<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Cultura inAbruzzo&#187; Giulia Sperini</title> <atom:link href="http://cultura.inabruzzo.it/00author/giulia-sperini/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://cultura.inabruzzo.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 17:38:38 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>recensione: Paolo Grugni, &#8220;Italian Sharia&#8221;</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0013353_recensione-paolo-grugni-italian-sharia/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0013353_recensione-paolo-grugni-italian-sharia/#comments</comments> <pubDate>Tue, 25 May 2010 17:06:07 +0000</pubDate> <dc:creator>Giulia Sperini</dc:creator> <category><![CDATA[Letteratura]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=13353</guid> <description><![CDATA[Paolo Grugni racconta una vicenda drammaticamente attuale, una “storia disperata e disperante”. Il suo libro é frutto di fantasia, “ma per una volta, qualsiasi analogia con fatti, luoghi e persone, vive o scomparse, non é assolutamente casuale”. Siamo in Toscana, tra le province di Prato e Firenze. E’ il mese di giugno del 2009. Una [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Paolo Grugni racconta una vicenda drammaticamente attuale, una “storia disperata e disperante”. Il suo libro é frutto di fantasia, “ma per una volta, qualsiasi analogia con fatti, luoghi e persone, vive o scomparse, non é assolutamente casuale”.<span id="more-13353"></span></p><p>Siamo in Toscana, tra le province di Prato e Firenze. E’ il mese di giugno del 2009. Una giovane donna marocchina trova la morte per mano del padre. L’uomo l’ha sgozzata “perché non era una buona mussulmana”. Nel frattempo, subito dopo l’assassinio, la sorella della ragazza uccisa scompare nel nulla.</p><p>Uno scrittore del luogo (io narrante), mosso esclusivamente da spirito caritatevole (“altrimenti avrò la coscienza eternamente fuori posto”), decide di cercarla. Egli infatti è convinto che l’allontanamento della ragazza non sia volontario e che la giovane subirà la stessa sorte della sorella. Quindi darà il via ad una corsa contro il tempo al fine di trovarla e metterla in salvo.</p><p>Il romanzo, aperto e incisivo, mette a confronto culture, religioni e popoli diversi. Parole dirette e taglienti, sottolineano la tendenza degli esseri umani a trincerarsi, sempre più spesso, dietro un estremismo culturale fallace e limitante. Riflessioni ispirate e comunicative, evidenziano la dilagante incapacità di accettare i differenti modi di vivere e di pensare dei propri simili. Dialoghi fluidi e incalzanti, raccontano la crescente difficoltà di coesistere nel rispetto reciproco.</p><p>“Italian Sharia” si rivela dunque, un viaggio in una realtà che ospita una pluralità di credo e di etnie. Un’indagine graffiante sulle ragioni che ispirano e giustificano le diversità religiose e culturali. Una denuncia lungimirante sul rischio che “le forze ctonie della xenofobia” prendano “il sopravvento e il senso di rassegnazione” diventi “più forte dell’etica della responsabilità”.</p><p>(Paolo Grugni, “Italian Sharia”, Gruppo Perdisa Editore, pp. 203, Euro 14,00)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0013353_recensione-paolo-grugni-italian-sharia/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Gianni Canova racconta il suo &#8220;Palpebre&#8221;</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0012723_gianni-canova-racconta-il-suo-palpebre/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0012723_gianni-canova-racconta-il-suo-palpebre/#comments</comments> <pubDate>Thu, 29 Apr 2010 17:40:42 +0000</pubDate> <dc:creator>Giulia Sperini</dc:creator> <category><![CDATA[Letteratura]]></category> <category><![CDATA[Gianni Canova]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=12723</guid> <description><![CDATA[Gianni Canova è docente di Storia e critica del cinema presso l’Università IULM di Milano dove è anche preside della Facoltà di Comunicazione. E’ un valente critico cinematografico, ruolo che ha svolto anche per “La voce” di Indro Montanelli, per “Il Manifesto”, per “Sette” del “Corriere della sera” e per “La Repubblica”. Ha fondato e [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gianni</strong> <strong>Canova</strong> è docente di Storia e critica del cinema presso l’Università IULM di Milano dove è anche preside della Facoltà di Comunicazione. E’ un valente critico cinematografico, ruolo che ha svolto anche per “La voce” di Indro Montanelli, per “Il Manifesto”, per “Sette” del “Corriere della sera” e per “La Repubblica”. Ha fondato e dirige il mensile di cinema “Duel” (dal 2003 “Duellanti”), e su Sky Cinema conduce la rubrica “Il cinematografo”. E’ stato da poco pubblicato “<strong>Palpebre</strong>”, il suo primo romanzo, e noi ne abbiamo approfittato per <strong>intervistarlo</strong>.</p><p><a href="http://cultura.inabruzzo.it/wp-content/gianni-canova-palpebre.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-12726" title="gianni-canova-palpebre" src="http://cultura.inabruzzo.it/wp-content/gianni-canova-palpebre.jpg" alt="Gianni Canova racconta “Palpebre”" width="500" height="328" /></a><span id="more-12723"></span></p><p>“<strong>Palpebre” è il suo primo romanzo, come è nata l’idea di scriverlo?</strong></p><p>Non c’è un’idea, alla base della decisione di scrivere. C’è una necessità. La necessità di raccontare quella storia. Proprio quella. Dura e disturbante. La necessità di riuscire a chiudere una storia non conciliante e non riconciliata. A giudicare dalla numerosissime reazioni che ricevo, che sono o di adesione entusiasta o di viscerale rifiuto, direi che sono riuscito nel mio intento.</p><p><strong>Giovanni e Mia ne sono i protagonisti, come li ha “pensati” e, se ne ha avute, quali sono state le difficoltà maggiori nel “crearli”?</strong><strong> </strong></p><p>Volevo una storia senza eroi positivi. Nè Giovanni – l’io narrante – nè Mia – la sconosciuta che mette in movimento l’azione – lo sono. Sono &#8211; anche se inconsapevolmente &#8211; complici dell’orrore di cui sono testimoni. Non si salva nessuno. Volevo che fosse così. E forse è questo a risultare disturbante: l’idea che il Male in <em>Palpebre</em> non è prodotto da un mostro, un seriali killer, uno psicopatico, una deviazione patologica dell’umano. No: in <em>Palpebre</em> l’orrore è generato da persone che sono come noi. Che ci assomigliano. Che mi assomigliano. Mi e ci piaccia o no….</p><p><strong>Il suo romanzo è un fluire di immagini crude e agghiaccianti che descrivono magistralmente la miseria di uomini in balia del guardare. Cosa sono per lei le immagini e quale rapporto hanno con lo sguardo?</strong></p><p>Le immagini sono il nostro inferno e il nostro paradiso. Mentono, sempre. Ma chi lo dice, mente. Mente sapendo di mentire.</p><p><strong>Credo si possa dire che in “Palpebre” viene raccontata la condanna a non poter guardare, per sottolineare il contrario: l’importanza di aprire gli occhi. Dunque le chiedo: cosa significa per lei aprire le palpebre? </strong></p><p>Significa avere la forza di pensare a quello che si vede, e di smetterla – come ormai facciamo un po’ tutti – di vedere sempre e solo ciò che già pensiamo. Le pagine di <em>Palpebre </em>dedicate al problema della sicurezza, pagine a cui tengo molto, dicono proprio questo: abbiamo percezioni diverse della realtà Continuiamo a guardare al mondo e a noi stessi con lenti deformate dai nostri pregiudizi. Dalle ideologie. Dalle fedi. Non riusciamo a farne a meno. E quando guardiamo negli occhi l’abisso, siamo portati a far finta di non aver visto niente. Preferiamo il racconto che ci viene fatto dai media sulla realtà che un’osservazione diretta della realtà medesima….</p><p><strong>Il suo romanzo è ambientato a Milano, che tipo di legame ha con questa città? Quanto essa è fonte di ispirazione per lei? </strong></p><p>Adoro Milano. Non potrei vivere in nessun altra città italiana. Ma di Milano mi piace soprattutto la consistenza <em>minerale</em>. Ciò che essa ha di postumano. Mi piace vuota, di notte. Possibilmente con la nebbia. E con quell’inconfondibile odore di smog e di asfalto bagnato…</p><p><strong>Nel romanzo cita celeberrimi letterati di epoche passate (Dante, Beccaria, Goethe, Stendhal, Dostoevskij, Scerbanenco). Mi piacerebbe sapere chi la “incuriosisce” tra gli autori contemporanei.</strong></p><p>Houellebecq. Grangè, certo. Cormac McCartrhy, non c’è dubbio. Tra gli italiani, Donato Carrisi. Confesso che mi sono ritrovato a piangere come un bambino mentre leggevo l’ultima pagina del bellissimo romanzo di Paolo Sorrentino <em>Hanno tutti ragione</em>.</p><p><strong>Se ci fosse la possibilità di realizzare una trasposizione cinematografica di questo romanzo, a chi affiderebbe la regia? Quali attori vorrebbe vestissero i panni dei protagonisti? E infine, chi sceglierebbe come autore della colonna sonora?</strong></p><p>Palpebre non diventerà un film. Nessuno lo produrrebbe in Italia oggi. Forse un autore di b-movies americani…. Ma mi piace l’dea che resti un corpo pulsante fatto di parole. Solo di parole. Anche se -spero – di parole molto visive…</p><p><strong>Un’ultima domanda: perché un lettore dovrebbe acquistare il suo romanzo?</strong></p><p>Non ho la presunzione di saperlo. I libri si acquistano (anche se poi non è detto che si leggano) per i motivi più diversi. Per un titolo, una copertina, una storia, un feticcio, una passione, un inganno. Quello che posso garantire è che Palpebre – lo riconoscono tutti, anche quelli che poi non lo amano – si legge di un fiato. Si divora. E poi lascia addosso un po’ di disagio. Di quel disagio che a volte può spingerci a fare i conti con la parte più oscura di noi. Paradossalmente, insomma, la lettura del romanzo può essere perfino salutare…. Ed emotivamente coinvolgente.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0012723_gianni-canova-racconta-il-suo-palpebre/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>recensione: &#8220;Eva dorme&#8221; di Francesca Melandri</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0012713_recensione-eva-dorme-di-francesca-melandri/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0012713_recensione-eva-dorme-di-francesca-melandri/#comments</comments> <pubDate>Thu, 29 Apr 2010 08:22:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Giulia Sperini</dc:creator> <category><![CDATA[Letteratura]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=12713</guid> <description><![CDATA[Romanzo corposo e complesso in cui la reale evoluzione storico-politica (dal 1919 ad oggi) del Trentino Alto Adige fa da sfondo alle immaginarie vite dei protagonisti (Gerda, Eva e Vito). Gerda nasce nel Sud Tirolo, in una famiglia di contadini. Poco più che adolescente, rimane incinta di un coetaneo. Abbandonata da quest’ultimo e ripudiata dalla [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Romanzo corposo e complesso in cui la reale evoluzione storico-politica (dal 1919 ad oggi) del Trentino Alto Adige fa da sfondo alle immaginarie vite dei protagonisti (Gerda, Eva e Vito).<span id="more-12713"></span></p><p>Gerda nasce nel Sud Tirolo, in una famiglia di contadini. Poco più che adolescente, rimane incinta di un coetaneo. Abbandonata da quest’ultimo e ripudiata dalla famiglia, decide di crescere da sola la figlia appena nata (Eva).</p><p>Dopo alcune avventure sentimentali, quando Eva è ancora una bambina, Gerda conosce Vito, un carabiniere calabrese di stanza in Trentino. I due si innamorano iniziano una relazione e decidono di sposarsi, ma la famiglia di lui, a causa del passato di lei, si oppone. Consapevole del conflitto interiore che tale situazione sta provocando in Vito e convinta così di aiutarlo, Gerda lo lascia.</p><p>L’uomo, affranto, ritorna nella sua terra natale. Il tempo passa: Gerda invecchia tormentata dal dolore per la perdita di lui, mentre Eva, segnata da quel distacco (Vito l’aveva amata da subito come una figlia), diventa una bellissima donna in carriera che ha paura di amare. Ma ecco che dopo anni di silenzio Vito contatta Eva, le dice che sta morendo e che desidera parlarle. Il loro incontro, intenso e pieno, segnerà la rinascita di Eva e il rasserenamento di Gerda.</p><p>“Eva dorme” è un romanzo dall’ambientazione storica e contemporanea insieme. Uno scritto che racconta una pluralità di amori: quello sentimentale, quello fisico e quello patrio.</p><p>Le caratterizzazioni dei personaggi sono toccatine di vividi colori a tempera che ne sottolineano la suadente passionalità. La raffigurazione dei luoghi è un tratteggio di trasparenti colori acquerello che danno forma alla delicata corposità delle valli, dei prati e dei monti altoatesini. La cronaca degli accadimenti storici è un disegno geometrico dalle linee perfette, frutto di un’attività di ricerca operosa e accurata.</p><p>Francesca Melandri ci omaggia dunque di un romanzo solido e credibile, franco e penetrante.</p><ul><li>Francesca Melandri</li><li>Eva dorme</li><li>pp.347</li><li>Mondadori</li><li>Euro 19,00</li></ul> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0012713_recensione-eva-dorme-di-francesca-melandri/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>5</slash:comments> </item> <item><title>recensione &#8211; Gianni Canova, &#8220;Palpebre&#8221;</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0011516_recensione-gianni-canova-palpebre/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0011516_recensione-gianni-canova-palpebre/#comments</comments> <pubDate>Tue, 16 Mar 2010 10:46:57 +0000</pubDate> <dc:creator>Giulia Sperini</dc:creator> <category><![CDATA[Letteratura]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=11516</guid> <description><![CDATA[Thriller dal sapore gotico, “Palpebre” é adrenalina allo stato puro. La storia si sviluppa intorno alla figura di Giovanni, giornalista e assistente universitario, e intorno al suo fortuito incontro con Mia. Giovanni la vede per la prima volta all’interno del bar che fronteggia l’università, dove Mia ha appuntamento con un uomo. Profondamente colpito dalla bellezza [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Thriller dal sapore gotico, “<strong>Palpebre</strong>” é adrenalina allo stato puro. La storia si sviluppa intorno alla figura di <strong>Giovanni</strong>, giornalista e assistente universitario, e intorno al suo fortuito incontro con <strong>Mia</strong>.</p><p>Giovanni la vede per la prima volta all’interno del bar che fronteggia l’università, dove Mia ha appuntamento con un uomo. Profondamente colpito dalla bellezza di quella donna, quando lei e quell’uomo sconosciuto si allontanano, Giovanni decide di seguirli. Si dirigono all’interno dell’università, nei bagni. Una volta dentro, Mia ucciderà barbaramente il suo accompagnatore e Giovanni ne sarà testimone involontario.<span id="more-11516"></span></p><p>Da questo momento in poi la sua vita cambierà radicalmente: braccato dall’organizzazione criminale cui fa capo Mia, conoscerà la disperazione, perderà le persone che gli sono più care e compirà azioni che mai avrebbe immaginato di avere il coraggio di concludere.</p><p>Immagini agghiaccianti e morbose vengono rappresentate con speditezza e chiarezza sbalorditive. Le scene, cruente e crude, si susseguono con studiata e impeccabile scabrezza. Il dolore e la paura dei personaggi impregnano ogni parola del racconto che si rivela un noir eccezionale. I pregevoli e puntuali richiami da un lato al “Purgatorio” di Dante (il titolo del thriller è tratto dalla pena della cucitura delle palpebre: Canto XIII), e dall’altro alle immagini del “Giudizio Universale” di Giotto, alimentano magistralmente il turbamento del lettore.</p><p>Canova non fornisce inverosimili colpi di scena, ma descrive la possibile deformazione della coscienza umana estremizzando, al limite dell’immaginabile, la cattiveria ripugnante che può albergare in ogni uomo. Questa sua scelta si rivela vincente: le pagine raccontate, palpitanti e vive, catturano immediatamente l’attenzione del lettore e rendono questo thriller-noir un pregiato esempio dell’arte dello scrivere.</p><p>(Gianni Canova, “Palpebre”, pp. 230, Garzanti, Euro 16,60)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0011516_recensione-gianni-canova-palpebre/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>recensione &#8211; Alessandro D’Avenia, “Bianca come il latte, rossa come il sangue”</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0011260_recensione-alessandro-d-avenia-bianca-come-il-latte-rossa-come-il-sangue/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0011260_recensione-alessandro-d-avenia-bianca-come-il-latte-rossa-come-il-sangue/#comments</comments> <pubDate>Tue, 09 Mar 2010 15:38:52 +0000</pubDate> <dc:creator>Giulia Sperini</dc:creator> <category><![CDATA[Letteratura]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=11260</guid> <description><![CDATA[È una sconfinata passeggiata nella realtà giovanile quella che Alessandro D’Avenia offre in questo romanzo in cui racconta dei ragazzi, dei loro sogni e della paura di essere sconfitti nel tentativo di realizzarli. Leo, il protagonista, ha sedici anni e studia al liceo classico. Ha molti amici (Niko e Silvia sono quelli più cari) ed [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>È una sconfinata passeggiata nella realtà giovanile quella che Alessandro D’Avenia offre in questo romanzo in cui racconta dei ragazzi, dei loro sogni e della paura di essere sconfitti nel tentativo di realizzarli.<span id="more-11260"></span></p><p>Leo, il protagonista, ha sedici anni e studia al liceo classico. Ha molti amici (Niko e Silvia sono quelli più cari) ed è alle prese con il suo primo amore: Beatrice “occhi verdi che quando li spalanca prendono tutto il viso. Capelli rossi che quando li scioglie l’alba ti viene addosso”. Vive le sue giornate di sedicenne tra interrogazioni e partite di calcetto. Il suo quotidiano viene però bruscamente interrotto dalla malattia della sua amata: leucemia. Leo entra in crisi, prende ad odiare tutto e tutti e il baratro della solitudine inizia a risucchiarlo. Ma quando tutto sembrerà perduto, Silvia (segretamente innamorata di lui) e il suo insegnante di storia e filosofia lo sproneranno a guardare avanti e a non rinunciare ai suoi sogni.</p><p>La capacità dell’autore di parlare con le parole degli adolescenti, i perfetti richiami alle canzoni di Gianna Nannini e di Elisa e la delicatezza usata nell’affrontare temi difficili come l’amore e la morte sono i punti di forza di questo romanzo moderno.</p><p>Tutte le pagine richiamano colori perché “ogni emozione è un colore”, ma a dominare sono il rosso (sinonimo di tutto ciò che è positivo) e il bianco (sinonimo di tutto ciò che è negativo). Leo è abituato a cavalcare la vita (rosso) e non si capacita della morte (bianco). La sua è una disperazione struggente che troverà sollievo solo quando in lui si farà strada la consapevolezza che la vita è una policromia e vivere equivale ad accettarne le sfumature.</p><p>In quel momento Leo uscirà dal suo bozzolo, mescolerà i colori e si renderà conto che soltanto un’apertura coraggiosa verso le difficoltà gli consentirà di realizzare i propri sogni.</p><p>(Alessandro D’Avenia, “Bianca come il latte, rossa come il sangue”, Mondadori, pp. 254, Euro 19,00)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0011260_recensione-alessandro-d-avenia-bianca-come-il-latte-rossa-come-il-sangue/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>6</slash:comments> </item> <item><title>recensione &#8211; Anna Pina Cipulli, “Un paese dietro le spalle”</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0010955_recensione-anna-pina-cipulli-un-paese-dietro-le-spalle/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0010955_recensione-anna-pina-cipulli-un-paese-dietro-le-spalle/#comments</comments> <pubDate>Sat, 27 Feb 2010 18:01:41 +0000</pubDate> <dc:creator>Giulia Sperini</dc:creator> <category><![CDATA[Letteratura]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=10955</guid> <description><![CDATA[Filomena é una donna anziana e sola. Malata e costretta in un letto, conduce una vita rassegnata. Per via delle sue condizioni, i suoi vicini ne chiedono un ricovero ospedaliero coatto. Venuta a conoscenza della vicenda, la giovane Anna Luisa deciderà di prendersene cura. Tra le due nascerà una solida amicizia fatta di lunghe chiacchierate [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Filomena é una donna anziana e sola. Malata e costretta in un letto, conduce una vita rassegnata. Per via delle sue condizioni, i suoi vicini ne chiedono un ricovero ospedaliero coatto. Venuta a conoscenza della vicenda, la giovane Anna Luisa deciderà di prendersene cura. Tra le due nascerà una solida amicizia fatta di lunghe chiacchierate e di intime confidenze.<span id="more-10955"></span></p><p>Ma dopo anni di vicinanza, quando la salute di Filomena sarà migliorata, Anna Luisa dovrà partire e la sua amica, per sentirla meno lontana e per continuare un dialogo ideale con lei, ne ripercorrerà le tappe salienti dell’infanzia. Le parole di Filomena rianimeranno le vie del paese in cui Anna Luisa è vissuta, rispolvereranno le storie dei suoi compaesani e saranno lo spunto per una riflessione sulla mutevolezza della condizione umana.</p><p>Il racconto è un affresco dai colori variopinti, armonizzati però da mutevoli chiaroscuri, quasi come a voler omaggiare la complessità della vita: “[..] la vita è un viaggio intrigante [..] tutto è ben accetto, gioie e dolori rimpinguano il bagaglio per giungere al traguardo riforniti [..]”. Nel descrivere tradizioni passate ed usanze popolari, la Cipulli si rivela una squisita novelliera, mentre agisce da raffinata ammaliatrice quando dona semplici e profonde riflessioni intorno all’animo umano.</p><p>Un linguaggio dotto e pulito convive amabilmente con colorite espressioni dialettali e, grazie ad una punteggiatura usata ad arte, le frasi si susseguono con una linearità quasi musicale. La dote della chiarezza illumina le perfette descrizioni degli ambienti, e tocchi precisi e dosati raccontano i caratteri e le fisicità dei protagonisti.</p><p>“Un paese dietro le spalle” è un nitido scorcio del passato, ma anche uno speranzoso sguardo verso il futuro perché “la vita è un camaleonte, sgretola le convinzioni nel giro di un istante [..] e l’incertezza è un condimento che dà valore alle azioni, una molla che attiva e spinge verso ignoti lidi”.</p><p>(Anna Pina Cipulli, “Un paese dietro le spalle”, La Riflessione &#8211; Davide Zedda Editore, pp. 137, Euro 13)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0010955_recensione-anna-pina-cipulli-un-paese-dietro-le-spalle/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>Kathy Lette, &#8220;Finché divorzio non ci separi&#8221;</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0010060_kathy-lette-finche-divorzio-non-ci-separi/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0010060_kathy-lette-finche-divorzio-non-ci-separi/#comments</comments> <pubDate>Mon, 25 Jan 2010 17:50:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Giulia Sperini</dc:creator> <category><![CDATA[Letteratura]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.abruzzocultura.it/abruzzo/?p=10060</guid> <description><![CDATA[Lucy è sposata con Jasper. Jasper è un marito fedifrago. Il suo tradimento viene scoperto nel peggiore dei modi: è colto in flagranza. Ma chi è l’altra? Ovviamente la migliore amica di lei. Pianti, strepiti e pensieri omicidi disorientano la quarantaduenne tradita. Da subito la poverina scoprirà di essere attratta dal dio Bacco e, in [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Lucy è sposata con Jasper. Jasper è un marito fedifrago. Il suo tradimento viene scoperto nel peggiore dei modi: è colto in flagranza. Ma chi è l’altra? Ovviamente la migliore amica di lei. Pianti, strepiti e pensieri omicidi disorientano la quarantaduenne tradita. Da subito la poverina scoprirà di essere attratta dal dio Bacco e, in preda alla disperazione, si renderà conto che i suoi fianchi non entrano più in minigonne taglia 40. Brutta situazione. <span id="more-10060"></span></p><p>Mente annebbiata e corpo in decadimento, come farà a riconquistare suo marito? E poi ci sono le sue due figlie: Ruby e Tally. Disperata l’una e sul piede di guerra l’altra. Inoltre, dettaglio non trascurabile è che il traditore ha sferrato il colpo letale in Australia dove l’allegra famigliola si è trasferita solo da due settimane. Depressa, ubriaca e decisamente sotto tono, Lucy riceve l’amichevole aiuto della sua vicina di casa. Ed ecco che la terra dei canguri si rivelerà luogo di conquiste e di cambiamenti. Ma non è tutto oro quello che luccica e infatti ci saranno numerose sorprese dietro l’angolo.</p><p>La commedia non brilla per originalità perché, riciclando il più classico dei triangoli amorosi, offre una trama scontata e comune. L’ovvietà dell’intreccio è però riassorbita dalla gustosa effervescenza dei dialoghi, che garantiscono una lettura frizzante e spassosa. Le parole, incastonate in monologhi esilaranti e discussioni al vetriolo, suscitano immediata curiosità. Inoltre battute pungenti e immagini stravaganti costituiscono il vivido collante della storia e danno vita a siparietti molto divertenti. Il malizioso chiacchierare di donne spiritose si rivelerà un vero toccasana per l’umore e quando i vispi occhi femminili passeranno ai raggi x lo sconosciuto universo maschile, la parola d’ordine sarà ridere.</p><p>(Kathy Lette, “Finché divorzio non ci separi”, trad. it. R. Patriarca, pp. 262, Baldini Castoldi Dalai Editore, Euro 18,00)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0010060_kathy-lette-finche-divorzio-non-ci-separi/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Cinzia Tani, “La migliore amica”</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/009856_cinzia-tani-%e2%80%9cla-migliore-amica%e2%80%9d/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/009856_cinzia-tani-%e2%80%9cla-migliore-amica%e2%80%9d/#comments</comments> <pubDate>Tue, 19 Jan 2010 09:05:15 +0000</pubDate> <dc:creator>Giulia Sperini</dc:creator> <category><![CDATA[Letteratura]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.abruzzocultura.it/abruzzo/?p=9856</guid> <description><![CDATA[Romanzo di ampio respiro che racconta la storia vera della francese Sylvie Paul, processata e condannata nel 1956, per l’assassinio di Jeanne Perron. Con fare accorto e diligente, Cinzia Tani ripercorre le tappe salienti della vita della Paul partendo dalla morte del padre, suo insostituibile punto di riferimento, e giungendo alle buie conseguenze di un [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Romanzo di ampio respiro che racconta la storia vera della francese Sylvie Paul, processata e condannata nel 1956, per l’assassinio di  Jeanne Perron. Con fare accorto e diligente, Cinzia Tani ripercorre le tappe salienti della vita della Paul partendo dalla morte del padre, suo insostituibile punto di riferimento, e giungendo alle buie conseguenze di un omicidio rimasto avvolto nel mistero. Precisi ed innumerevoli flash back collegano passato e presente, e raccontano i legami sbagliati, l’andirivieni dal carcere e la vita nei campi di concentramento di una donna bellissima e dalla doppia personalità: algida e lucida truffatrice da un lato, sanguigna e irrazionale paladina dei più deboli dall’altro.<span id="more-9856"></span> Il bene immenso e incondizionato per i  figli, il ricordo dell’unico grande amore, il desiderio di libertà e la voglia di rivincita nei confronti della vita sono il cuore pulsante dei fatti narrati. Inoltre, avvalendosi contestualmente degli stili del cronista, del narratore e dello storico, la Tani descrive abilmente la realtà in cui, accusatori e accusata, hanno vissuto. Ne viene fuori una società opaca e ottusa. L’impressione è quella di trovarsi tra le ali occhiute della Fama &#8211; mostro mitologico di virgiliana memoria &#8211; il cui vociare linguacciuto, annebbiando la ragione e inasprendo il cuore, consente il sopravvento di malevoli pregiudizi. La narrazione porta così ad un interrogativo: Sylvie Paul è stata un’efferata e machiavellica assassina oppure una vittima del mormorio pernicioso delle persone che le stavano intorno e che preferivano censurare i suoi vestiti sgargianti piuttosto che esaltare la generosità del suo cuore? Il racconto delinea ipotesi, descrive fatti e riporta sentenze, ma non consente la netta individuazione della verità a conferma del fatto che forse, a volte, è impossibile trovare una chiara e definitiva separazione tra bene e male.</p><p>(Cinzia Tani, “La migliore amica”, pp. 223, Piemme, Euro 16,00)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/009856_cinzia-tani-%e2%80%9cla-migliore-amica%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Jeffery Deaver, “La strada delle croci”</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/009670_jeffery-deaver-%e2%80%9cla-strada-delle-croci%e2%80%9d/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/009670_jeffery-deaver-%e2%80%9cla-strada-delle-croci%e2%80%9d/#comments</comments> <pubDate>Mon, 11 Jan 2010 15:32:16 +0000</pubDate> <dc:creator>Giulia Sperini</dc:creator> <category><![CDATA[Letteratura]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.abruzzocultura.it/abruzzo/?p=9670</guid> <description><![CDATA[Due rami incrociati, un foglietto con una data, e un mazzo di rose adagiato lì a fianco costituiscono il biglietto da visita di un assassino che semina il terrore lungo le strade di Monterey, in California. La soluzione del caso è affidata alla giovane Kathryn Dance, agente del California Bureau of Investigation ed esperta di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Due rami incrociati, un foglietto con una data, e un mazzo di rose adagiato lì a fianco costituiscono il biglietto da visita di un assassino che semina il terrore lungo le strade di Monterey, in California. La soluzione del caso è affidata alla giovane Kathryn Dance, agente del California Bureau of Investigation ed esperta di cinesica. La donna, affiancata dai suoi fidati collaboratori, si troverà avvinta dalle spirali soffuse e sfuggenti della realtà virtuale e dei giochi di ruolo. Per scovare la verità dovrà scavare a fondo, eludendo finte piste e schivando innumerevoli inganni.<span id="more-9670"></span> Il suo percorso sarà reso più impervio dal desiderio di vendetta di Daniel Pell, assassino psicopatico in attesa di giudizio (è il cattivo de “La bambola che dorme”, il primo romanzo in cui la Dance è stata protagonista assoluta). Thriller articolato e dignitoso, “La strada delle croci”, rispolvera solo in piccola misura lo charme letterario di Deaver. Infatti lo scrittore statunitense consegna ai lettori un lavoro ingegnoso, ma lontano dai fasti de “Il collezionista di ossa”. La struttura anche se solida e ben delineata, è in larga parte tarpata da eccessivi e inverosimili colpi di scena. La trama, seppur intrisa di trabocchetti, intrighi e difficili vie di fuga è avara di brividi e sussulti. Il piglio diretto e chiarissimo della scrittura è affievolito, in alcuni punti, da descrizioni troppo lunghe e dettagliate che rallentano la velocità del racconto e ne smorzano l’adrenalina. Difetti mortali questi, o peccati veniali? Sicuramente nei evidenti di uno scrittore che, pur avendo superato le impietose défaillance avute con “La dodicesima carta” e con “La luna fredda”, non ha ancora riacquisito le sembianze dell’arciere pluridecorato che prende la mira, scocca il dardo e colpisce vittoriosamente il bersaglio.</p><p>(Jeffery Deaver, “La strada delle croci”, trad. it. di V. Alberti, pp. 498, Rizzoli)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/009670_jeffery-deaver-%e2%80%9cla-strada-delle-croci%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Andrea Vitali, “Pianoforte vendesi”</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/009506_andrea-vitali-%e2%80%9cpianoforte-vendesi%e2%80%9d/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/009506_andrea-vitali-%e2%80%9cpianoforte-vendesi%e2%80%9d/#comments</comments> <pubDate>Mon, 04 Jan 2010 13:16:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Giulia Sperini</dc:creator> <category><![CDATA[Letteratura]]></category> <category><![CDATA[Andrea Vitali]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.abruzzocultura.it/abruzzo/?p=9506</guid> <description><![CDATA[Una Bellano di fine anni Sessanta, fa da sfondo alle fantasiose e strane vicende di uno sfortunato e pittoresco borsaiolo da tutti soprannominato il Pianista, “per via delle mani magre” e delle “dita affusolate”. Il ladro decide di soddisfare il suo vizio in occasione della festa dei Re Magi, quando la gente, accalcandosi nelle strade [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Una Bellano di fine anni Sessanta, fa da sfondo alle fantasiose e strane vicende di uno sfortunato e pittoresco borsaiolo da tutti soprannominato il Pianista, “per via delle mani magre” e delle “dita affusolate”. Il ladro decide di soddisfare il suo vizio in occasione della festa dei Re Magi, quando la gente, accalcandosi nelle strade per partecipare alla manifestazione, diventerà una facile preda dei suoi borseggi. Ha organizzato tutto nei minimi dettagli: arrivato in paese ne perlustrerà i vicoli, razzierà quanto più gli sarà possibile e sparirà lesto dalla circolazione.<span id="more-9506"></span> Ostacolato dall’inclemenza del tempo, si vedrà invece costretto a modificare i suoi piani e quindi deciderà di ficcanasare in una casa apparentemente disabitata, all’interno della quale è curiosamente in vendita un pianoforte: “Pianoforte vendesi, pensa. Sorride. A lui lo chiamano il Pianista”. Una volta entrato nulla sarà più come prima: il valzer degli equivoci inizierà a diffondere le sue note e quelle vie, all’apparenza anonime, si riveleranno una ricca fucina di vite parallele e di situazioni surreali. Il racconto vibra ed è prodigo di particolari che vengono resi con aggettivi mirati, calzanti e icastici. Sarà facile sentirsi catapultati in quei luoghi riuscendo ad assaporarne, quasi materialmente, il freddo, gli odori e la suggestività. Inoltre, mediante una graffiante descrizione dei personaggi, Vitali ne forgia acutamente luci ed ombre, rivelandosi un accorto osservatore e un abile ritrattista. Impeccabile anche il periodare pulito e brillante che, cucito con scrittura mordace e beffarda, è la migliore veste che un racconto così pregno di bizzarrie avrebbe mai potuto avere. L’incisività dei dialoghi e l’arguta ironia che li accompagna, consentiranno al romanzo di deliziare ogni tipo di sguardo, anche quello di cui si avvalgono gli occhi più esigenti.</p><p> (Andrea Vitali, “Pianoforte vendesi”, pp. 88, Garzanti , Euro 13,60).</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/009506_andrea-vitali-%e2%80%9cpianoforte-vendesi%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Angelo Starinieri, “Angelo smarrito”</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/009372_angelo-starinieri-%e2%80%9cangelo-smarrito%e2%80%9d/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/009372_angelo-starinieri-%e2%80%9cangelo-smarrito%e2%80%9d/#comments</comments> <pubDate>Mon, 28 Dec 2009 12:29:46 +0000</pubDate> <dc:creator>Giulia Sperini</dc:creator> <category><![CDATA[Letteratura]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.abruzzocultura.it/abruzzo/?p=9372</guid> <description><![CDATA[Un uomo è un essere imperfetto, che sbaglia, cade e si rialza per andare avanti. Però può capitare di cadere e di non avere la forza di rialzarsi e così in un attimo ci si perde, smarrendo se stessi e la propria vita e ci si trova in balia dei rimorsi e dello sconforto, incapaci [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Un uomo è un essere imperfetto, che sbaglia, cade e si rialza per andare avanti. Però può capitare di cadere e di non avere la forza di rialzarsi e così in un attimo ci si perde, smarrendo se stessi e la propria vita e ci si trova in balia dei rimorsi e dello sconforto, incapaci di chiedere aiuto. Questo è accaduto ad Angelo Starinieri, architetto pescarese e manager di fama internazionale che, annichilito dalla morte di suo figlio Alfredo e sconcertato per accuse infondate e diffamanti, ha perso la strada di casa e ha posto la sua dimora a Milano, in piazzale Cadorna, diventando un clochard.<span id="more-9372"></span> Il suo racconto, crudo e sfacciato, manifesta e descrive lucidamente il disagio che ha catturato la sua mente e che ha reso prigioniera la sua anima, avvilita per le attenzioni non date e amareggiata per la consapevolezza di non poter tornare indietro. Le sue parole, taglienti e dirette, mai autocommiserative, rivelano la vita fintamente brillante che ha abbandonato, il limbo doloroso e buio in cui si è rifugiato e l’alba che lo ha accolto quando è riuscito a guardarsi dentro e a perdonarsi. Starinieri narra la sua espiazione avvenuta nella terra dei Nessuno e con l’aiuto di questi ultimi, i quali lo hanno nutrito quando aveva fame di cibo e abbeverato quando aveva sete di amore. La descrizione della sua rinascita e della sua nuova vita a servizio di chi vive ai margini manca di stucchevolezza e di autocelebrazione, mentre trasuda sincerità e coraggio perché racconta dell’animo umano e degli insidiosi trabocchetti che la vita gli impone di superare. Più di ogni cosa, il suo scritto comunica forza d’animo poiché, senza filtri e finti abbellimenti, sottolinea il modo in cui si può riprendere in mano le redini della propria vita, sconfiggendo la sibillina solitudine che ha trascinato alla deriva il proprio io.</p><p>(Angelo Starinieri, “Angelo smarrito”, Sperling &#038; Kupfer, pp. 205, Euro 18,00)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/009372_angelo-starinieri-%e2%80%9cangelo-smarrito%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>“Il cielo è bianco” di Marcella Mascarino</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/009185_%e2%80%9cil-cielo-e-bianco%e2%80%9d-di-marcella-mascarino/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/009185_%e2%80%9cil-cielo-e-bianco%e2%80%9d-di-marcella-mascarino/#comments</comments> <pubDate>Mon, 21 Dec 2009 12:34:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Giulia Sperini</dc:creator> <category><![CDATA[Letteratura]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.abruzzocultura.it/abruzzo/?p=9185</guid> <description><![CDATA[La Demian Edizioni pubblica un romanzo d&#8217;amore, fuga e solitudine Agnese ed Ulla studiano ad Amburgo dove si conoscono, iniziano a condividere lo stesso appartamento e diventano grandi amiche. Ulla è omosessuale e ben presto si innamora di Agnese che, intimorita dai sentimenti di colei che credeva essere la sua migliore amica, approfitta delle vacanze [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Demian Edizioni pubblica un romanzo d&#8217;amore, fuga e solitudine</strong></p><p>Agnese ed Ulla studiano ad Amburgo dove si conoscono, iniziano a condividere lo stesso appartamento e diventano grandi amiche. Ulla è omosessuale e ben presto si innamora di Agnese che, intimorita dai sentimenti di colei che credeva essere la sua migliore amica, approfitta delle vacanze di Natale per allontanarsi e riflettere. È a questo punto che le vite delle due si fermano in una sorta di angolo statico in cui l’unico interesse rimasto vivo è il desiderio di capire cosa fare.<span id="more-9185"></span> Ma la vita non le aspetta e le sveglierà bruscamente dal torpore ipnotico che le ha avvolte, infatti avvalendosi della mente malata di Stephan, cambierà per sempre il corso delle loro esistenze. I biechi pregiudizi che marchiano  e mortificano l’omosessualità, e l’imperfezione insanabile della psiche determineranno l’infelicità dei personaggi del romanzo. L’ombra della solitudine interiore che li avvolge è perfettamente illustrata con i chiaroscuri freddi e suggestivi degli alberi, del cielo, dei laghi e dei prati che paradossalmente riescono a raccontare, con squisita loquacità, la mancanza di colore nella vita dei protagonisti. E’ veramente convincente, Marcella Mascarino, e dimostra grande padronanza della penna ricamando, con pregevoli flash back, perfetti e naturalissimi  passaggi tra presente e passato. Il cielo è bianco perché i protagonisti, impegnati a riscoprirsi (Agnese ed Ulla) o impossibilitati, per volere del fato, a conoscersi e a rispettarsi (Stephan), non riescono a vivere in pieno le proprie esistenze e smettono di sentire la vita, perdendone di vista l’essenza colorata e rutilante. Quando tutto sarà compiuto ci sarà chi non avrà più la possibilità di rimediare, chi non ne avrà la forza e chi invece, ammonito dal destino, capirà l’irreparabilità del passato, l’importanza del presente e la speranza nel futuro.</p><p>(Marcella Mascarino, “Il cielo è bianco, pp. 139, Demian Edizioni, Euro 12,00)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/009185_%e2%80%9cil-cielo-e-bianco%e2%80%9d-di-marcella-mascarino/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>“Il tesoro del lago” di Gianfranco Menghini</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/009008_%e2%80%9cil-tesoro-del-lago%e2%80%9d-di-gianfranco-menghini/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/009008_%e2%80%9cil-tesoro-del-lago%e2%80%9d-di-gianfranco-menghini/#comments</comments> <pubDate>Mon, 14 Dec 2009 13:43:40 +0000</pubDate> <dc:creator>Giulia Sperini</dc:creator> <category><![CDATA[Letteratura]]></category> <category><![CDATA[Demian Edizioni]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.abruzzocultura.it/abruzzo/?p=9008</guid> <description><![CDATA[Pubblicato da Demian Edizioni un romanzo sull&#8217;oro di Dongo. I reali fatti storici della guerra di Spagna in particolare, e della seconda guerra mondiale in generale, si intrecciano con le vite fantasiose di Gabriele, Andrè e Menico i cui destini si formeranno durante il viaggio che intraprendono, tra il 1936 e il 1944, dall’Italia verso [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pubblicato da Demian Edizioni un romanzo sull&#8217;oro di Dongo. </strong></p><p>I reali fatti storici della guerra di Spagna in particolare, e della seconda guerra mondiale in generale, si intrecciano con le vite fantasiose di Gabriele, Andrè e Menico i cui destini si formeranno durante il viaggio che intraprendono, tra il 1936 e il 1944, dall’Italia verso la Francia prima, e verso la Spagna poi, per compiersi definitivamente solo al loro rientro in Italia, nel 1944, sul lago di Como, tra i repubblichini della Repubblica Sociale Italiana e lo sfuggente tesoro di Dongo.<span id="more-9008"></span> Nonostante l’ambientazione storica consentirebbe un ventaglio variegato di frasi fatte e strappalacrime, Menghini non scade in facili e finti sentimentalismi, ma regala un romanzo in cui, il ruolo da protagonista, è giocato da una semplice e bella storia di amicizia. Infatti le vicende delle persone non vengono raccontate con pietismo e commiserazione, ma scolpendo l’essenza del romanzo nella dignitosa debolezza della coscienza umana che, seppure appesantita dalle brutture della guerra, rimane l’irriducibile compagna di viaggio dei tre amici protagonisti. La loro è un’amicizia imperfetta, ma sincera, un legame che non si manifesta con ridondanti e sterili parole, ma che viene vissuto con sguardi sodali e con azioni complici rivolte al superamento di ostacoli comuni, ma anche al raggiungimento di obiettivi individuali. Viene dunque da chiedersi cosa effettivamente abbiano in comune, Gabriele intellettuale e idealista, Andrè solitario e stratega, Menico temerario e sciupa femmine, e cosa veramente li unisca.  Difficile a dirsi, forse tutto o forse niente, ma perfette a tal proposito sono le parole dell’autore:“Quelli erano uomini che uccidevano e rischiavano la propria vita ogni momento, a cui però erano rimaste intatte le doti di pietà e di sentimento che distinguono l’essere umano dalle belve”.</p><p>(Gianfranco Menghini, “Il tesoro del lago”, pp. 281, Demian Edizioni, Euro 18,00).</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/009008_%e2%80%9cil-tesoro-del-lago%e2%80%9d-di-gianfranco-menghini/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>“Bloody Hell. Storie di demoni e angeli caduti”</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/008777_%e2%80%9cbloody-hell-storie-di-demoni-e-angeli-caduti%e2%80%9d/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/008777_%e2%80%9cbloody-hell-storie-di-demoni-e-angeli-caduti%e2%80%9d/#comments</comments> <pubDate>Mon, 07 Dec 2009 19:17:54 +0000</pubDate> <dc:creator>Giulia Sperini</dc:creator> <category><![CDATA[Letteratura]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.abruzzocultura.it/abruzzo/?p=8777</guid> <description><![CDATA[La Demian Edizioni pubblica un&#8217;antologia di tredici racconti. Fra gli autori, Carlo Lucarelli, Stefano Di Marino e Danilo Arona. La linea sottile e invisibile che separa il bene dal male e che unisce la vita terrena con quella dell’aldilà, viene variamente tratteggiata in queste tredici storie (scritte da quattordici diversi autori), tutte introdotte da un [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Demian Edizioni pubblica un&#8217;antologia di tredici racconti. Fra gli autori, Carlo Lucarelli, Stefano Di Marino e Danilo Arona. </strong></p><p>La linea sottile e invisibile che separa il bene dal male e che unisce la vita terrena con quella dell’aldilà, viene variamente tratteggiata in queste tredici storie (scritte da quattordici diversi autori), tutte introdotte da un oscuro e misterioso dialogo che intercorre tra un’austera voce narrante e quella titubante di una malcapitata interlocutrice.<span id="more-8777"></span> Caratterizzato prettamente e subitamente da tinte noir e da sapori amari, il libro è però un pullulare di molteplici ambienti in cui c’è anche spazio per immagini irriverenti di angeli goffi e cattivelli, per scene grottesche di demoni stanchi e pentiti, e per atmosfere infernali che possono essere considerate un’allegoria del mondo dei viventi, caratterizzato dalla politica con le sue campagne elettorali, dalle gerarchie con i loro giochi di potere e dai tribunali con le loro gatte da pelare. Ogni singolo autore dà sfoggio di grande dimestichezza nell’arte del narrare elaborando vicende brevissime, ma perfettamente congegnate all’insegna del mistero e soprattutto mostrando una notevole attitudine nell’imbastire intrecci capaci di suscitare dubbi e paure. Sono tredici storie racchiuse in un unico racconto, struttura questa, che non influisce negativamente sull’incisività dei contenuti che infatti appaiono espressivi e pregnanti, sia perché sono uniti a filo doppio dalle osservazioni della voce narrante fuori campo e sia perché ruotano intorno ad un argomento che scompiglia, da sempre, la coscienza umana: il timore del male e la speranza nel bene. Demoni famelici, anime perdute, paure incontrollabili, ma anche accadimenti bizzarri, stoccatine tragicomiche e pungente ironia rendono l’opera un gioiellino imperdibile per gli amanti del genere e una lettura godibile per tutti gli altri.</p><p>Gli autori presenti in &#8220;Bloody Hell&#8221; sono: Andrea Angiolino, Danilo Arona, Cristiano Brignola, Igor De Amicis, Stefano Di Marino, Arturo Fabra, Gabriele Falcioni, Francesca Garello, Carlo Lucarelli, Angelo Marenzana, Alessandro Morbidelli, Sacha Rosel, Mauro Smocovich e Ismaele Vicentini.</p><p>(“Bloody Hell. Storie di demoni e angeli caduti”, a cura di Igor De Amicis e Mauro Smocovich, pp. 149, Demian Edizioni, Euro 12,00).</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/008777_%e2%80%9cbloody-hell-storie-di-demoni-e-angeli-caduti%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Matilde Asensi: La Camera d’Ambra</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/008297_matilde-asensi-la-camera-d%e2%80%99ambra/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/008297_matilde-asensi-la-camera-d%e2%80%99ambra/#comments</comments> <pubDate>Tue, 24 Nov 2009 12:40:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Giulia Sperini</dc:creator> <category><![CDATA[Letteratura]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.abruzzocultura.it/abruzzo/?p=8297</guid> <description><![CDATA[Cultori del bello e amanti del denaro, questo sono gli Scacchi, gruppo di ladri-falsari composto di quattro uomini e due donne. Oggetto della loro attività sono le opere d’arte di cui sono profondi conoscitori e i fattori che scatenano la loro azione, sono la voglia di mettere in gioco la propria bravura e il desiderio [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Cultori del bello e amanti del denaro, questo sono gli Scacchi, gruppo di ladri-falsari composto di quattro uomini e due donne. Oggetto della loro attività sono le opere d’arte di cui sono profondi conoscitori e i fattori  che scatenano la loro azione, sono la voglia di mettere in gioco la propria bravura e il desiderio di arricchire il proprio conto corrente.<span id="more-8297"></span> Durante una delle sue azioni, il Gruppo scopre che un’opera d’arte rubata su commissione di un sedicente filantropo, cela nel proprio interno le indicazioni per scovare il luogo segreto in cui è custodita La Camera d’Ambra, stanza regale dal valore inestimabile. Cosa sono disposti a fare gli Scacchi per ritrovarla? Inizia così una caccia al tesoro senza esclusione di colpi. Il racconto è un puzzle perfettamente riuscito di opere d’arte, sistemi informatici, avvenimenti storici e accadimenti attuali. La descrizione meticolosa dell’aspetto fisico, delle sfaccettature caratteriali, dello stile di vita e dei legami affettivi di ogni singolo personaggio partorito dalla fantasia dell’autrice, non rendono l’opera pedante e molesta. Al contrario la scrittura è fresca, chiara e mostra una notevole disinvoltura nel passare da argomenti eruditi ad argomenti semplici e pratici. I personaggi raccontati sono così ben descritti da essere presi subito in simpatia e la loro attività illecita passa in secondo piano rispetto alle loro capacità, cosicché ci si scopre a simpatizzare per gli stessi e a tifare per la riuscita della loro impresa. I dialoghi sono scorrevoli, gli ambienti pittoreschi, la trama ricca di argomenti e il finale imprevisto e imprevedibile. “La Camera d’Ambra” fu il romanzo di esordio di Matilde Asensi (giornalista spagnola nota soprattutto per aver dato alla luce l’opera “L’ultimo Catone”), ma è stato tradotto in lingua italiana solo recentemente.</p><p>(Matilde Asensi, “La Camera d’Ambra”, trad. it. di M. d’Amico, pp. 190, Rizzoli, Euro 17,50)</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/008297_matilde-asensi-la-camera-d%e2%80%99ambra/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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