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Terremoto: lo scempio delle case antisismiche a Camarda

pubblicato il 16 agosto 2009 alle 12:32
scritto da Giovanni Lattanzi
tematiche affrontate: Degrado, Terremoto

Se volete avere un’idea di cosa siano le “case antisismiche” che si stanno sta costruendo a L’Aquila, andate a Camarda, un piccolo borgo medievale nella stretta valle che collega Assergi con Paganica. Fatelo, vi prego. Quando siete sull’A24 uscite ad Assergi, se venite dal mare, o a L’Aquila Est, se venite da Roma, e percorrete la strada Paganica-Assergi per rientrare nell’altro casello e proseguire. Allungherete il viaggio di 10 minuti ma ne vale la pena perchè aprirete gli occhi su quel che accade in termini di modifica del paesaggio.

a0243

Vedete questa foto? Ecco, quelle sono le famose piastre delle case antisismiche. Sopra ognuna di esse verranno palazzine da tre piani, veri condomini. E non saranno temporanei, ma definitivi, resteranno per sempre dove sono. Ma lo sapete dove si innalzeranno quelle case? No? Guardate la foto successiva:

a0244camarda

Ecco dove sorgeranno le case.
In mezzo alla valle.

Un colpo al cuore, una ferita al paesaggio a due passi dal Parco Gran Sasso Laga. Passino nelle zone urbanizzate, ma li no. Immaginatele una volta terminate con la loro altezza e i loro colori. Ma tanto non importa a nessuno di quel che accade li. La gente del posto vuole la casa e subito, e chi può dargli torto? Il resto sono chiacchiere da bar. Se poi tra 15 o 20 anni nessun turista vorrà andare in quei posti perchè ovviamente il paesaggio e il borgo medievale ormai non ci saranno più, e le case antisismiche non saranno certo un bel vedere, che importa oggi? Chi oggi vuole queste mostruosità, chi le avalla, chi le accetta passivamente pensa, come sempre, all’oggi. E mi riferisco anche alle popolazioni locali. Al domani non ci pensa. Non pensa ai figli e ai nipoti. Chi ha deciso questo scempio e chi lo ha permesso tra 15 anni non sarà più soggetto alla pubblica opinione, e quindi, giustamente per lui, non se ne cura. L’importante, per chi decide, è avere consenso adesso.

Possibile che non esistessero soluzioni diverse, meno impattanti, più leggere, meno costose, removibili una volta finita l’emergenza? No? O non si sono cercate?

Vedremo. Ci informeremo per voi, sempre che la cosa vi interessi.

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  • 1

    buongiorno, ve ne siete accorti anche voi? i comitati cittadini sono solo 4 mesi che lo dicono…

    donato del 16 agosto 2009
  • 2

    le soluzioni alternative ci sono, case prefabbricate in legno, antisismiche per natura e ambientalmente coerenti ma… NON gradite ai palazzinari che fanno il consenso e che sono inseriti nel gioco dei favori locali della politichella abruzzese

    http://www.countryheritagehomes.com/

    Marco Moschetta del 16 agosto 2009
  • 3

    Addio, mio caro, vecchio Abruzzo!
    Sei sopravvissuto per duemila anni a guerre, distruzioni e terremoti, ma l’attuale governo è troppo anche per te!

    fdecollibus del 16 agosto 2009
  • 4

    addio mia bella l’aquila..mai più ti rivedrò

    roberto del 17 agosto 2009
  • 5

    Questa è gente che non si ferma davanti a niente pur di consumare quel temporaneo consenso che gli permette di fare i propri comodi. Una sciagura per l’Abruzzo e per l’Italia.

    Attilio del 17 agosto 2009
  • 6

    Non me la prendo con le persone che vogliono subito avere un tetto sulla testa viste le temperature che già a settembre si fanno sentire, ma pensate che veramente abbiano pensato a poter portare avanti delle tecnologie soatenibili che da tempo in altri paesi europei si sviluppano…parlo di case con pannelli in fieno compresso, per giunta presente in quantità nei luoghi terremotati…una possibilità di industria che sia rispettosa delle tradizioni locali della transumanza e della vocazione agricola dei luoghi al posto del pesante ed eccessivo calcestruzzo armato!!!! non è economico far nascere alcun tipo di industria.

    Daniela del 17 agosto 2009
  • 7

    Come dice Daniela prefabbricati con i muri di fieno invece che di Cemento come a Biella.
    http://www.aziendainfiera.it/solarexpo/casaisolata8
    e poi nel caso in cui non reggano ad un terremoto come quello recente, e la casa viene giù di sicuro un pannello di fieno compresso fa meno danni di un pezzo di cemento armato ed è più facile da spostare. no!?

    Ottavia del 20 agosto 2009
  • 8

    bello scempio,il parco a due passi,e tutti noi a guardare.si a costruire per noi terremotati ma tenendo conto anche dell’ambiente e costruendo case di legno………..

    cecilia del 28 agosto 2009
  • 9

    polemiche franceschini style….. ottuzità interbellica ….e amorfismo cronico…. aprite gli occhi e magari vedrete oltre camarda….

    mihail del 15 settembre 2009
  • 10

    grazie a gente come voi che l’aquila sta ancora all’epoca della pietra….

    mihail del 15 settembre 2009
  • 11

    Sono stato tecnico volontario nei sopralluoghi di agibilità a L’Aquila questa settimana. Sono stato a Camarda. Sono d’accordo che i complessi abitativi saranno impattanti e si sarebbe potuto fare un intervento migliore. Però mi pare che le esigenze di dare un tetto a quanti hanno perso la casa sia notevolmente prioritaria e tutto sommato, se è vero che si sarebbe potuto fare di più e meglio, credo che si sia fatto molto. L’emergenza credo sia stata affrontata abbastanza bene. La grande scommessa è la gestione del post emergenza, ovvero la ricostruzione. Recuperare il centro storico de L’Aquila (bellissimo, non lo conoscevo),fare ripartire l’economia. La situazione è estremamente complessa e richiede molto buon senso, vigilanza e serietà. Un forte abbraccio a tutti gli Aquilani.

    Rocco del 9 novembre 2009
  • 12

    Come al solito le persone che si lamentano sono sempre quelle che da decenni impediscono lo sviluppo del territorio, più precisamente del Gran Sasso. Gente che parla e non ha mai fatto una camminata sul Corno Grande; che non ha mai riportato una busta di spazzatura raccolta qua e là tra Campotosto e Campo Imperatore. E’ ora di farla finita con questi falsi moralismi e cominciare a pensare allo sviluppo turistico delle ns. zone. Le Casette sono una vera “mano Santa” per tutti quelli che, me compreso, da Aprile ad oggi hanno fatto L’Aquila-Roseto e macinato più di 50000 km; poi se proprio devo andare a cercare il pelo nell’uovo, mbè la verità è che sono arrivate troppo tardi!!!!!
    Anzichè lamentarci della dislocazione che la protezione civile ha trovato chiediamoci invece:”come mai la ns. città è uscita dalla zona 1 come rischio sismico e come mai quasi nessun costruttore aveva iniziato a costruire seguendo tali concetti?

    alberto del 16 gennaio 2010
  • 13

    Caro signor Graziosi, la questione è capire cosa si intende per “sviluppo”. Se si intende soldi, auto, lusso, fabbriche, palazzi, ebbene io sono uno di quelli che si è sempre battuto contro questo sviluppo. Non sono un “ambientalista”, ma vivo la montagna e le sue terre da 30 anni, conosco l’Abruzzo e il Gran Sasso come casa mia, ne ho percorso decine di volte ogni singola sterrata, quindi non usi luoghi comuni quando si diletta ad accusare gli altri. Salvaguardare il territorio non è un falso moralismo, ma la base per poter poi parlare di sviluppo turistico serio. Che a lei facciano comodo le orrende case prefabbricate che hanno costruito davanti al povero centro storico di Camarda è una questione che investe la sua sfera privata e non costituisce un elemento di paragone e guiudizio generale. Le case sono orribili, sono un insulto al territorio e una ferita grave. Il fatto che a lei possano risparmiare 50.000 km l’anno, pur capendone l’enorme disagio che ha vissuto, resta un elemento del suo privato. Il futuro della montagna e del territorio vanno ben oltre i suoi interessi. Ma sono proprio questi ragionamenti da bottega, dove ogni italiano valuta il mondo e le scelte nazionali sempre e solo sulla base del proprio tornaconto personale, che hanno ingessato per decenni, e aggiungo quasi ucciso, questa nazione.

    Direttore del 17 gennaio 2010

 

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