Un convegno a L’Aquila sulle giovani generazioni abruzzesi e il terremoto
Scritto da Manuela Valleriani il 28 luglio 2009
Sabato 25 luglio 2009 si è svolto a Bazzano de L’Aquila, presso la Sala Conferenze dell’Archivio di Stato, un convegno nazionale dal titolo “Le giovani generazioni abruzzesi e il terremoto del 2009. Formazione culturale, conoscenza geostorica del territorio e prospettive di innovazione”.
L’iniziativa è stata promossa e organizzata (con il patrocinio e la collaborazione dell’Archivio di Stato de l’Aquila) dalla Deputazione Abruzzese di Storia Patria: questa ha subìto notevoli danni nell’originaria sede aquilana – il distrutto Palazzo della Prefettura – ma è riuscita prontamente a riorganizzare biblioteca ed uffici a Bazzano (L’Aquila), presso la sede provvisoria dell’Archivio di Stato. Qui continua a svolgere la propria attività, ponendo particolare attenzione ai problemi della continuità della vita culturale della popolazione colpita dal sisma del 6 aprile.
L’ incontro di sabato scorso ha avuto come tema una questione di primaria importanza: la necessità di conoscere e fronteggiare le difficoltà che si pongono fin d’ora per la formazione culturale e professionale delle giovani generazioni abruzzesi, sulle quali principalmente ricadrà, per almeno due decenni oltre la fase iniziale di riavvio, il gravoso compito della ricostruzione – sociale, economica e culturale – del territorio.
L’attenzione per questo importante e delicato aspetto è emersa attraverso un’accurata valutazione delle conseguenze che un evento disastroso quale quello verificatosi quattro mesi fa in Abruzzo può produrre nella vita organizzata di un centro urbano come L’Aquila, che ha funzioni nevralgiche dirette per una popolazione di oltre centomila abitanti e più largamente per la sua provincia e l’intera regione.
Tanti i timori che si nutrono in questa fase e che sono stati messi variamente in luce durante il convegno: innanzitutto che vi sia presto un massiccio allontanamento – che da provvisorio potrebbe essere in molti casi definitivo – di alunni e docenti delle scuole primarie e secondarie, con rispettive famiglie, dal territorio colpito dal sisma; che vi sia un’interruzione dell’afflusso di studenti esterni che tradizionalmente convergevano nelle istituzioni scolastiche e universitarie del capoluogo; che la precarietà di tutte le situazioni logistiche comporti comunque, nella generazione studentesca di questi centri, un indebolimento culturale, una disaffezione ai luoghi di origine e una tendenza all’esodo da questi stessi luoghi.
Di qui la necessità che negli ambienti sociali e culturali sensibili ai problemi indicati – primo fra tutti la scuola – si assumano iniziative appropriate, capaci di produrre effetti positivi rispetto a quelli temuti; e cioè si predispongano tempestivi interventi da parte degli organismi pubblici responsabili al fine di evitare la dispersione della popolazione studentesca, mettere al riparo da uno stato di dequalificazione la formazione culturale e professionale di tale popolazione e orientarne la formazione verso i bisogni di una vita di qualità della società locale.
Al dibattito – introdotto da Walter Capezzali, Presidente della Deputazione Abruzzese di Storia Patria – erano presenti, tra gli altri, Carlo Petracca, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico per l’Abruzzo (MIUR), Maurizio Fallace, Direttore Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali e il Diritto d’Autore (MIBAC), Luciano Scala, Direttore Generale per gli Archivi (MIBAC), Francesco Prosperetti, Direttore Generale per il Paesaggio, l’Architettura e l’Arte Contemporanea (MIBAC).
Sono quindi intervenuti numerosi docenti ed esperti di materie demografiche, socioeconomiche, educative, geografiche, urbanistiche, storiche e storico-artistiche: Ferdinando di Orio, Rettore dell’Università dell’Aquila, Giannino Di Tommaso, Preside della Facoltà di Lettere, Università dell’Aquila, Leonardo Benevolo, professore emerito di Storia dell’Architettura, Università “La Sapienza” Roma, Vittorio Casale, professore ordinario di Storia dell’Arte, Università Roma Tre, Deputato DASP, Mario Centofanti, professore ordinario di Disegno dell’Architettura, Università dell’Aquila, Antonio Golini, professore ordinario di Demografia, Università “La Sapienza” di Roma, Lelio Iapadre, professore associato di Economia internazionale; Pierluigi Properzi, professore ordinario di Urbanistica, Università dell’Aquila, Francesco Sabatini, professore emerito di Linguistica italiana, Università Roma Tre, Presidente onorario dell’Accademia della Crusca, Deputato DASP; Gaetano Sabatini, professore ordinario di Storia economica, Università Roma Tre, Deputato DASP, Franco Salvatori, professore ordinario di Geografia, Università “La Sapienza” di Roma, Presidente della Società Geografica Italiana; Ethel Serravalle, Consulente per l’Editoria scolastica dell’Associazione Italiana Editori, esperta di formazione giovanile; Eide Spedicato, professore ordinario di Sociologia, Università “G. D’Annunzio”, Chieti-Pescara; Roberta Vivio, ricercatrice dell’ISTAT, esperta in materia di unità abitative.
Plauso ed approvazione da parte di tutta l’assemblea per la proposta sollevata dal celebre linguista (originario di Pescocostanzo) Francesco Sabatini, il quale ha avanzato l’idea che la città de L’Aquila entri a far parte del Patrimonio mondiale dell’umanità. In questo modo il capoluogo abruzzese riceverebbe l’attenzione degli istituti culturali di tutto il mondo, e questo potrebbe certo favorire una più rapida e attenta ricostruzione del patrimonio storico-artistico danneggiato dal terremoto. Franco Salvatori, presidente della Società Geografica Italiana – che già in passato ha contribuito a far entrare le Dolomiti nel Patrimonio UNESCO – si è detto disposto a sostenere attivamente l’iniziativa.
Da segnalare, infine, anche l’intervento di Roberta Vivio (ricercatrice nativa di Paganica), la quale ha lanciato l’appello ad un rientro nel territorio aquilano di tutti quei ‘cervelli’ fuggiti all’estero ma ancora profondamente legati al luogo di origine.
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