Conoscevo l’architetto Eugenio Cancelli per averlo incontrato a più riprese in occasione delle mie frequentazioni dello studio della madre Mira Cancelli, artista ed operatrice culturale di grande cultura a cui molto deve la città di Pianella ove abita e nella quale ha istituito la rassegna di arti visive “Ricerche Contemporanee” attraverso la quale sono state acquisite negli anni importati opere di grandi maestri (tra questi Mastroianni, Mannucci, Pace, Trubbiani, Faccioli, Emblema, Piattella, Tulli, Di Prinzio) che andranno presto a costituire la Pinacoteca d’Arte Contemporanea che sarà allestita presso il Palazzo della cultura della cittadina dell’entroterra pescarese.
Lo conoscevo soprattutto come storico e ricercatore sempre nel campo dell’architettura. Suo l’elegante studio pubblicato per le edizioni Carsa su “La Chiesa di Santa Maria Maggiore o Sant’Angelo a Pianella”, così come suoi numerosi contributi sull’interazione tra moda e architettura. A questo proposito, in qualità di docente di storia della moda e del costume al Master universitario internazionale in economia e gestione della moda alla D’Annunzio, è in procinto di dare alle stampe un Manuale sull’evoluzione storica e stilistica della moda dalle origini ai nostri giorni.
Ultimamente, sfogliando il primo numero della rivista di architettura italiana “Progetti” edita lo scorso ottobre e diretta da Paolo Paci (direttore editoriale Franco Panzini) nella quale è inserito l’ampio inserto “Speciale Pescara”, ho potuto prendere visione di un interessantissimo suo progetto di edificio per residenza balneare in quel di Torino di Sangro in località Lido le Morge, commissionato da Germana Pasquini. Si tratta della riconversione ad uso abitativo balneare di una ex casa cantoniera situata lungo il tratto ferroviario dismesso Bologna-Bari: progetto redatto nel 2005 e realizzato tra il 2006 e il 2007 su un lotto di 400 mq.
L’ampio servizio sulla trasformazione da casello di barriera a residenza balneare, splendidamente documentato da foto di Giuseppe Di Berardino, è firmato da Valentina Alessandrini che rileva come Eugenio Cancelli abbia tratto ispirazione dal cosiddetto abito Vintage (per i francesi Mode Vintage, per gli inglesi Vintage Fashion), recuperando appunto una struttura fuori uso (mi viene in mente qui la celeberrima omonima rassegna istituita a Pescara dal gallerista Cesare Manzo), per trasformarla in abitazione.
Mi si consenta un’analogia con il fenomeno della Pop Art e ancor più dell’arte Povera la cui filosofia etica è senz’altro quella della riconsegna della dignità all’oggetto vile e direi proletario attraverso l’inserimento di esso entro il perimetro estetico. Parimenti il nostro architetto ha compiuto quest’opera soteriologica naturalmente con strumenti architettonici di raffinata identità umanistica dovuta alla sua radicata cultura classica. Agile e conciliante con l’ambiente marino ove è collocato, l’edificio ci consegna un design movimentato che si giova e al tempo stesso crea luminosità mediterranea. Ovviamente lo schema preesistente dell’edificio è ben evidente nonostante le necessarie modifiche e gli ampliamenti come ad esempio il doppio portico anteriore e posteriore nonché la sagomata piscina con bocchette per idromassaggio e i materiali di calligrafico modernismo quali l’acciaio inox e il vetro satinato.
Indubbiamente un giovane architetto che lascia intuire un futuro di rilevante successo a cui, si spera, siano date opportunità di pubblico impegno urbanistico, alla luce anche della sua ottima conoscenza del territorio: è quanto mai necessario che gli amministratori della cosa pubblica abbiano a cuore le nostre radici culturale e ambientali utilizzando le forze migliori operanti in sede. La nostra rivista in questo senso costituisce un notevolissimo canale di comunicazione per quanti operano nel perimetro della cultura regionale.

Ad un architetto che si trova a restaurare non deve mancare la creatività: cioè far rivivere ed ornare con il suo talento il cuore e l’anima del soggetto che gli viene affidato.
L’estetica è cura della bellezza e credo che l’architetto Eugenio Cancelli ci sia riuscito in modo meraviglioso,rendendo l’edificio restaurato elegante e fruibile e il soggiorno di chi abiterà questo ex casello, sarà delizioso. Ad majora semper Mira Falasca
SONO UN IGNORANTE DELL’ARCHITETTURA E IN QUANTO TALE A ME SEMBRA CHE DELLA VECCHIA CASA O SCHEMA PREESISTENTE NON CI SIA RIMASTO PROPRIO NIENTE.