La Trilogia Millennium di Stieg Larsson

Uno sguardo d’insieme ai tre romanzi che hanno conquistato milioni di lettori

Stieg-Larsson

“Uomini che odiano le donne”, “La ragazza che giocava con il fuoco” e “La regina dei castelli di carta” sono i tre romanzi che costituiscono la “trilogia Millennium”, l’opera di fantasia del giornalista svedese Stieg Larsson scomparso prematuramente all’età di 50 anni. Protagonisti della trilogia sono i personaggi Lisbeth Salander e Mikael Blomkvist.

Lisbeth è un’hacker abilissima e geniale, ma è anche l’essenza del diverso. Alta un metro e cinquanta per 40 kili di peso tira di boxe e sa usare le armi. E’ super tatuata, è bruttina e si copre di borchie e vestiti di pelle. E’ asociale ed è diffidente nei confronti di tutti. Lavora come ricercatrice presso la Milton Security e il suo compito è scoprire i segreti delle persone e in questo è maledettamente brava, questa sua capacità le consentirà di lavorare con Mikael Blomkvist.

Mikael è un giornalista integerrimo, amante della sua professione. E’ direttore responsabile della rivista Millennium (di qui il nome della trilogia) dalle cui colonne denuncia gli affari sporchi e i soprusi degli industriali. E’ un idealista e odia la corruzione.

L’incontro tra i due ha luogo nel primo episodio della saga poiché vengono entrambi contattati per scoprire qual é stata la sorte di Harriet Vanger, nipote di un facoltoso industriale svedese, scomparsa misteriosamente da decenni. In questo primo episodio viene descritta la personalità di Lisbeth e alcuni chiarissimi flashback profilano all’orizzonte la sua storia maledetta. Durante la loro collaborazione, Mikael e Lisbeth hanno una breve relazione che fa capire al primo, di considerarla un’amica speciale e alla seconda, di essere in grado di volere bene. I loro sentimenti sono diversi e Lisbeth non apprezzerà la sincerità di Mikael anzi, odierà se stessa per aver abbassato la guardia e si riprometterà di non farlo mai più, per cui, dopo aver risolto il mistero della Vanger, Lisbeth sparirà dalla circolazione.

Nel secondo episodio la storia di Lisbeth sarà svelata. Esso si apre con il ritorno della Salander in Svezia e con l’uccisione di due collaboratori della rivista Millennium. Dell’omicidio verrà accusata Lisbeth che avrà dalla sua parte Mikael il quale la difenderà a spada tratta. Con l’andare avanti della trama si capirà che Lisbeth è stata incastrata dal padre, Alexander Zalachenko, ex agente segreto dell’Unione Sovietica, disertore, esiliato politico in Svezia e protetto da un’ala estremista dei Servizi segreti svedesi, la Säpo. A dodici anni Lisbeth, stanca dei soprusi del padre nei confronti della madre, aveva tentato di ucciderlo. Onde evitare che la storia trapelasse, la Säpo corruppe avvocati, agenti di polizia e uno psichiatra di fama mondiale al fine di far dichiarare la pazzia di Lisbeth. I Servizi ottennero il risultato sperato, Lisbeth venne interdetta e restò in una clinica psichiatrica per alcuni anni. Questi accadimenti, la corruzione di un’ala dei Servizi segreti e le attività delinquenziali di Zalachenko, verranno scoperti, inizierà così, l’ascesa di Lisbeth.

Il terzo e ultimo episodio è quello della resa dei conti, quello che vede l’estirpazione dell’ala corrotta, la sconfitta di Zalachenko, la riabilitazione di Lisbeth e la riappacificazione con Mikael.

La trama ideata e descritta da Larsson è fitta, ingegnosa e affatto scontata. L’intera trilogia è ricca di flashback, ciononostante la scrittura è sempre fluida e mai stentata, a dimostrazione della maestria dell’autore. Si ha l’impressione di vedere un film perché ogni luogo, ogni personaggio e ogni accadimento sono descritti con dovizia di particolari, particolari che rendono le parole delle immagini.

I temi affrontati sono molto attuali: l’emarginazione, l’allontanamento di ciò che si considera diverso, il desiderio spasmodico di ricchezza e di successo e soprattutto la violenza sulle donne. Il riferimento alla violenza è presente già nel primo libro, dove viene descritta la vicenda di Harriet Vanger (ed è poi chiarissimo e centralissimo nella descrizione dei soprusi fisici e psichici subiti da Lisbeth).

Larsson ha forgiato un originale tipo di protagonista: a sconfiggere il sistema corrotto, non è l’eroe per antonomasia, ma Lisbeth Salander, l’eroina anticonvenzionale per eccellenza, bollata e dimenticata dal sistema stesso perché donna e perché diversa.

La vicenda narrata è anche strumento di esaltazione dell’amicizia, intesa come sentimento durevole e sincero che scaturisce dal cuore, un sentimento che si sceglie e che nulla ha a che fare con i legami di sangue che invece sono imposti dalla natura e che, appunto per questo, non comportano sempre un legame vero.

Lisbeth è perseguitata da un padre folle che, per mantenere il suo prestigio nel mondo malavitoso, non esita a sacrificarla ignorando completamente che ella è carne della sua carne. Mikael è un suo amico e in nome di questa amicizia rischia la sua vita per lei.

Larsson è stato così convincente da far immedesimare molti in questa eroina ed è così riuscito ad evidenziare una realtà che l’umanità da sempre conosce, ma che, per convenienza, cerca costantemente di dimenticare: il diverso non esiste, semmai si può parlare di varietà di punti di vista.

Da ultimo è da segnalarsi l’ingegnosità dell’autore circa i tre titoli dei volumi che costituiscono la trilogia: ogni intestazione racchiude il fulcro dell’episodio narrato.

Il primo episodio reca il titolo “Uomini che odiano le donne” perché la vicenda centrale, oltre quella di Lisbeth, è una punteggiata da una serie di efferati omicidi di giovani donne cadute per mano di uomini.

Il secondo episodio, “La ragazza che giocava con il fuoco”, è così intitolato perché Lisbeth tenta di uccidere il padre dandogli fuoco, e questo accadimento segnerà la svolta drammatica della sua vita.

Il terzo e ultimo episodio, “La regina dei castelli di carta”, reca in sé il sostantivo regina perché in esso Lisbeth verrà incoronata come la regista dell’intero processo imbastito per riabilitarla, basato tutto su perizie, controperizie e fascicoli secretati.

(Stieg Larsson, “Uomini che odiano le donne” pp. 676, “La ragazza che giocava con il fuoco” pp. 754, “La regina dei castelli di carta” pp 857, tutti editi da Marsilio, Euro 21,50 cad)