A Gastone Costantini e Claudio Di Lorenzo il Premio D’Annunzio 2009

Opera di Renzo Archetti

Opera di Renzo Archetti

Giunto quest’anno alla XVII edizione, il concorso nazionale di pittura e scultura Premio G.D’Annunzio, organizzato dall’Associazione Culturale “Il Pentagono” a Pescara ha già i suoi due vincitori assoluti rispettivamente per la pittura e la scultura; vincitori che saranno proclamati ufficialmente sabato 31 ottobre 2009 alle ore 16 in una solenne cerimonia presso l’Auditorium Flaiano del capoluogo adriatico, adiacente il Teatro D’Annunzio sede ove sono esposti i lavori concorrenti. Lo scrivente che ha fatto parte della giuria tecnica insieme ad illustri personaggi della critica come i proff. Massimo Pasqualone e Giuseppe De Thomasis, il giornalista Tonino Anzini, la dott.ssa Daria Ferrara, l’avv. Catia Di Fazio, madrina dell’evento, è in grado di anticipare per i lettori di Abruzzo Cultura i loro nomi, ovvero Gastone Costantini per la pittura e Claudio Di Lorenzo per la scultura.

Si parlava di giuria tecnica il cui compito è stato quello di assegnare i cosiddetti premi di rappresentanza, poiché il concorso prevede altresì una giuria popolare per assegnare i premi acquisto messi a disposizione da collezionisti ed aziende operanti sul territorio. Costantini è stato assai apprezzato per la perizia grafica e calligrafica con cui si è cimentato nel proporre figure popolane dal fortissimo impatto iperrealista, quasi una sfida al superamento del pericolo verista che sappiamo essere esiziale in arte. Dal canto suo Di Lorenzo con le sue sculture filiformi di estremo sintetismo e slancio spiritualistico rappresenta un esempio di come ancora la ricerca plastica possa attingere all’aureo perimetro della classicità.
Al di là di queste due segnalazioni che rimarranno nella storia di questa edizione del glorioso premio pescarese, va segnalata l’eccellente qualità delle opere in concorso, nonostante ovvie reminiscenze stilistiche delle varie esperienze linguistiche per lo più iconiche affermatesi in tutta la seconda metà del secolo scorso.

Comunque la presente edizione del premio sarà anche ricordata per la sala omaggio che gli organizzatori hanno voluto dedicare a Enzo Archetti, artista bresciano di straorinario talento. Il chiarismo bizantino con cui tratta il tema femminile di suggestiva eleganza e raffinatezza ben si addice alla definizione dell’arte che da sempre i cultori dell’umanesimo forniscono, ovvero essere l’arte “nutrimento dello spirito”. Prendendo a prestito una terminologia coniata dal futurista umbro Alessandro Bruschetti, definirei la sua pittura che veramente dà letizia interiore, pittura purilumetrica, ovvero tesa a raggiungere la purezza estrema della luce in grado di smaterializzare le figure.

Ma veniamo a parlare brevemente dell’organizzazione e della struttura del concorso per comprenderne appieno il successo che riscuote ormai a livello nazionale. Intanto va detto che gran parte del merito di una tale manifestazione, vero trampolino di lancio per tanti giovani artisti, va al presidente Bernardino Ferrara a tutti noto come Moniè che in pratica è l’anima del premio. Uno sforzo improbo il suo nel coinvolgere artisti provenienti da tutta Italia, nel reperire soprattutto in questo periodo di crisi economica i premi acquisto (oltre trenta), e poi tutti i premi di rappresentanza sia di enti pubblici e personaggi delle varie amministrazioni che di aziende e semplici cittadini.

Addirittura ai due vincitori già citati andranno prestigiose medaglie dei presidenti del senato e della Camera Renato Schifani e Gianfranco Fini.

Quest’anno poi la cerimonia di premiazione verrà nobilitata dalla consegna di una targa ricordo a Marco Alessandrini per il 30° anniversario dell’uccisione del giudice Emilio Alessandrini per mano terrorista. Un modo per non dimenticare chi diede la propria vita per il valore supremo della democrazia, valore che da sempre Moniè ha posto a fondamento del suo concorso, volutamente aperto a tutti, si a tutti, anche ai cosiddetti “pittori della domenica”.Del resto, mi vien da dire, la domenica non ha la stessa dignità degli altri giorni della settimana? A mio avviso ogni sforzo teso alla democratizzazione della cultura va salutato con un plauso incondizionato.

Ma poi il Premio D’Annunzio, come anche altre simili iniziative, non solo offre ad artisti seppur non professionisti occasione espositiva con relativa possibilità di confronto, di dibattito, di verifica della propria ricerca dinanzi ad un pubblico di critici, di esperti e collezionisti, ma serve anche a ritrovarsi insieme tra amici vecchi e nuovi e a solidarizzare nel nome di una delle attività, quella della pratica artistica, che maggiormente nobilita l’uomo.

Un ruolo di prim’ordine nel comitato organizzatore del D’Annunzio lo rivestono tre donne, ovvero la segretaria Daria Ferrara, la coordinatrice Ezilde Ferrara e l’attrice Franca Minnucci che durante la cerimonia di premiazione allieterà il pubblico, previsto come sempre numerosissimo, con la lettura di alcune liriche del Vate.

7 commenti

  • grazia scrive:

    non ho parole………………….ma chi ha osato …..premiarti????

  • dario scrive:

    grazie ,professore strozzieri.
    sono lieto che lei abbia difeso la mia scelta di
    collezionista.

  • Michele Di Giuseppe scrive:

    Ho partecipato ad un concorso per la prima volta quest’anno al premio G.d’Annunzio, vi ho preso parte con molto piacere ed entusiasmo. Sono stato premiato con una coppa che per me vale come un tangibile segno di apprezzamento per le mie opere. Mi dispiace di non aver potuto vendere le tele poichè appartengono a due miei amici ed io sono ancora troppo legato ad esse per lasciarle andare via. Confido di poter partecipare ancora e vorrei approfittare del momento per confermare alla giuria che le mie opere sono originali della mia mano e della mia devozione per Giorgio de Chirico e nessun “di Giuseppe-pittore” (che non conosco)vi ha messo sopra un solo dito. Vi confesso che ho preso la critica con orgoglio e sono contento vi abbiano colpito.
    cordiali saluti.

  • leo scrive:

    Caro Dario, sono lieto che lei apprezzi le opere di Archetti artista bresciano che non conoscevo e che ha esposto una suite di opere al Premio D’Annunzio di elevata qualità. Forse l’immagine riprodotta a corredo dell’articolo non è molto significaiva e quindi non gli rende giustizia. Penso sia questo il motivo delle perplessità del lettore o lettrice che si firma Perplessa. Del resto specie sull’arte contemporanea le valutazioni possono essere estremamente soggettive, cosa che avviene anche tra i critici. Io ad esempio rimango scettico sull’orinatoio di Duchamp, pur considerato gigante dell’arte del ’900.

    Leo Strozzieri

  • dario scrive:

    Perplessa, io sono perplesso della sua capacità di comprendere l’arte contemporanea. Se non apprezza la pittura del maestro Archetti vuol dire che la sua preparazione necessita di ulteriore approfondimento.

    Dario collezionista del maestro Archetti

  • Perplessa scrive:

    Se questa èun’opera d’arte, io sono Van Gogh.Ma fatemi il piacere…

  • lucifero scrive:

    Grazie Prof. Leo Strozzieri, per la nobile dimensione umana attribuita a quanti operano per la riuscita del Premio D’Annunzio. Scontata la Sua elevata preparazione tecnica e culturale, della qual cosa, pertanto, non mi sembra il caso di fare alcuna considerazione se non quella di ringraziarLa ancora una volta per la Sua preziosa presenza in vari “Premi” di caratura nazionale e non solo.

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