Parlare delle tradizioni religiose e popolari di San Martino sulla Marrucina equivale a fare un viaggio nel passato e nel cuore di questa cittadina e della sua gente. Se qualcosa può renderci certi dell’antichità e particolarità di questo paese è l’“unicum” di riti italici, usanze altomedioevali e fervente cattolicità che formano un variegato panorama di culti, riti ed usanze alcune delle quali senza riscontro in nessuna altra parte del mondo.
Tra tutte le tradizioni martinesi alcune delle piu’ particolari sono certamente legate a San Giuseppe, l’attuale amatissimo Patrono locale (la cui venerazione inizio’ nel XVII secolo, fino a soppiantare gli antichi patroni San Martino di Tours e San Cristinziano grazie alla miracolosa difesa della cittadina durante l’attacco dell’esercito napoleonico nel 1799).
Da quel momento il culto del Santo diventò tanto grande da portare alla nascita di una apposita Congregazione: la Congrega di San Giuseppe, nata nel 1896, dalla caratteristica tunica di color bianco con cordone di color oro e mantellina di color celeste e depositaria dei riti e delle tradizioni delle antichissime congregazioni martinesi che l’avevano preceduta. Ancora oggi essa si occupa del culto del Santo e dell’organizzazione dei 3 eventi religiosi annuali ad esso dedicati: la festa patronale(ogni 18 e 19 marzo), il Patrocinio(la quarta domenica dopo la Pasqua) e lo Sposalizio di San Giuseppe. Quest’ultimo è un evento religioso molto particolare ed unico nel panorama mondiale, con origini ancora misteriose legate alla gran devozione da parte dei martinesi verso il Santo e forse ispirata al giorno in cui, prima della riforma conciliare, esisteva la memoria facoltativa della Festività dello “sposalizio di Maria Vergine”.
Il giorno dello Sposalizio di San Giuseppe e della Madonna è festeggiato a San Martino sulla Marrucina ogni 23 gennaio, almeno da tre secoli, come testimonia un affresco che del XVIII secolo collocato nella Chiesa di San Cristinziano e che ritrae la scena del matrimonio tra il Patrono martinese e la Vergine Maria, ispirandosi a temi della scuola di Raffaello. La tradizione potrebbe anche essersi originata grazie ad un matrimonio tra due personaggi importanti e benestanti della cittadina che decisero di istituire in quel periodo la Cappella di San Giuseppe. Lo sposalizio apre le ricorrenze religiose annuali e si tratta di una vera a propria ricostruzione di un matrimonio reale anche se di fatto simbolico. Tutta la festa si svolge al mattino; si inizia con la Santa Messa, durante la quale vengono esposte le statue della Beata Vergine e di San Giuseppe, collocate ai piedi dell’altare (dove si è soliti collocare anche le sedute degli sposi nelle cerimonie), una di fianco all’altra e con i volti nella direzione dei fedeli. Alla fine della messa si prepara la processione, in cui entrambe le statue compiono il giro del paese una di fianco all’altra, come una coppia di novelli sposi. Nel momento in cui le due statue escono dalla chiesa, proprio come si fa nei normali matrimoni cittadini, vengono lanciati su di loro fiori e confetti.
Quindi le due statue escono in processione dalla chiesa di San Cristinziano e percorrono il perimetro intero del centro storico, in modo che i novelli sposi possano benedire tutta la cittadina. Le statue devono percorrere nell’uscita dalla chiesa la discesa dell’antica via della Corte, così come fanno tutti i novelli sposi che qui celebrano le nozze. Le due statue di san Giuseppe e della Beata Vergine, scortate dai membri della congrega di San Giuseppe, dai gonfaloni di quest’ultima e da due ali di cittadini percorrono il giro del centro storico, lungo poco meno di un chilometro. Una volta che le statue tornano alla chiesa e vengono ricollocate davanti all’altare come in un vero matrimonio vengono distribuiti ai fedeli confetti benedetti, quasi che la Beata Vergine Maria e San Giuseppe vogliano rendere partecipi i martinesi e le persone venute da fuori paese della loro gioia per la loro unione. I confetti, tra l’altro un prodotto tipico dell’abruzzo antico, vengono acquistati e confezionati in ciuffetti di tulle da membri della Congrega di San Giuseppe e dai loro familiari, che solitamente si riuniscono nella casa del priore della Congrega.
La tradizione dei confetti è molto antica ed è legata al sogno di un membro della Congregazione al quale apparse in sogno San Giuseppe chiedendo confetti per il suo sposalizio. Questi ultimi vengono benedetti dal Parroco sull’altare al rientro delle statue dalla processione e sistemati ai piedi dell’altare in grandi ceste. Vengono solitamente distribuito ai fedeli un ciuffetto di confetti per ogni famiglia e questi ultimi sono considerati beneauguranti per chi li riceve e soprattutto per le giovani coppie che si sposeranno entro l’anno. Quest’anno “Lo sposalizio di San Giuseppe” per venire incontro alle esigenze dei fedeli e dei visitatori che accorrono da fuori cittadina non si terrà il 23 gennaio ma domenica 24 gennaio, con il clou a partire dalle ore 11.00, mentre nel pomeriggio si terrà uno straordinario concerto bandistico. Durante la Messa Solenne delle ore 11.00 come antica tradizione in occasione dello Sposalizio di San Giuseppe, si potranno rinnovare le promesse matrimoniali ed avverrà la benedizione degli anelli nuziali dei fedeli presenti.



Le notizie già fornite con l’articolo di ieri sono ampliate e, nel continuare la descrizione di significati ed usanze, ne sono sviluppate di nuove.
Si da risalto alle tradizioni religiose, con riferimenti storici sul patrono locale, sulla nascita della Congregazione, ma soprattutto sullo sposalizio di San Giuseppe e della Madonna, compiutamente descritto nello svolgimento dei festeggiamenti nel rispetto della tradizione, pure rappresentata.
Belle e tipiche anche le foto.