
Roccapreturo, il castello
In una mattina d’inizio settembre, così pungente da ricordarmi che l’autunno qui è alle porte e molto presto ci saranno altri ostacoli alla ricostruzione, riprendo il percorso informativo sul dopo sisma nel comune di Acciano. Appena entrato nella frazione di Roccapreturo – in assoluto, la più colpita del comprensorio municipale – la presenza rassicurante della torre pentagonale (secc. XIII-XIV) posta in cima allo sperone roccioso che sovrasta l’antico abitato viene annichilita dal graticcio metallico che sorregge la facciata di Santa Maria della Lauretana (sec. XIV), nella centralissima Piazza della Chiesa.
L’edificio religioso, dall’esterno, presenta danni strutturali piuttosto gravi, su tutti il rischio di crollo – ora scongiurato – della facciata, distaccata dalla parete laterale destra e lesionata in senso verticale nella porzione sinistra; inoltre la torre campanaria, imbracata all’altezza della vela, ha riportato lesioni nel tratto centrale in corrispondenza della bella monofora strombata con decori di stile lombardo e la linea di colmo della copertura, nella zona anteriore unita alla facciata, sembra scivolare verso il basso. Per gli aspetti tecnici dell’intervento e per un’idea sulle condizioni della chiesa all’interno sarà bene rifarsi al sito del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco (http://www.vigilfuoco.it/opereprovvisionali.asp), ben corredato da una galleria fotografica e dalla schedatura tecnica.

Il centro storico di Roccapreturo
Il centro storico è “zona rossa”, sebbene parzialmente fruibile. Via Principale, che taglia in due la parte bassa del piccolo borgo, si può attraversare solo grazie a un sottopassaggio, che per un attimo mi ha fatto rivivere lo stato d’animo di quando sono tornato in Piazza Duomo, a L’Aquila, passando nell’ormai celebre “galleria” di Corso Federico II. Lungo l’asse si vedono numerosi puntellamenti, come pure nelle piccole traverse, dove impressionano i segni dei collassi strutturali e di alcune demolizioni agli stabili compromessi. Anche nel caseggiato della parte più antica, quella che si estende da Via del Castello – al di sotto del recinto fortificato, ridotto a rudere se non fosse per la staticità della torre – a Via delle Grotti – che lambisce la parete posteriore della chiesa di Santa Maria – , non mancano i tratti interdetti alla pubblica circolazione.

Il centro storico di Roccapreturo
Esce indenne, invece, la chiesetta di Santa Cecilia (sec. XIV) – ubicata fuori dal paese, adiacente al cimitero della piccola comunità – che dalla parete sinistra ricava una tomba chiusa con lastra monolitica di pregevole fattezza (sec. IX); ad oggi, una delle massime testimonianze alto medioevali del territorio.

Roccapreturo, chiesa di Santa Maria Lauretana
Andando via, guardo ancora una volta la torre e ripenso ai volti familiari degli anziani, con i quali mi sono fermato a parlare prima e dopo gli scatti fotografici. Mi hanno raccontato gli attimi di paura vissuti la notte del 6 aprile, lo sdegno per il ritardo dell’attesa ordinanza sul recupero dei centri storici (perché un piccolo borgo montano è sinonimo di centro storico), la sofferenza di avere i propri cari nel centro di accoglienza allestito nella zona nuova del paesino, l’affetto nutrito verso i soccorritori, la mortificazione perché le forze non sono più quelle di un tempo e a piedi, da soli, non si sa dove andare per pregare e ringraziare comunque la “loro” Madonna. Volti segnati dal tempo e che hanno tanta voglia di riappropriarsi delle loro case, del loro paese e della loro vita ma non di certo della loro dignità perché la gente semplice di questi luoghi non l’ha mai persa.
Ad Acciano, pochi giorni prima, l’ausilio di una possente gru è servita ai Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza la vela campanaria della chiesa di San Pietro e Lorenzo e recuperare la campana dell’oratorio di Maria Santissima Addolorata, adagiatasi per fortuna sul tetto della congrega; nel paese, dopo cinque mesi, risuona la campana – a onor del vero, è il martelletto a tempo che batte sulla campana minore – ma le funzioni religiose continuano ad essere officiate nei locali dell’ex asilo.

Acciano, chiesa dei Santi Pietro e Lorenzo
Lodevole, poi, l’incontro in loco con la cittadinanza, voluto dall’amministrazione comunale per informare i residenti e non sulla ricostruzione; si parte con Acciano (il 14 di settembre), dopo sarà la volta delle frazioni (il 15 Succiano e San Lorenzo di Beffi, il 17 Beffi e il 18 Roccapreturo).
Gentilissimo Achille GIULIANI, grazie della cronaca e delle foto del mio paese Roccapreturo dopo il sisma.Sperando che i soldi vengano spesi veramente sulle case e cose distrutte, perchè cerchi di ricordare agli Amministratori che sono soldi di tutti gli Italiani e dobbiamo fare bella figura come popolo Abruzzese. Ricordi a tutti che un domani ci sarà un turismo, perchè verranno a vedere come sono stati impiegati gli aiuti. Grazie ancora e spero di poterLa conoscere e salutare quando torno giù. Orlando