Berlusconi e Bindi, la vera offesa

Lui: “Ravviso che lei è sempre più bella che intelligente”. Lei: “Non sono una donna a sua disposizione”. Un botta e risposta perfetto, poteva finire lì con piena dignità di tutti. L’allusione infelice nasceva evidentemente da un’associazione di idee. Per l’intera serata Berlusconi era stato a Palazzo Venezia all’inaugurazione della mostra “Il Potere e la Grazia”. Si sarà sentito l’incarnazione del Potere e avrà visto la Bindi come la negazione della Grazia per la sua critica (“sono frasi gravissime”); avrà reagito d’istinto con le parole di Sgarbi, l’autore della battuta quando l’età poteva ispirare qualifiche estetiche, al suo fianco durante l’intera visita alla mostra.

Della Bindi è stata esemplare la pronta risposta in carattere con la battuta “a difesa di tutte le donne” malgiudicate, lei non si è sentita “sfiorata minimamente” perché il suo aspetto non ha nulla che la distingua dalle altre donne. E Prodi lo ha capito scherzandoci dalla Palestina: “Che sei bella l’ho sempre saputo”. La vera offesa potrebbe venirle dalla mobilitazione in atto, dal “siamo tutti Rosy Bindi”, dalle migliaia di firme che si accaniscono su una battuta da satira dei tempi passati, oggi del tutto fuori luogo. Se Berlusconi avesse replicato alla risposta della Bindi “Ora non si monti la testa”, forse avrebbe troncato tutto sul nascere. Ma c’era stata la sentenza sul lodo Alfano…