A giugno la III Edizione della manifestazione letteraria teramana. Con un nuovo slogan.
La rassegna letteraria Lib[e]ri, che a giugno giungerà alla sua III Edizione (la location, come sempre, saranno i Giardini del Palazzo della Provincia), ha deciso di adottare lo slogan “Pensa per Te” creato da Antonio D’Amore. “Pensa per Te” non è solo un invito, ma anche uno stimolo: a pensare per Teramo da teramani, ma con la forza di uscire fuori dalle pastoie provincialistice e dalle beghe da quartiere. “Pensa per Te” è anche una proposta: quella di lavorare in tutti i campi, e in primis quello culturale, in un’ottica di sinergia e di reciprocità. Fare cultura a Teramo non significa fare cultura in modo provinciale: Lib[e]ri 2008, che è già in avanzato stato di lavorazione, porterà anche quest’anno a Teramo nomi di primo piano della narrativa italiana d’oggi. Dopo Erri De Luca, Marco Lodoli, Walter Siti, Massimo Zamboni, Rocco Brindisi, Davide Bregola, Emanuele Trevi, Federico Fiumani, Giovanni D’Alessandro e molti altri (e senza dimenticare le tavole rotonde con Oliviero Beha e Michele Ainis, o quelle su Alberto Moravia, Mario Soldati e John Fante), tra il 9 e il 14 giugno 2008 Lib[e]ri ospiterà fra gli altri Camillo Langone, Gianluca Morozzi, Sergio Pent, Angelo Ferracuti, Luca Scarlini, Roberto Michilli e Marco Sommariva. Per il terzo anno consecutivo Teramo si trasformerà in un vero e proprio osservatorio riservato ai narratori di casa nostra, quelli che raccontano storie e che lo fanno grazie alle più qualificate case editrici. Per gli organizzatori di Lib[e]ri, lo slogan “Pensa per Te” è un completamento, un modo per racchiudere in una frase lo spirito concreto e fattivo di chi opera in maniera entusiasta per contribuire alla crescita culturale di Teramo.
[Pubblicato su “La Città quotidiano” del 5 marzo 2008]



‘Preghiera’ del Signor Langone apparsa su “Il Foglio” in data 29 Maggio 2008:
Monsignor Ravasi, guardati dagli ipocriti. Stasera aprirai a Vicenza il Festival Biblico, dialogando con Mario Botta sul tema “Dimorare nelle Scritture”. L’architetto ticinese ti onorerà con le labbra ma i suoi progetti sono lontani da Cristo. Le sue chiese si segnalano per l’assenza o la maliziosa mimetizzazione degli elementi che rendono un tempio diverso da una banca ovvero campanili, inginocchiatoi, immagini sacre, croci. Domani sarà la volta di Paolo Portoghesi, peggio che andar di notte: progettista di moschee, confonderà i semplici dando l’impressione che Festival Biblico sia sinonimo di Festival Coranico.
Prego per te Camillo.