Alla luce del clamore di questi giorni per l’esclusione di liste e candidati, in Lazio come in Lombardia, non so quanti ricorderanno che anche in Abruzzo si è verificato un caso analogo. Nel 2008, quando si andò al voto regionale dopo la vicenda dell’arresto di Del Turco, se non vado errato il PdL ebbe qualche problema di esclusione dalla competizione per un ritardo nella presentazione delle liste. Gianni Chiodi e i suoi candidati rischiavano di essere fuori gioco, quando una serie di pronunciamenti, sentenze, ricorsi, accuse e contro accuse portò alla fine alla riammissione, evento che spianò la strada per la sua affermazione elettorale. Ma cosa accadde realmente?
nati in Abruzzo per parlarvi di cultura
Liste escluse: il caso Abruzzo non ha insegnato nulla
Erosione della costa abruzzese: la verità delle cose
Come ogni anno, dopo l’inverno, torna sulla stampa la questione dell’erosione della costa abruzzese. E come ogni anno si ripete una sorta di copione teatrale, sempre uguale a se stesso e sempre con lo stesso esito: una costosa toppa che non risolve il problema. Sono certo che pochi riflettono sulla vera essenza di questa problematica, mentre i più si fermano all’apparenza: la natura cattiva che insidia l’uomo, operoso costruttore di benessere e modernità, di sviluppo e comodità. E su questa visione bucolica si innesta la “triste” vicenda degli operatori turistici, colpiti senza tregua da un mare furioso. Sembra una pagina del libro cuore. Ma siamo sicuri che le cose stanno davvero così? Qual’è la verità? Scopriamola in poche righe.
L’Aquila, “Rivolta delle carriole”: note a margine
Ci sono alcuni aspetti della bella manifestazione di domenica 28 febbraio a L’Aquila, quella per la riapertura del centro storico e la rimozione delle macerie, sui quali ho avuto modo di riflettere in questi due giorni e che ritengo opportuno condividere con voi lettori, anche alla luce dei bei commenti e del gran numero di visite che la nostra breve e modesta foto-cronaca ha ricevuto, quasi 1600 in 48 ore.
“Rivolta delle carriole”: L’Aquila reagisce, raccoglie le macerie e vola alta
Stamane sono stato a L’Aquila per la manifestazione in centro storico, quella che la stampa ha già definito “rivolta delle carriole”; ci sono stato da giornalista, perché volevo raccogliere immagini per la storia; ci sono stato da direttore di questa testata giornalistica, perché avevamo dato la nostra adesione e avevo quindi il dovere di portare la simbolica presenza di tutti gli autori di AbruzzoCultura; ci sono stato da “uomo della strada” perché sono abruzzese e non potevo non esserci. E ne è valsa la pena, non fosse altro perché quello di oggi, oltreché un bel momento aggregativo, è stato un punto di svolta nella tragicomica vicenda della ricostruzione. Oggi le cose sono cambiate.
AbruzzoCultura parteciperà domenica a “Ripuliamo L’Aquila”
Care lettrici e cari lettori, ci fa piacere comunicarvi che domenica 28 febbraio prenderemo ufficialmente parte alla manifestazione “Ripuliamo L’Aquila, dalle macerie e non solo“. L’evento, organizzato dal Comitato UN CENTRO STORICO DA SALVARE, prevede il raduno dei partecipanti alle ore 11 di domenica, a Piazza Duomo, per compiere una simbolica opera di “rimozione” delle macerie che assediano il centro storico.
L’archivio fotografico di inAbruzzo diventa pubblico
Cari lettori, sono lieti di comunicarvi che ho preso la decisione, spero corretta, di rendere pubblica e condivisibile la gran parte del mio archivio fotografico. Si tratta di circa 25.000 immagini relative all’Abruzzo, che comprendono tutto quello che può esservi di interessante in questa regione: dall’arte alla natura, dai paesaggi al territorio, dai monumenti ai borghi, fino agli eventi e alle tradizioni. L’archivio è già disponibile in internet sul sito inabruzzo.it, nella sezione FotoAbruzzo (raggiungibile anche da www.fotoabruzzo.it), ma fino a oggi tutte le immagini sono state protette da un watermak, ossia una ripetizione di scritte trasparenti sovraimpresse. Ora, progressivamente, le immagini verranno rimpiazzate da una versione libera e priva di watermak. Queste foto saranno di utilizzo totalmente libero e potranno essere scaricate, scambiate, diffuse con ogni mezzo inclusi i social network come Facebook, inserite in siti internet, tesi o qualsiasi altro supporto. Perchè?
Teramo, la nemesi del “teatro” e il Museo del calcio

Non so quanti tra voi lettori si siano soffermati a riflettere sulla curiosa girandola di eventi che da decenni, a Teramo, porta sempre sulle pagine dei giornali una medesima parola: teatro. Se ne parlò alla fine degli anni ‘50, quando venne demolito quello storico per fare posto alla Standa; torna alla ribalta a singhiozzo quando si prospettano soluzioni e si accendono polemiche riguardo quello romano; è esploso nelle ultime settimane dinnanzi alla ormai acclarata decisione di farne uno nuovo al posto del vecchio stadio. Sembra quasi che quella del teatro sia una nemesi per Teramo. A me sembra una sorta di “circolo degli eventi” come se ne trovano nelle narrazioni mitologiche ed epiche, che iniziano con un “delitto” e terminano con la giusta riparazione della ferita aperta, secondo i dettami della dantesca legge del contrappasso.
Siti internet e primi in classifica: chi ha ragione?
Ho letto con un certo interesse, sulle pagine de La Città, riguardo alla querelle apertasi a Teramo in seguito alla pubblicazione di una sorta di classifica dei siti web di informazione presenti in città. Va detto che il noto quotidiano teramano ha semplicemente riportato sulle sue pagine i dati forniti da un portale internet specializzato nella valutazione dei siti, e non ha aggiunto nulla di suo, ma è scoppiata immediatamente la polemica fatta di comunicati, recriminazioni, accuse alla credibilità del sito giudicante. Mi permetto di entrare, seppur in punta di piedi, nella questione poichè da alcuni anni sono stato costretto ad occuparmi, ob torto collo, del mondo internet e ho maturato una qual certa esperienza in fatto di visitatori e utenti.
Parlateci di L’Aquila e delle sue terre
Cari lettori,
questo che vi rivolgo è un appello, il primo del genere che parta dalle pagine della nostra rivista. Sapete che noi ci siamo occupati del sisma e dei suoi catastrofici effetti sin dal primo giorno, esaminandone, come nostra specifica competenza, gli aspetti legati al patrimonio storico, artistico e culturale. Sfera che non si limita solo ai monumenti e agli oggetti, ma che tocca profondamente anche quella dei ricordi personali e dei sentimenti umani. Abbiamo parlato di questo triste argomento, il terremoto, attraverso le foto e gli articoli, ma soprattutto attraverso i testi dei nostri autori, come ad esempio Nando Giammarini e Achille Giuliani, che vivono questo dramma in prima persona.
Adesso chiediamo a voi di parlarne.
“L’uomo fiammifero”: semplicemente un film bello

Sono appena tornato dal cinema Smeraldo, di Teramo, dove sono andato a vedere il film “L’uomo fiammifero”. Ne avevo sentito molto parlare, avevo letto il libro realizzato prima del film stesso, avevo avuto modo giorni addietro di conoscere Marco Chiarini, il regista autore. Ma sono andato senza una particolare attesa, senza un’idea precisa di cosa stavo per vedere. Ero solo curioso. Ebbene, sono uscito dal cinema dopo 80 minuti con una fretta matta di tornare a casa e scriverne, tant’è che ne scrivo ora, alle 0.51 della notte. Confesso che non potevo resistere e che, per giunta, non volevo assolutamente lasciare svaporare quelle sensazioni ricevute a caldo. Mi sono rigirato in testa le riflessioni e i fotogrammi per tutto il percorso del rientro e adesso che sto per scriverne mi viene in mente solo una parola: bello. Semplicemente bello. Bello e semplice allo stesso tempo.
Pescara: inaugura il Ponte del mare, ma restano dubbi e misteri
Le inaugurazioni sono degli eventi davvero prodigiosi, non tanto per quel che vanno a battezzare, ma perchè si rivelano in grado di far sparire in un attimo tutte le polemiche dei mesi precedenti. Sparire nel senso di togliere dalla ribalta, dalla vista pubblica, naturalmente, come la polvere spinta di soppiatto sotto al tappeto. Non “sparire” nel senso di elinimare, chiarire, dirimere. Apre quindi il Ponte del mare di Pescara e svaniscono d’incanto dai giornali, e dalla testa della gente, i dubbi e i misteri su quest’opera….ma in fondo restano tutti. Io che faccio il giornalista, e non vado alle inaugurazioni e ai buffet per scelta di vita, resto invece ad armeggiare con questi dubbi e questi misteri; mi tolgono il sonno. Li vorrei chiariti per poter dormire bene.
Chi non vuole la riserva del Borsacchio?
Seguo con molto interesse le polemiche, anche molto forti, che in questi giorni animano la discussione sulla riserva del Borsacchio (una porzione di territorio, che va dalle colline alla costa adriatica, che è sfuggita miracolosamente alla colata di cemento e alla devastazione urbanistica di questi ultimi 30 anni). E ho letto anche con una certa sorpresa, ma neppure tanta in fondo, della presa di posizione dell’amico Berardo Rabuffo, che si schiera per una riduzione dell’area protetta. E dico “amico” non in senso democristiano, ma in senso umano, perchè lo conosco dai tempi del liceo.

Di solito non amo scrivere per prendere posizione pro o contro, e preferisco solo raccontare i fatti, ma in questo caso sono convinto che sia necessario prendere una posizione, e anche netta e battagliera se necessario: il Borsacchio s’ha dda fare riserva, e aggiungo, anche tutto intero.
Nuove BR: quando si tratta da pecora chi pecora non è
La stampa ci informa che le Brigate Rosse si stanno riorganizzando. Come la festa di paese, ogni anno il comitato torna a riunirsi per organizzare “i festeggiamenti”. Sarà vero? Ci saranno davvero le nuove leve della terza, forse quarta…ormai ho perso il conto, generazione di brigatisti che si incontrano nell’ombra per riprendere la lotta armata? Sarà falso? Il potere starà lanciando un falso allarme per giustificare future azioni verso qualcuno o qualcosa? Nuove limitazioni della nostra libertà? Chissà….oggi di certo non v’è più nulla, neppure le “certezze”. Fatto sta che ogni tanto qualcuno si appunta la stella a cinque punte sul petto e scatena la violenza. Adesso, sembra, ci risiamo. Se così sarà qualcuno ci rimetterà le penne, poi indagheranno, li arresteranno, li processeranno, li condanneranno, li scarcereranno, li inviteranno a conferenze e dibattiti per chiedergli: “come mai lo avete fatto”?
E se le glielo chiedevate prima che ammazzassero qualcuno ???
Europa: no al Crocifisso? No all’Europa!
Per chi non lo sapesse, l’Europa ha appena votato una risoluzione dove impone di eliminare i simboli religiosi dai luoghi pubblici, che nel nostro paese significa far sparire il Crocifisso dalle scuole, dagli uffici, da qualsiasi luogo pubblico. Premetto che non sono mai stato un “europeista”, anzi, ho sempre avversato apertamente questo concetto opprimente di un superstato che tutto controlla e tutto regolamenta, dalla misura delle zucchine al libero pensiero: un Moloch burocratico che pretende di limitare tutto e tutti proprio in nome di una ipotetica libertà civile e di una etica superiore. Io sono contro questa Europa, ma lo sono soprattutto oggi, dopo che è entrata prepotentemente nella mia casa a dirmi cosa devo farne di un simbolo che per 2000 anni è stato il punto di riferimento della mia civiltà. Al diavolo l’Europa e i suoi divieti.
Laga: ci mancava solo la centrale a Cortino!
Ormai, quando al mattino mi siedo per fare colazione e impugno la mia copia della Città Quotidiano, vengo preso da quella sorta di ansia negativa che mi affligeva da ragazzino, quando scolaro mi accingevo ad aprire la pagella appena ricevuta. Sapevo che delle tante materie non tutte galleggiavano sopra il 6: qualcuna era colata a picco. Aprivo e sfogliavo con quel sottile timore di veder apparire un 5. Ecco ,questa stessa spiacevole sensazione mi attende al varco iniziando a sfogliare la cronaca locale. Temo sempre di incappare in qualche notizia sconcertante, e stamattina sono stato premiato…
Vuoi ascolto da un politico? Minaccialo!
Oggi ho letto come sempre il quotidiano e sono rimasto basito davanti a una notizia che di per sé non riveste alcun carattere di particolare importanza, tant’è che era in una delle pagine interne. Lo stupore non deriva dalla notizia in sé ma dal tragico senso della realtà che essa rivela e che ha contribuito a demolire quel poco di fiducia che potevo ancora avere nella politica: se vuoi avere ascolto da un politico devi minacciarlo…
Pescara: il maltempo danneggia il Museo Colonna
La tromba d’aria che ha colpito la costa abruzzese nel pomeriggio di lunedi 12 ottobre ha fatto una “vittima” illustre: il Museo d’arte Vittoria Colonna di Pescara. Il forte vento ha scoperchiato rapidamente e senza pietà la copertura impermeabile del tetto, disperdendone i pezzi: lastre di isolante e di catrame volavano ovunque. I partecipanti a una riunione che si teneva nel roof del vicino hotel, sopra al bar Camplone, hanno notato la scena osservandola con notevole preoccupazione.
Montorio: la Vetrina “nel” Parco, festa di paese
Si, avete letto bene, “Vetrina nel Parco“. Non si tratta di un refuso nel nostro titolo: probabilmente c’è invece un errore in quello usato dall’organizzazione di questa manifestazione. Quella di Montorio non è infatti una “Vetrina del Parco“, nel senso di un luogo dove si espongono le cose del Parco, bensì appunto una “Vetrina nel Parco”, ossia una passerella dove politici e personaggi sfilano e si espongono alla stampa. Io ci sono stato e ho avuto modo di rendermi conto di come le tante voci che da anni si levano critiche in questo senso sono assolutamente vere, anzi, in definitiva risultano bonarie rispetto alla realtà.
Perchè parliamo sempre di L’Aquila e delle sue terre
Numerosi lettori ci hanno scritto di recente chiedendo, a vario titolo e con vario tono, il motivo per cui la prevalenza dei nostri articoli è da mesi dedicata a L’Aquila e al suo territorio. Naturalmente il punto comune di questi interventi, assolutamente non polemici, era il fatto che il resto d’Abruzzo ha altrettanti motivi di interesse di cui ci si potrebbe occupare. Mi assumo quindi la responsabilità di questa “partigianeria” e me ne scuso con i lettori che la trovano invadente, ma ci sono motivazioni che posso addurre a mia parziale discolpa.
Terremoto: i danni alla chiesa di Santa Maria ad Cryptas di Fossa
Siamo finalmente riusciti ad entrare nella famosissima chiesa di Santa Maria ad Cryptas di Fossa, capolavoro indiscusso della pittura medievale e rinascimentale in Abruzzo. Si tratta di un luogo straordinario, di grandissimo valore artistico, che però è sempre rimasto ignorato dagli itinerari turistici ufficiali, trascurato in maniera assai evidente anche dalla promozione della stessa Regione Abruzzo e della Provincia di L’Aquila.

I danni subiti dal terremoto sono gravi ma per fortuna meno drammatici del temuto. Eccovi in esclusiva assoluta le foto degli interni e delle lesioni alle pitture.
Torna La Perdonanza: ma sapete cos’è?
Oggi si celebra la 715 esima edizione della Perdonanza, una ricorrenza religiosa e civile di straordinaria importanza, riscoperta da L’Aquila solo qualche decennio fa e poi purtroppo “sfigurata” dai misfatti compiuti da molti (e non solo da qualche “cattivo” come si vorrebbe far credere) negli anni recenti.

Ma quanti sanno cosa sia davvero la Perdonanza?
Terremoto: lo scempio delle case antisismiche a Camarda
Se volete avere un’idea di cosa siano le “case antisismiche” che si stanno sta costruendo a L’Aquila, andate a Camarda, un piccolo borgo medievale nella stretta valle che collega Assergi con Paganica. Fatelo, vi prego. Quando siete sull’A24 uscite ad Assergi, se venite dal mare, o a L’Aquila Est, se venite da Roma, e percorrete la strada Paganica-Assergi per rientrare nell’altro casello e proseguire. Allungherete il viaggio di 10 minuti ma ne vale la pena perchè aprirete gli occhi su quel che accade in termini di modifica del paesaggio.
Terremoto: la verità sul centro storico dell’Aquila
Cari lettori, mi permetto di scrivere queste righe perchè ritengo opportuno fare chiarezza sulla reale situazione del centro storico di L’Aquila, e lo dico da testimone diretto, nonchè da giornalista specializzato in arte e cultura con 20 anni di esperienza. Continuo a leggere articoli stampa che raccontano di polemiche e proteste, che sostengono tesi di vario genere, che presentano verità diverse, che riportano voci e dicerie, che rimbalzano dichiarazioni di politici con visioni della realtà ora edulcorate, ora pretestuose. A L’Aquila si voterà a novembre e la situazione del terremotati, ma soprattutto del centro storico della città, sta diventando una rovente arma con cui bastonare l’avversario politico.

Questo non deve succedere, e non lo dico per una ipotetica partigianeria politica, ma perchè sarebbe il colpo esiziale per la città: speculare sui danni del terremoto e la ricostruzione ucciderebbe L’Aquila. Chi lo fa in buona fede lo apprenda, chi lo fa in mala fede lo tenga presente.
Terremoto: i danni alle chiese di San Demetrio ne’Vestini
Proseguiamo il nostro lavoro di informazione capillare sui danni provocati dal sisma del 6 aprile al patrimonio artistico del territorio aquilano. Siamo stati a San Demetrio ne’Vestini, comune della Media Valle dell’Aterno che è stato duramente colpito dal terremoto, anche se all’apparenza mostra poche tracce di questa devastazione. Passandovi in auto lungo la statale appare quasi intatto, tranne che per l’evidente crollo della parte superire della grande chiesa della Madonna dei Raccomandati, nel cuore del paese. Ma i danni invece ci sono, sono molto diffusi e gravissimi.
Terremoto: messa in sicurezza la chiesa di Santa Giusta a Bazzano
Buone notizie dal fronte dei monumenti colpiti dal sisma del 6 aprile. La famosa e pregevole chiesa medievale di Santa Giusta a Bazzano, frazione dell’Aquila gravemente colpita dal terremoto, è stata messa in sicurezza, ponendola al riparo da ulteriori crolli che potevano aggiungersi a quelli già molto gravi che avevano interessato la facciata.






