Roberta Menozzi: “Anatomia Interna”

di Matteo Grimaldi

Per le Edizioni di Latta una raccolta di versi dove il corpo si fa poesia.

“Anatomia Interna” è l’esordio letterario di Roberta Menozzi. Una raccolta poetica che si discosta da un puro processo di osservazione emozionale del mondo. La poesia di Roberta Menozzi è come una malattia che tenta di guarire da sola attraverso le parole, la digestione forzata della realtà che l’attraversa ferendola, rovinandola, massacrandole il corpo: una sorta di prigione da cui l’anima tenta di uscire, invano. È come se l’autrice volesse aprirsi completamente e darsi in pasto alla vita, non come una confidenza, ma come un corpo qualunque che, sezionato, mostra a tutti il suo nucleo: la parte più intima che, se colpita, non sa difendersi, perché privata di qualunque protezione. Quello che colpisce dello stile dell’autrice è una evidente conoscenza delle tecniche poetiche in quanto tali, la poesia come forma espressiva ben definita, con le sue regole, la sua metrica. Una poesia non astratta, o ermetica. Il ritorno a quella che ci hanno insegnato a chiamare poesia, e che fa piacere leggere perché studiata, voluta, cercata in ogni parola, suono, rima. Roberta Menozzi desidera rendere l’essere umano consapevole di quello che è davvero un corpo, di quanto si può soffrire, quante insicurezze possono devastare il cuore, quanto dolore può distruggere. Vuole impressionare, senza inventare nulla. Impressionare inteso come lasciare dentro un’immagine indelebile, marchiarla a fuoco, cosicché il processo naturale del tempo non possa cancellare il male subito, gli sforzi per respirare. Per non cedere alla tentazione di morire, come tocca a qualunque corpo flagellato. Come dichiara l’autrice stessa in un’intervista, la sua, nonostante la drammaticità di alcuni versi, è un’esistenza neanche tanto tragica. Anatomia Interna in questo è paragonabile a Esercizi di Stile di Raymond Queneau: una storia banale, quotidiana, resa insospettabilmente nuova e stravagante ad ogni reinvenzione di stile narratorio. “Il punto in effetti non sta tanto nei fatti, che altro non sono che il pedissequo ripetersi della circostanza umana, bensì il come, la forma, lo stile. Quello sì, conferisce alla rappresentazione infinita e ripetitiva dell’esistenza umana una dignità peculiare, un’arricciatura propria e irripetibile. La mia, per gusto, sensibilità e influenza del vissuto, ha semplicemente preso una piega anatomica e carnale. Tutto qua.”

Per conoscere meglio l’autrice visitate il suo blog Inside Susan (http://blog.myspace.com/insidesusan).

(Roberta Menozzi “Anatomia Interna”, Edizioni di Latta, pp. 102, Euro 10.00)

Matteo Grimaldi
www.lastanzadelmatto.splinder.com

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