Su cumuli di macerie
giace la città
ed i suoi tanti borghi
ove un dì pulsava la vita.
Un gioco atroce del destino
riverbera bagliori di luce
sui pensieri assopiti
come soffici desiderii.
Filtra nel cuore gemente
una lieve brezza
che leggera si posa
come un fiocco di neve.
Nel disperato cammino
corsa contro il tempo
piccole case di legno
disegnate nella mente.
Unico sogno di vita, la speranza
calma il dolore e l’inquietitudine
mentre il passato rivive nel presente.
Memorie lontane
abbracciano ricordi
tramonti ed albe
saranno di nuovo insieme.
Ciao Nando, è molto bella!
…..
Filtra nel cuore gemente
una lieve brezza
che leggera si posa
come un fiocco di neve
……
Complimenti
Ciao Nando;
non so se questa insieme all’atra sui giovani periti nel terremoto sia tra le più belle e realiste della tua produzione poetica. Stai di fatto che le lacrime bagnano copiose le mie ciglia ed un groppo mi assale in gola impedendomi di scrivere e pensare. Anche se non sempre ti rispondo sappi che seguo con molto interesse ogni tuo articolo qui ed in altre riviste, Sei grande, un bacio.
Claudia
Ciao……”ove un dì pulsava la vita” Proprio così
Auguriamoci che quanto prima tutti ritrovino un minimo di fiducia e di speranza e ci si avvii verso la sospirata normalità.Tu la tua parte la stai facendo fino in fondo speriamo altri seguano il tuo esempio. Stupenda e molto reale questa tua ennesima poesia è di aiuto e di conforto atanta gente che si sentirà meno sola. Grazie, Nando.
Paola
complimenti all’autore.
Caro Nando,
con questi tuoi versi mantieni viva l’attenzione sul destino dei terremotati dell’Aquila mentre i media mescolando promesse e progetti, sogni e realtà, danno la sensazione che tutto si è risolto. Nel frattempo lentamente vengono spenti i riflettori della macchina dell’informazione.
Un Abbraccio affettuoso tuo amico Romolo
Molto toccante!Si vede che è stata dettata dal cuore!Complimenti Nando!
Sì. Ricordiamo
ciò che è successo,
ma lasciamo che rimanga
una brezza lieve,
un fiocco di neve,
che lambisce i nostri cuori.
Guardiamo al passato,
guardiamo ad esso
come a un invito
ad andare avanti,
come in un sentier proibito,
a non darci per vinti,
senza paure, senza timori.
Non abbandoniamoci
al dolore inquieto:
tentiamo di reagire
con un sorriso lieto,
con tutte le forze che abbiamo
e soprattutto, cerchiamo
di aiutare chi ha più bisogno di noi
a fare lo stesso,
adesso,
nella speranza giuliva
che ogni cosa presto
tornerà viva.
Bella e malinconica poesia che raggiunge il cuore. Grazie Nando.
ciao Nando bellessima la poesia per far rivivere quel dì ormai lontano ma recente nelle nostre menti.Il pulsare della vita,che ci fa andar avanti,il destino che è sempre in agguato alle nostre spalle,ma ci dona anche il chiarore della rinascita.La speranza che tutto ritorni a vivere come prima e calma un po’ i nostri dolori,facendoci vedere albe e tramonti con i suoi colori pieni di gioie e di vita.
complimenti poeta abruzzese.
un saluto gabriella
Mi permetto di sintetizzare, cogliendo tra i versi di Nando, il suo pensiero: “Unico sogno di vita, la speranza calma il dolore e l’inquietitudine
mentre il passato rivive nel presente”.