“Coloriamo la vita”: questo il titolo della mostra della scultrice abruzzese Concetta Palmitesta allestita alla sala dei marmi di Palazzo Sirena a Francavilla al Mare dal 13 al 23 agosto 2009. All’inaugurazione prevista per le ore 19 del 13 agosto interverranno tra gli altri il sindaco Nicolino Di Quinzio, il presidente del consiglio comunale Valerio Baldassarre, il critico d’arte Massimo Pasqualone.
Singolare il titolo della mostra riferito ad un’esposizione di opere plastiche, ma c’è da dire che accanto alle suggestive sculture in bronzo e soprattutto in pietra della Maiella, verranno proposte anche recenti opere pittoriche dalla forte consistenza cromatica ed installazioni di ragguardevole eleganza. Nata a Miglianico nel 1947, l’artista si è diplomata all’Istituto d’Arte di Chieti, per poi frequentare l’Accademia di Brera. In seguito è stata docente a Lodi. Ha al suo attivo alcune personali di scultura: una sempre a Francavilla al Mare anni or sono dal titolo Il sentimento nella materia a dimostrazione di un approccio romantico con la pratica dell’arte.
Ha eseguito diverse opere per spazi pubblici. Un suo monumento è collocato nel cimitero della sua città. Sue opere sono state acquisite dalla Pinacoteca Francescana di Falconara Marittima e dal Museo Internazionale Donna nell’Arte a Scontrone. Altre raccolte pubbliche, dove si trovano sue opere: Museo Barbella di Chieti, Museo Michetti di Francavilla al Mare, Museo della Natività di Rivisondoli. Recentemente ha vinto il secondo premio al simposio di scultura di Acquasanta (AP). Dopo la scomparsa dell’indimenticato Pietro Cascella, Palmitesta è una delle poche artiste della nostra regione in grado di lavorare con consolidata perizia tecnica la pietra, materiale nobile carico di storia e quanto mai adatto ad una concezione monumentale dell’opera plastica.
La novità di questa mostra è però rappresentata dalle sue opere pittoriche nelle quali, come si diceva, Concetta si lascia coinvolgere dallo splendore, che definirei bizantino, del colore. Intanto è sottintesa in esse un sodalizio psicologico con l’ottimismo, trattandosi di dipinti ove si legge quella letizia estetica purtroppo oggi sovente disattesa da tanti suoi colleghi che praticano forme concettuali di arte. Per lei l’opera deve sempre dare emozioni di armonia, fruibilità, diletto interiore. Sono opere accattivanti e di brillante opulenza segnica oltre che coloristica. Ovviamente non mancano reminiscenze linguistiche come quelle evidenti di Piero Dorazio, ma una certa sua inclinazione agli stilemi informali rende del tutto originale la sua pittura.
Per quanto concerne poi la produzione scultorea per lo più in pietra, va rilevata la predisposizione alla monumentalità, sicché anche piccoli lavori vanno visti come bozzetti di opere che andrebbero collocate in spazi pubblici o luoghi di culto. Va altresì rilevato il ricorso frequente alla tecnica del non-finito, nel senso che all’artista è sufficiente abbozzare l’idea senza necessariamente estrinsecarla nella sua interezza: n tal modo si lascia al lettore la possibilità di una interpretazione soggettiva dell’opera.
Abbiamo infine le installazioni per le quali si dovrà ritenere fondamentale la componente spaziale, non disgiunta da una raffinatezza formale degli elementi costitutivi delle medesime.
In definitiva una bella mostra, da non perdere, considerando anche il fatto che trattasi di una ricerca plastica al femminile. La scultura, lo sappiamo, è molto più impegnativa rispetto alla pittura e alla grafica, se non altro per il costo dei materiali ed i tempi di esecuzione; riferita poi al soggetto femminile questi problemi si accrescono ulteriormente. Ingresso gratuito (orario:tutti i giorni 10,30-12,30 / 18-24)


