nati in Abruzzo per parlarvi di cultura

sommario

Enzo Martocchia, pittore di natura, tradizioni e valori d’Abruzzo

pubblicato il 2 ottobre 2009 alle 11:25
scritto da Paolo Martocchia
tematiche affrontate: Arte contemporanea, pittori

Quando solo un anno fa pubblicammo “Il Decamerino”, le prime dieci novelle di Enzo Martocchia, credevamo che quel suo essere poliedrico, tipico dell’artista introverso e soggetto alle continue fluttuazioni dell’arte, fosse in realtà una “presa di distanza” da quell’universo di vignette che lo aveva contraddistinto per l’intera esistenza. Martocchia, però, premiato anche come mini-scrittore, il talento non l’ha comprato e nemmeno ha pagato per farsi recensire: il nipote, sommessamente, gli produce qualche servizio, sperando che lo legga e riesca a farlo felice. Il talento dicevamo. E’ da poco terminata la sua personale presso il Museo delle Genti d’Abruzzo, a Pescara.

“Sono andato bene” mi dice mentre osservo le sue ultime opere. Di strada ne ha fatta tanta Enzo Martocchia, anche sulla tela. Iniziò per gioco (come per le vignette), con dipinti astratti, delineando personaggi e fatti di vita in maniera schematica, lineare, con poca fantasia. Era alle prime armi, e non gli si poteva chiedere di più. D’altro canto la pittura veniva in seconda istanza, era nato vignettista. Ora però, a ben vedere, questa sua tecnica pittorica ha prodotto qualche risultato, con una creatività e dei colori che destano sorpresa anche al più attento degli osservatori. Queste opere svelano una nuova linfa di Martocchia, capace di rappresentare luoghi e fatti con insolita naturalezza, accompagnata da colori vivi ed espressione della sua metodologia su tela, acrilico ed acquerelli. L’ambiente è sempre il mare, quel mare che non finiremo mai d’amare e che accompagna Martocchia per (quasi) tutta l’intera sua produzione. Ecco allora barche in lontananza, il porto di Pescara, la torre di Cerrano, la quotidianità dei pescatori, approdi su spiagge dove l’uomo si cimenta con la forza del mare, delle sue intemperie, del suo essere così “traditrice”.

Martocchia riesce a sorprendere anche questa volta e quando gli si chiede di continuare su questa strada obietta: “Si, ma devo fare l’Illiade”. Se il critico lo sprona a produrre di più, a mantenere vivi quei colori anche d’inverno, quando il mare in tempesta potrebbe aprirgli nuovi spazi di riflessione, Enzo Martocchia risponde così: “L’Illiade in chiave satirica, ovvio, e tu mi aiuterai nell’editing”. Vignettista, pittore, scrittore: non c’è verso di fargli prendere una strada a scorrimento veloce

Se questo articolo ti è piaciuto, allora condividilo con i tuoi amici!
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • StumbleUpon
  • Technorati
  • Live
  • MySpace
  • Twitter
1
  • 1

    Il tuo è un articolo fresco, scorrevole. Io non conosco la tua età, ma ha il sapore di gioventù.
    Attraversole tue parole è nata la mia curiosità a conoscere l’artista.
    Complimenti
    Rosetta

    mariarosa viglietti del 26 novembre 2009

 

RSS feed per commenti su questo articolo | TrackBack URL