<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Cultura inAbruzzo&#187; Armando Garbarini</title> <atom:link href="http://cultura.inabruzzo.it/00author/armando-garbarini/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://cultura.inabruzzo.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 17:38:38 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>Intervista a Federica Brunini, giornalista e viaggiatrice</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0019464_intervista-a-federica-brunini-giornalista-e-viaggiatrice/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0019464_intervista-a-federica-brunini-giornalista-e-viaggiatrice/#comments</comments> <pubDate>Wed, 30 Mar 2011 23:13:13 +0000</pubDate> <dc:creator>Armando Garbarini</dc:creator> <category><![CDATA[Nazionale]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=19464</guid> <description><![CDATA[Federica Brunini, giornalista e fotografa giramondo ha scritto di viaggi e costume per le principali testate italiane, dal Corriere della Sera a L&#8217;Espresso, a Vanity Fair. Viaggiatrice instancabile, ha pubblicato &#8220;Il manuale della viaggiatrice&#8221; e &#8220;Il piccolo libro verde del viaggio&#8221;, oltre a una serie di guide turistiche. Per il settimanale Diva e Donna ha [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-19466" title="federica-brunini" src="http://cultura.inabruzzo.it/wp-content/federica-brunini.jpg" alt="Federica Brunini" width="401" height="498" /></strong></p><p><strong>Federica Brunini</strong>, giornalista e fotografa giramondo ha scritto di viaggi e costume per le principali testate italiane, dal Corriere della Sera a L&#8217;Espresso, a Vanity Fair. Viaggiatrice instancabile, ha pubblicato &#8220;Il manuale della viaggiatrice&#8221; e &#8220;Il piccolo libro verde del viaggio&#8221;, oltre a una serie di guide turistiche. Per il settimanale Diva e Donna ha monitorato le vicende dei reali d¹Inghilterra, finendo per appassionarsi. In particolare, ha seguito giorno per giorno la Kateide, la storia di Kate Middleton, futura regina borghese del Regno Unito, che le ha ispirato il romanzo  &#8220;Sarò Regina. La vita di Kate Middleton come me l&#8217;ha raccontata lei&#8221; (Sonzogno), in libreria ad aprile 2011. Que&#8217;estate, darà alle stampe &#8220;Traveltherapy. Come scegliere il viaggio giusto al momento giusto&#8221;.<span id="more-19464"></span></p><p>Cara Federica, tu sei una grande giornalista e giramondo. La mia convinzione conoscendo la tua sensibilità è che secondo me un giorno tu abbia deciso di fondere la tua passione, viaggiare, con il tuo lavoro, il giornalismo, è cosi oppure è stato un caso?</p><p>“<em>Un po’ l’uno e un po’ l’altro, a essere sinceri. Sono sempre stata una “cercastorie”, fin da bambina… E viaggiare mi permette di incontrare il mondo, i suoi abitanti, le loro avventure. Che poi metto nero su bianco perché possano essere condivise da tutti, dappertutto… Dicono che chi legge non è mai solo. Beh, anche chi viaggia!”</em></p><p>Come ci si sente a fare un lavoro che piace e che appassiona insieme?</p><p>“<em>Mi considero molto fortunata, vivere di ciò che piace è un grande privilegio. Detto questo, il lavoro è sempre lavoro, qualunque sia. Ci si scontra con orari, obblighi, doveri, imposizioni… Ma non lo cambierei mai!”</em></p><p>Come mai, leggendo anche i tuoi articoli sui giornali, si evince che le Donne che viaggiano da sole o in compagnia di altre Donne sono in continuo aumento?</p><p>“<em>Sì, questa è la vera novità nel settore del turismo. Le donne sono un target nuovo, ma molto attivo. Forse perché sono curiose da sempre?”</em></p><p>Qual è il viaggio più bello o emozionante che tu abbia mai fatto?</p><p>“<em>Sicuramente quello nel deserto dell’Atacama, in Cile. O l’Australia. Amo gli spazi ampi, la natura forte, travolgente. Tra le città, mi sono innamorata di Istanbul, così vivace…autentica. Ma vivrei probabilmente in nord Europa, sul mare.”</em></p><p>Eri da sola o in compagnia?</p><p>“<em>In Atacama ero in compagnia, in Australia sono stata da sola e anche con il mio compagno. A Istanbul ero sola… Viaggiare è una pratica solitaria, per quanto mi riguarda.”</em></p><p>Tu hai scritto il Manuale della Viaggiatrice, un libro di grande successo, qual è appunto il segreto di tale successo?</p><p>“<em>Mah…Forse aver colto una necessità da parte delle donne! Quando si pensa ai viaggiatori, li si immagina uomini, avventurosi e solitari. E invece no. Ci sono anche le donne, più o meno portate per l’avventura, da sole o in gruppo… IL viaggio non ha sesso.”</em></p><p>Sarai poi in uscita questa estate anche con un libro dal titolo molto interessante Travelteraphy, come scegliere un viaggio giusto al momento giusto, Vuoi darci delle anticipazioni?</p><p>“<em>L’idea è frutto delle mie esperienze. Se tu non stai bene con te stesso, anche il posto più bello del mondo non ti dà la felicità. D’altro canto, ci sono posti dove è piuù facile ritrovare se stessi e il proprio equilibrio… Ho provato a farne un elenco. Il mio elenco. Sperando che sia d’aiuto anche ad altre donne…”</em></p><p>Tu come vedi la vita? La vedi come un viaggio oppure la tua visione è <em>tutt’altra?</em></p><p>“<em>Decisamente come un viaggio! Anzi, la vita è IL viaggio dei viaggi. Nella nostra esistenza, siamo tutti viaggiatori alle prese con l’ignoto. Dopodichè, si può vivere anche stando nella propria stanza o nel proprio paesino. Ma perché? La conoscenza nasce (anche) dal confronto”</em></p><p>Sei una scrittrice prolifica, infatti ad Aprile esce anche il tuo Romanzo Sarò Regina: la vita di Kate Middleton come me l’ha raccontata lei, Che tipo di Romanzo sarà?</p><p>“<em>Un bel romanzo! Divertente! Ho raccolto tutte le informazioni sulla futura principessa (e regina) d’Inghilterra da brava giornalista, ma poi le ho “utilizzate” per immedesimarmi e raccontare la storia di tutte le ragazze di ogni età che sognano l’amore e il Principe Azzurro.”</em></p><p>10) In conclusione ti chiedo quale tipo di consiglio potresti darci per vivere al meglio il nostro viaggio, qualunque esso sia?</p><p>“<em>Quello di…partire. Di fare il primo passo. Vicino o lontano, poco importa. Ma sfidatevi, allargate i vostri orizzonti. Sempre.”</em></p><p><a href="http://www.federicabrunini.com/">www.federicabrunini.com</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0019464_intervista-a-federica-brunini-giornalista-e-viaggiatrice/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Rita Pelusio</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0012114_intervista-a-rita-pelusio/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0012114_intervista-a-rita-pelusio/#comments</comments> <pubDate>Thu, 08 Apr 2010 17:12:22 +0000</pubDate> <dc:creator>Armando Garbarini</dc:creator> <category><![CDATA[Letteratura]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=12114</guid> <description><![CDATA[RITA PELUSIO ( Anima e Cuore ) Pianto Tutto, è il titolo del tuo nuovo spettacolo. Vuoi spiegarci di cosa tratta? “E’ uno spettacolo comico tutto sul pianto.Certo il titolo potrebbe far pensare alla voglia di cambiare …..”lascio tutto e me ne vado” oppure al giardinaggio……”pianto tutto” ….magari arriva qualcuno in teatro con gli innaffiatoi….. [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>RITA PELUSIO ( Anima e Cuore )</strong></em></p><p>Pianto Tutto, è il titolo del tuo nuovo spettacolo. Vuoi spiegarci di cosa tratta?</p><p><em>“E’ uno spettacolo comico tutto sul pianto.Certo il titolo potrebbe far pensare alla voglia di cambiare …..”lascio tutto e me ne vado” oppure al giardinaggio……”pianto tutto” ….magari arriva qualcuno in teatro con gli innaffiatoi….. e invece no, è uno spettacolo che parla della voglia di piangere di quella che arriva all’improvvviso quando meno te l’aspetti come un vigile urbano…..tu sei lì tranquillo e zac….. arriva!!!!”<span id="more-12114"></span></em></p><p>Mi ha colpito molto la frase di presentazione sul tuo sito che dice: &lt;&lt; Questo spettacolo mi ha colto all’improvviso come la voglia di piangere e non puoi mandarla via e allora cosa fai…ci giochi…</p><p><em>“ Si, ci gioco, gioco con quello che riguarda il pianto, con l’imbarazzo di non farsi vedere , con l’incapacità di trattenere, con la voglia di essere abbracciati e consolati…..gioco con un sentimento ma lo faccio con leggerezza e ironia.”</em></p><p>Pensi che fare l’attrice, la comica sia un tuo sogno fin da quando eri piccola oppure è un sogno che si è presentato nella vita adulta e non hai resistito a dire lo voglio?</p><p><em>“Mi è sempre piaciuto recitare, sin da piccola, ho provato a fare altro ma poi ho seguito l’istinto.”</em></p><p>Ti senti realizzata? Soddisfatta?</p><p><em>“Sono felice del mio lavoro, ma credo di dover imparare ancora molto”.</em></p><p>Quanto sacrificio hai dovuto metterci?</p><p><em>“Tanto, ho studiato tanto e a volte ho rinunciato a qualcosa a cui tenevo molto. Se tornassi indietro cercherei di essere meno severa con me stessa e mi concederei qualche vacanza in più.”</em></p><p>Ti sei pentita di qualcosa che per strada hai perso a causa del rincorrere i sogni?</p><p><em>“Forse a volte ho sacrificato la “vita normale quotidiana” a favore di quella “teatrale”, magari ho corso un po’ troppo, ma quando sono diventata mamma ho capito che potevo praticare e amare il teatro senza rinunciare alla vita.”</em></p><p>Qual è il rapporto che si intreccia tra l’attrice e il proprio autore?</p><p><em>“E’ un rapporto stretto, si lavora insieme, a volte in compensazione , a volte in contrasto ma l’obiettivo è comune.”</em></p><p>E con Marianna Stefanucci tua autrice come va?</p><p><em>“Molto bene, c’è sostegno fiducia e rispetto.”</em></p><p>Com’è nata la collaborazione con lei?</p><p><em>“Lei era ed è tutt’ora l’assistente di R.Piferi. l’ho conosciuta quando ho iniziato a collaborare con lui e da lì abbiamo iniziato a scrivere per “PIANTO TUTTO ” e per MORCHIA.”</em></p><p>Io vi immagino come anima e cuore più che come mente e braccio, che ne pensi?</p><p><em>“Perfetto!!!!”</em></p><p>Leggi libri? Il tuo preferito?</p><p><em>“Leggo appena posso, mi piace moltissimo. Di libri bellissimi ne ho letti tanti, diciamo che un autore che mi emoziona profondamente è Erri De Luca.”</em></p><p>Scriveresti un libro che parla della tua storia?, come esempio per chi vuole realizzare i propri sogni nella vita?</p><p><em>“No, non lo scriverei. Non ne sono capace.”</em></p><p>Un consiglio ai giovani che credono nelle loro possibilità ma ancora non ce la fanno ad emergere qualsiasi sia il loro campo di vita.</p><p><em>“Non scoraggiarsi, ascoltare veramente i propri desideri, non isolarsi, confrontarsi sempre e studiare, leggere e tenersi informati perché di questi tempi è un attimo farsi fregare.”</em></p><p><strong>Chi è Rita Pelusio</strong></p><p lang="it-IT">Rita Pelusio inizia la sua formazione teatrale frequentando il Laboratorio tecnico per attori presso il Fontana Teatro di Milano condotto da Carlos Alsina. Successivamente  sceglie di dedicarsi al teatro comico frequentando il percorso formativo condotto da Philip Radice. Approfondisce tutti gli aspetti dell’attore comico studiando con diversi professionisti quail Jean Mening, Kuniaki Ida, Eric De Bont, Sandra Cavallini, Jous Houben, Alessandra Faiella, Leo Bassi, Marcello Magni.</p><p>Fonda la compagnia degli GNORRI con Natalino Balasso, Bruno Nataloni, Corrado Nuzzo e Domenico Lannutti. Con questa formazione partecipa ai più importanti festival di teatro comico italiani e a numerose programmazioni teatrali. Crea “SUONATA &#8211; concerto per ragazza e pianoforte”, monologo comico, con la regia di Luca Domenicali. Nel 2006 vince il premio Massimo Troisi . Nel 2007 vince il PREMIO DELLA CRITICA di Vincenzo Cerami al “Festival Bravo Grazie”. Collabora con Radio Popolare nella trasmissione di Sveva “Gli uomini preferiscono le fionde”. Partecipa alla trasmissione “OTTOVOLANTE” Radio Due. E’ ospite in alcune puntate di “ANDATA E RITORNO” e “BELLI DENTRO”. Nel 2006 è nel cast di MARKETTE. Dal 2007 al 2009 è nel cast di COLORADO CAFÉ’.</p><p>E’ autrice e regista di</p><p>“ANITA, GIOCOLERIE DA BAGNO”con Anna Marcato</p><p>“FREAKCLOWN” Alessandro Vallin e Stefano Locati</p><p>“MEGLIO TARDE CHE MAI” con Franca Pampaloni e Luz Pierotto</p><p>Nel gennaio 2010 debutta con il suo nuovo spettacolo “PIANTO TUTTO” scritto con Riccardo Piferi e Marianna Stefanucci, regia Riccardo Piferi.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0012114_intervista-a-rita-pelusio/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Intervista a Luigi Fontanella, scrittore e newyorkese</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0010428_intervista-a-luigi-fontanella-scrittore-e-newyorkese/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0010428_intervista-a-luigi-fontanella-scrittore-e-newyorkese/#comments</comments> <pubDate>Tue, 09 Feb 2010 10:46:23 +0000</pubDate> <dc:creator>Armando Garbarini</dc:creator> <category><![CDATA[Letteratura]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=10428</guid> <description><![CDATA[Luigi Fontanella, vive a Long Island dove insegna, alternando frequenti soggiorni in Italia. Ha studiato a Roma con Giacomo Debenedetti (Laurea in Lettere) e si è perfezionato a Harvard (Ph.D. in Letterature Romanze). Fulbright Fellow 1976-1978 (Princeton University), Fontanella è attualmente Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana presso l’Università Statale di New York. Ha pubblicato [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Luigi Fontanella, vive a Long Island dove insegna, alternando frequenti soggiorni in Italia. Ha studiato a Roma con Giacomo Debenedetti (Laurea in Lettere) e si è perfezionato a Harvard (Ph.D. in Letterature Romanze). Fulbright Fellow 1976-1978 (Princeton University), Fontanella è attualmente Ordinario di Lingua e Letteratura Italiana presso l’Università Statale di New York. Ha pubblicato 12 libri di poesia, 7 di saggistica e 3 di narrativa. Tra i suoi ultimi volumi: <em>Azul </em>(poesia, Milano, Archinto, 2001, Selezione Premio Viareggio); <em>La Parola Transfuga </em>(saggistica, Firenze, Cadmo, 2003); <em>I racconti di Murano di Italo Svevo</em> (Roma, Empiria, 2004); <em>Pasolini rilegge Pasolini </em>(Milano, Archinto, 2005); <em>L’azzurra memoria. Poesie 1970-2005 </em>(Milano, Moretti &amp; Vitali, 2007, Premio Città di Marineo, Premio Laurentum); <em>Oblivon </em>(poesia, Milano, Archinto, 2008); <em>Controfigura </em>(romanzo, Venezia, Marsilio, 2009); <em>L’angelo della neve </em>(poesia, Milano, Mondadori, Almanacco dello Specchio, 2009). Dirige “Gradiva”, rivista internazionale di poesia italiana, ed è presidente della I.P.A. (Italian Poetry Society of America).<span id="more-10428"></span></p><p>1)Lei è ordinario di Lingua e Letteratura Italiana presso la State University di New York. Appartiene a quella folta schiera di persone che per emergere è dovuta andare via dall’italia causa un governo ( destra o sinistra non fa differenza) poco amichevole nei confronti della cultura o la scienza per esempio, penso ai ricercatori. Oppure il suo lavoro a New York cela altri motivi?</p><p>“Sono venuto in America in seguito al conseguimento di una Borsa di Studio Fulbright (biennale), consistente nello scambio di studiosi americani in Italia e di studiosi italiani negli USA. Sono dunque stato “Fulbright Fellow” alla Princeton University dal 1976 al 1978. In quegli anni ero un giovane professore di italiano presso il Liceo Classico Visconti di Roma. La mia ricerca, legata a quella Borsa, verteva sul periodo americano di André Breton e contestualmente la diffusione del surrealismo nel centro/nordamerica. In quegli anni ero molto interessato al surrealismo, movimento su cui in seguito, dopo il mio successivo trasferimento a Cambridge (Massachusettes) e il mio Ph.D. in Lingue e Letterature Romanze presso la Harvard University, ho pubblicato due libri: <em>Il surrealismo italiano </em>(Roma, Bulzoni, 1983) e <em>La parola aleatoria</em> (Firenze, Le Lettere, 1992).”</p><p>2)Da quello che è la sua esperienza giornaliera sul campo, ci può dire come la gente in America vede la Letteratura contemporanea Italiana?</p><p>“Gli americani seguono poco la nostra letteratura, che è considerata a tutti gli effetti straniera e, ahimé, secondaria. Pochi i libri tradotti in inglese, poca l’attenzione verso le nostre lettere, escludendo, ovviamente, gli ambienti universitari e intellettuali. Lo studio della nostra lingua ha comunque guadagnato, in questi ultimi due decenni, spazio e interesse negli Stati Uniti, specialmente dopo il suo ingresso nelle scuole secondarie. Attualmente, dopo lo spagnolo, è la seconda lingua straniera studiata in America, superando di fatto il francese e il tedesco. Questo lascia bene a sperare anche in una maggiore diffusione della nostra letteratura.”</p><p>3)I poeti italiani di oggi, Anno 2010 sono conosciuti in America? Ci può fare qualche nome?</p><p>“Dopo le varie traduzioni di poeti “canonici” del nostro Novecento (Ungaretti, Campana, Montale, Quasimodo, Sinisgalli, Penna, Luzi, Sereni, Caproni e Zanzotto), c’è stato e c’è tuttora un discreto ma casuale interesse verso la poesia italiana delle generazioni successive (Conte, Magrelli, De Angelis, e pochi altri). A questo interesse, più che le case editrici maggiori americane che in effetti pubblicano pochissimo di poesia italiana contemporanea, hanno contribuito variamente e saltuariamente alcune riviste come “Chelsea”, “Poetry”, “Rattle”, “Gradiva”. Quest’ultima, che mi onoro di dirigere fin dal 1982, ha fatto conoscere con le sue pubblicazioni non pochi poeti italiani mai prima d’ora tradotti in inglese, da Corazzini a Erba, Marniti, Luongo Bartolini, Della Corte, Buffoni, Sicari, Raboni, ecc. Mi permetto indicare il sito presso cui ognuno potrà verificare l’entità della nostra attività, alla quale, tra l’altro, è stato assegnato nel 2000 il Premio Internazionale per la traduzione da parte del Ministero dei Beni Culturali: <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.italianstudies.org/gradiva/">www.italianstudies.org/gradiva/</a></span></p><p>Ma c’è ancora molto da fare, e tanti poeti importanti non sono stati ancora tradotti in inglese.”</p><p>4)Lei pensa che le Case Editrici Italiane debbano fare di più per far conoscere i poeti emergenti Italiani? Se non fanno già abbastanza?</p><p>“Di case editrici italiane che pubblicano libri di poesia ce ne sono a bizzeffe. Il problema è in quelle maggiori che rifiutano di prendere in considerazione autori emergenti, anche bravi. Il risultato generale è pertanto abbastanza avvilente.”</p><p>5)Diciamo che un giovane autore Italiano abbia scritto un bellissimo romanzo. Farà prima ad emergere in Italia o in America? O per meglio dire fa prima a pubblicare il suo romanzo in Italia o in America?</p><p>“Un autore italiano di lingua italiana è obbligato a pubblicare prima nella sua madre patria. Non vedo come potrebbe pubblicare i suoi libri prima in America e poi in Italia. Dovrebbe essere in grado, per fare ciò, a scrivere direttamente in inglese e poi proporre il suo lavoro a qualche agente letterario americano. Negli Usa la figura e la funzione dell’agente è indispensabile.”</p><p>6)Cosa si sente di consigliare ad una persona che vuole diventare uno scrittore affermato per realizzare il proprio sogno? Mi dice 3 regole fondamentali alle quali deve, secondo lei, attenersi scrupolosamente?</p><p>“Sapere cosa si vuol scrivere (ossia cosa per lui/lei <em>sia necessario scrivere</em>); scrivere disciplinatamente ogni giorno per almeno tre ore; avere un pizzico di fortuna. Ovviamente quest’ultima è una regola che è solo nelle mani della dea Tyche.”</p><p>7)Quali sono o sono stati i suoi scrittori-maestri di vita che leggendoli l’hanno aiutata a livello morale nella carriera artistica e nella stessa sua vita?</p><p>“Giacomo Debenedetti, Cesare Garboli, Alfredo Giuliani, Giuseppe Pontiggia, Dante Della Terza. Ma è soprattutto con scrittori e poeti della mia generazione da me drettamente frequentati con i quali mi sono confrontato e grazie ai quali mi sono intellettualmente arricchito. Faccio i nomi di Fabio Doplicher, Milo De Angelis, Giovanna Sicari, Giuseppe Conte, Eraldo Affinati, Paolo Lagazzi.”</p><p>8)Personalmente, io sono cresciuto anche come uomo leggendo Hermann Hesse.</p><p>Tra lo stesso Hesse, Hemingway e Shakeaspeare chi sceglierebbe come professore se tornasse per un attimo studente?</p><p>“ Forse Hesse. Ma se mi fosse lecito fare una mia scelta – voglio dire sempre in senso fantastico – , allora non esiterei a fare i nomi di Italo Svevo, Robert Walser, Arthur Schnitzler, Antonio Delfini; quattro scrittori che sento miei consanguinei.”</p><p>9)Da scrittore, lei pensa che le parole scritte che facciano parte di una poesia o di un romanzo, prima di diventare tali e quindi messe sul foglio bianco, debbano passare obbligatoriamente attraverso un vissuto umano reale?</p><p>“Sì certamente.”</p><p>10)A proposito di romanzo, lei ha appena pubblicato il suo primo romanzo in un età quindi diciamo “ avanzata” se paragonata a quella di autori emergenti alle prese con il loro primo manoscritto ( anche se qualche eccezione esiste sempre vedi Camilleri). E’ un percorso naturale oppure ha deciso solo oggi di pubblicare il suo primo romanzo? Se si perché?</p><p>“Sono arrivato al romanzo naturalmente, dopo tanti anni di poesia e di saggistica. A un certo punto ho sentito il desiderio e il gusto del narrare, forse legati a un impulso, che non so spiegarle, di coprire una distanza tra me e gli altri. Ma intimamente c’era e c’è anche il desiderio di conoscersi meglio.”</p><p>11) Il suo romanzo si intitola “ Controfigura”. Dopo averlo letto la prima cosa che mi viene da chiederle conoscendo la storia sapientemente descritta, quanto c’è di Luigi Fontanella in Controfigura? Lucio Grimaldi il protagonista è la controfigura di Luigi Fontanella?</p><p>“Ci sono tutti e due: autore e personaggio, tramite uno scambio continuo. Il bello è che, soprattutto quando il narrato assume i caratteri dell’autobiografia, non si è mai autobiografici; ci si inventa un’altra vita proprio mentre si sta raccontando la propria. Questo è l’aspetto più affascinante del genere “romanzo”.”</p><p><strong>LUIGI FONTANELLA<br /> </strong>P.O, Box 831, Stony Brook, New York 11790, USA<br /> Tel. e Fax: 001- 631- 4766678<br /> e-mail: <span style="text-decoration: underline;"><a href="mailto:lfontanella@notes.cc."><em>luigi.fontanella@stonybrook.edu</em></a></span></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0010428_intervista-a-luigi-fontanella-scrittore-e-newyorkese/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Margherita Antonelli si racconta</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/009100_margherita-antonelli-si-racconta/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/009100_margherita-antonelli-si-racconta/#comments</comments> <pubDate>Fri, 18 Dec 2009 18:31:20 +0000</pubDate> <dc:creator>Armando Garbarini</dc:creator> <category><![CDATA[Letteratura]]></category> <category><![CDATA[teatro]]></category> <category><![CDATA[televisione]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.abruzzocultura.it/abruzzo/?p=9100</guid> <description><![CDATA[Voce potente di una donna fra le donne Margherita Antonelli, attrice, nasce il 22 maggio 1963. La sua biografia è davvero molto ricca: parte dal diploma al teatro dell’Arsenale di Milano per approdare alle fiction televisive e alle commedie e agli spettacoli teatrali, e con vari personaggi comici interpretati a Zelig e in altre trasmissioni [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Voce potente di una donna fra le donne<br /> </strong><br /> Margherita Antonelli, attrice, nasce il 22 maggio 1963. La sua biografia è davvero molto ricca: parte dal diploma al teatro dell’Arsenale di Milano per approdare alle fiction televisive e alle commedie e agli spettacoli teatrali, e con vari personaggi comici interpretati a Zelig e in altre trasmissioni televisive.</p><p><strong>La tua arte è molto varia, spazia tra il teatro, il cinema, la televisione, la radio. Quali, tra tutte, ti restituisce più soddisfazione e forza morale per proseguire in quello che immagino sia il tuo sogno di una vita?<span id="more-9100"></span><br /> </strong><br /> “Sicuramente il teatro, primo perché c’è un rapporto diretto con il pubblico e io vivo di relazioni ed emozioni con il pubblico. Nel teatro questo succede ed è un vero scambio, il pubblico ci manda tanta energia.<br /> Il teatro per me non è solo una valvola di sfogo ma è anche quasi un piacere fisico, rispetto alla radio o alla televisione che come genere per sviluppare la mia arte le trovo un po’ troppo racchiuse come in una scatola”.</p><p><strong>Nei tuoi personaggi ce n’è uno che rappresenta meglio la persona Margherita Antonelli?<br /> </strong><br /> “Direi di no. Nel senso che io ho fatto vari personaggi alcuni televisivi altri che il pubblico non ha mai visto in video, però rispecchiano più un momento storico della mia vita più che la persona Margherita Antonelli. C’è stato il periodo di Sofia la donna delle pulizie, poi c’è stato il periodo di Daccela la cantante di liscio oggi in questo momento storico della mia vita ne ho altri ancora. Ci sono tante figure che mi rappresentano, io dentro in realtà sono una folla di gente”.</p><p><strong>Margherita Antonelli come Donna, si sente amata dalla vita?<br /> </strong><br /> “Io credo che dalla vita ho ricevuto tanto, e credo anche di avere dato tanto. Per esempio, i miei genitori sono state persone generose con me e piuttosto io oggi credo che a quarantasei anni debba dire qualche grazie, quindi li ringrazio per tutto quello che hanno fatto per me. Poi forse nella vita bisognerebbe imparare a chiedere più che a rivendicare. Io ho imparato a chiedere e spesso a dire grazie”.</p><p><strong>Novembre è stato il mese per la Donna, con il giorno della denuncia delle violenze sulle donne e dibattiti e manifestazioni. Secondo te c’è ancora molto da fare in questo senso?<br /> </strong><br /> “C’è tanto da fare, per le donne per i bambini, in generale c’è tanto da fare per gli uomini. Tutte le fasce deboli sono esasperate. In particolare le donne. Quando io vado magari a fare delle serate per esempio l’8 marzo festa della donna alcuni mi dicono beh ormai l’8 marzo è una data un po’ vetusta, basta femminismo. Io rispondo dicendo che fino a quando una donna in quanto donna non può lavarsi quando vuole per esempio in Afghanistan, oppure non possono istruirsi come in alcune zone dell’India, non possono lavorare oppure andare a scuola, oppure decidere quando avere un rapporto sessuale o quando non averlo, ecc. Fino a quando una donna non è libera di esserlo ben venga l’8 marzo e tutte le manifestazioni di novembre contro la violenza sulle donne, ben vengano le voci della sofferenza e che vengano ascoltate da tutti noi&#8221;.</p><p><strong>In questa epoca che stiamo vivendo purtroppo mi sembra che la gavetta e lo studio non servano quasi più a niente. Che ne pensi? Dono solo un pessimista cronico?<br /> </strong><br /> “No no sei un pessimista, il problema è che mancano maestri. Quindi la gavetta non esiste, bisogna strappare con forza un po’ di esperienza altrui. Io ho fatto davvero tanta gavetta nella mia vita poi ho fatto anche una bella scuola di teatro e secondo me a lungo andare la gavetta serve perché queste meteore che si vedono ogni tanto in giro si durano una stagione o due ma poi spariscono, arraffano tutto quello che c’è da arraffare poi magari si comprano un bar, un edicola e tornano a fare la vita di sempre, ma chi davvero vuole fare un lavoro e questo vale per ogni campo nell’arte come nella vita di tutti giorni deve assolutamente cercarsi un vero maestro di lavoro.”</p><p><strong>Prendendo un attimo la macchina del tempo e tornando al medioevo, come risponderesti a questa stessa domanda?<br /> </strong><br /> “Beh nel medioevo c’erano quattro maestri, due gli hanno arsi vivi, diciamo che almeno oggi abbiamo più democrazia, anche se oggi alcune evoluzioni del passato, come questa a volta, arrivano ad essere delle involuzioni”.</p><p><strong>Ho assistito al tuo spettacolo &#8220;L&#8217;arca di Eva&#8221;, dove mi sono divertito molto. Vorrei che raccontassi di cosa si tratta.<br /> </strong><br /> “L’arca di Eva è uno spettacolo contenitore. Ci siamo immaginate io ed un gruppo di amiche se Dio domani dicesse «Mi sono rotto le scatole vi rimando un diluvio, perché mi avete conciato il mondo da sbattere via». Ci siamo immaginate però anche che ci rimandasse un arca per poter salvarci. E le abbiamo dato un nome di donna e un nome davvero originale direi. E ci siamo poste la domanda che poi poniamo anche al pubblico che ci viene a vedere, Cosa c’è da salvare a questo mondo?. Lo spettacolo è proprio alla ricerca di cosa c’è da salvare, perché è vero che l’uomo a questo mondo ha fatto delle nefandezze ma altrettanto vero che ha fatto cose molto belle ed emozionanti”.</p><p><strong>Nel tuo sito internet ho visto riportata una delle più belle poesie di Pablo Neruda, poesia che adoro&#8230;<br /> </strong><br /> “Io trovo che la poesia sia il sunto. E’ l’essenza per me la poesia, io trovo che i grandi poeti riescano in una poesia a trovare l’essenza della vita e  Neruda è sicuramente uno di questi. E dico chi ha questa dote la usi davvero io non ce l’ho ma ho la fortuna di poter leggere poesie e quindi adoro regalare libri di poesia.”</p><p><strong>Quindi la poesia secondo te è utile a questo mondo?<br /> </strong><br /> “Direi che è fondamentale, è la possibilità di fermarci a pensare     sull’essenzialità della vita. Quando una poesia è efficace una volta letta ti fermi a  pensare, e quindi è l’essenza non è assolutamente un orpello come a volte sento dire. Io adoro la poesia”.</p><p><strong>Scrive Neruda: «Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità». Che ne dici?<br /> </strong><br /> “Beh Neruda forse è stato sempre fortunato. Io come lui metto ardente pazienza e ardente passione nelle mie relazioni nella mia vita nel mio lavoro e a volte il risultato non è quello sperato, ma c’è da dire che a volte il risultato non dipende solo da noi stessi. Forse Neruda intende che la felicità più grande sta nell’averci almeno provato. Io credo comunque in quello che dice Neruda e nel frattempo ci provo”.</p><p><strong>Quale messaggio, in base anche alla tua esperienza personale, ti senti di lasciare ai nostri lettori?<br /> </strong><br /> “Io non amo le citazioni. In questo periodo chiaro-scuro, cito Ivano Fossati che in una sua canzone dice: «Dicono che Dio esiste e si accontenta». Io allora guardo la vita e  mi accontento per quello che mi viene dato sforzandomi di migliorare la mia vita. A volte è più facile però vedere cadere un albero che vedere crescere una foresta. Io lascio ai lettori questo monito”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/009100_margherita-antonelli-si-racconta/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La scrittura secondo Raul Montanari</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/008489_la-scrittura-secondo-raul-montanari/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/008489_la-scrittura-secondo-raul-montanari/#comments</comments> <pubDate>Sat, 28 Nov 2009 16:49:49 +0000</pubDate> <dc:creator>Armando Garbarini</dc:creator> <category><![CDATA[Letteratura]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.abruzzocultura.it/abruzzo/?p=8489</guid> <description><![CDATA[Nuova intervista – dopo quella del 27 ottobre 2008 – di AbruzzoCultura allo scrittore milanese Raul Montanari è uno scrittore di successo. Ad oggi ha pubblicato dieci romanzi, a partire dal 1994 con il primo intitolato “ La perfezione”, per concludere con “Strane cose, domani”. Ho conosciuto Raul qualche anno fa, quando ho avuto la [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nuova intervista – dopo quella del 27 ottobre 2008 – di AbruzzoCultura allo scrittore milanese<br /> </strong><br /> Raul Montanari è uno scrittore di successo. Ad oggi ha pubblicato dieci romanzi, a partire dal 1994 con il primo intitolato “ La perfezione”, per concludere con “Strane cose, domani”. Ho conosciuto Raul qualche anno fa, quando ho avuto la fortuna di seguire una sua lezione di scrittura creativa.<span id="more-8489"></span> Da subito l’ho trovato uno scrittore vero, ed in quel caso specifico un professore bravo ed “onesto”. Le sue parole sono sempre sincere e mi affascina il suo modo di essere e d’insegnare.</p><p><em>Dalla tua esperienza di dieci romanzi pubblicati, cosa ti senti di dire ad uno scrittore in cerca di un editore importante che pubblichi la sua opera?<br /> </em><br /> “La cosa migliore da fare, in questo momento, è sicuramente rivolgersi a un agente letterario qualificato. Negli ultimi 15 anni in Italia si è consolidato un sistema di agenzie letterarie che prima mancava e che invece è sempre stato tipico di realtà come gli USA. Queste agenzie fanno quasi sempre un ottimo lavoro di intermediazione fra l’autore e l’editore, sia prima, sia durante, sia dopo la pubblicazione del libro. E ve lo dico io che l’agente non ce l’ho, perciò potete fidarvi. Purtroppo questo servizio ha un costo, che non è solo la percentuale di diritti d’autore che spetta all’agenzia, ma soprattutto il costo iniziale per la lettura del dattiloscritto, o del file.”</p><p><em>C’è un motivo per cui ho scritto “editore Importante”, ed è questo. Oggi una persona può pubblicare un manoscritto quando e come vuole, basta pagare, indipendentemente dal fatto che la sua opera sia di valore oppure no. Tu consideri anche questi tipi di editori importanti o fai una distinzione?<br /> </em><br /> “Farei una triplice distinzione. Ci sono editori importanti e tutti ne conosciamo i nomi. Uscire con uno di questi è sicuramente un buon inizio, anche se uno scrittore i problemi se li porta appresso per tutta la vita; si spostano, semplicemente, da quello basilare di essere pubblicato a quello di essere recensito, di avere buone vendite e così via. Non si è mai contenti, insomma, ed è normale che sia così. Agli antipodi di questi editori ci sono quelli che in un modo o in un altro chiedono un contributo all’autore: può trattarsi di una cifra o, più spesso, dell’impegno a comprare un certo numero di copie. Questi non sono editori. Sono semplicemente degli stampatori che di solito non distribuiscono nemmeno il libro, e pubblicare con loro equivale a non pubblicare affatto – tranne per la grottesca soddisfazione di poter scrivere sul proprio profilo su Facebook: “Professione: scrittore”. Infine c’è una dimensione intermedia molto interessante, che è quella della piccola e media editoria seria. Da cosa si riconosce questa dimensione? Dal fatto che, rispetto agli editori importanti, di solito non dà un anticipo sui diritti d’autore o ne riconosce uno molto modesto; rispetto agli stampatori, però, non chiede nessun contributo agli autori. Iniziare con un editore del genere è consigliabilissimo, perché può voler dire fare il secondo libro con un editore importante. E’ un po’ come nel calcio: cominci con una squadra piccola, ti notano e arriva l’offerta del Milan.”</p><p><em>Quando è successo, nella tua vita da scrittore, che ti sei veramente sentito tale?<br /> </em><br /> “Direi dopo il secondo romanzo, “La perfezione”. Perché era uscito con un editore come Feltrinelli e perché nelle pagine letterarie dei giornali non solo vedevo le recensioni al libro, ma soprattutto vedevo che mi mettevano nelle “mappe della nuova narrativa italiana” che a metà anni ’90 erano molto di moda.”</p><p><em>Raccontaci l’emozione di tenere tra le mani il tuo primo romanzo<br /> </em><br /> “Grandissima! Avevo 32 anni, era il ’91. L’editore era Leonardo Mondadori, sicuramente da collocare nella fascia intermedia di cui parlavamo. Devo confessare però una cosa un po’ triste: che quell’emozione si è via via affievolita, man mano che negli anni uscivano altri libri, per cui adesso è ridotta quasi a zero. Può darsi che sia solo un problema mio, e comunque è un problema che auguro a tutti di avere, un giorno!”</p><p><em>Hai sempre sognato di fare lo scrittore o avevi altri sogni nella vita?<br /> </em><br /> “Ho tentato di diventare un giocatore di scacchi professionista, da ragazzo, e sono andato vicino a riuscirci perché sono arrivato secondo nel campionato italiano juniores del ’74. Forse se fossi arrivato primo avrei insistito, ma sentivo di non avere abbastanza qualità.”</p><p><em>Scrittori si nasce o si diventa? “Si nasce con il talento di scrivere e lo si coltiva con la volontà e la disciplina. Cito Stephen King: «Il talento è una cosa diffusissima, costa un tot al chilo come il sale; a fare la differenza è la forza di volontà».”Io penso che le scuole di scrittura creativa possano aiutare uno scrittore a formarsi, la differenza la fa il professore. Tu che cosa ne pensi?<br /> </em><br /> “Sono d’accordo anche con le virgole di quello che hai scritto. Incontrare un maestro è una cosa fondamentale, e quelli che parlano male a priori di tutte le scuole di scrittura dimenticano che non esiste un solo autore nel ‘900 che non sia stato aiutato da un altro scrittore che era più avanti di lui. Nella scuola, questo aiuto viene formalizzato. Io però mi iscriverei solo a una scuola tenuta da uno scrittore che stimo. Le altre non insegnano nulla”.</p><p><em>Torna un attimo alunno, chi tra questi vorresti avere come insegnante di scrittura creativa? Hernest Hemingway, Hermann Hesse o Oscar Wilde?<br /> </em><br /> “Senz’altro Hemingway, che senza mai essere stato un docente di creative writing è stato però il modello di intere generazioni di scrittori. Ora non parlo di valore letterario (nella terzina che proponi, Hemingway lo metterei alla pari con Wilde, Hesse molto sotto) ma di quello che puoi imparare da un autore”.</p><p><em>Ti gratifica di più vendere tante copie dei tuoi libri, avere riconoscimenti ai premi letterari o recensioni benevole sui giornali dai critici?<br /> </em><br /> “Ah ah! Mettiamola così: i premi letterari sono all’ultimo posto di questa graduatoria, perché ci sono scrittori affermati e soddisfatti di sé che non ne hanno mai vinti di importanti. Direi che le recensioni fanno molto bene all’ego dello scrittore e alla sua immagine complessiva, ma la forza vera te la dà sempre avere un pubblico. Questa fra l’altro è la differenza fondamentale fra la narrativa e la poesia: la poesia non ha un pubblico nel vero senso della parola. Lì infatti premi e recensioni sono molto più importanti, sono loro a legittimare un autore”.</p><p><em>Io penso che per arrivare ad essere scrittori, si debba leggere tanto, tantissimo prima e durante la realizzazione di questo desiderio. Cosa ne pensi? E qual è il libro che ami di più?<br /> </em><br /> “Questa doveva essere la domanda iniziale. E’ incredibile quanta gente abbia la pretesa di scrivere senza aver letto moltissimo, come dici tu. Ricordo sempre che Pier Vittorio Tondelli, forse l’ultimo maestro che la letteratura italiana ha avuto, cioè l’ultimo che si è veramente speso per gli autori nuovi, li ha cercati, li ha valorizzati, li ha antologizzati più volte nel suo progetto d”Under 25”, diceva che quando gli si presentava qualcuno con un manoscritto lui era tentato di fargli un esame per vedere se questa persona avesse letto almeno i 500 libri di base che chiunque voglia scrivere deve conoscere: i grandi classici di ogni tempo e paese; i classici della tua lingua; la produzione contemporanea. Uno scrittore è anzitutto un lettore, così come un musicista è anzitutto uno che ascolta la musica che fanno gli altri, un regista è anzitutto un grande cinefilo e così via. Oltre a tutto è impossibile essere originali senza aver letto tanto: si finisce sempre per copiare ciò che hanno fatto altri, senza nemmeno accorgersene”.</p><p><em>Che rapporto hai con i tuoi lettori?<br /> </em><br /> “Eccellente. Mi scrivono, mi coccolano molto. Mi rimproverano, a volte, mi dicono cose che mi fanno riflettere. Viviamo in un’epoca in cui i rapporti con i lettori sono diventati molto più facili, per la moltiplicazione degli incontri pubblici e ovviamente per l’accesso garantito dalla rete. E’ una delle cose più belle di questo mestiere”.</p><p><em>Cosa diresti ad una persona che non ha mai letto un libro per invogliarla a leggere?<br /> </em><br /> “Permettimi di essere frivolo: gli direi che uno che legge diventa più figo! Capisce di più le cose, gli altri, il mondo, e nessuno lo può fregare. Come ha detto Tiziano Scarpa, che considero un fratello, quando ha vinto lo Strega: «Nei libri c’è la verità. Quella verità che il mondo cerca sempre di nasconderti, i media innanzi tutto».<br /> Aggiungo che chi legge ha molto più successo in amore, e mi pare che basti.”</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/008489_la-scrittura-secondo-raul-montanari/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>2</slash:comments> </item> <item><title>Laura Basile, speaker radiofonica</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/007614_laura-basile-speaker-radiofonica/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/007614_laura-basile-speaker-radiofonica/#comments</comments> <pubDate>Wed, 28 Oct 2009 23:46:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Armando Garbarini</dc:creator> <category><![CDATA[Letteratura]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.abruzzocultura.it/abruzzo/?p=7614</guid> <description><![CDATA[Intervista a una “voce” che non ha smesso di sognare. E che manda un pensiero ai cittadini de L’Aquila Laura Basile è una splendida trentacinquenne che vive a Valmadrera, in provincia di Lecco, molto a nord dell’Italia, ma che lavora e si sposta ogni giorno a Milano. Laura lavora in radio e precisamente a R101, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Intervista a una “voce” che non ha smesso di sognare. E che manda un pensiero ai cittadini de L’Aquila</strong></p><p>Laura Basile è una splendida trentacinquenne che vive a Valmadrera, in provincia di Lecco, molto a nord dell’Italia, ma che lavora e si sposta ogni giorno a Milano. Laura lavora in radio e precisamente a R101, fa la speaker e conduce due programmi di intrattenimento. Ha iniziato la carriera nel 1991 e nonostante abbia realizzato gran parte dei suoi sogni, ne ha altrettanti nel cassetto. L’ho intervistata perché, conoscendola, ho avuto modo di apprezzarne l&#8217;anima. E poi Laura ha tanto da dare in termini di emozioni a ciascuno di noi: provare per credere, basta ascoltarla in radio.<span id="more-7614"></span></p><p><strong>Tu fai la speaker radiofonica, ma so anche che fai la doppiatrice e la promoter di marchi. Tutto questo è un sogno che si è realizzato?</strong></p><p>“Direi decisamente sì, tutti e tre i sogni. La Radio era la mia passione fin da piccina. Per quanto riguarda il doppiaggio – quel che faccio io, tecnicamente, si chiama speakeraggio per spot pubblicitari – è un altro sogno che si è avverato. La promozione del marchio sportivo è un altro sogno realizzato. Sono sportiva da sempre e da quattro anni pratico questo sport che si chiama KiteSurf. Così mi hanno dato la possibilità di promuovere un marchio in cui credo molto”.</p><p><strong>Hai ancora altri sogni da realizzare?</strong></p><p>“Questa e’ una grande domanda. Ne ho tanti ancora e ogni giorno ne ho uno nuovo. Di sicuro il più desiderato è quello di fare dei bambini, perché il tempo “stringe”. Si sa, noi donne abbiamo un età genetica da rispettare. Ma, naturalmente, se arriva bene, se non dovesse arrivare rimango nelle mani del destino di un Dio che ha voluto cosi.<br /> Diciamo che questo è il sogno più imminente che ho”.</p><p><strong>Quali consigli daresti a chi ha sogni? </strong></p><p>“Il consiglio che do è di sognare, ma tenendo sempre un occhio ben aperto, perché i sogni a volte possono trasformarsi in un’ossessione, se non si dovessero realizzare. E vivere con un’ossessione dentro se stessi è impossibile, trasforma la vita in qualcosa che non è vita.Dico di non mollare mai, di avere sempre la forza di tentare di intraprendere ogni volta una strada diversa per far avverare il sogno, ma di fermarsi quando è impossibile da portare avanti, e dirigere gli sforzi su altri sogni, che sicuramente esistono”.</p><p><strong>Quanti tipi di sogni esistono? Facili, difficili, impossibili…fare l’astronauta, per esempio, che sogno è?</strong></p><p>“Ci sono dei sogni che per tanti motivi sono improponibili, perché ci sono determinate scelte nella vita che devi fare e a volte ti portano lontano dai sogni. Beh, quello dell’astronauta non è neanche tanto difficile, perché volendo si può fare: è che a volte un ingrediente importante dei sogni sono i soldi, il lato economico, molte volte si rinuncia ad un sogno anche perché non si possiedono le potenzialità economiche che servono per realizzarlo”.</p><p><strong>Che rapporto hai con i libri? C’e un libro che ti ha fatto sognare nella tua vita?</strong></p><p>“Il mio rapporto con i libri è odio e amore, nel senso che c’è un periodo dove leggo tantissimo e un periodo dove non leggo per niente. Leggo ciò che piace a me, nessuno mi deve imporre niente, non ho uno scrittore preferito e spazio molto quanto a genere e temi. Di sicuro mi piacciono le storie romantiche e passionali, ma è capito anche che mi sia appassionata a un libro di fantascienza. Adoro i saggi. C’è un libro poi che non riesco mai a togliere dalla mente che è “Nauiolin” di Pino Cacucci, dove si racconta di questa scrittrice e poetessa che ha rivoluzionato il periodo degli anni ‘50, ‘60 per quanto riguarda l’arte. Dove questa donna tra l’altro ne ha combinate di tutti i colori. Mi ricorda un po’ la mia esistenza. È un libro che consiglio a tutti.”</p><p><strong>Cosa non deve mai mancare nella tua vita?</strong></p><p>“L’amore. L’amore sotto varie forme, la passione, l’amore per la vita, l’amore per l’amore. Io sono innamorata dell’amore, quindi ogni giorno m’innamoro di qualcosa di qualcuno. L’amore che sta in un sorriso tra le persone, l’amore che vedi in piccoli gesti. Senza tutto ciò non potrei mai vivere”.</p><p><strong>Tu sogni ad occhi aperti oppure ad occhi chiusi?</strong></p><p>“Io penso che ad occhi aperti o chiusi, l’importante è continuare a sognare, e infatti io sogno sempre. Mi perdo nelle nuvole. Sono molto fortunata perché faccio un lavoro che amo e auguro a tanti di avere la mia stessa fortuna”.</p><p><strong>Qual è la poesia che ami rileggere prima di andare a dormire ogni notte? </strong></p><p>“Allora, non la considero una vera e propria poesia, piuttosto un trattato sulla vita. È di Paulo Coelho, frasi tipo: “Non dobbiamo cambiare amici se comprendiamo che gli amici cambiano, non importa quanto sia buona una persona ogni tanto ti ferirà”. Insomma, frasi che lui ha imparato dalla vita e che ci aiutano a comprendere meglio quelle che noi impariamo dalla nostra vita”.</p><p><strong>A chi smette di sognare, cosa ti senti di dire?</strong></p><p>“Io credo che nessuno riesca a smettere di sognare. Ci sono momenti nella vita dove rimani tanto deluso, dalla gente, dagli amici dal destino beffardo. Guarda per esempio gli amici dell’Abruzzo. Smettere di sognare però e peggio. Davanti ad una delusione deve arrivare un sogno: sicuramente avremo più forza per realizzarlo, più convinzione. Per me non si smette di sognare nella vita”.</p><p><strong>A proposito degli amici Abruzzesi, c’è appunto questa popolazione che sicuramente dopo quello che ha vissuto e sta vivendo tuttora ha bisogno si sognare. Che pensiero ti senti di lasciare per dare coraggio ai loro nuovi sogni?</strong></p><p>“Ecco, visto che abbiamo parlato di sogni. Il sogno di questa popolazione è quello ovviamente di ricominciare. Per fare ciò bisogna lottare. Il mio consiglio è quello di cercare in ogni piccolo gesto, in ogni piccola cosa di prendere il massimo della vita e di cercare di amarla anche più di prima. Naturalmente tutta la mia solidarietà è per gli amici Abruzzesi, che saluto con un grande in bocca al lupo per ricominciare una nuova vita”.</p><p><a href="http://www.armandogarbarini.it" target="_blank">www.armandogarbarini.it</a></p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/007614_laura-basile-speaker-radiofonica/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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