Premio Fiorino d’Oro per la grafica a Gianfranco Zazzeroni
Scritto da Leo Strozzieri il 4 dicembre 2009
Zazzeroni con la critica Chiara Strozzieri
Ci eravamo interessati su AbruzzoCultura della ricerca grafica di Gianfranco Zazzeroni lo scorso aprile in occasione di una sua personale alla Maison des Artes della fondazione Pescarabruzzo di Pescara; ora ce ne occupiamo con viva soddisfazione per rendere noto ai nostri lettori di un importante riconoscimento attribuito all’artista marchigiano (è nato in Urbino nel 1945) ma residente ormai da diversi anni in Abruzzo. Si tratta del I Premio Fiorino d’Oro per la sezione grafica attribuitogli nell’ambito della XXVII edizione del “Premio Firenze” 2009 promosso dal Centro Culturale Firenze – Europa “Mario Conti” in collaborazione con il Consiglio Regionale della Toscana. La cerimonia di premiazione è stata oganizzata sabato 5 dicembre 2009, alle ore 16,30, in Palazzo Vecchio nel Salone dei Cinquecento.
Acquaforte, acquatinta, puntasecca soprattutto, nonché monotipi: queste le tecniche incisorie maggiormente praticate dal maestro urbinate che proprio nella città dei Montefeltro, nota a livello internazionale per la cosiddetta “Scuola del libro” che nel recente passato ha avuto docenti del valore di Castellani, Canevali, Bruscaglia e Gulino, si formò divenendo poi incisore tra i più qualificati non solo per la padronanza tecnica del mestiere, ma ancor più per l’interazione perfetta tra il segno, la materia e la luce, elementi portanti di ogni sua lastra. Il segno talora è formativo dell’immagine, di una realtà, sia essa paesaggio o figura, liricamente colta nella sua essenza e non nel suo approccio fenomenico verista. Questo il motivo del minimalismo dei suoi lavori che, ove si legga un’anamnesi informale, si strutturano in grumi materici, in intrecci e labirinti libertari. Comunque sia nelle opere che per esemplificare possiamo chiamare iconiche, sia in quelle astratte nelle quali gioca un ruolo determinante il caso sebbene sottoposto ad un progetto razionale, determinante appare il discorso luministico. La luce quasi presiede sovrana le varie composizioni, rendendo mediterranea e quindi dotata di invidiabile chiarismo la sua ricerca.
Si spera che questo prestigioso riconoscimento ad un incisore ormai a tutti gli effetti abruzzese, costituisca uno stimolo per tanti suoi colleghi operanti sul territorio a praticare queste tecniche purtroppo da noi non molto conosciute. Comunque qualcosa si è mosso in questo campo se è vero che due anni or sono è stato istituito il Premio nazionale di grafica a Pennapiedimonte. La promozione e la diffusione della grafica acquista anche un risvolto interessante nell’ambito di quella che viene chiamata “democratizzazione della cultura”. La riproduzione seriale di un’opera, anche se limitata generalmente a non più di 100 copie, rende l’opera stessa più accessibile ai collezionisti per il costo meno proibitivo rispetto a un dipinto unico.
Tornando al nostro artista, sfogliando la sua biografia, ricordiamo che egli è stato docente nell’Istituto d’Arte di Pescara e, come detto, si è formato alla Scuola del Libro della sua città natale, per poi conseguire l’abilitazione all’insegnamento della grafica pubblicitaria, della fotografia e della stampa. Oltre che all’Istituto d’Arte di Pescara, ha insegnato in quello di Ascoli Piceno e all’IFST (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore) nel corso di stampa editoriale ed artistica. Per l’occasione ha pubblicato il quaderno Progettazione editoriale. Questo interesse gli permette di collaborare attivamente con associazioni culturali di notevole livello, come quella di Pescara che porta il nome di Ennio Flaiano. Zazzeroni ha partecipato a diverse mostre nazionali. Sua opere sono state recentemente acquisite dalla Pinacoteca Francescana di Falconara Marittima e dalla Pinacoteca “Corrado Gizzi” di Guglionesi (CB). Nel 2003 ha preso parte alla mostra Artisti di Oggi e Domani, per il trentennale dell’omonima rivista pescarese, tenutasi al Museo Vittoria Colonna del capoluogo adriatico. Nel 2007 è stato invitato alla XXXI edizione del Premio “Emigrazione” a Pratola Peligna. Nel 2008-2009 personale itinerante a Pescara (Museo delle Genti d’Abruzzo) e Urbino (Collegio Raffaello).
“Resa all’alba del segno”: questo il titolo della mostra grafica che Gianfranco Zazzeroni terrà dal 4 al 15 maggio presso la Maison des Arts della Fondazione Pescarabruzzo in Corso Umberto a Pescara, curata da Chiara Strozzieri, giovane critica che già autorevolmente ha seguito nelle ultime personali l’artista. Si ricorda in particolare l’antologica “Apologia delle implicazioni cromatiche” tenutasi lo scorso anno al Museo delle Genti d’Abruzzo sempre nel capoluogo adriatico e poi reiterata al Collegio Raffaello di Urbino.
Proprio nella città dei Montefeltro, uno dei centri più significativi della rinascenza italiana, Zazzeroni è nato nel 1945; poi, in seguito al suo trasferimento in Abruzzo, (egli risiede da anni a Montesilvano) è stato docente nell’Istituto d’Arte di Pescara. Si è formato alla notissima Scuola del Libro della sua città natale, per poi conseguire l’abilitazione all’insegnamento della grafica pubblicitaria, della fotografia e della stampa. Oltre che all’Istituto d’Arte di Pescara, ha insegnato in quello di Ascoli Piceno e all’IFST (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore) nel corso di stampa editoriale ed artistica. Per l’occasione ha pubblicato il quaderno Progettazione editoriale. Questo interesse gli ha permesso di collaborare attivamente con associazioni culturali di notevole livello, come quella di Pescara che porta il nome di Ennio Flaiano diretta da Edoardo Tiboni. Zazzeroni, proprio grazie alla sua formazione urbinate, è eccellente grafico avendo eseguito numerose opere con la tecnica dell’acquaforte, della puntasecca e dell’acquatinta. Partecipa dagli anni ’70 a diverse mostre nazionali. Sue opere sono state negli anni acquisite dal Museo Internazionale di MAIL ART dell’Aquila, dalla Pinacoteca Francescana di Falconara Marittima, dalla Pinacoteca “Corrado Gizzi” di Guglionesi (CB), dalla Pinacoteca “Federico Barocci” di Urbino. Nel 2003 ha preso parte alla mostra “Artisti di Oggi e domani” curata da Giuseppe Rosato, per il trentennale dell’omonima rivista pescarese, tenutasi al Museo Vittoria Colonna del capoluogo adriatico. Nel 2007 è stato invitato alla XXXI edizione del Premio “Emigrazione” a Pratola Peligna. Diversi i critici di chiara fama che si sono interessati alla sua ricerca pittorica e grafica, come Albertini, Amodio, Angelini, Cutilli, D’Alberto, De Luca, Melloni, Moretti, Rosato, Rubini, Russo.
Tornando ai suoi lavori grafici, c’è da dire che sul piano strettamente tecnico, l’artista è davvero padrone assoluto del segno che si permette di volta in volta di rendere con i canoni del minimalismo o di rinforzare, di estrapolare, sfrangiare, dinamicizzare sempre con una gestualità informale che acquista un valore autobiografico nel mentre interviene con macchie cromatiche di squisita compostezza. Come già per i suoi dipinti, il maestro urbinate riesce a coniugare brillantemente tradizione e modernità. Ovviamente è la tecnica incisoria stessa (molto egli ama la puntasecca ottima nel permettergli un approccio diretto e drammaticamente fisico con la lastra) che lo introduce entro l’aureo perimetro umanistico, mentre i già citati interventi coloristici di sapore informale ci inducono a ritenere che egli abbia a cuore il dramma esistenziale dell’uomo contemporaneo.
A questo proposito Chiara Strozzieri nel suo testo introduttivo al catalogo parla di silenzio atto ad attivare quasi in religiosa atmosfera la comparazione tra le due esperienze di vita, quella appunto sostanziata da valori autentici e quella più babelica, se così vogliamo definirla. Ci sono elegantissime incisioni in puntasecca (una per tutte “Il fiore nel bosco incantato”), nelle quali è tessuta l’apologia del silenzio con i segni sottoposti ad un invidiabile minimalismo, mentre in altri casi (si veda ad esempio “Nelle profondità marine”) il lirismo o l’elegia lasciano il posto al frastuono, indicandoci l’essere qui ed ora, proprio della contemporaneità.
Come si vede una ricerca grafica affatto superficiale e meno che meno portata avanti con finalità mercantili, tanto che all’eccessiva serialità egli addirittura oppone sovente l’unicum, ovvero quello che viene chiamato il monotipo praticato con metodo sottrattivo nel ’600 dal genovese Benedetto Castiglione detto il Grechetto a cui senz’altro il nostro fa riferimento. Anche questo è un modo, oltre che di soddisfare la fantasia attraverso la sperimentazione, di contrastare la mercificazione dell’arte, che nulla a che fare con la democratizzazione della cultura insita nella diffusione della grafica.
Un’ultima annotazione riguarda la musicalità del segno che Gianfranco Zazzeroni percepisce e concretizza anche attraverso le tinte sempre dolcissime ed evanescenti, così come attraverso un alternarsi sapiente di vuoti e pieni, di bianchi e neri, di presenze segniche e pause. Ed in certe composizioni, come “Voli pindarici”, attraverso una forza gravitazionale che dà slancio verticale alla grafia.
Una mostra da non perdere, dunque, sperando sempre che ad imitazione delle vicine Marche anche l’Abruzzo, che pur ha fornito eccellenti incisori (mi riferisco al vastese Nicola Galante del Gruppo dei sei di Torino, o a Edolo Masci recentemente scomparso e a Giulia Napoleone) possa fornire nel campo della grafica lo stesso eccellente contributo che si registra sul versante pittorico e plastico.
XXVII edizione del “Premio Firenze” 2009, sezione Arti Visive
promosso dal Centro Culturale Firenze – Europa “Mario Conti”, in collaborazione con il Consiglio Regionale della Toscana
1° Premio “FIORINO D’ORO”
per la Sezione Grafica
a Gianfranco Zazzeroni
La cerimonia di premiazione avverrà sabato 5 dicembre 2009, alle ore 16,30, in Palazzo Vecchio nel Salone dei Cinquecento
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Grazie di cuore per l’articolo
Gianfranco zazzeroni