
Il maestro Marciani con la pittrice Manuela Armellani
Pittore tra i più rappresentativi della ricerca iconica abruzzese del dopoguerra, Leopoldo Marciani si appresta a ricevere un meritato riconoscimento da parte della città di Chieti, dove vive ed opera da qualche decennio. L’onorificenza alla carriera gli verrà consegnata in una solenne cerimonia dal sindaco Francesco Ricci l’8 ottobre 2009, giorno del suo compleanno, mentre due giorni dopo, 10 ottobre alle ore 17 sempre a Chieti sarà inaugurata una sua mostra antologica riassuntiva d’un itinerario sempre coerente alla figurazione e soprattutto al rispetto dei valori estetici, compositivi e formali. Un mostra di oltre 40 opere che fa seguito a quella memorabile tenuta nel 2007 presso il Museo delle Genti d’Abruzzo e documentata dalla splendida monografia “Leopoldo Marciani realtà interiori” edita per conto dell’Associazione Culturale “Lo svincolo”.
Per onorare questo maestro, che insieme al sulmonese Italo Picini è da considerare il decano dell’arte abruzzese, è stato scelto doverosamente come sede espositiva il luogo simbolo della città, ovvero il Museo Nazionale Archeologico della Civitella che la direttrice dott.ssa Adele Campanelli negli ultimi anni con lungimiranza ha voluto aprire all’arte contemporanea con iniziative di assoluto valore, quali le grandi mostre a De Chirico, Afro, Calabria, solo per citarne alcune. La prestigiosa istituzione, situata nel luogo ove sorgeva l’Acropoli dell’antica Teate Marrucinorum, in pratica costituisce la memoria storica del territorio ed ora è divenuta palestra democratica ove sia possibile proporre personaggi ed esperienze culturali di ampio interesse pubblico. Ma ripercorriamo per i nostri lettori in sintesi le tappe essenziali dell’artista che in oltre mezzo secolo di lavoro si è imposto come indiscusso maestro di una visione umanistica e direi etica della pratica artistica, oggi troppo spesso in mano ad autentici avventurieri per quanto concerne soprattutto la critica e la gestione pubblica del settore arti visive.
Nato a Pescara nel 1924, Leopoldo Marciani si trasferisce da piccolo a Lanciano, città della sua famiglia; quindi si diploma a Firenze in arti grafiche, per poi porre la sua residenza a Chieti, dove è stato docente di educazione artistica. Accanto alla sua attività di pittore, ha affiancato il lavoro di ceramista e mosaicista, avendo prodotto in tali tecniche opere di grandi dimensioni. Si è interessato altresì di illustrazione del libro e di pittura murale nonché di arte sacra. Marciani è anche apprezzato poeta, avendo pubblicato nel 2001 una silloge di sue liriche dal titolo”Divagazioni senili”. Ha partecipato per invito a numerose rassegne in Italia (nel 1970 lo troviamo al Palazzo delle Esposizioni a Roma) e all’estero (Nizza, Bucarest, Toronto, Ottawa). I temi ricorrenti della sua pittura sono il paesaggio e la figura, proposti con un saldo impianto formale ed un cromatismo per lo più timbrico di eccellente passionalità. Ha tenuto diverse personali: da citare quelle presso la storica Galleria Ponterosso a Pescara di Eugenio Riccitelli nel 1975. Nel 1977 espone alla Galleria Minerva di Pavia e dieci anni dopo all’Artespaziodieci di Bologna; poi ancora all’Auditorium Diocleziano di Lanciano nel 1995 e alla Bottega d’Arte di Chieti nel 2005.
Nel 2006 importante personale dal titolo Arte, esca del sentimento al Palazzo degli studi di Lanciano, mentre nel 2008 si registra una riuscitissima personale alla galleria Sartori di Mantova. Delle rassegne alle quali è stato invitato si ricordano i Premi Sulmona (diverse edizioni), Termoli, Vasto, Riviera del Conero, Avezzano, Penne. La sua attività espositiva sempre costellata da premi e riconoscimenti lo ha visto presente in diverse città, quali Roma, Genova, Livorno, Nuoro, Ancona, Pescara, L’Aquila, Modena, ecc. Opere di Marciani sono al Museo “Costantino Barbella” di Chieti, al Museo di Nocciano, alla Pinacoteca Gizzi di Guglionesi e al quella dantesca di Torre de’ Passeri. Per quanto concerne sue opere in spazi pubblici e luoghi di culto, meritano di essere ricordate la monumentale Deposizione collocata nella Chiesa della Madonna delle Piane a Chieti Scalo e la grande tavola presso l’hotel Corfù di Pineto. Il maestro teatino è anche eccellente grafico e disegnatore, come ho potuto verificare recentemente quando il figlio Ugo mi ha consegnato perché li studiassi decine e decine di taccuini pieni di suggestivi disegni eseguiti negli anni come bozzetti di dipinti ad olio o acrilico che prossimamente verranno resi di pubblico dominio con una pubblicazione: in questa veste di grafico nel 2008 ha vinto la medaglia d’oro al concorso di disegno “I sentieri dell’anima” tenutosi al Palazzetto dei Nobili dell’Aquila.
Questa la biografia dell’autore, ma a completamento della sua personalità va evidenziato come la sua pittura incentrata su tematiche ricorrenti come quelle del paesaggio, della natura morta e della figura umana mai proposte con impianto veristico, sia sempre stata, sebbene in modo silenzioso, una diretta ed aspra contestazione delle varie mode e degli sperimentalismi che a partire dalla seconda metà del secolo scorso hanno letteralmente abbrutito il perimetro austero e sacro dell’arte. Ci si riferisce ad esempio a tutte quelle operazioni codificate con nome di Arte povera o alle varie forme di revival del Dadaismo e così via che Marciani, vista la sua formazione classica, mai ha condiviso. Al contrario il lirismo talora elegiaco delle sue tele, accese da formidabili cromie timbriche e sempre suffragate da equilibrate strutture compositive coincide con quell’atmosfera di incantamento e di metafisico silenzio in grado di nutrire lo spirito dell’uomo contemporaneo irretito, sappiamo, da mostruose trappole liberticide per evadere dalle quali l’artista ci invita a rifugiarci in ariose spiagge assolate che mai si è stancato di dipingere.