La notizia viene dal Ministero per i Beni e le attività culturali e viene fornita con molto anticipo sull’evento comunicato. Ma a prima vista appare criptica: “La Fondazione Rinascimento Digitale, il Mibac e la Library of Congress sono lieti di annunciare la Cultural Heritage on line. Empowering users: an active role for user communities”, che si terrà al Teatro della Pergola di Firenze il 15-16 dicembre 2009. I due “eventi satellite” sono altrettanto criptici: “Long term preservation of digital assets: basic concepts and practices” il 14 al Palazzo Incontri; “Dublin core – building blocks for interoperability il 17 all’Auditorium della Cassa di risparmio di Firenze. Non aiuta molto l’annuncio delle relazioni di esperti internazionali volte ad “illustrare le esigenze e le aspettative delle diverse tipologie di utenti per delineare soluzioni in grado di dare risposte concrete e di coinvolgere attivamente gli utilizzatori nella creazione e nella fruizione delle risorse culturali in formato digitale e nell’utilizzo delle tecnologie informatiche e della comunicazione (ICT)”.
Ma superata la soglia dell’incomunicabilità, l’interesse si accende eccome. Saranno analizzati “lo stato dell’arte e le future linee di sviluppo della produzione di contenuti culturali nel web”. E c’è dell’altro, sarà approfondita “la diffusione della conoscenza del patrimonio culturale e del web interattivo”. Non è finita, le analisi riguarderanno anche “la diffusione delle biblioteche digitali, la cooperazione fra musei, archivi e biblioteche, la conservazione digitale e l’utilizzazione delle tecnologie dell’informazione da parte delle diverse comunità di utenti”. Dulcis in fundo, “la Commissione Europea presenterà le opportunità di finanziamento nel settore delle digital libraries e della digital preservation”. Si parlerà di cultura nel web interattivo, quindi di noi che ne facciamo parte. Ed è bello che nei promotori ci siano la Direzione generale per gli archivi e quella per i beni librari, le istituzioni culturali e il diritto d’autore, a dispetto del nome antico impegnate sulla frontiera più avanzata e innovativa; è bello anche per noi che adesso ci sentiamo meno soli.
La parabola dei talenti andrebbe spiegata a quei parroci che impediscono (di fatto anche se ufficialmente non e’ cosi’) la consultazione delle nostre origini cristiane archiviate in registri che risalgono talvolta al 1300.
La registrazione in una specie di latino difficilmente leggibile ed interpretabile in una consultazione in una stanza fredda sotto il vigile controllo di un parroco scocciato e con mille impegni contiene tuttavia le date di nascita, di matrimonio, di morte di “quasi” tutti i nostri antenati.
Perche’ non dare modo a tanti disoccupati di “mettere in rete questo patrimonio?
Non e’ difficile …. con una macchinetta fotografica elettronica da 10MP (costo 100 euro circa) si ottengono foto perfettamente interpretabili da casa senza manipolare piu’ gli originali.