Due sistemi a confronto: quello scolastico italiano con quello americano. Una delegazione statunitense dell’Università dell’Alabama con sede a Birmingham è stata a Pescara dal 16 al 19 ottobre nell’ambito della convenzione internazionale con l’università “Gabriele d’Annunzio”. Agli interventi nelle conferenze “Aspetti interculturali in due contesti multi-culturali” che i dottori Josh Carter e Loucrecia Collins hanno tenuto alla “d’Annunzio”, si è affiancato una sorta di tour per le scuole della provincia pescarese.
All’interno dell’Uab esiste una School of Education diretta da Loucrecia Collins e frequentata dai laureati che vogliono diventare insegnanti o dirigenti scolastici. Approfittando della loro presenza a Pescara (territorio a loro poco noto, tra l’altro, e che hanno anche conosciuto passando per agriturismi e degustazioni), hanno chiesto di entrare in contatto con alcune scuole abruzzesi per capire come funziona il sistema scolastico italiano e fare i dovuti confronti. «Siamo nel bel mezzo di grandi cambiamenti – ha dichiarato Loucrecia Collins – non possiamo fare altro che aprirci al dialogo e cercare insieme le soluzioni migliori». La delegazione ha visitato una scuola materna, una primaria e una secondaria di primo grado a Loreto, una secondaria di secondo grado a Pescara e la Facoltà di Scienze della Formazione a Chieti. Il risultato: entrambi i nostri sistemi formativi, per stare al passo con le trasformazioni in atto, prevedono un periodo di tirocinio per i futuri insegnati “buttandoli” in mezzo al campo. «Lo faremo presto anche con i nostri futuri dirigenti scolastici – ha commentato la Collins – e quando torneremo nel maggio del 2008 porteremo alcuni nostri studenti per facilitare il confronto». Difficoltà comuni si riscontrano nel mondo dei diversamente abili: bambini e ragazzi con bisogni speciali che non sempre hanno un sostegno adeguato. La strategia di risposta è una maggior preparazione e una migliore integrazione. Ma qual è stata l’impressione più immediata nell’entrare in una classe italiana? «Non ci aspettavamo che si alzassero in piedi – hanno commentato Josh Carter e la Collins – ed è stata del tutto nuova per noi la figura del collaboratore scolastico. Inoltre in America c’è almeno un computer in ogni aula, mentre abbiamo constatato che in Italia ne fate a meno, ma non ci sembra che la qualità dell’insegnamento ne risenta. Inoltre, avete dei programmi disciplinari sorprendenti». La mancanza dei computer è sopperita tuttavia dall’esercizio della calligrafia nelle scuole elementari, che a quanto pare gli americani hanno perso un po’ di vista a favore di un focus maggiore sull’arte e il disegno e soprattutto specializzandosi – un punto a favore – nell’interattività. «Si tratta di differenza di culture – spiega Josh Carter – ma i nostri allievi sono più abituati a partecipare le lezioni e più chiamati ad esprimere opinioni» Ecco che la poca applicazione di questo metodo si è tradotto in uno sforzo maggiore, da parte dei nostri giovani e baldi abruzzesi, nell’interagire con gli estranei nella seconda lingua: «Hanno tuttavia dimostrato livelli linguistici da college», hanno commentato i due rappresentanti della Uab.
Adesso spetta alla “d’Annunzio” visitare la Birmingham americana: la responsabile della convenzione Adriana D’Angelo e la docente Adua Paciocco rappresenteranno Pescara durante la prima settimana di novembre, intervenendo anche loro in conferenza.