Andrea Bacchetti in Tour

In attesa di intervistare il pianista per AbruzzoCultura ne seguiamo le orme

Dopo Vasto, aspettando Pescara, teniamo i contatti con la famiglia Bacchetti che ci segnala questo recente articolo/intervista del collega spagnolo Agustin Achucarro, pubblicato sul quotidiano “El Mundo”. Qui di seguito il pezzo tradotto.

Andrea Bacchetti: prima del debutto alla Carnegie Hall si esibisce a Medina
Agustin Achucarro / Vallaloid 25/11/2009

La Semana Internacional de la Música di Medina del Campo ospita oggi, alle 20,30 nell’ Auditorio Municipal, un pianista del calibro di Andrea Bacchetti, chiamato ad esibirsi da Istituzioni come la Salle Pleyel di Parigi o La Scala di Milano.

Nel 2010 Andrea porterà la sua musica in Giappone e nelle Americhe, chiudendo il tour con il debutto alla Carnegie Hall di New York.

Fin dal suo primo concerto all’età di undici anni ebbe l’appoggio di figure come Karajan e oggi
– che di anni ne ha 33 – il successo non ha mutato il suo bel carattere, completamente votato alla musica:

“E’ la cosa più importante della mia vita, la mia vera passione… suono senza soluzione di continuità, sempre attaccato allo strumento per prepararmi e poter dare quello che la musica esige. Oltre ai recitals amo la musica da camera. Suono con diversi quartetti d’archi, in duo con il Maestro Filippini e mi piace suonare per orchestra; in particolare Bach, Mozart, Beethoven e Mendelssohn”.

Bachetti è chiaro quando ci porge il suo concetto dell’esibirsi:

“Un grande sforzo nervoso, psicologico e fisico. Il pubblico ha bisogno di entrare in relazione con l’artista e questo migliora l’interpretazione; se tutto ciò non accade il risultato è deludente.”

Per eseguire un concerto come questo di stasera il Maestro cura ogni minimo dettaglio:

“Per me la preparazione di ogni concerto richiede mesi.”

Bach, Mendelssohn, Debussy e Chopin sono gli autori scelti dal pianista italiano per questo recital:

“Il programma inizia con J.S. Bach e prosegue con l’autore a lui più vicino: Felix Mendelssohn, che compose sul suo solco, soprattutto in Romanza Senza Parole… come in una canzone senza cantante.”

Il pianista tesse relazioni anche con Debussy, suonando Al Chiaro Di Luna dalla Suite Bergamasque, Children’s Corner IV the Snow Is Dancing (La Neige Danse) e 3 preludi. Chiuderà poi il recital con Chopin, perchè Bacchetti cerca la totalità del pubblico:

“ E’ giusto cercare una conclusione consona allo spirito popolare”

La sua personale interpretazione dell’opera di Bach gli ha regalato non pochi successi e l’incisione delle sei Suite Inglesi (J.S. BACH – ENGLISH SUITES BWV 806-811 – 2 CD DECCA (476 32127) – nella prima parte del recital ha eseguito la n. 6 – ; hanno portato a Bacchetti due premi prestigiosi: il Classis Today e il Diapasón. Suite Inglesi quindi come testimonianza della moderna evoluzione del pianoforte, e Bachetti ne è convinto:

“La qualità principale che quest’opera dona alla musica barocca è l’immediata e totale traduzione dalla teoria alla pratica, l’anima profonda che scaturisce dalla matematica della partitura e si materializza con il colore, la timbrica, le possibilità del pedale che permette di fare molte variazioni e donare immaginazione, improvvisazione, descrizione di una musica che già di per se è perfetta nella teoria”

Traduzione di Benito Mascitti da EL MUNDO del 25/11/2009

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