità, riesce a risolvere molto ma non tutto. Circa il problema degli aiuti io credo che non manchino ma cresce continuamente la richiesta, per cui talora risultano insufficienti. Bisogna cercare persone che diano qualcosa, ma soprattutto persone che ascoltino. Molte volte il problema non lo si risolve dando qualcosa ma ascoltando le persone. Ne faccio esperienza personale quando ricevendo le persone mi rendo conto che ascoltarle significa aver risolto almeno la metà dei loro problemi.</p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><em>4 – Un anno fa fece scalpore il suo richiamo alle autorità in difesa degli aquilani, in cui sosteneva che le stesse non si erano prodigate, lasciando la città sola a fronte dei tanti problemi post-sismici. Oggi, a distanza di un anno da quel vigoroso e sacrosanto intervento, cosa si sente di dire alle tante autorità deputate alla ricostruzione?</em></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Io direi soprattutto un grazie di cuore a coloro che hanno lavorato e bene nella prima fase dell’emergenza. Poi, nella seconda fase, sono nati tutti quei problemi di comunicazione, di difficoltà di intesa che i giornali hanno riportato e riportano costantemente. Anche se, secondo me, vedo gli uomini delle istituzioni più attenti ed operativi di quanto emerga dalla pubblica opinione. Apprezzo il loro lavoro che definisco serio nonostante le tante difficoltà e per questo mi sento di rivolgere loro questo appello: lavorare insieme e comunicare, per spiegare quanto si fa e quello che non si riesce a fare spiegandone i motivi. Insomma più comunicazione e più unità di intenti.</p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><em>5 – Bello ed apprezzato da tutti il suo gesto di sfidare qualche contestazione, immediatamente rientrata, pur di scendere a spalare le macerie con “il popolo delle carriole” per sentirsi vicino al suo popolo. Cosa le è rimasto di quella splendida esperienza di partecipazione?</em></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Intanto il desiderio e la gioia di far parte di quella gente ha motivato quel gesto, che non era, come dire, eclatante ma un gesto nato spontaneo da condizioni concrete. Non avrei mai pensato potesse avere tanta eco! Anche dopo tanto tempo mi rendo conto che è stato un gesto di cui non rimpiango assolutamente nulla poiché stando lì ho capito quanta sofferenza c’era e continua ad essere nel cuore della gente. Tale realtà riesci a viverla ed a comprenderla solo se stai con loro e ti sporchi le mani con loro. E mi dispiace non poter essere costantemente accanto alle persone e condividere con loro gioie e speranze, difficoltà e amarezze. Poiché compito del pastore è di stare con le sue pecore.</p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><em>6 &#8211; Quali sono secondo lei i settori in cui necessitano maggiore incisività e vicinanza alle persone per ricostruire quel clima di serenità anche familiare di cui tutti hanno bisogno?</em></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Intanto il settore della comunicazione; cioè la capacità di comunicare e far comunicare. Ad esempio, si è lamentata fin dall’inizio la poca aggregazione nei vari progetti C.A.S.E. Non c’è infatti nessun luogo di aggregazione se non le poche “tende amiche” costruite dalla Diocesi. Mancano luoghi di aggregazione dove potersi incontrare, relazionarsi con gli altri ed evitare di chiudersi a riccio in una solitudine che può portare alla depressione. Bisogna assolutamente trovare luoghi fisici dove socializzare. Accanto a questa emergenza, c’è l’attenzione particolare rivolta ai giovani, che sono il nostro futuro. A seconda dell’educazione che siamo in grado di impartire saranno il sole o la tempesta dell’avvenire. Vederli disgregati, sbattuti da una parte all’altra tra pub e discoteche, stringe il cuore. L’altra vera emergenza è il sostegno alle famiglie. È un peccato che, la Finanziaria che è stata fatta questi giorni, invece di colpire i privilegi e le alte sfere della politica, abbia iniziato per punire coloro che a stento arrivano a fine mese. Ancor più ciò si avverte all’Aquila terremotata, in cui tante famiglie sono in difficoltà. E poi aumentano separazioni e divorzi. Quindi una vera e propria disgregazione familiare.</p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><em>7 – Vorrei usare un’espressione del defunto Cardinale Salvatore Pappalardo &#8211; Nunzio Apostolico in Indonesia e, successivamente, Arcivescovo di Palermo &#8211; ai funerali del Generale Dalla Chiesa: “Mentre a Roma si discute la città di Sagunto viene espugnata dai nemici”. Così è anche all’Aquila, Monsignore, dove si stanno facendo troppe chiacchiere, tantissima è la burocrazia, e la gente, sfiduciata, non riesce a vedere luce?</em></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Se leggi i giornali questo è il quadro e questa è la considerazione che tutti fanno. Quando vai in giro per l’Italia senti gente che dice: “Ma come! Hanno risolti tutti i problemi, perché state ancora a protestare?”, oppure c’è chi dice: “Il governo in questi anni non ha fatto nulla”. In un caso o nell’altro l’immagine è sempre negativa. Io onestamente non sposerei fino in fondo questa visione, perché se è vero che esistono difficoltà e lentezze burocratiche è vero anche che esiste tanto impegno. Molto è stato fatto e vorrei che questo emergesse per dare una carica positiva a chi si sta impegnando. In città si avverte stanchezza anche delle lamentele. Bisogna essere propositivi per far sì che la ricostruzione non sia solo il lavoro di funzionari e imprese di costruzione, ma di tutta la popolazione.</p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><em>8 – Eccellenza crede che il sentimento della speranza che da sempre ha animato gli abruzzesi, gente forte e gentile per tradizione, si sia affievolito a partire dal 6 aprile 2009?</em></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Purtroppo debbo dire di sì, questo è costatabile lo dicono le statistiche: sono aumentati i casi di depressione, è aumentata moltissimo la tristezza, anche nei bambini. Questo è un dato di fatto, enfatizzarlo è però come dichiarare sconfitta, invece noi crediamo nella speranza. Siamo dei testardi e crediamo che la speranza non muore mai. Sebbene sia una piccola fiammella può sempre riprendere vita e incendiare il mondo.</p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><em>9 – Crede, essendo esperto in questo campo, che i tanti mezzi d’informazione a livello locale e nazionale, sia on-line che stampati, stiano facendo bene il loro mestiere di informare la gente o pur di inseguire la notizia, lo scoop a tutti i costi, a volte si abbandonano a notizie che generano ansia e preoccupazione?</em></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Leggendo la stampa, mi fermo soprattutto a quella locale poiché i grandi organi di informazione hanno quasi dimenticato L’Aquila e la ricordano solo per qualche episodio in genere non positivo; ho la percezione che si stiano preoccupando non soltanto di dare informazioni per così dire negative ma anche propositive e utili a tutti. Riferire in negativo, nonostante il sacrosanto diritto di cronaca, non porta a molto. Ben vengano informazioni su fatti positivi come giustamente ha fatto la stampa locale all’inaugurazione della Casa del Volontariato di qualche giorno fa. È un segnale di vita e di speranza. La stampa ha un grande ruolo nell’opera della ricostruzione.</p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><em>10 – Nella prefazione scritta nel libro del giornalista della redazione aquilana del Messaggero, Angelo De Nicola, “ Il Mito di Celestino” lei parla di Pietro del Morrone come di un mite pericoloso, a cosa è dovuta questa sua affermazione?</em></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Guarda… intanto mite pericoloso è un po’ un’iperbole per presentare Celestino V fuori dagli schemi stereotipi come sempre lo si presenta. Mite lo era sicuramente ma pericoloso nel senso che viene ad infrangere le opinioni stereotipate che molti si fanno di lui, dell’uomo che si faceva guidare e teleguidare, di un debole. Invece ne esce l’immagine di un Santo coraggioso, una persona di grande saggezza che ha accettato il rischio, in un momento particolare della storia, di essere colui che si è fatto carico di una missione sicuramente più grande delle sue spalle. Questo nella mitezza lo ha accettato ma è poi diventato pericoloso per gli assetati di potere perché pensavano di poterlo utilizzare per i loro scopi, ma lui ha avuto così il coraggio di dimettersi aprendo una fase nuova nella storia della Chiesa salvaguardandone l’unità. Questo è stato il suo grande pregio: quello di rinunciare a se stesso, in quanto avrebbe potuto essere un papa di corte, ma non era il suo stile. La sua “pericolosità” è stata nei confronti dei potenti dell’epoca, fuori e dentro la Chiesa.</p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><em>11- Partendo dal suo stile &#8211; carattere e modi di essere e di fare &#8211; di uomo e di Vescovo, dedito, a differenza di altri, a sentimenti di unità, di accordo, di pace, cosa ci dice a proposito delle attuali divisioni esistenti nella Curia aquilana?</em></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Penso siano più notizie riportate dai giornalisti che fatti reali. Per esempio, tra me e l’Arcivescovo io non vedo divisioni, stiamo lavorando per la stessa causa. La differenza di personalità, di storie passate, di diversi percorsi di vita, porta ad idee diverse non è poi un problema, ma una ricchezza. Con onestà intellettuale e buon senso tutto si supera. Se una cosa rimpiango di me stesso è quella di non riuscire sempre ad essere fino in fondo uomo di unità e di conciliazione, non solo qui ma in qualsiasi esperienza della mia vita. Ogni giorno mi alzo e dico: “Signore fammi strumento della tua pace, dove c’è odio io porti amore, dove c’è divisione io porti unità”. E’ la preghiera di Francesco.</p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY"><em>12– Prima di salutarla, Eccellenza, quale messaggio lancerebbe, a cuore aperto, al popolo aquilano ed a tutti i cittadini del cratere ?</em></p><p style="text-align: left;" align="JUSTIFY">Invito gli aquilani a non mollare ma anche a non adagiarsi. Rimbocchiamoci le maniche e facciamo, come altri hanno fatto, perché il fare aiuta, il parlare lascia il tempo che trova.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0020898_laquila-intervista-a-monsignor-giovanni-dercole/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>18</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;Aquila: terza estate senza voi</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0020745_laquila-terza-estate-senza-voi/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0020745_laquila-terza-estate-senza-voi/#comments</comments> <pubDate>Tue, 12 Jul 2011 23:23:08 +0000</pubDate> <dc:creator>Nando Giammarini</dc:creator> <category><![CDATA[poesia]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=20745</guid> <description><![CDATA[Una poesia per ricordare le vittime innocenti del terremoto che ha colpito la città dell’Aquila e i paesi del &#8220;cratere &#8220;, a 27 mesi dalla loro scomparsa; perché nessuna mente umana li dimentichi mai. Un commosso pensiero e la mia costante vicinanza alle famiglie dei tanti corregionali che ci hanno lasciato per sempre. E’ giunta [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignnone size-large wp-image-20747" title="L'Aquila, terremoto in Abruzzo, 8 aprile 2009," src="http://cultura.inabruzzo.it/wp-content/LAquilaTRb109-600x399.jpg" alt="" width="600" height="399" /></em></p><p><em>Una poesia per ricordare le vittime innocenti del terremoto che ha colpito la città dell’Aquila e i paesi del &#8220;cratere &#8220;, a 27 mesi dalla loro scomparsa; perché nessuna mente umana li dimentichi mai. Un commosso pensiero e la mia costante vicinanza alle famiglie dei tanti corregionali che ci hanno lasciato per sempre.</em></p><p>E’ giunta la terza estate nella città distrutta</p><p>Mancano tanti suoi figli</p><p>Nessuno se ne fa una ragione</p><p>Anche la più flebile speranza si allontana</p><p>In questo clima afoso con tristezza infinita</p><p>da 27 mesi, qui si è fermata la vita.</p><p>E’ mattino presto, in riva al mare</p><p>Guardo il cielo, vedo il Gran Sasso</p><p>La montagna madre di questa gente</p><p>Miei fratelli di terra natia</p><p>Cui rivolgo un pensiero e una preghiera</p><p>Voi siete in cielo e Dio vi abbia in gloria.</p><p>Mi apparite come un sottile fluido</p><p>Che scorre tra me e il mare</p><p>Un bagliore divino</p><p>Un magico chiarore</p><p>Scintille di luce</p><p>Confuse con il celeste manto.</p><p>Ogni rondinella in volo si dispera</p><p>Quando sotto la grondaia il nido non ritrova</p><p>Da quella fumida e terribile nottata</p><p>Ognuno di noi si sente più solo</p><p>Questa è umanità, coscienza, storia</p><p>Vivrete per sempre nel ricordo della memoria.</p><p><strong><em>Roma, 12 luglio 2011 </em></strong></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0020745_laquila-terza-estate-senza-voi/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>6</slash:comments> </item> <item><title>L&#8217;Aquila: riaperti totalmente i &#8220;portici&#8221;</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0020658_laquila-riaperti-totalmente-i-portici/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0020658_laquila-riaperti-totalmente-i-portici/#comments</comments> <pubDate>Sat, 02 Jul 2011 22:12:53 +0000</pubDate> <dc:creator>Nando Giammarini</dc:creator> <category><![CDATA[Terremoto]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=20658</guid> <description><![CDATA[Con un’ordinanza firmata dal Sindaco, Massimo Cialente, sono stati finalmente riaperti, sabato 25 giugno, i portici nel tratto che va da Piazza Duomo a piazza Palazzo sede storica del Comune dell’Aquila. Un’attesa, un’agonia, lunga 26 mesi, sebbene un tratto di quei bei luoghi di “ struscio &#8221; &#8211; Il famoso rito per cui ci si [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-large wp-image-20660" title="L'Aquila, gente, il Corso" src="http://cultura.inabruzzo.it/wp-content/foto-corso3-600x404.jpg" alt="" width="600" height="404" /></p><p>Con un’ordinanza firmata dal Sindaco, Massimo Cialente, sono stati finalmente riaperti, sabato 25 giugno, i portici nel tratto che va da Piazza Duomo a piazza Palazzo sede storica del Comune dell’Aquila. Un’attesa, un’agonia, lunga 26 mesi, sebbene un tratto di quei bei luoghi di “ struscio &#8221; &#8211; Il famoso rito per cui ci si incontrava, si passavano intere serate a chiacchierare, talvolta a sproposito, a pettegolare dentro il luogo della comunità- della mia gioventù e di tanti aquilani, fosse già stato restituito ai cittadini<br /> alcune settimane fa. Certo fa effetto e mantiene fermo il ricordo della maledetta notte, camminare tra tanti tubi di ferro.</p><p>Tanti si fermano agli incroci con le stradine trasversali, qualcuno ha paura e preferisce spostarsi all’esterno, negli occhi della gente, specialmente in quelli delle persone più anziane, noti uno sguardo tra il meravigliato e l’incredulo. Si chiederanno, probabilmente, pur essendo un segnale di fiducia e di speranza nella ripresa e nella ricostruzione, se può avere senso passeggiare in quei luoghi cari che non portano da nessuna parte se non nella città ferita a morte ed ancora abbandonata al suo destino.</p><p>Mi pare di parafrasare Dante nella divina commedia, nel canto terzo dell’inferno, quando dice:” …per me si va ne la città dolente… per me si va ne l’eterno dolore..per me si va tra la perduta gente”. Eterno è il dolore degli aquilani fin quando non sarà ricostruita l’ultima casa e ristrutturata la più piccola , ma importantissima, opera d’arte. Eterno deve essere l’impegno e la nostra voglia di partecipare attivamente, ognuno per quanto nelle sue capacità e possibilità, mantenendo alto il livello di guardia sul problema terremoto. Questo significa essere abruzzesi forti e gentili per tradizione, attaccati al territorio ed alla sua gente che in nome di quel grandioso sentimento definito solidarietà da il meglio di se stesso. Tutti sanno, e sono perfettamente convinti, che la ricostruzione vera, reale, sta partendo ora ma incontra enormi difficoltà di ordine burocratico per cui si tratta di un qualcosa di flebile che dimostra la lontananza dei cittadini dalle istituzioni.</p><p>Anche perché i vari Letta , Chiodi e company hanno il dono di dire tutto ed il contrario di tutto. Quindi la gente si trova disorientata e non riesce a farsene una ragione a fronte di una serie di problemi infiniti che tengono specialmente la zona rossa ferma esattamente a 26 mesi fa. Quei palazzi, memoria storico &#8211; culturale dell’Aquila, sembrano invocare aiuto divino, essendogli rimasto solo quello. Sebbene quel tratto di strada coperta era il simbolo dell’aquilanità, i luoghi cari in cui sono passate intere generazioni, che auguriamoci torni alla completa normalità ed al suo splendore quanto prima. Certo è uno spettacolo di enorme tristezza passare in quei tunnel cinti di fasce bianco rosse; si ha la reale sensazione di un’infinita disperazione, arrecando ulteriori danni a quelle zone gementi, deserte, silenziose strette nel dolore degli innumerevoli puntellamenti. Sembrano tante ferite fasciate.</p><p>Pensandoci bene che senso può avere attraversare i portaci se gli stessi non conducono da nessuna parte? Nel nostro intimo più profondo la risposta, può essere dettata da mille ragioni di ordine morale, sociale, ricordi, attaccamento ai luoghi della nostra infanzia. Io ben ricordo la biblioteca “ Tomassi” ubicata alla fine dei portaci praticamente attigua alla sede del liceo classico dove si andava a consultare dei testi e dove studiosi locali passavano le loro tante mattinate di studio. Ora questo vasto e prezioso patrimonio culturale giace chiuso in tanti scatoloni, tra la polvere, in un capannone del nucleo industriale di Bazzano. Impegniamoci tutti affinchè questo immane tesoro venga restituito, quanto prima, alla città.</p><p>La cultura e la storia dell’Aquila e dei paesi del cratere sismico, coniugate armonicamente con le tante bellezze naturali, dall’Adriatico al Gran Sasso, diventano emozioni anche in questa drammatica esperienza sisma che speriamo non si ripeta mai più. Intanto per decisione del Rettore dell’Università dell’Aquila, il Prof Ferdinando di Orio, è uscito, in questi giorni, un libro bianco dal titolo: &#8221; Una ricostruzione al buio &#8220;in cui si denunciano il mancato coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali poichè ai terremotati non è stato chiesto quali fossero i loro bisogni in seguito al disagio psicologico causato dalle scosse. Quindi una scarsa condivisione delle scelte a seguito del sisma . Questo è anche il giudizio di Giusy Pitari prorettore dell&#8217;Ateneo aquilano e leader del popolo delle carriole. Poi come stanno esattamente le cose, nessuno, più del Direttore di questa rivista che sta facendo un articolo in ogni centro terremotato per rendersi conto realmente della situazione ed informare tanto dettagliatamente quanto obiettivamente i lettori.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0020658_laquila-riaperti-totalmente-i-portici/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>5</slash:comments> </item> </channel> </rss>
<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Minified using memcached
Page Caching using memcached
Database Caching using memcached
Object Caching 672/813 objects using memcached

Served from: cultura.inabruzzo.it @ 2012-02-08 23:07:56 -->
