Paola D’Aulerio, vincitrice del Premio Silone
Scritto da Benito Mascitti il 5 gennaio 2010
Paola D’Aulerio, della classe V° del Liceo Pedagogico “R. Pantini” di Vasto, ha vinto il Premio Silone (a pari merito con altri cinque ragazzi), per la sezione dedicata ai temi svolti dagli studenti. Andiamo a trovarla in Istituto e la intervistiamo in una pausa delle lezioni.
Come ci si sente nei panni di vincitrice di un premio internazionale importante come il “Silone”; ti sei emozionata, ci speravi? Insomma raccontaci questa tua bella esperienza.
Il “Silone” mi ha regalato una grande gioia. Ho partecipato a molti concorsi nella mia pur giovane vita, ma non ho mai avuto riconoscimenti simili. Quindi non potevo certo aspettarmi un successo in un premio di questa caratura. Anche se il testo che avevo scritto mi dava il senso di quel che volevo raccontare e la speranza di poterla spuntare balenava tra i miei sogni. Inizialmente non avevo molta voglia di partecipare proprio perché non immaginavo di poter competere, poiché la frase da commentare era, secondo me, abbastanza difficile. Poi fortunatamente la professoressa Saraceni, la mia insegnante di Italiano che mi ha guidato in questa esperienza, ha insistito e mi ha convinta. Vincere quindi è stata un’emozione davvero grande. Io amo scrivere e questa mia esperienza mi appare come un sogno realizzato. Mi sono sentita soddisfatta per aver composto qualcosa che anche altri hanno stimato e ovviamente mi auguro, senza tante illusioni, che questo sia solo l’inizio di un percorso di crescita del mio scrivere e raccontare. Mettere alla prova le mie capacità in questo modo è stato importante. Colgo sempre le opportunità che mi vengono proposte, e questa del Premio Silone è stata un’esperienza appagante.
Come è iniziata questa esperienza, cos’è che ti ha spinto a fissare sulla carta i tuoi pensieri, le tue storie; come accade che una ragazzina sceglie di emozionarsi con questa pratica in luogo degli usuali strumenti che la comunicazione di massa di fatto ci impone; quanto è importante leggere per poi scrivere?
Scrivere e senz’altro uno dei modi migliori per comunicare ed esprimere le proprie emozioni. Questo è il motivo per cui mi piace. Il ruolo della lettura è fondamentale per la crescita e l’evoluzione. I grandi autori ci insegnano molto, e leggere è anche un modo per confrontarsi indirettamente con le idee del loro tempo. Questo ci permette anche di conoscere meglio noi stessi. La lettura permette anche di ampliare le conoscenze, di arricchire il vocabolario: una cosa fondamentale per scrivere ed approcciare a tecniche diverse di scrittura. Ho iniziato ad accostarmi alla lettura guardando mia madre che leggeva ogni sera; all’inizio era un passatempo poi è diventata una vera passione. Con il tempo mi sono accorta di quanto la lettura fosse importante per me; per apprendere, per estraniarmi quando c’è qualcosa che non va e, allo stesso tempo, per trovare consigli o risposte. Scrivere poi, è stato conseguente. Il passaggio tra lettura e scrittura è diventato un bel modo di vivere esprimendo il mio essere.
Non hai risposto alla mia “provocazione” circa la comunicazione di massa. Come percepisci tu il rapido spostamento di tutte le nostre pratiche quotidiane sulla rete; ti sembra un’evoluzione naturale degli esseri umani o un tentativo ormai riuscito di mutare la nostra natura?
Per quanto riguarda la rete penso che non sia un’evoluzione naturale degli esseri umani. Proprio l’altro giorno ho visto un servizio in tv su dei libri online o qualcosa del genere e la cosa mi ha decisamente sconvolta. Va bene il progresso, sono d’accordo, ma forse si sta esagerando con il portare tutto in rete, persino i libri! Non sono una grande praticante di informatica, preferisco prendere carta e penna e buttare giù qualche idea sul foglio anziché su una pagina di Word. Ormai internet si sta affermando e tutto il resto sta scomparendo, anche e soprattutto nel campo dell’informazione. Io preferirei invece che ci fosse interazione ed integrazione tra le due cose. La comunicazione di massa oggi, se non usata correttamente, serve più a manipolare la mente dei giovani che ad informare. Quindi bisognerebbe cercare un modo per sfruttare al meglio la rete ed il progresso a cui si è arrivati.
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