nati in Abruzzo per parlarvi di cultura

sommario

Vincenzo Di Bonaventura e il teatro dell’assenza

pubblicato il 9 gennaio 2010 alle 14:22
scritto da Alceo Lucidi
tematiche affrontate: teatro

Con Vicenzo Di Bonaventura non si sa davvero dove cominciare, riprendendo una frase usata da Carlo Bo su Camillo Sbarbaro. Troppo ampie sono le sue frequentazioni e contaminazioni testuali, troppo esteso e totalizzante il suo concetto di teatro, troppo ramificate le influenze culturali e professionali per poterne tentarne una sintesi, un confortante ritratto. Forse converrebbe dire che egli si è posto, senza indugi e compressi, fedelmente e, direi, con religioso rigore, a fianco dei suoi modelli di vita e di arte. Li ha fatti suoi; né ha carpito la dimensione spirituale più intima, piuttosto che risolverli in una semplice messa in scena. Da qui le sue ardite e spiazzanti rassegne, tutte improntare ad un teatro che, prima ancora che colto, o sarebbe meglio dire culturalmente e spiritualmente edificante, è teatro della parola e del gesto, in un intreccio inestricabile e fecondo di sperimentazioni e risultati.



Carlo Bo: la letteratura diaristica

pubblicato il 11 novembre 2009 alle 17:38
scritto da Alceo Lucidi
tematiche affrontate: Letteratura

Il genere diaristico in Italia sembrerebbe l’esercizio, neanche tanto convinto, spesso cronachistico ed occasionale, a parte qualche lodevole eccezione rappresentata da Tommaseo nell’800, Leopardi, D’Annunzio, Alvaro e Landolfi, di una sparuta minoranza di scrittori.

La pratica continua della scrittura letteraria alla luce dei giorni e nell’implacabile confronto con la propria anima, alla ricerca delle radici profonde e del senso ultimo del proprio essere chiamati alla scrittura, sembrava non aver trovato in Italia terreno sufficientemente fertile. Mancava una consoldiata tradizione ed un retroterra culturale, come invece successe in Francia.