Boicottiamo le Gole del Salinello

Andavo alle Gole del Salinello da quando ero bambino. Ci sarò stato almeno 100 volte e ogni discesa era una nuova emozione. La strada sterrata che dalla frazione di Ripe porta al piazzale è un bel preludio di quel che arriva. Ci andavamo anche di notte, ogni tanto: un viaggio nell’ignoto con le torce in una mano e il coraggio nell’altra.

Adesso non più

Ci sono tornato l’altra notte e mi sono trovato una sbarra di ferro a metà strada. Non capivo. Sono sceso e ho visto dei cartelli. Il Parco ha chiuso la strada. La motivazione ufficiale è la solita…preservare, salvaguardare, bla bla bla. Insomma la solita scusa della guerra alle auto, agli invasori, al degrado.

Il concreto è che adesso si pagano 3 euro ad auto per scendere fino al piazzale.

Quale sia il danno arrecato alla natura da qualche auto che, nei fine settimana, scende un chilometro scarso oltre la sbarra fino a un vasto piazzale con parcheggio, ebbene questo il Parco me lo deve spiegare.

Prima hanno speso un sacco di soldi per fare il piazzale, con le panchine, le staccionate, la fontana e il barbecue. Soldi pubblici, ossia delle nostre tasse. Poi adesso l’invenzione della sbarra.

Il gioco è semplice. Si prende la scusa della tutela dell’ambiente, che in realtà è quanto di più vago e fumoso esista, e la si usa solo per lucrare sulle spalle della povera gente che vorrebbe godere un po’ di natura e di verde. Basta mettere una sbarra in un punto strategico che rende molto difficile sottrarsi alla gabella e si incassano soldi facili. Alla sbarra non c’è parcheggio, quindi la famigliola che arriva fin li, se non vuole sborsare 3 euro, deve girare, tornare indietro fino al paese, lasciare l’auto e poi rifarsi tutto il percorso a piedi. Una impresa faticosa e comunque impossibile per anziani, persone con problemi di deambulazione e bambini, le cui famiglie si trovano obbligate quindi a pagare. I 3 euro (che sono quasi 6000 lire) ormai non fanno più notizia e, bene o male, tutti pagano.

Qualcuno dirà: ma se non puoi camminare non puoi nemmeno scendere a visitare le gole. Vero. Magari però mi accontento di stendere una coperta nel prato accanto al parcheggio. Prima lo potevo fare gratis, ora no.

Tutto molto facile. Quel che ieri era gratuito e libero per tutti, da oggi è a pagamento. Geniale. Come inventare la macchina che fabbrica soldi. Una filosofia molto comoda per le amministrazioni. Il risultato è che chi ha i soldi va nella natura, chi non li ha cammina o…va al centro commerciale, dove il parcheggio è gratis!

Sembra poi, stando ai cartelli sulla sbarra, che essa sia aperta solo in alcuni giorni della settimana (ovviamente a pagamento). E negli altri? Chiusa? E se qualcuno vuole andare negli altri giorni? A piedi!

Siamo un popolo di pecore. Quando abbiamo un tetto sulla testa, la pancia piena, auto e telefonino, e la partita in tv, tutto il resto passa via. Basta che queste cose ci siano garantite e siamo disposti a chinare la testa davanti a tutto il resto. Borbottiamo, oh si, caspita se borbottiamo. Dovunque ti giri senti qualcuno che borbotta. Tutti hanno qualcosa da ridire e poi? Tutti alla sbarra a pagare come le pecore.

Io non pago.

Non andrò più alle gole del Salinello.

Non ne parlerò più scrivendo guide e itinerari sull’Abruzzo (che è il mio lavoro).

Le voglio boicottare. E spero così faranno in tanti, fintantochè torneranno ad essere libere e gratuite, per tutti.

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