<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?> <rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" ><channel><title>Cultura inAbruzzo&#187; Annalica Casasanta</title> <atom:link href="http://cultura.inabruzzo.it/00author/annalica-casasanta/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://cultura.inabruzzo.it</link> <description></description> <lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 17:38:38 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator> <item><title>San Salvo: arriva Salu&#8217;tiamo, cultura dello sport e del benessere per i più piccoli</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0015669_san-salvo-arriva-salutiamo-cultura-dello-sport-e-del-benessere-per-i-piu-piccoli/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0015669_san-salvo-arriva-salutiamo-cultura-dello-sport-e-del-benessere-per-i-piu-piccoli/#comments</comments> <pubDate>Fri, 08 Oct 2010 06:21:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Annalica Casasanta</dc:creator> <category><![CDATA[Culturalia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.abruzzocultura.it/?p=15669</guid> <description><![CDATA[Il 9 ottobre 2010, a San Salvo, presso l’Aula Convegni della Banca di Credito Cooperativo, alle ore 10.00, verrà presentato il progetto “Salu’tiamo” promosso dall’Associazione Atletica Solidale San Salvo con l’obiettivo di promuovere l’attività motoria nella scuola primaria. L’Organizzazione Mondiale della Sanità da sempre sottolinea il ruolo centrale dell’educazione motoria nello sviluppo della personalità dei [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il 9 ottobre 2010, a San Salvo, presso l’Aula Convegni della Banca di Credito Cooperativo, alle ore 10.00, verrà presentato il progetto “Salu’tiamo” promosso dall’Associazione Atletica Solidale San Salvo con l’obiettivo di promuovere l’attività motoria nella scuola primaria.<span id="more-15669"></span></p><p>L’Organizzazione Mondiale della Sanità da sempre sottolinea il ruolo centrale dell’educazione motoria nello sviluppo della personalità dei bambini, soprattutto in termini di autostima, oltre che, naturalmente, nel mantenimento della buona salute e nella prevenzione di malattie legate alla sedentarietà, come l’obesità e i deficit posturali. I dati diffusi dall’OMS per il 2009 evidenziano come la percentuale di bambini che svolge regolarmente attività fisica sia scesa dal 60 al 40%, con un conseguente aumento della percentuale di obesi (un bambino su tre). L’obesità infantile influisce negativamente non solo sullo sviluppo della motricità e della personalità, ma anche e pericolosamente sugli stati psicologici del bambino stesso, compromettendone socialità, autostima, e stili di vita. Da qui la necessità di un’iniziativa che diffonda la cultura dello sport tra i più giovani, consapevoli che l’età evolutiva sia il momento migliore per infondere la sana abitudine dell’educazione motoria: dalla nascita fino ai 10 anni, infatti, il bambino si esprime, conosce e cerca contatti con le cose e con le persone soprattutto attraverso il movimento, quindi attraverso il corpo e la gestualità.</p><p>Il progetto “Salu’tiamo” nasce, dunque dall’esigenza di favorire, tra i più piccoli, una maggiore sensibilità verso la pratica sportiva che si accompagna, inevitabilmente, ad un’attenzione particolare per la salute, educando alla prevenzione e alla tutela.</p><p>La realizzazione del progetto parte con un percorso pilota che vede coinvolte le scuole del II Circolo Didattico di San Salvo. Al corso, che ha una cadenza settimanale ed è totalmente gratuito, sono ammessi 50 bambini (equamente distribuiti tra maschi e femmine) da suddividere in due gruppi, appartenenti alle classi terza, quarta e quinta, con particolare priorità verso i bambini che non hanno mai praticato attività sportive.</p><p>Il progetto è coordinato da Mario De Benedictis, allenatore olimpionico di atletica leggera di fama internazionale, con la collaborazione dell’Università G.D’Annunzio, il cui referente è la Prof.ssa Angelika Mohn di Endocrinologia Pediatrica e della Dott.ssa Patrizia Masciulli, operatrice sportiva Chiniesologa, specializzata in terapia posturale e sport, nonché preparatrice atletica dell’Associazione Atletica Solidale, cui sarà affidato il compito di seguire le attività motorie dentro le scuole.</p><p>Decisamente un progetto ambizioso e stimolante, che rende lo sport non più solo momento ludico o ricreativo, ma momento di educazione, salute e di socializzazione.</p><p>Per informazioni è possibile contattare gli organizzatori: Dott.ssa Patrizia Masciulli 345 2586232, Dott. Marcello Casasanta 348 5499345.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0015669_san-salvo-arriva-salutiamo-cultura-dello-sport-e-del-benessere-per-i-piu-piccoli/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> <item><title>I Suoni della Vita a Castelli (Te)</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0014862_i-suoni-della-vita-a-castelli-te/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0014862_i-suoni-della-vita-a-castelli-te/#comments</comments> <pubDate>Fri, 13 Aug 2010 13:14:58 +0000</pubDate> <dc:creator>Annalica Casasanta</dc:creator> <category><![CDATA[musica]]></category> <category><![CDATA[Castelli]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=14862</guid> <description><![CDATA[Alle 21:00 di martedì 10 agosto, Castelli, in provincia di Teramo, è stato lo scenario di un evento musicale sorprendente, di quelli che ti lasciano senza fiato per metà del tempo e che ti riempiono il cuore e l’anima per l’altra metà. Il concerto “I Suoni della Vita” è nato dall’incontro di due mondi straordinari, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Alle 21:00 di martedì 10 agosto, <strong>Castelli</strong>, in provincia di Teramo, è stato lo scenario di un evento musicale sorprendente, di quelli che ti lasciano senza fiato per metà del tempo e che ti riempiono il cuore e l’anima per l’altra metà. Il concerto “<strong>I Suoni della Vita</strong>” è nato dall’incontro di due mondi straordinari, quello della musica e quello del volontariato.<span id="more-14862"></span></p><p>I protagonisti principali, “I Solisti Aquilani” (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.solistiaquilani.it/" target="_blank">http://www.solistiaquilani.it/</a></span>) e l’Associazione Humanitas (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.humanitasaq.org/" target="_blank">http://www.humanitasaq.org/</a></span>). Insieme a loro il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Abruzzo, il Comune di Castelli, l’Istituto Statale d’Arte “F.A. Grue” di Castelli, il Centro Studi Sallustiani, la Pro Loco Castelli.</p><p>“I Solisti Aquilani” è una istituzione storica nel panorama musicale, non solo locale; Humanitas è una esperienza che, ancora giovane, si affaccia con competenza e serietà alla vita del volontariato nell’universo delle malattie oncologiche.</p><p>Una bella e significativa sintesi tra questi due mondi, il concerto di martedì a Castelli, un messaggio che la musica ha saputo tradurre in parole per il cuore, il trionfo dei “valori dell’humanitas”, come suggerisce il depliant promozionale.</p><p>Nino Rota, Ludwing van Beethoven e Johannes Brahms, straordinariamente eseguiti: clarinetto, violoncello e pianoforte hanno prodotto sinfonie senza tempo, in uno scenario senza tempo fatto di monti appena percepiti, di soffici luci di lanterne, di stelle, di vicoli e piazzette. Un invito a riflettere sull’uomo, sulla sua unicità, sul valore inestimabile e imprescindibile dell’altruismo, della solidarietà, dell’Humanitas; non solo interesse per l’altro, ma apertura profonda verso i propri simili, coscienza della comune natura umana: “Homo sum: humani nihil a me alienum puto”, diceva Terenzio, due secoli prima di Cristo, “Sono uomo: nulla di umano reputo da me estraneo”. Da Terenzio a Cicerone, ai Padri della Chiesa, inno alla fratellanza tra gli uomini.</p><p>A chiudere il concerto, la musica delle parole di Elda Fainella e di Maria Gabriella Casilio, a rilanciare il senso e i sensi di questa bella serata, e del suo ruolo nel percorso e nella visione dell’Associazione Humanitas; del Sindaco di Castelli, tra i promotori di questa &#8211; speriamo non isolata &#8211; iniziativa, e, da ultimo, di Alfonso Lucrezi, a riallacciare il filo di una simbologia che muove dalle note, attraversa l’uomo e fa, di quel Gran Sasso stagliato sullo sfondo, montagna che unisce popoli e valori.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0014862_i-suoni-della-vita-a-castelli-te/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>San Salvo: Correte con noi, corriamo per l&#8217;oro</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0012670_san-salvo-correte-con-noi-corriamo-per-loro/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0012670_san-salvo-correte-con-noi-corriamo-per-loro/#comments</comments> <pubDate>Tue, 27 Apr 2010 05:28:37 +0000</pubDate> <dc:creator>Annalica Casasanta</dc:creator> <category><![CDATA[Culturalia]]></category> <category><![CDATA[San Salvo]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=12670</guid> <description><![CDATA[Dopo lo straordinario successo della prima edizione, anche quest’anno torna “Corriamo per l’oro”, manifestazione podistica di solidarietà in programma per il prossimo sabato, 1° maggio 2010, a San Salvo Marina (Ch). L’evento è organizzato dall’Atletica Solidale di San Salvo in collaborazione con la Parrocchia Resurrezione N.S.G.C. di San Salvo Marina e con L’Assessorato allo Sport [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Dopo lo straordinario successo della prima edizione, anche quest’anno torna “Corriamo per l’oro”, manifestazione podistica di solidarietà in programma per il prossimo sabato, 1° maggio 2010, a <strong>San Salvo Marina</strong> (Ch).</p><p>L’evento è organizzato dall’<strong>Atletica Solidale</strong> di San Salvo in collaborazione con la <strong>Parrocchia Resurrezione N.S.G.C.</strong> di San Salvo Marina e con L’Assessorato allo Sport del Comune di San Salvo. Atletica Solidale è un’associazione sportiva che ormai da qualche anno promuove iniziative capaci di coniugare sport e solidarietà, attività fisica e coesione sociale.<span id="more-12670"></span></p><p>L’evento in questione si pone l’obiettivo primario della sensibilizzazione dei più giovani verso temi scottanti e spesso dimenticati del nostro tempo, non trascurando naturalmente la raccolta di fondi per sostenere chi ha più bisogno. L’edizione dello scorso anno era stata organizzata in aiuto ai bambini di Antsirabè in Madagascar, dei quali si prendono cura le Piccole Sorelle del Vangelo di Charles De Foucault, ma proprio queste ultime ci hanno impartito una grossa lezione di generosità e altruismo, offrendo i fondi raccolti in favore della popolazione aquilana colpita dal terremoto.</p><p>Quest’anno invece il ricavato sarà devoluto ai bambini dell’AVSI, ONG di fama internazionale che da anni si occupa di sostenere progetti per lo sviluppo dei paesi del sud del mondo.</p><p>L’Atletica Solidale ha il merito di aver riproposto un’antica tradizione del Comune di San Salvo, inaugurata nel 1975 e poi dimenticata, quella di celebrare la festività del 1° maggio con una corsa podistica. Lo scorso anno l’iniziativa è stata accolta calorosamente da circa 400 partecipanti per cui si è deciso di replicare l’evento.</p><p>La partenza è prevista alle ore 9:00 presso il piazzale della Chiesa della Resurrezione a San Salvo Marina con la consueta gara non competitiva per bambini (fino ai 15 anni) per proseguire alle ore 9:45 con la gara competitiva di 10 Km e la passeggiata solidale di 3,5 Km, quest’ultima aperta a tutti, dai più piccini alle nonne, a dimostrazione che la solidarietà e la voglia di partecipare non hanno età. Speaker della manifestazione il giornalista sportivo Paolo Sinibaldi.</p><p>Previsti pacchi gara per tutti i partecipanti, tra cui oggetti realizzati dai bambini del laboratorio artigianale della Associazione di volontariato “Insieme è più bello”.</p><p>Decisamente un modo originale, utile e sicuramente salutare per celebrare la Festa dei lavoratori.</p><p>Per informazioni e iscrizioni si possono contattare gli organizzatori al numero 348.5499345</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0012670_san-salvo-correte-con-noi-corriamo-per-loro/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>L’abruzzesità che ingannò perfino Croce…</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0011208_l-abruzzesita-che-inganno-perfino-croce/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0011208_l-abruzzesita-che-inganno-perfino-croce/#comments</comments> <pubDate>Sat, 06 Mar 2010 13:33:55 +0000</pubDate> <dc:creator>Annalica Casasanta</dc:creator> <category><![CDATA[Cultura tradizionale]]></category> <category><![CDATA[Eventi]]></category> <category><![CDATA[Costantino Felice]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=11208</guid> <description><![CDATA[Ieri, presso la Sala delle Conferenze del Museo d’Arte Moderna “Vittorio Colonna” di Pescara, si è tenuto un convegno di studi dal titolo: “Le trappole dell’identità: l’Abruzzo, le catastrofi, l’Italia di oggi”, in omaggio all’ultima fatica editoriale di Costantino Felice, storico e docente presso l’Università degli Studi D’Annunzio di Chieti. Oltre all’autore erano presenti il [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://cultura.inabruzzo.it/wp-content/costantino-felice-libro-abbruzzesita.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11209" title="costantino-felice-libro-abbruzzesita" src="http://cultura.inabruzzo.it/wp-content/costantino-felice-libro-abbruzzesita.jpg" alt="" width="303" height="384" /></a></p><p>Ieri, presso la Sala delle Conferenze del <strong>Museo d’Arte Moderna “Vittorio Colonna” di Pescara</strong>, si è tenuto un convegno di studi dal titolo: “<strong>Le trappole dell’identità: l’Abruzzo, le catastrofi, l’Italia di oggi</strong>”, in omaggio all’ultima fatica editoriale di <strong>Costantino Felice</strong>, storico e docente presso l’Università degli Studi D’Annunzio di Chieti. Oltre all’autore erano presenti il giornalista P. <strong>Giampietro</strong>, N. <strong>Mattoscio</strong> ed E. <strong>Bucciarelli</strong>, entrambi dell’Università d’Annunzio di Chieti, economista e ordinario il primo, ricercatore il secondo, quest’ultimo presente al convegno in veste di coordinatore dell’evento.<span id="more-11208"></span></p><p>Il lavoro di Felice prende le mosse da un moto d’indignazione verso il modo in cui tutta la cultura (se così possiamo ancora definirla) e tutta la politica nazionale hanno reagito, osservato e commentato il terribile terremoto aquilano dell’aprile 2009. L’Aquila in primis e l’Abruzzo intero sono diventati, per l’autore, palcoscenico della post-modernità, dove la cultura e la politica sono soltanto fantasmi di ciò che sono stati in passato, svuotati ormai da qualsiasi riflessione autentica e profonda: il <em>pensiero alto</em> non esiste più. Ed è tanta la rabbia di Felice nel constatare, da abruzzese, come la sua amata terra sia diventata, sulla scena nazionale ed internazionale, crogiolo di stereotipi e cliché che non fanno altro che mistificare, celare agli occhi di noi tutti, quella che è la reale situazione abruzzese, nella sua concretezza storico-sociale.</p><p>D’altronde l’Abruzzo è sempre stato fecondo di miti identitari, stereotipi di derivazione letteraria (a partire dal Boccaccio) che trovano nel pastore dannunziano e nel cafone siloniano le due tipizzazioni più riuscite. La letteratura si è, in qualche modo, sovrapposta all’indagine storico-scientifica, spacciando per identità delle costruzioni artistiche che hanno davvero poco a che fare con la realtà dei fatti: il pastore dannunziano o il cafone siloniano non sono “abruzzesi” ma rappresentano dei tratti umani che possono adattarsi con facilità a qualunque luogo e in qualunque tempo nella storia.</p><p>Il mito di un Abruzzo forte e gentile, di derivazione leviniana, così come quello di un terra chiusa tra le montagne, antica e solitaria, rispecchiano semplicemente una variegata serie di stereotipi che qualcuno si ostina a presentarci come tratti peculiari dell’abruzzesità.</p><p>Perfino Croce è caduto nel tranello, quando, giunto a Pescasseroli dopo anni trascorsi a Napoli, afferma: “Eppure io ho tenuto sempre viva la coscienza di qualcosa che nel mio temperamento non è napoletano…Tu non sei napoletano, sei abruzzese!”. Ecco perché si parla di trappole dell’identità: si tratta di un concetto – l’identità appunto – tanto pericoloso quanto indispensabile, che necessariamente contiene al suo interno delle insidie, sia perché ci permette troppo facilmente di scivolare in logiche di contrapposizione, esclusione e perfino di conflitto – escludo l’altro in quanto diverso da me, in quanto altro da me – sia perché le identità, se troppo alimentate, rischiano di diventare delle rappresentazioni astratte che invece di riflettere la realtà la tradiscono, proprio ciò che è successo col terremoto aquilano. L’ Aquila rappresenta un luogo della catastrofe come potrebbe esserlo qualunque altro nel pianeta e “ciò che maggiormente colpisce del bailamme comunicativo montato sul sisma abruzzese, è che non vi si rinvenga alcuna problematicità di pensiero”. Se è vero, come si suole ripetere, che è nella sciagura che si disvela la vera tempra dell’uomo, diversamente da quanto accadeva in passato – pensiamo al terremoto di Lisbona del 1755 che fornì spunti letterari e filosofici a Voltaire per il suo Candido, così come a Rousseau o Leibniz e tanti altri – la catastrofe aquilana, in seguito alla decadenza degli intellettuali, per citare Bauman, è diventata un palcoscenico per teatranti, dove l’abruzzesità è stata idolatrata fino all’inverosimile. Ma è qui che Felice in un certo senso ci stupisce e allo stesso tempo rincuora: l’abruzzesità non esiste poiché, a prescindere dai condizionamenti geografici o dalle tradizioni culturali in cui siamo nati, sono sempre e solo gli uomini a fare la storia: l’identità non “è”, ma si costruisce storicamente; motore della storia resta sempre comunque l’uomo ed è lo stesso Croce a ricordarci “non senza malinconia che forse l’uomo, piuttosto che figlio della sua gente, è figlio della vita universale, che si attua di volta in volta in modo nuovo”.</p><p>Per dirla con le sue parole, non <em>filius loci</em>, ma <em>filius temporis</em>.</p><p>Annalica Casasanta</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0011208_l-abruzzesita-che-inganno-perfino-croce/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>La &#8220;decrescita&#8221;: valida alternativa alla miseria dello sviluppo</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/0010640_la-decrescita-valida-alternativa-alla-miseria-dello-sviluppo/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/0010640_la-decrescita-valida-alternativa-alla-miseria-dello-sviluppo/#comments</comments> <pubDate>Tue, 16 Feb 2010 14:08:11 +0000</pubDate> <dc:creator>Annalica Casasanta</dc:creator> <category><![CDATA[Culturalia]]></category><guid isPermaLink="false">http://cultura.inabruzzo.it/?p=10640</guid> <description><![CDATA[“Nulla, in realtà, di ciò per cui vale la pena vivere ha bisogno di essere sviluppato”. P. Bevilacqua. Il 15 febbraio 2010, presso l’Auditorium Rettorato dell’Università G. D’Annunzio di Chieti,  si è tenuto un incontro con Serge Latouche, professor emerito di scienze economiche presso l’Università Paris Sud, dal titolo “Ri(e)voluzione: la decrescita sostenibile come soluzione alla crisi”. Sono [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>“Nulla, in realtà, di ciò per cui vale la pena vivere ha bisogno di essere sviluppato”. P. Bevilacqua.</p><p>Il 15 febbraio 2010, presso l’Auditorium Rettorato <strong>dell’Università G. D’Annunzio di Chieti</strong>,  si è tenuto un incontro con <strong>Serge</strong> <strong>Latouche</strong>, professor emerito di scienze economiche presso l’Università Paris Sud, dal titolo “Ri(e)voluzione: la decrescita sostenibile come soluzione alla crisi”. Sono intervenuti <strong>Giulio Lucchetta</strong> (Facoltà di Lettere e Filosofia) e Claudio Tuozzolo (Facoltà di Scienze Sociali). Coordinatore dell’evento il Rappresentante degli studenti al Senato Accademico <strong>Matteo Gorilla</strong> con il contributo dell’Associazione studentesca 360 Gradi e la Cooperativa sociale Onlus di Francavilla al Mare (Ch) “L’isola di Amantani”.<span id="more-10640"></span></p><p>Idea portante dell’incontro: la nostra società ha il “privilegio” di assistere in diretta al collasso della civiltà occidentale; certo nel corso della storia ci sono state altre crisi, ma l’attuale si distingue per la sua straordinaria tempestività e per il fatto che ad essere in pericolo è l’intera vita del pianeta.</p><p>Assistiamo, infatti, al declino della “società dello sviluppo” dove non c’è altro mito se non quello della crescita ad ogni costo, del progresso senza limiti, della sfrenata rincorsa al profitto: una vera e propria forma di “totalitarismo soft” per citare Latouche. Ebbene, questa tipologia di società non può prosperare all’infinito e non può farlo per un semplice motivo: su un pianeta finito (dove perciò anche le risorse sono tali) il concetto di crescita illimitata non trova ragion d’essere; d’altronde non si comprende perché in un’epoca dove tutti gli oggetti del nostro vivere quotidiano diventano obsoleti nell’arco di un tempo rapidissimo (pensiamo ai nostri cellulari, ai PC e quant’altro) proprio quest’idea, questa religione della crescita infinita, non possa diventare obsoleta e quindi superata.</p><p>I tempi sono ormai maturi, per cui non c’è molta possibilità di scelta: possiamo restare ancorati a tale visione prettamente occidentale dell’economia e assistere pietrificati alla catastrofe che prima o poi giungerà o possiamo invece imboccare una via diversa, una via che ci consenta di riappropriarci delle nostre vite, di uscire dall’omologazione dei consumi, che diventa omologazione dell’uomo <em>tout court</em> riducendolo ad una dimensione, una strada che ci permetta di ritrovare le diversità, di accontentarci di vivere con meno ma nel contempo essere più soddisfatti, che ci trascini via dalla filosofia dell’avere per tornare all’origine, all’essere in maniera autentica: la via della decrescita.</p><p>Contrariamente a quanto il termine possa lasciar intendere, non si tratta di arrestare il progresso o tornare all’età della pietra, come sostengono i suoi detrattori ma si tratta, semplicemente, di ripensare in chiave sostenibile il concetto stesso di sviluppo, si tratta di accrescere la qualità della nostra vita nonché la qualità dell’ambiente che ci circonda, mettendo in atto le magiche “8 erre” di Latouche: rivalutare, riconcettualizzare, ristrutturare, ridistribuire, rilocalizzare, ridurre, riutilizzare, riciclare.</p><p>La strada, naturalmente, è tutta in salita per una società come la nostra in cui la semplice messa in discussione del nostro “viziato” stile di vita suscita scalpore e sconcerto, eppure è una strada che dobbiamo e possiamo iniziare a percorrere, tutti insieme, perché la decrescita non è solo un progetto politico ma è anche un’etica, l’unica forse in grado di salvarci dalle logiche corrotte del profitto senza limiti: “è una scommessa”, conclude Latouche, e come tutte le scommesse non possiamo essere sicuri di vincere “ma vale la pena tentare”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/0010640_la-decrescita-valida-alternativa-alla-miseria-dello-sviluppo/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Glenn Cooper: quella Biblioteca che non convince…</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/009615_glenn-cooper-quella-biblioteca-che-non-convince%e2%80%a6/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/009615_glenn-cooper-quella-biblioteca-che-non-convince%e2%80%a6/#comments</comments> <pubDate>Sat, 09 Jan 2010 13:26:18 +0000</pubDate> <dc:creator>Annalica Casasanta</dc:creator> <category><![CDATA[Letteratura]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.abruzzocultura.it/abruzzo/?p=9615</guid> <description><![CDATA[E se tutto fosse già stato scritto? E se nulla fosse lasciato al caso? Se il destino di ogni uomo, ogni singolo uomo, fosse impresso su un’antichissima e per certi versi diabolica pergamena, rinchiusa in una biblioteca segreta cui pochissimi privilegiati hanno accesso? È questa l’idea portante del primo romanzo di Glenn Cooper, intitolato emblematicamente [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>E se tutto fosse già stato scritto? E se nulla fosse lasciato al caso? Se il destino di ogni uomo, ogni singolo uomo, fosse impresso su un’antichissima e per certi versi diabolica pergamena, rinchiusa in una biblioteca segreta cui pochissimi privilegiati hanno accesso?</p><p>È questa l’idea portante del primo romanzo di Glenn Cooper, intitolato emblematicamente “La biblioteca dei morti”.<span id="more-9615"></span></p><p>Nel 782 il piccolo Octavus, il settimo figlio di un settimo figlio, viene accolto in una piccola abbazia sull’isola di Vectis (ribattezzata successivamente isola di Wight), in Inghilterra, dopo essere stato abbandonato dal padre. Il piccolo, dai capelli rossicci e il volto pallidissimo, è solitario, taciturno, troppo silenzioso per un bambino della sua età, quasi vivesse in un mondo parallelo, lontano da tutto e tutti. Un giorno, apparentemente uguale agli altri,  Octavus inizia a scrivere, senza che nessuno glielo abbia mai insegnato. È qui che inizia la storia e ciò che viene fuori è una lista interminabile di nomi, di ogni nazionalità e paese, affiancati da due date e da due parole: natus, mors…</p><p>Il destino di ogni essere umano, a partire dal giorno in cui quello strano bambino &#8211; e in seguito i suoi discendenti &#8211; inizia a scrivere, è racchiuso quindi in una mastodontica biblioteca, costruita nelle segrete dell’abbazia e della quale pochissimi monaci sono a conoscenza.</p><p>Octavus è forse figlio del demonio? O piuttosto un essere angelico mandato sulla terra per adempiere qualche arcaica profezia? Non ci è dato saperlo; ciò che sappiamo è che centinaia d’anni più tardi, un’equipe di archeologi si imbatte nelle antichissime mura della biblioteca. Nessuno di loro sopravvivrà. Roosevelt da una parte e Churchill dall’altra insabbieranno tutto per evitare una catastrofe altrimenti scontata e, successivamente, Truman creerà un’apposita area, la discussa Area 51, con lo scopo di studiare il contenuto dei milioni di volumi vecchi di secoli, non tanto per svelarne il mistero celato quanto per effettuare ricerche, stime, valutazioni in base alle quali assumere decisioni per la sicurezza e la tutela dei cittadini Usa e del mondo.</p><p>Verso la fine degli anni ’90 un certo Mark Shackleton, descritto come un solitario fanatico di computer, viene assunto dal governo per monitorare costantemente i server e assicurarsi che non vi siano tentativi d’accesso da parte di hacker o personale non autorizzato. Sarà proprio Mark, però, nel maggio 2009, a far trapelare, per sete di denaro e di vendetta, alcune informazioni dando vita al fantomatico serial killer Doomsday, che avvisa le sue vittime con delle terrificanti cartoline prima di ucciderle. L’agente dell’FBI Will Piper, insieme alla sua collega Nancy Lipinski (della quale si innamorerà strada facendo dando vita al tipico cliché poliziotto bello e dannato e ragazza della porta accanto) tenterà di dipanare la matassa fino alla scoperta sensazionale dell’esistenza della biblioteca.</p><p>Questa, a grandi linee, la trama del romanzo di Cooper, che si legge così velocemente perché, pagina dopo pagina, riesce a catturare l’attenzione del lettore, trascinandolo fino alla sconvolgente (e discutibile) rivelazione finale.</p><p>Eppure, è strano come un romanzo tanto avvincente possa lasciarti addosso uno strano senso di incompiutezza, quasi d’insoddisfazione, e non solo perché ognuno di noi desidera essere artefice del proprio destino o, quantomeno, vuole essere autore di se stesso ma, soprattutto, perché il libero arbitrio viene rinnegato senza troppi ripensamenti.</p><p>La libertà che si ha nel determinare la propria esistenza, la consapevolezza che ogni giorno, ogni istante può, di fatto, metterci di fronte ad una scelta, ad un bivio che, per quanto irrilevante, può dare alla nostra vita direzioni diverse, la capacità di giocare con coerenza e determinazione le carte che abbiamo a disposizione, tutto ciò fa di noi degli uomini e rende la vita una splendida avventura. In questo contesto la cosa che davvero conta è essere liberi, perché un mondo senza possibilità non è degno di questo nome ma è solo un teatro, dove ognuno recita la propria parte senza sbagliare, perché il copione è quello e non c’è via di scampo.</p><p>Un mondo senza possibilità è un mondo inutile. L’uomo, senza possibilità, non è più un uomo ma un burattino.</p><p>Un mondo senza possibilità non è un posto dove vorrei vivere.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/009615_glenn-cooper-quella-biblioteca-che-non-convince%e2%80%a6/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Noi della provincia…</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/009037_noi-della-provincia%e2%80%a6/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/009037_noi-della-provincia%e2%80%a6/#comments</comments> <pubDate>Thu, 17 Dec 2009 09:38:06 +0000</pubDate> <dc:creator>Annalica Casasanta</dc:creator> <category><![CDATA[Culturalia]]></category> <category><![CDATA[pillole abruzzesi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.abruzzocultura.it/abruzzo/?p=9037</guid> <description><![CDATA[Noi che siamo nati in provincia per andare al cinema il sabato dovevamo prendere la macchina e guidare per almeno un’oretta; noi che siamo nati in provincia per andare a scuola dovevamo svegliarci alle 6:30 e se perdevamo quell’unico autobus non avevamo altra scelta che restare a casa; noi che siamo nati in provincia non [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Noi che siamo nati in provincia per andare al cinema il sabato dovevamo prendere la macchina e guidare per almeno un’oretta; noi che siamo nati in provincia per andare a scuola dovevamo svegliarci alle 6:30 e se perdevamo quell’unico autobus non avevamo altra scelta che restare a casa; noi che siamo nati in provincia non sapevamo cosa vuol dire uscire a “fare shopping”, l’unico luogo d’incontro per noi ragazzi era il “muretto” della piazza principale.<span id="more-9037"></span></p><p>Chi, come me, è nato in un piccolo paesino, sconosciuto ai più, conosce bene la sensazione di sentirsi piccolo, troppo piccolo di fronte a un mondo tanto grande, la sensazione spiacevole di sentirsi in trappola, quasi prigioniero, in un posto dove il tempo sembra essersi fermato e così si ha voglia di scappare lontano, sempre più lontano, dove i grattacieli sono altissimi e per le strade c’è gente d’ogni età, colore o nazione. La maggior parte della mia generazione sogna da sempre di fuggire via, di costruire qualcosa di nuovo, di essere persone nuove in un posto diverso. In molti ci provano, qualcuno ci riesce e chi invece decide di restare viene guardato con un misto di disapprovazione e incredulità.</p><p>Bisogna affacciarsi sul nuovo, catturati da un mondo che sembra colmo di possibilità per poi tornare a guardare tutto da una prospettiva diversa, forse più reale, e scoprire che… nascere in provincia è un privilegio; lo è perché anche con la neve alta non restavamo tappati in casa, la neve per noi non era un ostacolo ma un’occasione in più per giocare. Nascere in provincia è un privilegio perché solo affrontando il mondo circostante tra tante difficoltà si comprende che guardando un po’ più in là, oltre i propri orizzonti, c’è tutto un mondo da scoprire e magari conquistare, sconosciuto e meraviglioso…la gente della “metropoli” questa sensazione non la conosce perché le basta dare un’occhiata fuori dalla finestra. Nascere in provincia è un privilegio perché ogni viso è così stranamente familiare, tutti sanno tutto di tutti e così si condividono gioie e dolori, eventi lieti e momenti tristi. Nascere in provincia è un privilegio perché dietro ogni angolo c’è una persona con una storia da raccontare, pronta a raccogliersi attorno ad un camino e trascorrere ore ed ore semplicemente a parlare…si, perché nascere in provincia ti dà tutta un’altra concezione del tempo che scorre, lento e imperturbabile, ma che mai e poi mai ti mette fretta, perché ce n’è sempre a sufficienza.</p><p>Eppure queste cose impariamo ad apprezzarle solo dopo essere fuggiti ed è una sensazione stranissima perché sappiamo di aver lottato tanto contro quei luoghi, che un tempo ci stavano stretti, ma di cui ora sentiamo inconsolabilmente nostalgia. Faremo fatica ad accettarlo, ci vorrà del tempo, dovremo mettere in discussione quello in cui abbiamo sempre creduto, ma alla fine, ed è inevitabile, arriva la smentita: quei luoghi, le strade, i vicoli, gli alberi, l’odore di neve, il suono delle foglie d’autunno calpestate, i sorrisi, le voci, ci mancano terribilmente, perché sono e resteranno per sempre la nostra oasi, il nostro punto fermo nei momenti di burrasca. È questo il motivo per cui nessuna emozione al mondo è paragonabile a ciò che si prova quando, dopo lunghe ore di viaggio per stradine tortuose, si torna in paese, perché alla fine, e forse solo alla fine, siamo pronti ad ammettere, stupiti e malinconici, che “nessun posto è come casa”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/009037_noi-della-provincia%e2%80%a6/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>5</slash:comments> </item> <item><title>Lobby e democrazia: solo questione di pregiudizio</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/009035_lobby-e-democrazia-solo-questione-di-pregiudizio/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/009035_lobby-e-democrazia-solo-questione-di-pregiudizio/#comments</comments> <pubDate>Wed, 16 Dec 2009 09:36:26 +0000</pubDate> <dc:creator>Annalica Casasanta</dc:creator> <category><![CDATA[Culturalia]]></category> <category><![CDATA[pillole abruzzesi]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.abruzzocultura.it/abruzzo/?p=9035</guid> <description><![CDATA[Cosa c’è alla base dell’opinione assai radicata nel pensiero comune secondo cui lobby è sinonimo di corruzione, connivenza, favoritismo? Un pregiudizio. I pregiudizi sono quanto di più pericoloso la nostra mente riesca a concepire, perché difficilissimi da sradicare, spesso perfino di fronte all’evidenza empirica. Il pregiudizio sulle lobby nasce dalla convinzione secondo la quale la [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Cosa c’è alla base dell’opinione assai radicata nel pensiero comune secondo cui <strong>lobby </strong>è sinonimo di <strong>corruzione</strong>, <strong>connivenza</strong>, <strong>favoritismo</strong>? Un pregiudizio. I pregiudizi sono quanto di più pericoloso la nostra mente riesca a concepire, perché difficilissimi da sradicare, spesso perfino di fronte all’evidenza empirica. Il pregiudizio sulle lobby nasce dalla convinzione secondo la quale la politica dovrebbe tutelare l’interesse generale e poiché fare lobbying vuol dire fare pressione per ottenere una decisione favorevole a pochi, esso andrebbe in direzione contraria alla realizzazione dell’interesse pubblico. <span id="more-9035"></span></p><p>In realtà, è proprio nell’attività di lobbying che politica e interesse particolare scoprono il loro punto di connessione. Le lobby altro non sono che gruppi d’interesse i quali agiscono da intermediari per portare a conoscenza del decisore pubblico le richieste dei gruppi che rappresentano. Gli interessi in gioco, contrariamente al sentore comune, non sono esclusivamente o prevalentemente di natura economica; è chiaro che il sistema di rappresentanza, per sua stessa natura, può produrre sacche che potremmo definire di poteri forti, in grado più di altri di mobilitarsi a favore dei propri interessi, ma ciò sicuramente non è abbastanza per avvalorare l’antica e falsa credenza secondo cui dove c’è lobbying lì si annida la corruzione.</p><p>Ai detrattori del fenomeno in questione dovremmo rammentare che la libertà d’associazione a gruppi d’interesse, partiti politici o altre organizzazioni è una delle caratteristiche essenziali di una moderna democrazia rappresentativa: la dialettica tra potere politico e autonomie civili è alla base di ogni sistema democratico che si rispetti.</p><p>Che il lobbying possa essere considerato a tutti gli effetti uno strumento democratico al servizio dei singoli cittadini? Lungi dalla nostra cultura politica emanare un simile giudizio! Eppure, nelle più grandi democrazie europee, per non parlare degli USA (che di democrazia ne sanno una più del diavolo) il lobbista è un professionista nel vero senso del termine e non un personaggio oscuro che si aggira nei meandri dei corridoi del potere.</p><p>Insomma, è evidente che al riguardo c’è ancora molta strada da fare nel nostro Paese, poiché manca una vera e propria cultura della comunicazione così come una vera e propria cultura del potere che ci portino a mettere in discussione e a rivedere le nostre convinzioni sulle lobby, in modo da considerarle non più come il lato buio della politica ma come uno strumento, tra i tanti possibili, a disposizione dei cittadini, per far sentire la propria voce riguardo questioni a loro care.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/009035_lobby-e-democrazia-solo-questione-di-pregiudizio/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>0</slash:comments> </item> <item><title>Pescara, convegno sulla coooperazione internazionale</title><link>http://cultura.inabruzzo.it/009032_pescara-convegno-sulla-coooperazione-internazionale/</link> <comments>http://cultura.inabruzzo.it/009032_pescara-convegno-sulla-coooperazione-internazionale/#comments</comments> <pubDate>Tue, 15 Dec 2009 09:34:48 +0000</pubDate> <dc:creator>Annalica Casasanta</dc:creator> <category><![CDATA[Culturalia]]></category><guid isPermaLink="false">http://www.abruzzocultura.it/abruzzo/?p=9032</guid> <description><![CDATA[Sabato 12 dicembre 2009, presso la Sala Consigliare del Comune di Pescara, si è tenuto un Convegno dal titolo “La solidarietà pescarese nel mondo”. Coordinatore dell’evento il Dott. Antonio Natarelli, Presidente della Onlus A.C. Marco di Martino, con la partecipazione, tra gli altri, dell’On. Gianni Melilla, Presidente della Istituzione Comunale per la Cooperazione Internazionale. Tra [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 12 dicembre 2009, presso la Sala Consigliare del Comune di Pescara, si è tenuto un Convegno dal titolo “La solidarietà pescarese nel mondo”. Coordinatore dell’evento  il Dott. Antonio Natarelli, Presidente della Onlus A.C. Marco di Martino, con la partecipazione, tra gli altri, dell’On. Gianni Melilla, Presidente della Istituzione Comunale per la Cooperazione Internazionale. Tra i presenti, anche gli studenti del Master in Management per la cooperazione internazionale allo sviluppo, della Facoltà di Scienze Manageriali di Pescara, giunto ormai alla sua terza edizione.<span id="more-9032"></span></p><p>Moltissimi e pregnanti gli interventi di chi si adopera, nelle più svariate associazioni, per favorire lo sviluppo dei paesi più poveri del Mondo. Tanti i progetti presentati, da quelli già realizzati (in Etiopia, Nicaragua, Marocco, Congo,ecc…) a quelli in fase di attuazione, a quelli ancora in fase di ideazione, in attesa di finanziamenti per poter venire effettivamente alla luce.</p><p>Il Convegno ha rappresentato un’occasione di riflessione e di presa di coscienza nei confronti delle condizioni di vita delle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo. A tal proposito Tusio De Iuliis, Presidente dell’Associazione “Aiutiamoli a vivere”, ha ricordato con forza ai presenti che il mondo del volontariato può e deve fare tanto non solo sensibilizzando i cittadini e le Istituzioni su temi scottanti quali la povertà, la fame nel mondo, la diffusione delle malattie, il sottosviluppo economico e sociale, ma adoperandosi concretamente per migliorare le condizioni di vita dei più sfortunati, perché se ogni 6 secondi un bambino muore di fame “non lo vuole Dio ma lo vogliono gli uomini”.</p> ]]></content:encoded> <wfw:commentRss>http://cultura.inabruzzo.it/009032_pescara-convegno-sulla-coooperazione-internazionale/feed/</wfw:commentRss> <slash:comments>1</slash:comments> </item> </channel> </rss>
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