Per la libertà
Scritto da Benito Mascitti il 28 settembre 2009
Considerazioni sul giornalismo d’oggi e sulla scelta di scrivere per AbruzzoCultura
Rimango in silenzio in questi giorni e porto nel cuore un “pugno” di studenti iraniani che combattono una battaglia eroica contro uno squallido tiranno al prezzo della loro vita.
Oggi preferisco scrivere solo di “Cultura” perché questo giornalismo mi fa soffrire, m’impedisce di aggregarmi alla logica delle tematiche “censurate”, “inconfessabili” e che vengono a galla solo quando non si può fare a meno di parlarne.
E allora mi rendo conto che alcuni miei articoli rappresentano più di altri questo “male” che, a mio avviso, ha minato le ragioni dell’esser giornalista oggi.
Quando scrivi solo – o in sparuta compagnia – e inascoltato di certi argomenti anni prima – o comunque prima – che la voce ufficiale della stampa decida che siano degni d’attenzione, hai sicuramente perso in partenza e non ti vale la soddisfazione di aver tentato d’esser giornalista vero. E allora mi “dono” a questa bella testata ed al suo sforzo di costruire seriamente del buon giornalismo.
(Vasto, 28 settembre 2009)
Per la libertà
Continua ormai da 10 giorni la repressione della protesta degli studenti in Iran. Teheran e le altre città del paese sono scosse da manifestazioni e scontri che oppongono migliaia di studenti alle forze di polizia e alle squadracce dei miliziani al soldo del delirante governo della “repubblica islamica”.
Secondo un comunicato del “Comitato degli studenti per la difesa dei diritti dei prigionieri politici”, ricevuto dall’Ansa, sarebbero centinaia gli arrestati ed imprigionati in luoghi di detenzione sconosciuti. Ieri in Francia ed in Svizzera, due iraniani si sono dati fuoco per la causa dei “Mujaheddin del Popolo”, il principale gruppo di opposizione dell’attuale governo iraniano.
Una disperata ed estrema protesta contro la retata che ha portato all’arresto di 150 oppositori del regime esuli a Parigi, da parte del compiacente governo francese. Il primo caso, in mattinata, quando una donna – Marzieh Babbkhani, 40 anni, – si è data alle fiamme davanti alla sede del controspionaggio francese. Ricoverata in gravi condizioni, è morta nel pomeriggio. Stesso scenario in Svizzera dove un esule ha tentato di immolarsi davanti all’ambasciata francese a Berna.
La polizia è riuscita a intervenire in tempo salvandolo. Fedeli al nostro quotidiano impegno per la cronaca locale e senza voler rubar la scena all’asfittica pubblicistica che i media nazionali ed internazionali dedicano a questi fatti drammatici, riteniamo doveroso dedicare qualche rigo a questi martiri che rinnovano con i loro gesti disperati le istanze di libertà e democrazia che in ogni luogo e sotto ogni bandiera meritano il nostro più devoto pensiero.
(Vasto, 20 giugno 2003)
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