“In morte di un amico” di Girolamo Galluccio

Pubblichiamo questa poesia di Girolamo Galluccio, scritta il 24 agosto 2007, e dedicata a Giammario Sgattoni.

In morte di un amico

Le Muse d’Interamnia ieri sera
calcando meste i vicoli e le strade,
parlavano di te cantando lodi,
come dei grandi eroi vegliando l’armi
e le spoglie, si usava in altri tempi.

Ma già all’occaso, nella prima sera,
sulla via del ritorno, sul sentiero
che riporta alla Luce, quale nube d’oro
dietro di te fedeli e care amiche,
si libravano mille e più scintille,
pagliuzze luccicanti : eran parole,
le tue, tutte le cose che ci hai detto
sull’arte, sull’amore, la poesia,
necropoli aprutine, antichi affreschi,
cantando versi tuoi e d’altri ancora,
d’ogni cosa che il bello ci ravvisa,
e fa parte del mondo a noi d’intorno.

Sempre con gesto misurato e voce
suadente e calda, amica, coinvolgente,
le braccia disegnavano nell’aria
ogni parola, ogni cosa, ogni pensiero
come solevi tu…semplicemente.

Non ti sia grave il sonno, ma sia foglia
che in autunno si lascia dalla madre
e lieve scende volteggiando a sera,
posandosi sul solco appena arato,
e il sole arrossa in fondo l’orizzonte.

Lascia un Commento

Prima di inserire il tuo commento verifica che sia attinente all'articolo e non abbia fini pubblicitari.
Tutti i commenti sono preventivamente moderati dalla nostra redazione.