Il Cursum Honorum

Il Cursus Honorum era la sequenza delle cariche pubbliche tenute dall’aspirante politico sia nella Repubblica Romana che nei primi anni dell’Impero romano. Progettato per gli uomini di rango senatoriale, conteneva una miscela di incarichi militari e politici. Ogni ufficio aveva un’età minima per l’elezione e c’erano intervalli minimi fra un incarico e quello successivo, così come leggi che proibivano di ripetere una carica.

Il Questore doveva avere almeno 30 anni. Responsabile dell’amministrazione finanziaria o come secondo del governatore. A partire dalla tarda repubblica il questore era automaticamente ammesso tra i membri del Senato.

L’Edile doveva avere almeno 36 anni. Aveva responsabilità amministrativa, principalmente di carattere infrastrutturale, e spesso tenevano dei giochi alla fine della carica. Gli edili erano solitamente due patrizi e due plebei. Questo passaggio era facoltativo.

Il Pretore era eletto tra uomini di almeno 39 anni. Aveva responsabilità giudiziarie ma poteva anche comandare una legione e avere l’incarico di governare, alla fine del mandato, province non assegnate ai consoli.

La carica di Console era la più prestigiosa di tutti e rappresentava il vertice di una carriera riuscita. L’età minima era 42. I consoli erano responsabili dell’agenda politica della città, comandavano eserciti di grandi dimensioni e governavano, alla fine del loro mandato, province importanti. Un secondo mandato come console poteva essere tentato solo dopo un intervallo di 10 anni.

La carica di Censore era l’unica con una durata di 18 mesi anziché di 12 usuali. Il censore veniva eletto ogni cinque anni ed anche se la carica non aveva l’imperium militare, era considerata un grande onore. Era responsabile dello stato morale della città, iniziava grandi lavori pubblici e, ultimo ma non meno importante, selezionava i membri del Senato e poteva decretarne l’espulsione.

La carica di Tribuno della plebe era un passo importante nella carriera politica di un plebeo, anche se non faceva parte del cursus honorum.

Maria Rita Copersino