Mary Jane Clarke: Va in scena il delitto

Chi ha ucciso Constance Young, giovane e avvenente giornalista televisiva dalla vita apparentemente meravigliosa e perfetta? Questo è il fulcro di un romanzo dove i personaggi vengono messi sotto la lente d’ingrandimento per trovare la risposta a un mistero dedaleo. L’assistente degradato, le colleghe concorrenti, il produttore televisivo piantato in asso, lo spasimante respinto, l’amica tradita, la sorella ignorata, uno psicopatico qualunque, chi ha agito? I fattori in gioco sono molti e tutti ben amalgamati, ma l’analisi di uno solo conduce alla soluzione: la valutazione del movente, una valutazione che si rivela però da subito difficile, perché tutti coloro che ruotano intorno alla vittima ne hanno uno possibile. Il lettore si trova di fronte un giallo vero, uno di quelli fitti e coinvolgenti, in cui il nome dell’assassino rimarrà sconosciuto fino alla fine. Il romanzo brilla per capacità persuasiva e da subito regala uno scorcio perfettamente delineato della possibile discrepanza che può formarsi tra i lustrini del palcoscenico e la vita quotidiana di coloro che lo calcano. La storia è avvincente perché il mistero che ne è alla base non è di facile soluzione, al punto tale che è come se il lettore fosse catapultato al centro di un labirinto dove una sola è la via che porta all’uscita e miriadi, quelle che conducono ad un vicolo cieco. Inoltre, il tentativo costante da parte di chi legge di individuare una risposta manifesta l’ottima inventiva dell’autrice, il cui stile, caratterizzato da periodi scorrevoli e da capitoli brevissimi, rende gli interrogativi più vividi e la ricerca più avvincente. Non delude quindi Mary Jane Clark, il cui romanzo si rivela un vero giallo d’autore, intricato come la ragnatela tessuta da un aracnide laborioso.

(Mary Jane Clarke, “Va in scena il delitto”, trad. it. di P. Martinelli, pp. 311, Corbaccio, Euro 17,60)