Il Ministero per i Beni e le Attività culturali sostiene una nuova festa dell’arte, questa volta contemporanea, nei 27 musei dell’Amaci e in 800 siti italiani, il 3 ottobre 2009.

E’ l’Associazione dei Musei d’arte contemporanei italiani (Amaci) a promuovere la giornata di ingresso gratuito alle sedi dove si esprime l’arte dei tempi moderni, musei e gallerie in primo luogo, e alle apposite manifestazioni, come conferenze, incontri, esposizioni. Sarà presentato anche il libro dell’Amaci, “I love Museums” con venti racconti di noti scrittori contemporanei.
Tre affreschi a cuspide dietro al tavolo con i sei presentatori, nella sala conferenze di Santa Marta a Roma, il 28 settembre 2009. Vi si accede dalla più bella “anticamera” esistente, l’ex chiesa che fu dedicata alla santa, con le nicchie per gli altari, le volte a crociera, le colonne e gli ornati barocchi, gli affreschi al soffitto e quant’altro rende ricco un luogo di culto; la sala delle conferenze era invece il refettorio, e rovesciare i ruoli con l’anticamera non si può, non ci sarebbe l’accesso nella parte opposta.
Il logo artistico di Luigi Ontani
(immagine di apertura)
Tornando nella sala, ai lati del tavolo il logo della manifestazione che viene presentata, c’è una composizione di Ontani creata per l’occasione, un insieme di oggetti su una sagoma che ci ricorda il “Chaos” di Alice, l’opera multipla che commentammo nella mostra di Montorio nel teramano.
E’ solo un’impressione, a ben guardare gli oggetti sono gadget ed etichette, non frammenti né orologi, inoltre non sono su un supporto indefinito ma su una sagoma che è una figura umana indistinta in una rete, sapremo essere l’immagine dell’autore. Che è fra i presentatori, con un abito color turchese shocking e le scarpe con la punta in ceramica; una “mise” di artista geniale com’è Ontani, cinque volte alla Biennale di Venezia, ha esposto a New York e a Monaco, a Francoforte e a Groninger, grandi mostre personali a Bologna e a Napoli. La critica dice che “alla continua ricerca di un’identità tra arte e vita, ha assunto nei suoi lavori una doppia veste, di soggetto e oggetto, facendo di sé un ‘tableau vivant’, impersonando e interpretando miti e simulacri della storia, della cultura e della su stessa vita”. Di qui l’opera presa come logo, l’immagine fotografica di se stesso.
Ce lo dice direttamente Ontani al termine, quando lo avviciniamo. In effetti la composizione di oggetti l’aveva fatta sulla sua persona, imprigionandosi in una rete sulla quale ha applicato soprattutto etichette e altri materiali promozionali dei musei – “ho trovato poco” aggiunge – si è messo sul viso anche il gadget delle grandi labbra calamitate, c’è pure la sua scarpa di ceramica.
L’opera si intitola “Ingadgiato”, è lui intrappolato nei gadget consumistici, l’arte moderna, sia pop o altro, si cala nella vita e ne resta presa, non ci vediamo l’ironia e il divertimento che altri hanno messo in rilievo, bensì appare come un Cristo imprigionato da un “reeziario” invece che sulla croce; e al posto della corona di spine i gadget soffocanti, ci sembra un’immagine disperata dell’oppressione consumistica che crea dipendenza intrappolando le persone.
La presentazione dell’evento
Seguiamo ora la presentazione, 27 Musei associati e 800 luoghi di arte contemporanea in tutto il territorio nazionale, aperti al pubblico, presenza ben maggiore al nord, moderata al centro, scarsa al Sud. Mille modi di vivere l’arte in tali siti; una festa collettiva per rendere visibile l’arte contemporanea in un paese che è il regno incontrastato dell’arte antica. Oltre al patronato della Presidenza della Repubblica la manifestazione è patrocinata da un vasto arco di istituzioni: dall’Unione Europea al Ministero per i Beni culturali che la sostiene attivamente, al Ministero degli Esteri, da Camera e Senato a Regioni, Province e Comuni.
Il partner ufficiale fin dall’edizione iniziale del 2003 è Unicredit, che sostiene molte manifestazioni artistiche e centri culturali, e ha una collezione di oltre 60.000 opere d’arte, anche di artisti contemporanei, una selezione delle quali è visibile on line nel sito dell’istituto di credito. Si è aggiunto come partner sostenitore Terna, proprietaria della rete di trasmissione dell’elettricità, che ha bandito il “Premio Terna per l’arte contemporanea”, lanciato nel 2008, la cui edizione 2009, che scade il prossimo 10 ottobre, è sul tema “Energia: Umanità = Futuro : Ambiente”, l’equazione della vita alla quale gli artisti, divisi in categorie, sono chiamati ad ispirarsi.
Roberto Cecchi, per i Beni culturali, parla della recente riorganizzazione del Ministero con la quale l’architettura è stata accorpata all’arte nella Direzione generale da lui diretta che include anche il paesaggio e le belle arti. Arte e architettura contemporanea non erano legati al territorio, c’era un contatto caso per caso con le soprintendenze, ora il rapporto sarà costante con il collegamento istituzionale tra la parte museale e quella architettonica.
Viene così soddisfatta l’esigenza di “fare sistema” mediante le sinergie con i 400 musei che sono il presidio sul territorio, e ben utilizzati possono promuovere la conoscenza e la diffusione dell’arte contemporanea, importante componente dei beni culturali, per la quale c’è un rinnovato interesse.
Dalla parte degli sponsor Paolo Savona, presidente di Unicredit-Banca di Roma, sottolinea che attraverso la cultura si ricostituisce l’equilibrio sociale alterato dall’economia; legando i due mondi si dà ossigeno all’arte e si recupera per la cittadinanza ciò che in parte è stato sottratto dall’inevitabile impatto ambientale. “L’arte contemporanea è spesso difficile da decifrare, ha aggiunto, occasioni come questa servono a cercare di comprendere le novità di un linguaggio difficile”. Osservazione sacrosanta che pochi fanno, per il timore di non sembrare “a la page”, nella terra del “sarchiapone” dove si tende ad ostentare di capire tutto. La modernità nell’arte è la più difficile da interpretare tra le varie forme di progresso, per questo è fondamentale il ruolo della comunicazione e di una manifestazione come questa. “Può esserci un ruolo anche economico, se pure le forme di parmigiano sono state prese come garanzia nei prestiti”, ha concluso.
Non potevamo lasciarci sfuggire questa allusione, gli abbiamo parlato al termine anche nel segno di lontani incontri nella nostra attività manageriale di un tempo. Con la consueta amabilità ci ha detto che “la possibilità di utilizzare anche l’arte contemporanea come garanzia dei prestiti bancari è allo studio; ci sono problemi giuridici di inquadramento e caratterizzazione ancora da risolvere, per le forme di parmigiano ci si è già riusciti, per le opere d’arte ancora no”.
Le manifestazioni al Centro-Sud
Non abbiamo premesso gli eventi abruzzesi alla presentazione, come facemmo per le “Giornate europee del patrimonio”, perché nessun museo di arte contemporanea della regione figura associato. E tra gli eventi dei musei associati troviamo esposizioni, presentazioni e altre azioni promozionali.
Per il Lazio abbiamo tre grandi musei di Roma: la Galleria nazionale d’Arte moderna e contemporanea, Il Museo d’arte contemporanea e il Museo nazionale delle arti del XXI secolo. Alla galleria d’arte moderna un omaggio a due artisti contemporanei: una mostra di Spalletti e un’opera di Mondazzi, la scultura monumentale “Nihil est ovo. Non c’è ragione all’uovo” con un “grande uovo dalla forma primordiale e fortemente simbolica, creato con una materia del tutto originale e permeabile alla luce”; inoltre “Retranslation”, una “performance” del coreografo Forsythe per ricomporre con delle tracce lasciate a terra l’ultimo ritratto di Francis Bacon rimasto incompiuto sul cavalletto. Al Museo delle arti del XXI secolo, “Maxxi vede la luce – Tobias Rehberger” dà l’avvio ad una serie di eventi per l’apertura completa del museo, che evrrà inaugurato nella primavera del 2010; con un’installazione luminosa visibile dall’esterno dove le immagini dei film di Sergio Leone sono tradotte in impulsi di luce e di colori; un’opera attesa considerando che l’artista è stato insignito del Leone d’oro alla Biennale di Venezia; è stata prorogata fino al 4 ottobre la mostra “Italia contemporanea. Officina San Lorenzo”, con ottanta opere tra sculture, ambienti e pitture, di quegli artisti che utilizzarono i vasti locali del pastificio Cerere nel quartiere San Lorenzo a Roma; e poi i progetti fotografici di “The Art of Shooting over Ip”, lavoro di ricerca sostenuto da Telecom Italia ispirato al concetto “the medium is the message”, una comunicazione attraverso “un sistema misto, strano, a volte sorprendente”; fino all’installazione di Stefano Cagol dedicata all’“11 settembre”, un sovrapporsi di emozioni personali e collettive su una tragedia epocale.
Dopo Roma la prima citazione spetta a Bologna, che al Museo d’arte moderna presenta Luigi Ontani con l’opera simbolo della giornata, “Ingadgiato”, e due eventi che riconducono a lui: un incontro con l’artista dei bambini che si eserciteranno su immagini fantastiche, nella “grillomachia con “i grilli di Luigi Ontani”; la presentazione dei tre volumi del “Cofanetto Luigi Ontani”, che il museo gli dedica per ricordare la grande mostra del 2008. Poi “La collezione”, dall’allestimento del tutto rinnovato. Altre due presentazioni e una visita guidata completano le manifestazioni.
Sempre in Emilia, alla Galleria civica di Modena, le “incursioni nello spazio” di “Christian Holstad. I confess”, che utilizza una molteplicità di forme e modi di esprimersi – oggetti, sculture, installazioni, e anche cucito, maglia e uncinetto – per reinterpretare miti e ideologie dei tempi moderni; e poi c’è l’“Ethos degli italiani”, una mostra fotografica su Modena dagli anni ’20 al dopoguerra, anch’essa inquadrata nel “festivalfilosofia” quest’anno ispirato al tema della Comunità.
Dall’Emilia alla Toscana. A Siena, nel Centro d’arte contemporanea del Santa Maria della Scala, dal nome Sms contemporanea, mostra fotografica retrospettiva di Francesca Woodman, 114 immagini in cui lei stessa si fotografa in ambienti familiari, nella natura e dovunque si possa misurare “la dialettica tra l’artista e la modella di se stessa”. A Pistoia, a Palazzo Fabroni, due momenti espositivi: “Arte/Natura”, con gli artisti impegnati sul territorio che presentano una loro opera indicativa della propria vocazione ambientale; Natura/Arte con visite guidate in sei itinerari nelle località dove opere contemporanee significative si incontrano con l’ambiente naturale.
A Prato, nel Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, viene presentata “Building Philosophy”, di Bert Theis, “progetti simbolici, filosofici o utopici, disseminati in spazi dove l’arte può partecipare alla vita individuale e collettiva configurandosi quale luogo di riflessione, forma utilizzabile e situazione di socialità”. Idea ambiziosa, realizzata esponendo strutture e oggetti noti, da reinterpretare; poi la prima mostra personale in Italia dell’artista israeliana di origine russa Lena Liv, ispirata a “Hechalot”, i “palazzi divini, in un percorso mistico tra mondo visibile e invisibile”.
Nelle Marche, a Pesaro, al Centro arti visive Peschiera, una mostra del “Vitra Design Museum”, “Dimension of Design, 100 Classical Seat”, raccolta delle riproduzioni miniaturizzate della collezione del museo che fa ripercorrere l’ultimo mezzo secolo di design di un oggetto come la sedia; e di Irene Kung – La città sospesa, con cinque monumenti dedicati a Pesaro.
Siamo a Napoli, a Castel Sant’Elmo due artisti napoletani, sostenitori di una visione collettiva dell’arte come risultato di un linguaggio comune, “distribuiscono le loro opere negli ambienti del Castello sia ciascuno per proprio conto, sia unendosi insieme a tracciare un percorso che è opera d’arte ma anche segno di un andare comune”; la manifestazione è intitolata “A taglio”, presumibilmente richiama la pizza presa a pezzi in modo indifferenziato e popolare. Al Palazzo delle Arti la mostra “Migranti” di Sergio Fermariello, ideata per l’esposizione in un grande museo brasiliano, “che pare ricondurre all’unica matrice-mare quell’insieme di elementi diversamente dispiegati nel tempo” per recuperare una memoria collettiva fatta anche di principi universali.
Tanto la Sicilia quanto la Sardegna hanno musei che fanno parte dell’Amaci e organizzano eventi per la giornata del 3 ottobre.
A Siracusa, alla Galleria civica d’arte contemporanea Montevergini, “Siracusa/Modica in contemporanea”, con “le performances in video di artisti, in transito tra i moti dell’anima e l’indecifrabilità del presente, che si muovono in zone di confine tra il teatro, la danza, le arti visive”.
A Nuoro, nel Man, il Museo d’arte della provincia, “Fabrizio De Andrè. La mostra”, a dieci anni dalla scomparsa: tre sale dedicate rispettivamente alla poetica, alla musica e ai personaggi delle sue canzoni, mentre la vita è rappresentata da grandi stampe fotografiche alle pareti, e c’è anche “Fabrizio in video”, sullo schermo “un rullo di oltre cinque ore” che scorre senza interruzioni. Un ulteriore interesse nell’interattività con “touch screen” che danno al visitatore un ruolo attivo; è prevista anche una Conversazione a cura di Gianvincenzo Monni, “Una storia nella storia: arte e realtà contemporanea”, sui legami tra poesia e musica, cinema e arti visive rispetto ai problemi dal dopoguerra a oggi partendo dall’opera di De Andrè dai forti connotati sociali e umani; la rievocazione termina con un “laboratorio d’arte gestuale e danza”dove dei ballerini, anche non professionisti, lasceranno orme di colore danzando su un foglio al ritmo di una canzone di De Andrè. Un omaggio suggestivo, per un artista prestigioso che merita una tale celebrazione .
Una rapida panoramica al Nord
A questo punto si risale la penisola per rendere conto degli eventi previsti al Nord, sopra l’Emilia. Abbiamo già detto che sono numerosi, abbiamo preferito descrivere in dettaglio quelli più “rari” al Centro e al Sud, perché una “rara avis” merita particolare considerazione. Ci limitiamo ora a delle citazioni, con il plauso per l’ìimpegno mostrato e la presenza dei rispettivi musei nell’Amaci.
L’excursus inizia in Piemonte, nel Museo d’arte contemporanea al Castello di Rivoli, nel torinese, con l’artista Gianni Colombo. A Verbania, la mostra “Flower Power” con 160 opere sui fiori di artisti in oltre cinque secoli di storia dell’arte.
In Lombardia, a Milano “Coniglioviola” al Padiglione d’arte contemporanea, Marzia Migliora al Museo del Novecento; al Museion at the Eurac Tower, una serie di manifestazioni su Francesco Jodice e Monica Bonvicini, Carmen Muller e Simon Starling. Alla Galleria d’arte moderna di Gallarate, “The Group Show” e “L’idioma di Modesto”. Alla Galleria d’arte moderna e contemporanea di Bergamo “Art in the Auditorium”, “Aaron Curry – Bad Dimension”. Nei due ultimi musei “Twister”, il progetto di collegare dieci musei lombardi per l’arte contemporanea.
Nel Veneto , alla Galleria d’arte moderna di Verona la collezione permanente di 80 opere “Confininfranti”, riferiti all’arte, in un nuovo allestimento di Patrizia Nuzzo; poi il “Padiglione immaginario della Bosnia Erzegovina” dove gli artisti raccontano storie personali e collettive di una realtà tormentata.
In Friuli-Venezia Giulia, a Monfalcone, un “Convegno sulla didattica. Progetto arte e scuola”, alla Galleria d’arte contemporanea. Molto attivo il Trentino-Alto Adige. A Trento, nella Galleria Civica, Adolf Vallazza e Anna Scafi; a Rovereto, nel Museo d’arte moderna e contemporanea, un incontro con i protagonisti dell’arte contemporanea sulla vita quotidiana in Palestina e Israele “tra controllo e terrore, sicurezza e strumentalizzazione della paura”. A Bolzano, nel Museo d’arte moderna e contemporanea, “Progetto Migrart”, “New Entries” e Carmen Tartarotti; poi “Il piacere del collezionista: opere scelte dalla collezione Finstral”.
Ce n’è per tutti i gusti, si direbbe, anche per chi non è troppo aperto alla modernità o per meglio dire al modernismo e incontra le difficoltà nel capire, giustamente sottolineate dal prof. Savona. Ma – ripetiamo quanto già detto a suo tempo per il teatro – non sempre si deve capire, soprattutto se con questo termine si vuole che l’opera aderisca a quanto già acquisito come conoscenza ed esperienza, in modo da “riconoscerla” e “riconoscersi” in essa. L’apertura all’arte contemporanea deve rendere permeabili alle emozioni che può dare, pensando che non è rivolta alla ricerca del bello né a riprodurre la realtà com’è, ma come la si pensa o la si sente, nell’immaginazione, nei sogni e negli incubi, quindi con trasfigurazioni spesso criptiche e indecifrabili, dunque sconcertanti.
Non è frutto solo della contemporaneità più vicina, va sottolineato, il Novecento ci ha ormai abituati a questo. E se il pubblico spesso non segue la critica, lo si deve al fatto che l’enfasi laudatoria talvolta prevale sull’umiltà di decifrare e trasmettere per quanto possibile il contenuto dell’opera a chi vorrebbe conoscerla per capirla; e prevale anche sull’esercizio di altrettanta umiltà nel rilevarne l’imperscrutabilità e ammettere che va rispettata la sfera interiore se non si può penetrarla.

