Maurizio Viceré, in arte VICE, è nato ad Atri (Te) nel 1985 ma vive a Roseto Degli Abruzzi. Iscritto alla facoltà di Scienze della Comunicazione di Teramo, coltiva da tempo un grande interesse per la musica e il teatro, oltre che per l’arte in generale.
Nel 2008 ha tenuto la sua prima personale di fotopitture nello spazio espositivo di “Piazza Dante” a Giulianova, ampliata e perfezionata nello stesso anno con “Merchandising”. Sullo stesso tema anche la recente “Fast food” presso Villa Filiani di Pineto; il conclusivo ‘tassello’ del ciclo – “For sale” – sarà invece esposto al Borghese Palace Art Hotel di Firenze dal 20 dicembre 2009 al 31 gennaio 2010. A breve parteciperà ad una mostra collettiva di giovani artisti a Pizzoli (AQ) dal titolo “Radici”; sta inoltre lavorando ad un catalogo comprensivo di tutta la produzione realizzata fino ad oggi.
Fotografo, grafico, “designer” e pittore, VICE ha come modelli culturali artisti quali Damien Hirst, Mark Rothko, Andy Warhol, Mario Schifano e Lucio Fontana, ma il suo “modus operandi” si colloca su sentieri molto diversi rispetto a quelli accademici e tradizionali.
Postulando una “sintesi” di concetto e di procedimento, egli afferma un’arte ‘mediatica’ – “medi(a)rte” – basata principalmente sull’idea di comunicazione. La sua attività è incentrata sull’idea di un’opera che assolva ad una funzione sociale prima che estetica, e che si esprime soprattutto con la tecnica digitale; questa consente infatti una lavorazione in serie e la produzione di opere molto ‘dirette’, definite da colori piatti a contrasto.
Se l’atto artistico concepito a livello artigianale – quindi manuale – oggi è sempre più raro in virtù della facilità e velocità di esecuzione garantite dal processo industriale, l’arte assume un valore puramente commerciale, diventa cioè un prodotto da acquistare e vendere (“For Sale” appunto) al pari di ogni altro bene di consumo.
Quella di VICE è certo una provocazione – rispetto alla società attuale e alle ‘logiche di mercato’ del cosiddetto ‘sistema dell’arte’, a cui pure lui stesso partecipa – che si serve di vari tipi di supporto e materiale: tele, pannelli di legno, tavole sintetiche, plexiglas, ecc. Dall’idea iniziale abbozzata attraverso il disegno, l’artista passa allo scatto fotografico, rielaborato poi in digitale, per giungere infine alla fase industriale, che di recente si è arricchita di brillanti smalti (vernici utilizzate per le cromature delle auto) in oro ed argento.
Un altro tratto che caratterizza i suoi ultimi lavori è la scrittura, inserita come elemento ‘dissociante’ – in realtà ben integrato – all’interno di una figurazione che ha per tema le donne e il mare. Rispetto alla ‘cifra’ indistinta e astratta degli esordi, la ricerca di VICE si è evoluta in senso più intimo e personale, nell’intento di fissare un “Mare calmo” che serva a ricomporre, anche solo per un istante, la ‘frattura’ esistente tra l’artista e il mondo, per restituire alla creatività e all’arte la sua vera dimensione: lo ‘sguardo riflesso’ di un’interiorità.
e-mail: vice.mau@virgilio.it
sito: www.inartevice.com