Nel contesto della festa di S. Rocco cui ogni Cabbiese è devoto si è svolta, nel pieno rispetto di una tradizione ormai consolidata lo scorso 17 agosto, la Commemorazione dei Caduti di tutte le guerre. Una cerimonia molto toccante fin dall’inizio della celebrazione della funzione religiosa svolta nella piazza centrale del Paese nello spazio compreso tra la fontana ed il Monumento ai Caduti.

All’inizio è stato aperto uno striscione con i ritratti – soltanto alcuni purtroppo poiché sono gli unici che siamo riusciti a reperire ma c’era una trincea che idealmente li rappresentava tutti – dei giovani figli di Cabbia partiti a vent’ anni per il fronte e mai più tornati e tutti volevamo partecipassero, come fossero tra noi, alla funzione religiosa.
Alla presenza di tante Autorità, della preziosa presenza della testata regionale della Rai e del Vice Direttore del più importante giornale locale: il Centro il dott. Giustino Parisse, si è proceduto alla funzione religiosa ed immediatamente a seguire alla cerimonia di deposizione di una corona di alloro da parte del Sindaco Lucia Pandolfi. Momenti molto intensi e commoventi abbiamo vissuto quando chiamando per nome ogni Caduto la folla- da grandi occasioni – rispondeva presente, partiva uno squillo di tromba ed un ragazzo deponeva sotto il Monumento un piantina di pino simbolo della continuità della vita. Al contempo alcuni palloncini colorati prendevano il cielo, stagliato tra le cime dei nostri monti che sembravano congiungersi nelle sue estremità dando una sensazione di infinità, e rappresentavano la speranza di un mondo migliore senza più guerre all’insegna della solidarietà e dell’amore verso il prossimo. Alla fine in corteo ci siamo recati al cimitero a deporre una corona di fiori ai nostri defunti. In questo scenario, con grande partecipazione emotiva, non lo nascondo, ho tenuto il seguente discorso di Commemorazione.
Autorità,cari compaesani,operatori dell’informazione;
E’ con grande commozione e forte partecipazione emotiva che oggi tutti insieme commemoriamo i nostri Caduti di tutte le guerre,e le vittime innocenti del terremoto del sei aprile u.s.; è il gesto più bello, e per noi un dovere imprescindibile, per fare in modo che il loro sacrificio non sia stato vano.
Al cospetto di questi baluardi della storia ci inchiniamo, in questo giorno particolare e fortemente emotivo, commossi e riverenti. E’ la festa di S. Rocco una ricorrenza che sentiamo intimamente, profondamente nostra; essa ha, al di là di qualsivoglia diversità che pure esiste ed è una ricchezza, unito ed affratellato il popolo Cabbiese.
E’ il giorno della commemorazione, del ricordo dei nostri fratelli del loro estremo sacrificio fino all’estremo tributo della vita. E’ giusto, umano, sacrosanto commemorare e rendere onore ai nostri compaesani che giovanissimi partirono e per il fronte e non fecero mai più ritorno a Cabbia; questa manifestazione ormai parte integrante della festa ci onora,ci esalta e ci commuove imponendoci al contempo il rispetto delle regole, della solidarietà, del vivere civile.
I Caduti che oggi qui ricordiamo erano persone in carne ed ossa che hanno servita la Patria con onore ed umanità sebbene la guerra sia l’esatta negazione di questi valori
I nostri eroi sono eternamente per noi un limpido esempio una ferrea dimostrazione di coerenza; essi scuotono costantemente le nostre coscienze esortandoci ad un impegno infinito nella difesa e nella salvaguardia della pace: bene supremo dell’intera Umanità.
Ognuno di noi ha il dovere di fare il massimo di mettere in gioco il meglio di se stesso pur di creare qualcosa di bene: un minimo contributo per il progresso di questo territorio, della nostra piccola Comunità dell’intero Paese che ogni anno si stringe intorno ai nostri Monumenti in segno di considerazione e rispetto eterno Quindi azioni, gesti, parole in grado di creare distensione per ricordare ed onorare la memoria dei nostri padri, dei nostri fratelli, dei nostri amici figli di questa piccola Comunità che coraggiosamente affrontarono l’assurda tragedia della guerra, l’avventura senza ritorno per difendere la Patria e donarci un futuro migliore.
La nostra Costituzione nel suo articolo 11 recita:”L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa della libertà degli altri popoli e come metodo di risoluzione delle controversie internazionali”un messaggio tanto semplice quanto impegnativo per le genti di tutto il pianeta poiché la più giusta delle guerre è sempre la più scellerata delle scelte che qualsiasi mente umana può arrivare a compiere.
Il modo migliore di onorare questi uomini scritti a caratteri indelebile nella lapide alle mie spalle e nel cuore di ogni Cabbiese e quello di lavorare tutti, uniti e coesi, affinché le guerre nel mondo siano solo un triste ricordo raccontato sui libri di scuola e non una tragica realtà appresa dalle pagine dei quotidiani e dai mezzi di informazione.
Sebbene diverso il colore della pelle il sangue ha lo stesso colore siamo tutti figli di uno stesso Dio, sarà sempre una madre a piangere un figlio caduto e siamo tutte persone che camminiamo su questa terra verso lo stesso destino.
Ecco allora il significato, la reale dimensione,l’importanza primaria di questa Commemorazione del ricordare insieme, del rendere omaggio ai figli di Cabbia che giovanissimi partirono per il fronte e non tornarono mai più ed alle 307 vittime del recente terremoto che ha colpito la nostra regione.
Senza il ricordo della memoria ogni popolo,ogni generazione, si chiude in se stesso; se non ricordassimo quanto abbiamo fatto ieri non saremmo neanche in grado di sapere cosa dover fare domani onde evitare futuri errori. Probabilmente non sapremo neanche chi siamo e dove andremo.
Ai nostri Caduti sradicati dalle loro famiglie e buttati nelle trincee in paesi lontani
Vola oggi e sempre il nostro pensiero ed il nostro riconoscimento,
A codesti uomini, ancora ragazzi, va il nostro eterno affetto
A questi eroi morti in terre lontane con il sogno di tornare a Cabbia e poter riabbracciare i loro cari la nostra eterna riconoscenza.
E’ compito di ognuno di noi perseguire la difesa del diritto delle genti ad una vita dignitosa e pacifica, è l’obiettivo di tutti- nel ricordo dei nostri Caduti,che non dobbiamo mai perdere di vista. Desidero concludere questa toccante cerimonia con una frase di un grande statista:” Se i popoli della terra coralmente potessero esprimersi, al di sopra di ogni differenza politica ideologica di ogni razza, al di sopra di ogni credo religioso tutti i popoli della terra si pronuncerebbero per la pace contro la guerra. Ora permettetemi di rivolgere un pensiero, come faccio spesso in tanti momenti della giornata, commosso ai caduti nelle missioni di pace ed alle vittime innocenti del terremoto che ha colpito la nostra terra.
Caro Nando,
le tue parole riescono, come ogni volta, a scuotere i sentimenti più profondi. Purtroppo,il popolo abruzzese è stato, nel tempo, colpito da tragici eventi. E’doveroso, però, dire che la forza, il coraggio e l’orgoglio che si trovano in esso, lo porterà di nuovo a risorgere( come è sempre stato e sempre sarà).
Ciao Nando!
Grazie mille per tutto l’impegno con cui ogni volta scrivi e rendi partecipi tutti noi di questi sentimenti.
Ricordiamo con nostalgia i nostri caduti e le vittime del terremoto, ma cercando di fare il possibile perchè le cose migliorino.
Un saluto,
Articolo molto bello e particolare anche se lo conoscevo poichè ero presente alla festa di S. Rocco e l’ho letto di nuovo collegandomi a facebook. E’ importante scrivere e mettere in evidenza il sacrificio dei nostri antenati che con il loro tributo della vita ci hanno permesso, come giustamente ricordi tu, di vivere in pace. Grazie, complimenti!
Mario
ciao Nando sempre pronto con le tue belle parole a far vivere le cose in modo profondo e ricche di emozioni.Non sono Gabbiese e nemmeno abruzzese,ma vivo leggendo il tuo articolo come una di voi,come se fossi stata presente alla vostra bella festa, tanto sospirata e tanto attesa,per commemorare tutti i caduti delle guerre e del terremoto.Leggendo l’articolo e avendo letto anche la poesia, mi emoziono per le parole,il sentimento che metti in queste parole per far si che entrino nel cuore della gente.Sono contenta che la festa sia riuscita benissimo,non avendo tolto nulla dallo scorso anno quando il dramma era ancor lontano,ma donato attimi di gioia a tutti voi.
complimenti caro Nando continua a emozionarci con le tue belle parole e le tue poesie.
ciao gabriella
Grazie per l’impegno, la partecipazione e soprattutto lo spirito con il quale descrivi i momenti più importanti del sacrificio con il quale i nostri eroi hanno combattuto fino all’ultimo sangue per difendere la nostra patria, noi che non ne partecipammo dobbiamo onore e rispetto.
Ciao, Manuela
Grazie Nando per la tua puntuale testimonianza di quei valori che tutti noi vorremmo fossero piu presenti nella comunita’ moderna
Caro Nando,
come sempre riesci a toccare profondamente i nostri cuori, spostando l’attenzione (troppo spesso rivolta a frivolezze) sui sentimenti. Chiunque sia padre o madre o sorella o figlio comprende il dolore di chi ha perduto qualcuno a causa della guerra.
Onore a tutti i caduti di tutto il mondo e di tutti i tempi…gli eroi non hanno epoca nè confini…
Grazie ragazzi!
Caro Nando,
innanzitutto ti ringrazio per l’accoglienza che mi hai porto il giorno della festa di San Rocco, ho partecipato con grande enfasi alla manifestazione. Ho potuto così rivedere persone che non vedevo da molti anni, conoscere te personalmente, ma mi è dispiaciuto non vedere persone che invece avrei gradito incontrare. Mi sono comunque proposto di fare, appena possibile, un investimento e comprarmi una casetta a Cabbia, perchè colto dalla fratellanza di noi Cabbiesi che anche se viviamo a Roma non ci vediamo mai, ma che soprattutto nei giorni dei festeggiamenti di San Rocco si reincontrano con grande piacere. Invece mi è molto dispiaciuto non poter essere presente il giorno dopo alla commemorazione dei caduti della prima guerra, uno dei quali era il fratello di mio nonno, ma sicuramente erano presenti sia zio Attilio e Domenico, nipote e pronipote come me, a presenziare il ricordo del nostro caro caduto giovanissimo per amore della nostra italica patria. Nonno Achille si salvò solo perchè era di febbraio del 1900 ed era troppo giovane per il fronte, ma a 18 anni era comunque alpino in una caserma dell’Aquila. Ho trovato il tuo articolo (discorso)e la poesia molto toccanti e non ti nascondo che sto scrivendo con le lacrime agli occhi.
Un caro saluto a te ed a tutta la nostra comunità
Bruno Di Giamberardino
Grazie Sig. Giammarini un articolo del genere è un contributo inestimabile alla causa della pace ed a tenere vivo il ricordo dei Caduti del suo Paese e delle vittime del terremoto che ha sconvolto l’Aquila.Fa il nome di Parisse e pur non conoscendolo da vicino come lei un brivido mi fa accapponare la pelle.Avanti con tanta voglia di fare, di ricordare, di sostenere l’Abruzzo; tenete vivo il problema terremoto e l’Aquila risorgerà bella come prima. Con vicinanza infinita
Paola
Nando ho vissuto con te quei momenti che hai saputo descrivere così meravigliosamente.
La gente di Cabbia si è ritrovata ancora una volta unita per partecipare all’evento, con le varie autorità intervenute. Leggendo il tuo articolo ho percepito ancora nuove emozioni.Chi non ha potuto essere presente alla commovente cerimonia potrà rivivere l’intensità della giornata dedicata ai caduti grazie a TE.
Sempre Grazie.
Ciao.
Caro Nando,
quest’anno non ho potuto prtecipare alle celebrazioni delle feste Religiose e dei Caduti, ma, da quanto ho letto nel tuo articolo rifletto che, quando si assiste a queste ricorrenze così importanti non si deve pensare a feste pompose di auto celebrativo, ma di una nuova occasione per riscoprire l’orgoglio di essere Cabbiesi, di appartenere ad una comunità che in questi giorni di festa si raduna tutta per partecipare, per raccontare alla sua gente così che il nostro patrimonio morale è testimonianza di come i nostri valori trovino nella storia una radice profonda. Sapendo che è nelle nostre radici che troviamo quella forza per poter resistere ed andare avanti.