John Grisham, “Il ricatto”

Non regala colpi di scena particolari, “Il Ricatto”, ultimo romanzo di John Grisham. La storia si sviluppa intorno alla figura del giovane neo avvocato Kyle McAvoy che, ricattato per un avvenimento verificatosi durante gli anni del college, acconsente di entrare a far parte di uno dei più prestigiosi studi di New York (Scully & Pershing), al fine di comunicare, ai criminali che lo ricattano, delle segretissime informazioni su un’importantissima causa trattata da quello studio.

Aspetto perfettamente narrato è lo smarrimento del ragazzo protagonista che, dalla sua posizione di eccellente studente di legge in particolare, e di bravo ragazzo in generale, viene catapultato in una realtà tutta nuova, quella della menzogna e del tradimento e in essa rimane incastrato con un’unica via d’uscita: cedere al ricatto subito.

Grisham descrive molto bene lo stato d’animo del giovane McAvoy e lo fa per evidenziare la vera protagonista della storia: la morale. Infatti, se da un lato c’è un ragazzo che ha sbagliato superando il limite del normale decoro, dall’altro c’è questo stesso ragazzo che prende ad organizzare tutta la propria vita, umana e lavorativa, cercando di evitare che il suo sbaglio trapeli e non lo fa, per schivare le conseguenze legali che deriverebbero dalla divulgazione pubblica di quell’evento, ma solo per scongiurare la vergogna che proverebbe se l’accadimento divenisse, effettivamente, di dominio pubblico.

Ci sarebbero tutti gli elementi perché l’ultima fatica di Grisham decolli: il bravo ragazzo che viene incastrato, i cattivi che lo minacciano, giovani avvocati in carriera, studi forensi enormi e magicamente capaci di produrre quantità industriali di denaro e il tutto guarnito da una vera e propria storia di spionaggio. Eppure manca qualcosa.

Non ci sono colpi di scena, tutto è molto prevedibile e piatto. La narrazione procede fluidamente, ma senza grandi particolarità e gli eventi narrati sono così scontati da rendere la storia quasi noiosa.

La speranza è che il finale cambi tutte le carte in tavola, ma non è così, infatti la fine del racconto giunge fredda e insapore, confermando l’impressione iniziale di storia priva di adrenalina, poco attraente e pressoché monotona.

(John Grisham, “Il ricatto”, pp. 390, trad. it. di N. Lamberti, Mondadori, Euro 20,00)