San Martino e la chitarra, senza dimenticare la polvere da sparo…

pasta-chitarra

di Marco Pantalone

Tutti conosciamo la forma della chitarra da pasta abruzzese ma pochissimi fino ad oggi erano riusciti a scoprire chi l’avesse inventata e poi ne avesse diffuso la produzione. Finalmente a questa domanda ha dato risposta la “Corporazione Sancti Martini“, associazione di studi storici, artistici e tradizioni dell’antico comune di San Martino sulla Marrucina, in Provincia di Chieti. Questa associazione onlus è nata nel 2007 con l’intento di studiare, promuovere, trasmettere e preservare il grande e particolarissimo patrimonio storico tradizionale della piccola cittadina e durante le sue ricerche è riuscita a scovare ed analizzare documenti legati alla chitarra da pasta.

L’INVENZIONE DELLA CHITARRA DA PASTA

Uno dei simboli non solo dell’enogastronomia abruzzese in Italia e nel mondo ma sopratutto delle tradizioni e delle mille particolarità della nostra regione è senza dubbio la “pasta alla chitarra”. Un simbolo si è diffuso in tutto il mondo a ricordare che l’eccellenza nel campo gastronomico è senza ombra di dubbio italiano. Dalla pasta alla chitarra originale si sono poi sviluppati tutti una serie di piatti di alta qualità e di vari derivati, come la chitarrina. Molti pastifici italiani e un buon numero di abruzzesi producono oggi questo tipo di basta, rispettando in molti casi elevati standard qualitativi nella produzione. Il nome della pasta è dovuto all’utensile con il quale l’impasto viene lavorato e sminuzzato: “la chitarra” appunto, così denominata perchè le sue corte se fatte vibrare emettono un suono del tutto simile a quello dello strumento musicale.

DAI POLVERIERI AI PRIMI MAESTRI CHITARRAI

Gia’ nel XVI secolo a San Martino nacque e prese vigore la figura unica al mondo del “Polveriere: un artigiano che seguendo una ricetta segreta tramandata esclusivamente in linea maschile all’interno della cittadina realizzava polvere pirica. La formula segreta era basata sul carbone di vite (pianta qui coltivata già nel 1056 e sacra nella cittadina da oltre un millennio tanto che durante la festa patronale di San Giuseppe viene distribuito in tutte le case del vino benedetto), sullo zolfo e sul salnitro, quest’ultimo un sale che si forma naturalmente nelle grotte della cittadina. La lavorazione della polvere da sparo avveniva in grotte scavate nella sabbia delle colline cittadine ed ogni famiglia aveva una sua grotta, di cui tramandava gelosamente i segreti. La lavorazione era particolarissima e il prodotto finito veniva utilizzato in agricoltura(per sgombrare i campi da grandi massi o per spaccare i grandi tronchi id legno), nel commercio(veniva venduta sottobanco nelle fiere del centro italia) e per difesa (le grandi scorte di polvere da sparo permisero ai martinesi nei secoli di difendersi da svariati nemici, tra cui i francesci di Napoleone e i grandi gruppi di briganti del XIX secolo).

Il carbone di vite prima di essere lavorato insieme agli altri ingredienti aveva bisogno di essere setacciato e per questo motivo i martinesi avevano imparato a costruire vari tipi di telai e setacci che a San Martino venivano chiamati “crovelli”. I prototipi piu’ antichi erano realizzati con corde animali probabilmente derivate da tendini e con varie fibre vegetali, il tutto in seguito rimpiazzato con sottili fili di acciaio e ferro. Questi utensili a tutti gli effetti possono essere considerati come gli antenati dell’odierna chitarra da pasta. Già nel 1977 lo storico Rodolfo Molino, membro della Deputazione di Storia Patria abruzzese, all’oscuro della figura dei polverieri aveva collocato a ridosso del 1860 la realizzazione dei primi prototipi di chitarra, rinvenendo successivamente un atto notarile del 1871 relativo ad una dote di una sposata di un cittadina del pescarese nel quale era citata la chitarra martinese (che veniva chiamata “carratore da pasta” con il quale oltretutto ancora oggi è conosciuto a San Martino).

Carratore viene dal francese CARTER “squadrare regolarmente” e probabilmente gli fu attribuito per l’influenza francese sul dialetto abruzzese che si verifico’ anche a San Martino dal XVIII secolo fino al periodo murattiano. Inoltre attorno al 1860 venne introdotto in Italia il filo d’acciaio che subito venne utilizzato dai polverieri martinesi per i loro setacci. A questo punto venne realizzato il primo “pezzo” di chitarra da pasta e i polverieri martinesi, comprendendone subito la possibile redditività di tale invenzione iniziarono subito a vendere l’utensile mentre si recavano nei vari mercati regionali e fuori regioni per “piazzare” la loro polvere pirica.

Alcune famiglie di polverieri furono talmente certe del successo che iniziarono a dedicarsi esclusivamente alla produzione di pasta con il nuovo utensile, tralasciando per sempre la lavorazione della polvere pirica.A riprova di questo fenomeno vi è un documento rinvenuto dalla Corporazione Sancti Martini relativo ad un atto di nascita del 1867 a San Martino in cui il padre del nascituro svolgeva la professione di “pastiere”, portando alla cittadina un ulteriore primato: infatti considerando questa data sarebbe martinese il terzo piu’ antico pastificio d’Italia (che oltretutto ancora oggi è in attività anche se non piu’ a San Martino ma trasferitosi circa 80 anni fa nell’aquilano).

Agli inizi del ’900 il carratore inizio’ a prendere il definitivo nome di chitarra proprio per il suono che ne producevano le corde e i martinesi si appoggiarono ai “fusari” della vicina cittadina di Pretoro per iniziarne a costruirne sempre in numero maggiore. Così nacque la chitarra da pasta, a San Martino sulla Marrucina, un piccolo paese dai mille segreti e tradizini, ancora tutti da indagare. Riguardo alla scoperta della paternità della chitarra da pasta, La Corporazione Sancti Martini ha richiesto all’amministrazione comunale l’adozione di un logo apposito con la dicitura “patria della chitarra da pasta” nello stesso modo in cui qualche anno fa fu adottato il logo e la dicitura “il paese dei polverieri”. per ulteriori informazioni si possono vistare il sito dell’associazione www.sanctimartini.it e il sito del comune di san martino www.sanmartinosm.it (link “i polverieri”).