Emanuele Pandolfini in mostra a Ostia

Una nuova galleria d’Arte Moderna e Contemporanea ha aperto i battenti il 17 ottobre scorso ad Ostia, sullo splendido litorale laziale. Si tratta della galleria Esserre, che per iniziare alla grande espone fino al 10 novembre 2009 opere di uno dei personaggi più noti a livello internazionale, ovvero il pittore e compositore statunitense Mark Kostaby presente con le sue opere in tutti i più importanti musei del mondo. Sull’onda del successo di critica e di pubblico con un interesse di collezionisti davvero insolito in un periodo come quello che stiamo attraversando vista la crisi economica riguardante non poco anche il mercato dell’arte, la direzione del nuovo ed elegantissimo spazio espositivo ha subito inserito nel calendario come seconda mostra il grande maestro siciliano Emanuele Pandolfini, molto legato alla nostra regione per aver esposto a più riprese, come vedremo, in rassegne di prestigio e spazi pubblici e al quale una casa editrice pescarese nel 2005 ha dedicato una sontuosa monografia.

Emanuele Pandolfini

Emanuele Pandolfini

L’inaugurazione della mostra è prevista per il pomeriggio del 19 novembre 2009 e si protrarrà fino al 29 dello stesso mese (ingresso gratuito, catalogo in omaggio). Tema dominante della sua pittura la donna interpretata con un segno dall’andamento caricaturale, affiancato da quello del bestiario ove ricorrente si avverte la suggestione eroica : memorabile quello che potremmo definire il ciclo pittorico dedicato alla lotta dei tori.

“L’animale più amato è proprio il toro, scrive nel suo testo introduttivo al catalogo Chiara Strozzieri curatrice dell’esposizione, sempre descritto nelle posizioni di forza e aggressività, che si presenta come protagonista del mito o figura antitetica a quella della donna: non è raro vederli insieme, come Eros e Thànatos, Amore e Morte, in un’apparizione immaginifica che attrae per la sua brutalità, ma anche per la sua profonda verità.” Ad Ostia saranno esposte 30 opere inedite dell’artista, parecchie delle quali eseguite negli ultimi due anni nei quali si registra una scomposizione geometrica delle scene che rende estremamente dinamica l’impaginazione delle medesime: forse un richiamo al dinamismo futurista? Certo è che Pandolfini deve avere introiettato ad esempio le suggestive sequenze del “Dinamismo di un cane al guinzaglio” di Giacomo Balla.

Ma ecco una breve sintesi del percorso artistico del nostro autore a suo tempo molto legato a grandi personaggi della cultura siciliana come il Nobel Quasimodo che scrisse per lui un mirabile testo, lo scrittore Vitaliano Brancati e il collega Renato Guttuso che insieme a Migneco e lo stesso Pandolfini costituiscono la triade dell’iconismo siciliano del dopoguerra Nato a Palermo nel 1929, Pandolfini è pittore e scultore. È stato allievo del futurista Pippo Rizzo all’Accademia della sua città. Presto si afferma nel campo della scultura eseguendo ritratti di illustri personaggi come il Cardinale Ruffini di Palermo e il citato Vitaliano Brancati. E’ del 1959 la sua prima personale alla galleria Flaccovio. Nel 1961 si trasferisce a Roma, dove in occasione del centenario dell’Unità d’Italia, l’ambasciata rumena gli commissiona il busto di Giuseppe Garibaldi per una piazza di Bucarest. Sull’importante avvenimento un documentario a colori della INCOM viene proiettato su tutti gli schermi nazionali. In seguito viene premiato alla mostra Città di Segni, che gli vale l’invito alla III Rassegna di Arti Figurative di Roma e del Lazio. Nel ‘62 De Luca pubblica una sua monografia di Giacomo Etna e tiene una personale alla galleria Artisti d’Oggi presentata da Vito Apuleo.

Così il maestro diventa nell’ambiente artistico della capitale uno dei massimi esponenti della pittura figurativa italiana sicché s’interessano alla sua ricerca insigni scrittori e critici come il poeta e collega Rafael Alberti, Marcello Venturoli, Franco Miele, Renato Civello, Carlo Giacomozzi, Luigi Tallarico e altri ancora. Nel dicembre del ’64 sua personale alla galleria Laurina, mentre la RAI nel programma Ultimo quarto gli dedica un servizio curato da Renato Giani. Nel frattempo gli vengono allestite diverse personali in spazi di prestigio: memorabile la mostra alla Cà d’Oro di Roma con strepitoso successo di pubblico e di critica, così come fondamentali gli scritti sull’artista di Costanzo Costantini, suo grande amico; per quanto concerne l’attività d’inizio millennio va ricordata l’antologica dedicatagli in Abruzzo nel 2003 dall’Ente Manifestazioni Pescaresi nello storico teatro monumento Gabriele D’Annunzio di Pescara, intitolata Il Mito di Eva.

A chiudere il curriculum di Pandolfini vanno citate tra le numerose sue pubblicazioni, due voluminose monografie: la prima che documenta venti anni d’attività di pittura, grafica e scultura (1950-1970) a cura di Elio Mercuri con scritti di Giancarlo Fusco, Mario Lunetta, Mario Maiorino e Vito Riviello (Savelli Editore -1973), e l’altra edita in occasione dell’antologica al centro La Sfinge Malaspina di Ascoli Piceno (2005). Negli ultimi anni sempre in Abruzzo prestigiosi riconoscimenti alla sua opera con l’invito a diverse edizioni del Premio Sulmona (2004, 2006, 2007, 2009) e a Casoli Pinta di Atri dove è risultato vincitore con l’opera entrata nella Pinacoteca Civica. Altre affermazioni: la medaglie d’oro al premio Peltuinum di Prata d’Ansidonia (AQ) e al Premio I sentieri dell’anima de L’Aquila. Nel 2008 sala omaggio al Premio Internazionale “Emigrazione” di Pratola Peligna con medaglia d’oro alla carriera da parte dell’Amministrazione Comunale.