pubblicato il 17 gennaio 2010 alle 14:15
scritto da Achille Giuliani
Dal 6 aprile sono trascorsi poco più di nove mesi. Nove mesi, il tempo che ci chiede madre natura per accogliere in casa una nuova vita. A nove mesi dal terremoto (quella forza nera e incontrollabile che da secoli è la “spada di Damocle” sulla testa della mia gente) le vite e i sogni spezzati, la città e i tanti borghi fantasma li ricordano solo gli Aquilani, i poveri disgraziati che hanno impietosito il mondo e i “Grandi della Terra”.
Ma oggi dov’è finito il mondo che piangeva? Più ti allontani da queste montagne e più ti accorgi che a nove mesi dal terremoto quel mondo non ha più lacrime per gli Aquilani, ed è così, perché non ha più freddo nell’anima: quel mondo gioisce sbalordito quando gli raccontano che le case promesse (le case del più grande “miracolo italiano”) esistono davvero e pian piano, scommettiamoci pure, guarderà con passione anche la telenovela giudiziaria del terremoto (quella farà sempre ascolti, mettendo alla gogna chi ha fatto della nostra meravigliosa città una falsa “città mediatica di cartapesta”). Per quel mondo, oggi, il terremoto dell’Aquila è tutto qui, è finito da un pezzo.
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pubblicato il 10 gennaio 2010 alle 16:18
scritto da Achille Giuliani

Sono andato via dalla mia città perché da ragazzo mi andava stretta, perché mi soffocava quella borghesia piccola piccola che fa morire i sogni e le idee, perché volevo conoscere quello che c’era oltre la cima delle montagne, perché volevo essere libero di decidere ma fuori dagli schemi.
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pubblicato il 3 gennaio 2010 alle 15:57
scritto da Achille Giuliani

Quando la presenza maestosa e ingombrante del Gran Sasso lascia il posto alla vetta morbida e discreta del Sirente hai un’altra percezione delle cose: la natura cambia volto e all’improvviso è tutto più raccolto, quasi rassicurante. Per un attimo dimentichi di avere alle spalle il cuore ferito della tua città, finché non scopri che le frustate del terremoto sono sempre le stesse, impietose. Un altro borgo martoriato dal sisma è Pedicciano (frazione di Fagnano Alto), bellezza delicata di quel puzzle storico-naturalistico da cui prende forma il comune di Fagnano Alto, uno dei 99 castelli che nel 1254 partecipò alla fondazione dell’Aquila. Un borgo ferito dal terremoto e dall’indifferenza di chi non ha seguito attentamente la via crucis aquilana del 6 aprile.
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pubblicato il 27 dicembre 2009 alle 16:39
scritto da Achille Giuliani

Quando le luci mediatiche del terremoto aquilano lasciano il posto alle ombre mute e sorde dei borghi “invisibili”, quelli senza morti perché vivere in questi borghi è una scelta di vita, perché le vecchie case di questi borghi sono quasi tutte seconde case come uno chalet di Cortina o una villa sulla Costa Azzurra, allora capisci che se il terremoto non ha guardato in faccia nessuno, l’Uomo-cronista (che per mesi e mesi ha fotografato, raccontato e scritto del terremoto) non è stato invece così imparziale.
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pubblicato il 24 dicembre 2009 alle 11:53
scritto da Achille Giuliani

Tra i 29 edifici di culto della Diocesi aquilana rientrati nel piano di recupero “Una chiesa per Natale” c’è anche San Michele Arcangelo (XV sec.) di Beffi, piccola frazione di Acciano danneggiata dal terremoto del 6 aprile.
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pubblicato il 4 novembre 2009 alle 17:49
scritto da Achille Giuliani

Danni nel centro storico
Dal toponimo Villa Sancti Laurentii – poi evoluto in San Lorenzo di Beffi (la più piccola frazione di Acciano) – è facile capire che quasi mille anni di storia non hanno mutato l’assetto del borgo, ancor oggi abitato da poche decine di persone. Un fazzoletto di case che risale la Valle dell’Aterno, modellato a ridosso degli edifici gentilizi (i palazzi Marino Piccoli e Lattanzi) e della chiesa parrocchiale.
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pubblicato il 28 ottobre 2009 alle 17:55
scritto da Achille Giuliani

Conosciuto dagli Aquilani – e non solo – per la sagra estiva del tartufo, eccellenza gastronomica del territorio e dell’intera Provincia, il borgo di Succiano (frazione di Acciano) non è scampato agli effetti distruttivi del sisma. Il versante più colpito corre dal fianco alto del paese, dov’è tuttora interdetta la stradina che costeggia le vecchie abitazioni, verso l’area prospiciente la chiesa parrocchiale, tenuta in piedi dal provvidenziale intervento dei Vigili del Fuoco.
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pubblicato il 26 ottobre 2009 alle 13:29
scritto da Achille Giuliani

Lontani dalle mete turistiche principali dell’Abruzzo aquilano, a dispetto delle bellezze naturalistiche offerte dal Parco Regionale Sirente Velino e dai tanti borghi che hanno mantenuto l’incantevole assetto architettonico di epoca tardo medievale, i paesi addossati al confine tra le Valli Subequana e Peligna solo di recente hanno potuto riavere una piena e più sicura fruibilità della Tiburtina Valeria (strada statale n. 5) – l’antica direttrice fra l’Abruzzo costiero e Roma – che dopo il terremoto dell’Aquila era stata prontamente e giustamente interrotta per la caduta di massi nel tratto che unisce il comune di Molina Aterno a quello di Raiano, una manciata di chilometri che fiancheggia le acque dell’Aterno tagliando le pareti a strapiombo della Gola di San Venanzio, un percorso noto agli amanti dell’arrampicata e che nell’asprezza degli elementi (l’acqua, la roccia e i boschi) sintetizza lo spirito selvaggio del territorio.
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pubblicato il 19 settembre 2009 alle 12:05
scritto da Achille Giuliani

Nella consapevolezza che il testo porta ritardo sulla mia visita nel borgo di Beffi, voglio comunque difendere le sensazioni provate il 12 settembre, giorno che la Chiesa di Roma dedica al Nome di Maria. Ironia della sorte nel cuore del paese, a pochi metri di distanza l’una dall’altra, la comunità ha eretto due chiese intitolate al culto della Vergine: la Madonna del Rifugio e la Madonna degli Angeli (XVII sec.); tutt’e due colpite dal sisma del 6 aprile, anche se in maniera diversa, e tutt’e due chiuse ai fedeli in quel sabato pomeriggio.
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pubblicato il 16 settembre 2009 alle 12:04
scritto da Achille Giuliani

Roccapreturo, il castello
In una mattina d’inizio settembre, così pungente da ricordarmi che l’autunno qui è alle porte e molto presto ci saranno altri ostacoli alla ricostruzione, riprendo il percorso informativo sul dopo sisma nel comune di Acciano. Appena entrato nella frazione di Roccapreturo – in assoluto, la più colpita del comprensorio municipale – la presenza rassicurante della torre pentagonale (secc. XIII-XIV) posta in cima allo sperone roccioso che sovrasta l’antico abitato viene annichilita dal graticcio metallico che sorregge la facciata di Santa Maria della Lauretana (sec. XIV), nella centralissima Piazza della Chiesa.
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pubblicato il 21 agosto 2009 alle 17:09
scritto da Achille Giuliani
Riceviamo e pubblichiamo molto volentieri questa interessantissima nota da parte del prof. Achille Giuliani, che illustra con grande dovizia di particolari lostato dei beni culturali di Acciano dopo i danni subiti dal sisma del 6 aprile.

Passato tristemente agli onori della cronaca nazionale già nell’estate del 2007, quando gl’incendi boschivi costarono la vita ad Andrea Golfera, pilota di canadair della Protezione Civile schiantatosi (23 luglio) vicino all’eremo di Sant’Erasmo – sul monte Offermo, in agro di Succiano – durante un volo di spegnimento, Acciano viene oggi ricordato per un altro grave episodio che, nel male, unisce l’uomo e la sua terra: il terremoto del 6 aprile 2009.
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