Figli di un amato Abruzzo: intervista al poeta Felice Marcantonio

felice marcantonio

L’abruzzese, si sa, è legatissimo alla sua terra: lo testimoniano immagini, libri , poesie, pensieri.. parole dolcissime nei suoi confronti.. In qualsiasi frase o contesto egli trova la capacità di fare riferimento a quella che appunto considera la sua vera ed unica madre: la sua terra.

Bisogna capire cosa però sa offrire questa piccola regione a chi la vive giorno per giorno respirandone profumi, assaporandone i prodotti, guardandone i colori, godendo della sua protezione; neanche la furia terribile del terremoto dello scorso 6 aprile infatti ha saputo scoraggiare i suoi abitanti che sono sempre lìa guardarla ed amarla, pronti a ricostruirla ed amarla in ogni istante.

Alla domanda: “qual è la cosa che ami di più dell’Abruzzo?” Alcuni rispondono di non poter fare a meno del suo splendido mare, altri rispondono di non poter fare a meno delle sue maestose montagne : c’è chi si commuove nel vedere la sacra madre Majella baciata dal sole che nasce, i più temerari confondono lacrime e sudore nel percorrerne gli splendidi e faticosi percorsi che conducono a tesori che mostrano sfondi diversi a seconda delle stagioni, comunque veri e propri luoghi di culto rupestre…

Aveva ragione Silone a definire questa regione “taciturna e dalle spalle quadre” , infatti da sempre parlano i volti delle sue genti che lavorano da mattina a sera per godere dei frutti del suo territorio. E’ solo comprendendo e conoscendone appunto il territorio che si può fare un’analisi antropologica della sua gente, essendo proprio la geografia del posto a condizionare sentimenti, emozioni e stili di vita di chi quotidianamente calpesta la sua umile e forte terra.

Mi sono permessa di realizzare una brevissima intervista a Felice Marcantonio, uno degli abruzzesi che meglio ha saputo descrivere l’amore per la sua terra, un simpatico e colto signore che ha fatto delle sue origini abruzzesi un’arte, dedicandole versi ed emozionanti poesie, con il quale io stessa ho voluto parlare per capire fin dove la passione per un singolo territorio può arrivare.

Felice vive a Pretoro, un caratteristico borgo in provincia di Chieti, facente parte della comunità montana della Majelletta, ricco di storia, cultura e tradizioni, e proprio in virtù di queste ultime, il nostro caro poeta ogni giorno combatte affinchè possano essere salvaguardate e non annientate dai cambiamenti con cui facciamo i conti ogni giorno.

Alla domanda, che potrebbe sembrare banale:”se anche per caso senti il nome Abruzzo, qual’è la prima immagine che ti viene in mente?”, è come se lui avesse voluto mostrarmi una fotografia rispondendo:”..montagne, neve, colori..”

“Hai mai vissuto fuori dall’Abruzzo?se si, cos’hai provato a stare lontano dalla tua terra?”

“Si, ho vissuto trentadue anni in Piemonte..Ho avuto tanta nostalgia dell’Abruzzo ed in piemonte addirittura ho iniziato a scrivere poesie in abruzzese”.

“Qual è il tuo ricordo più bello legato al tuo passato nel tuo paese?”

“Sicuramente le prime cento lire guadagnate ..suonando il clarino!!”

“Qui nella tua terra ti sei sempre sentito al sicuro ed a casa tua o ci sono stati dei momenti in cui hai avuto paura?”

“Qui nella mia terra mi sono sempre sentito al sicuro..ma il trucco per esserlo però è non far del male a nessuno!”

“Rimpiangi qualcosa che le nuove generazioni non avranno mai da questa terra tanto amata?”

“Si, quasi tutto, e sicuramente non mi sto riferendo all’età, anche se ho 80,5 anni, ma perchè cammino ancora molto avanti rispetto a tanti giovani nati pigri!”.

“Cos’è per te la poesia?”

“La poesia per me rappresenta praticamente tutto!”

“Pensi che la poesia possa essere tradizione e quindi possa aiutare a mantenere sempre viva l’immagine della tua terra?”

“Si certo, in quanto la poesia dovunque si esprime è universale, non ha confini..”

“Ami descrivere la tua terra con la poesia dialettale?”

“Certamente, moltissimo..”

“Quante poesie hai scritto nella tua vita?”

“Ne ho scritte qualche centinaio, sia in dialetto che in lingua, su temi vari: sociali, intimisti, umoristici..”

“L’ultima domanda che ti pongo è un pò particolare: sei abruzzese come me, ed io non voglio nascondere che nel vedere una parte del mio Abruzzo colpito dal terremoto ho provato un profondo dolore, tu cos’hai provato?

“Io ho provato una profonda tristezza anche per la consapevolezza che le promesse dei governanti spesso, ed anche ad Aquila e dintorni, si rivelano solo prese in giro..”
L’amore per l’Abruzzo che Felice sottolinea più volte è già poesia per chi le condivide .