pubblicato il 30 settembre 2008 alle 18:02
scritto da Dante Fantini
Gli insetti attraevano la mia attenzione durante la mia infanzia,anche adesso che di anni ne sono trascorsi a bizeffe,amo osservarli,ammiro la loro organizzazione,la loro forza in proporzione al corpo.
Aspettavo con una certa trepidazione,il mese di maggio che ci avrebbe portarto,dopo il lungo inverno,quel tepore che avrebbe risvegliato la natura;le acque del fiume Sangro si sarebbero intiepidite consentendoci di bagnarsi e lavarsi integralmente col sapone di marsiglia,e,la raccomandazione di mia madre ;attenzione al sapone,non lasciartelo sfuggire dalle mani,la corrente dell’ acqua te lo porterebbe via.
Fai clic qui per leggere il resto di questo articolo
pubblicato il 28 settembre 2008 alle 18:02
scritto da Dante Fantini
Mi trovo in un ambiente surreale, un mondo dell’inconscio che evoca un passato sfumato dal tempo. Una luce blu soffusa mi circonda, mi avvolge in una serenità mai provata prima d’ora. Un grande disco lunare mi sovrasta, il chiarore non infastidisce, anzi,contribuisce a una pace profonda mai vissuta. Ombre in camice e mascherina verde e guanti in lattice si aggirano in questo ambiente, sussurrano tra loro; non riesco a comprendere il significato del loro chiacchiericcio.
Fai clic qui per leggere il resto di questo articolo
pubblicato il 25 settembre 2008 alle 17:17
scritto da Dante Fantini
Una curiosa storia di malocchio, mamme-sciamane e antichi rimedi raccontata dal nostro Dante Fantini, testimone vivo e memoria preziosa del “come si viveva” nei nostri paesi prima della guerra.
Villa Santa Maria, marzo 1935
Un pomeriggio,quando frequentavo la seconda elementare,sono tornato da scuola con un forte mal di testa. Sapevo che mia madre aveva un rimedio per tutti i possibili malanni e che certamente mi avrebbe suggerito un rimedio per il caso specifico.
Fai clic qui per leggere il resto di questo articolo
pubblicato il 22 settembre 2008 alle 18:10
scritto da Dante Fantini
Avevo cinque anni nel 1932; ricordo un pomeriggio del mese di agosto, tornavo dall’asilo infantile San Francesco Caracciolo, come sempre mio padre era seduto su una vecchia sedia impagliata con lo schienale poggiato al grande portone verde della bottega….
Fai clic qui per leggere il resto di questo articolo
pubblicato il 16 settembre 2008 alle 19:41
scritto da Dante Fantini
A volte mi chiedo,faccio delle domande a me stesso e spesso non trovo risposta ad un quesito; non ho voglia di approfondire, troppo complicato, scarsi i mezzi di indagine,nessuna possibilità di verifica, ammesso, che abbia trovato risposta soddisfacente ad una soltanto delle domande che mi ero posto.
Allora,penso,che ogni domanda che mi pongo,ha centinaia di risposte, e nessuno conosce quella giusta, mi illudo che la mia risposta sia quella corretta. Non posso perdere altro tempo del poco rimasto disponibile.
Perché mi sono buttato in questo ginepraio,non conoscendo la strada per uscirne?
Fai clic qui per leggere il resto di questo articolo
pubblicato il 11 settembre 2008 alle 19:41
scritto da Dante Fantini
La chiave non gira nella toppa della vecchia porta della soffitta; da anni non viene aperta.
Prendo dell’olio e intingo l’estremità della chiave in un barattolo,la inzuppo come facevo nella tazza da bambino col pane nel latte tiepido. Infilo di nuovo la chiave e sento che la serratura inizia a girare,un’altro giro e la porta con un cigolio degno di un film giallo si apre completamente.
Fai clic qui per leggere il resto di questo articolo
pubblicato il 20 aprile 2008 alle 00:00
scritto da Dante Fantini
La valigia di cartone pressato di marrone chiaro,era lì,chiusa sul letto della mia camera; due cinghie ai lati e altrettante chiusure a scatto di metallo giallo,al centro una rotonda serratura con un minuscolo foro dove stava infilata la piccola chiave.
Era la mia prima valigia,che insieme ai miei sogni erano racchiusi tutti i miei ricordi, dove faticosamente li avevo inzeppati, tra calzini di cotone e maglie di lana con maniche lunghe sferruzzati da mia madre,mutande di cotone bianco a mezza coscia con apertura centrale e elastico in vita.
Fai clic qui per leggere il resto di questo articolo
pubblicato il 19 aprile 2008 alle 15:20
scritto da Dante Fantini
Partii da Villa S. Maria,dopo le feste di agosto con la valigia di cartone; la Lancia di Eduardo era stracarica di valige con dieci passeggeri e il proprietario;di questo viaggio per Roma, racconterò prossimamente. Le truppe alleate occupavano ancora L’Italia, i lussuosi alberghi romani erano stati requisiti dai loro ufficiali, il cibo era razionato, calzature e stoffe introvabili, il commercio clandestino (la borsa nera) con prezzi stratosferici per chi poteva permetterselo.
Fai clic qui per leggere il resto di questo articolo
pubblicato il 2 aprile 2008 alle 12:43
scritto da Dante Fantini
La prima stanza, entrando in una casa del mio paese era la grande cucina; essa era adibita, naturalmente, alla preparazione del cibo quotidiano; il grande tavolo rettangolare, posto al centro, coperto da tela cerata, a volte ingentilita da disegni riproducenti mazzetti di rosse ciliegie oppure pesche mature, ciliegie celava il rozzo legno, sul quale avveniva la lavorazione di” sagnatielle,sagne a pezza taccune” e gnocchi di patate.
Fai clic qui per leggere il resto di questo articolo
pubblicato il 1 aprile 2008 alle 13:03
scritto da Dante Fantini
Il caffè a quei tempi era una bevanda dal costo elevato, ricordo quando arrivava alla bottega di mio padre in sacchi di iuta dalla trama extra strong dal peso di cinquanta chili, i chicchi di un verde pisello non avevano alcun aroma; per chi lo acquistava, in piccole quantità per tostarlo in casa al momento del suo consumo, essi si trasformavano in aromatici semi.
I più agiati che potevano spendere lo acquistavano già tostato; anche questo si vendeva sfuso, ricordo mio padre quando arrotolava il cappuccio intorno la mano destra un quadrato di spessa carta paglierina e chiudeva con la sinistra il fondo ripiegandolo; un naso di pinocchio era pronto per accogliere i lucidi e aromatici chicchi.
Fai clic qui per leggere il resto di questo articolo
pubblicato il 11 marzo 2008 alle 13:55
scritto da Dante Fantini
Oggi è indispensabile avere in casa la lavastoviglie; il detersivo adatto, anti-calcare, brillantante e naturalmente acqua calda e energia elettrica. Vorrei raccontare ai più giovani come si lavavano i piatti, prima della seconda guerra mondiale, a Villa Santa Maria.
La pasta fatta in casa, era più economica; niente valore aggiunto, nè industriale, commerciale di trasporto. Questa pasta casalinga, o, quella commerciale, la si cuoceva nel grande paiolo,(lu cutture)appeso alla catena sotto la cappa del camino.Far bollire l’acqua e cuocere la pasta richiedeva molto tempo,(la bombola del gas non c’era ancora), il fuoco sotto il paiolo era alimentato con (le ceppe), sottili rami con foglie di quercia,oppure tralci di potatura della vite ed anche con trucioli di legno – quella sottile e lunga falda prodotto dalla pialla – (sacarelle).
Fai clic qui per leggere il resto di questo articolo
pubblicato il 4 marzo 2008 alle 17:43
scritto da Dante Fantini
Questo racconto, cerca di descrivere come era la vita in un paese d’Abruzzo nel 1937, riguardo alla produzione di rifiuti. Questo storia potrebbe essere ambientata a Villa S. Maria, o in qualsiasi paesino dei dintorni.
Mi trovo nella bottega di mio padre; entra il primo cliente:”due chili di pane; per piacere mi dai un foglio di carta quella paglierina,altrimenti mi sporco il vestito.!”
“Il pane te lo vendo volentieri,ma se aggiungo il foglio di carta tutto il mio guadagno vola al vento insieme alla carta.” Questa fu la risposta di mio padre.
Fai clic qui per leggere il resto di questo articolo