Laudomia Bonanni e “L’imputata”
Scritto da Patrizia Tocci il 5 marzo 2008
Ristampato uno dei maggiori libri della scrittrice aquilana.
Una ristampa davvero gradita ed annunciata, quella del romanzo più famoso di Laudomia Bonanni, e la terza in ordine di tempo della casa editrice Textus con la quale sono già stati pubblicati la ristampa de “Il fosso” e del romanzo inedito e postumo, “La Rappresaglia”, ambedue con l’introduzione di Carlo De Matteis. Questa volta, la ristampa de “L’Imputata” porta l’introduzione di Liliana Biondi e si situa in un momento cronologico e celebrativo molto importante, sia per il centenario della nascita della scrittrice (L’Aquila 1907- Roma 2002) sia per il convegno di studi organizzato dall’Università dell’Aquila- Facoltà di Lettere e Filosofia e dall’Associazione internazionale di cultura Laudomia Bonanni che avrà luogo proprio all’Aquila l’11 e il 12 aprile 2008. Con questo romanzo Laudomia Bonanni vinse nel 1960 il XXXI PREMIO VIAREGGIO. In una lettera dell’Epistolario, pubblicato da Fausta Samaritani, scrive a Maria Bellonci il 1 maggio 1960: “ Bompiani sta facendo un lancio straordinario. Ha mandato qui alla libreria più importante, una foto enormemente ingrandita, da diva; entrando, me la sono trovata davanti e…ho arrossito, scappandomene subito via”. chissà a quale libreria si riferisce la Bonanni: la libreria Agnelli ( nella quale è ritratta in una fotografia con le sue alunne, in una partecipazione alla Fiera del libro) o quella di Ferri? In una lettera inedita infatti, Laudomia Bonanni scrive a Ferri, molti anni più tardi, quando si era già trasferita stabilmente a Roma, nel 1979: “ verrò all’Aquila per le elezioni ( e spero di trovare da lei una bella vetrina col mio libro ultimo, come faceva suo padre).”
Anche nella stampa ed in particolare in quella abruzzese si sentono gli echi di questa vittoria. Laudomia Bonanni era consapevole pienamente della forza del suo romanzo; non mancarono però tra i consensi e le critiche letterarie alcuni giudizi che la fecero soffrire molto.
Il 14 giugno 1960, ne “Il messaggero” dell’Aquila troviamo una intervista lunga e preziosa, firmata da Mario Stara, per la prima presentazione de l’Imputata, fatta a Roma , presso L’Open Gate da Geno Pampaloni. L’articolo è corredato da due fotografie, una degli ospiti presenti con Maria Bellonci, estimatrice e amica per lungo tempo di Laudomia Bonanni, e una foto con Laudomia seduta e Geno Pampaloni mentre sta presentando al pubblico “L’Imputata”. Dopo aver descritto il luogo, Mario Stara ci racconta “abbiamo scorto improvvisamente un sorriso familiare e cordialmente simpatico: quello di Laudomia Bonanni che ci veniva incontro sottobraccio a Gianna Manzini….era emozionata e confusa – si capisce – e cercava di nascondere quei suoi sentimenti dietro un sorriso aperto ed intelligente…poi sono cominciati a giungere i grandi nomi: Raffaello Brignetti, Maria Bellonci, Bonaventura Tecchi, Fabio Mauri, Antonietta Drago, Maria Luisa Spaziani” Anche Geno Pampaloni scherza sul titolo del romanzo: “ha detto, scherzando, che per lui era un vero piacere testimoniare a favore de “L’Imputata”. E ancora qualche notazione illuminante di Geno Pampaloni: “la Bonanni è una scrittrice rara e appartata. Non è una scrittrice lieta. Il suo sguardo sul mondo è vivido ma pieno di consapevolezza. Del resto i suoi lettori sono significativi; basterà ricordare Eugenio Montale.” Nella seconda parte dell’articolo il giornalista intervista direttamente la Bonanni; “ L’imputata segna una tappa importantissima nel corso della mia attività.Ho impiegato sette anni a scrivere questo romanzo ma posso esserne giustamente soddisfatta. È stato venduto molto a Milano…”
Il giornalista ne approfitta subito e chiede “ E All’aquila, come sono andate le cose?” “ Molto bene a giudicare dalle vendite: quattro dozzine in pochi giorni. Penso che sia molto interessante, per i miei concittadini che l’azione si svolga all’‘Aquila. Molta gente si può riconoscere in questo libro e la città stessa ne esce in quelle poche descrizioni di vita vera.”
All’Aquila il libro venne presentato dalla giornalista Olga Lombardi nel luogo deputato agli incontri della sezione Aquilana dell’Associazione Dante Alighieri, diretta in quell’anno da Antonio Silveri e di cui Laudomia era entrata a far parte nel 1952.; la serata per la Bonanni fu “un omaggio di fiori e d’affetto”.
Ne “Il messaggero” dell’Aquila ( la redazione a via Fortebraccio) , troviamo lunedì 29 agosto 1960 un articolo firmato con lo pseudonimo “Nemo”sull’assegnazione del premio a Laudomia Bonanni non privo di spunti polemici riguardanti in verità ,sostanzialmente, l’organizzazione del premio letterario. Il titolo , quasi a nove colonne e a caratteri stampati recita: “ il XXXI premio Viareggio per la narrativa assegnato a “L’imputata” di Laudomia Bonanni” il sottotitolo: “la serata conclusiva al Grand hotel Royal- terza allo Strega, prima al Viareggio la scrittrice aquilana – i nomi di alcuni degli illustri ospiti” due fotografie sulla serata ed una con Laudomia Bonanni che riceve il premio e un bacio da Leonida Repaci, presidente della giuria.; Una giuria qualificata: Salvatore Quasimodo, Giovanni Titta Rosa, Libero Bigiaretti, Eugenio Montale; ma erano presenti anche Valentino Bompiani, l’editore del libro, Edoardo de Filippo ( al quale era stato dato il premio per il teatro), l’artista Fabio Mauri, .. insomma un evento cultural-mondano come spesso finiscono per essere gran parte dei premi letterari. “ In alto sul palco della commissione giudicatrice erano riprodotte le copertine dei libri premiati: quello della Bonanni mancava. Altro mistero da spiegare in un prossimo futuro. I giudici – come lei stessa ha detto, chiamata al microfono – hanno difeso L’imputata”. L’articolo si conclude poi con le felicitazioni per la vittoria: “Il nome d’Abruzzo ha ancora una volta l’occasione di girare il mondo per suo merito né speriamo sia l’ultima volta.” Nello stesso giornale, di qualche giorno precedente una piccola nota nella rubrica NOVANTANOVE ALL’ALBA, sempre anonima ma molto interessante: “ Laudomia Bonanni… si guadagna da vivere nella scuola, facendo la maestra elementare da più di vent’anni. La signorina Bonanni era venuta dall’Aquila, dove abita, fino alla casa dei Parioli, di Maria e Golfredo Bellonci: e sedeva in un angolo, coi suoi guanti velati neri, il vestito di seta fantasia e l’inevitabile e quasi sospetta dolcezza negli occhi e nel tono della voce, che si collega alla figura ottocentesca della maestrina. Invece Laudomia Bonanni si rivela abbastanza diversa , quando incomincia a parlare – per esempio del Tribunale dei Minorenni di cui fa parte all’Aquila, e di come sia stata ricca per lei questa esperienza fino a darle l’ispirazione per questo suo libro, “L’Imputata”. Allo Strega la Bonanni è stata presentata da Eugenio Montale e Geno Pampaloni.”
Questa ristampa del libro si inserisce in un rinnovato interesse che molte persone, associazioni enti culturali e istituzioni stanno finalmente portando avanti nella nostra città, ma non solo, il nome e il cognome di Laudomia Bonanni meritano di essere tolti da quella dimenticanza che aveva invece segnato – e dolorosamente – soprattutto gli ultimi anni della sua lunga e solitaria vita.
Patrizia Tocci
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