
Rivisondoli è un tranquillo e caratteristico borgo della provincia dell’Aquila dall’impianto urbanistico settecentesco che si adagia su uno sperone roccioso e cullato dalla rassicurante e quasi materna presenza dei monti Pratello e Calvario , sull’altopiano delle Cinque Miglia. Sicuramente la più grande delle risorse del paese è quella turistica , non a caso è posta a pochi chilometri di distanza dagli impianti di risalita del comprensorio sciistico dell’Alto Sangro che vanta chilometri di pista ed attira ogni anno un abbondante numero di appassionati dello sci, ma non è solo questo sport invernale l’unica tradizionale attrattiva del paese.
Ogni anno infatti curiosi e devoti si raccolgono , alla vigilia dell’Epifania in località Piè Lucente per godere del famoso Presepe Vivente. Lo scenario che ne viene fuori è alquanto fiabesco : Parco Nazionale d’Abruzzo e Majella , fungono da cornice in questa folkloristica notte che viene ad essere rischiarata soprattutto da luci che testimoniano la speranza ed evidenziano la dolcezza nei movimenti cadenzati e aggraziati dei protagonisti che sono per lo più abitanti del borgo.
Non è un caso se il Gesù Bambino vede come interprete l’ultimo nato del paese, mentre la Madonna viene scelta con un’apposita selezione che ha luogo l’8 Dicembre, durante la festa dell’Immacolata Concezione; anche San Giuseppe viene selezionato tra gli uomini di Rivisondoli che si propongano. Com’è giusto che sia, secondo la tradizione, il quadro evangelico viene riproposto fedelmente a partire dall’incipit rappresentato dal sogno di un pastore collocato nei pressi del fuoco di un bivacco.
La spettacolo è dinamico: non mancano donne che, indossando caratteristici costumi, muovono dolcemente in preghiera verso la capanna dov’è nato il Redentore per adorarlo; i pastori, coperti di consunti abiti, desiderosi di conoscere Gesù, scendono dai monti vicini con il loro gregge , e non mancano poi i lussuosi Re Magi illuminati dai gioielli e dai diademi che arricchiscono le loro vesti, sopraggiunti da lontano per porgere i loro doni.
La scena fiabesca viene descritta da una voce fuori campo che meglio guida gli spettatori nella comprensione dei quadri che si susseguono ma il più delle volte essi rimangono incantati dalle morbide luci e dai dolci suoni che accarezzano l’immagine che prende forma lentamente di fronte a loro dando vita ad una notte incantata tra i monti d’Abruzzo. La magia però sposa anche un altro interessante aspetto: senza rendersi conto lo spettatore diventa a sua volta protagonista di questo presepe d’antiche origini, provando in cuor suo forti emozioni e trovandosi a farne parte senza recitare e senza essere scelto in seguito a selezione ed indubbiamente questa condivisione di emozioni è una delle caratteristiche più suggestive di tutto lo scenario. Anche quest’anno ha vinto l’orgoglio che ogni abruzzese ha in sé e che il terremoto non è riuscito a spegnere nei comuni dell’Aquila:dunque la tradizione viene rispettata non solo perché è vincitrice , ma anche perché risulta fortificata dagli eventi.