Silvi: chiesa di Santa Maria Assunta

La parrocchia principale e chiesa Madre di Silvi è la vetusta chiesa del secolo XII, dedicata al SS. Salvatore che si trova nella piazza dell’antico Castrum, che domina dai suoi 242 metri tutto il litorale adriatico. Però Silvi vanta anche altre chiese sorte lungo i secoli, tra queste c’è la stupenda e artistica chiesa di Santa Maria Assunta che da quattro anni è monumento storico.

Nel 2003, a cinquant’anni dall’apertura al pubblico, fu solennemente consacrata questa grandiosa e bella chiesa, posta sulla Statale Adriatica, visibile grazie ad un’ampia piazza con una maestosa gradinata che immette sul ripiano dal quale si eleva la facciata della chiesa, nella quale tre archi mosaicati accolgono le tre porte del tempio. Quattro anni, si diceva, sono passati.

Ma nessuno ha avuto la gratitudine di pubblicare un servizio, un articolo, che abbia potuto rendere merito e riconoscimento al valore artistico, nonché culturale di questo edificio sacro che, a prescindere dalle opinioni e dalla fede, è uno dei pochi monumenti storici ed artistici della città di Silvi. Avendo “compiuto” 50 anni, infatti, questa chiesa, edificata ai piedi del Colle Stagliano e sede dei Frati Minori Conventuali, è diventata monumento storico per lo Stato Italiano, in quanto fu inaugurata il 14 maggio 1953 dal Vescovo Mons. Amilcare Battistelli. Volendo tornare indietro nel tempo, la storia e la tradizione del francescanesimo a Silvi risale agli inizi del XIV secolo, quando essi erano già “cittadini” di Silvi. Benché non ci siano date precise sull’insediamento della comunità in quello che prima era definito “il castello”, Fra Paolino da Venezia, inquisitore, legato pontificio, Vescovo di Pozzuoli, nel 1334 ne parlava “come una dimora già stabile”(1).

Il Marchese Giuseppe De Torres, scrivendo di Silvi sei secoli dopo, confermò la tesi: “Nel 1338, come rilevasi dal testamento privato di Roberto di Silvi, i frati francescani erano già installati nel Castello di Silvi e vi stavano costruendo il loro convento e la chiesa”(2).

Come premesso, il 7 dicembre 2003 la chiesa dell’Assunta è stata solennemente consacrata dal Vescovo della diocesi di Teramo-Atri, Vincenzo D’Addario, prematuramente scomparso. Chi scrive, ha cercato di sollecitare l’evento attraverso alcuni articoli giornalistici(3), ma senza fortuna.

Questa chiesa che si impone per ampiezza (50 x 18 metri) e per sontuosità, è dedicata alla Vergine Assunta. Ogni anno, il giorno di ferragosto, come in molte altre località della penisola, anche a Silvi, divenuto intanto quarto centro della provincia di Teramo per popolazione residente, si celebra una delle principali ricorrenze del mondo cattolico: l’Assunzione in cielo della Vergine Maria, appunto. E la statua della Madonna, prima di essere issata sui pescherecci che la “festeggiano” lungo il litorale, inizia il suo cammino proprio da questa chiesa. In mezzo secolo, i parroci che si sono susseguiti hanno impreziosito questa casa di Dio con molteplici, notevoli opere, rendendolo tempio di alto rispetto artistico.

Diviso internamente in tre navate da archi in stile romanico, risalta subito il rosone vitreo raffigurante lo Spirito Santo attraverso una colomba bianca. Vi sono poi altre sei vetrate che illuminano l’abisde, priva di figure ma con iscrizioni centrali in ciascun trittico. Si ricordano il Cristo risorto, la Moltiplicazione dei pani e dei pesci e il paralitico guarito e miracolato. Queste ed altre cinque tele, sono opera di Padre Giovanni Lerario (1913-1973), un pittore che non è eufemistico definire di fama mondiale, uno dei personaggi di spicco dell’arte francescana italiana. Infatti, i suoi luminosi colori, abbinati al suo significativo dipingere hanno varcato i confini della penisola, anzi del continente europeo.

Un’artista, dunque, “il cui nome è inserito in diverse enciclopedie internazionali”, come ebbe a sottolineare L. De Carolis nel 19704. L’arte di Padre Giovanni Lerario è bella, luminosa come la pace e i colori che animano la Vergine dipinta a Fatima, dove la regina discende dal cielo illuminata dalla luce dello Spirito Santo che si diffonde fino sull’umanità. L’immagine artisticamente migliore di questo tempio mariano, probabilmente, è costituita da una tela (1965) raffigurante Sant’Antonio che sulla riviera adriatica predica ai pesci, dopo aver constatato l’indisponibilità della gente del posto al suo annuncio evangelico. Il taumaturgo padovano, in un atteggiamento alquanto statuario, disturbato solo da un colpo di vento che gli sposta la tonaca, con il braccio alzato in segno benedicente fa affluire tanti pesci verso di sé, che restano a fior d’acqua in atteggiamento di ascolto(5).

Per meglio fare intendere quanto spessore artistico abbia avuto Padre Lerario si potrebbe citare un’altra opera, non a Silvi ma a Riccione, dove l’umile francescano ha dato il meglio della sua arte con lo stupendo affresco dell’abside della chiesa “Mater Admirabilis”, un affresco monumentale, per meglio dire “un vangelo vivente che parla costantemente a tutti coloro che vi si recano a pregare”(6).

Nella chiesa di Silvi, il dipinto che colpisce per colori e maestosità resta l’Assunzione della Vergine in cielo posta nella calotta dell’abside dietro l’altare maggiore (1953); vi sono poi l’Immacolata e il Cantico delle creature (1958), il Buon pastore (1957) e il Figliuol prodigo (1969). Chi ha conosciuto personalmente Padre Lerario, lo considerava uno “straordinario artista: le sue opere emettono un “quid” che commuove e penetra l’anima, facendo vivere in chi osserva seriamente tali opere, risvegliando spiritualmente e psicologicamente quella certa condizione di farci vivere davvero ciò che il quadro, la figura o altra opera, rappresenta nella sua simbologia artisticamente dalla potente e precisa segnatura fatta dalla mano di P. Giovanni Lerario”(7).

Proseguendo, nella Cappella Votiva, a destra dell’ingresso, vi sono quattro statue bellissime: il Sacro Cuore, l’Immacolata, San Francesco e Sant’Antonio di Padova. Nel 1955 alcuni benefattori donarono alla chiesa il Crocifisso e l’Addolorata, e l’anno successivo vi fu aggiunta anche la statua di San Giovanni. Al centro delle navate laterali, inoltre, si notano due gruppi di statue raffiguranti la Natività, opere realizzate dallo scultore V. Mussner di Ortisei. Una statua di San Gabriele, racchiusa in un’urna d’argento, è collocata nella Cappella del Battistero, mentre quella del Cristo Morto, racchiusa in un’urna di cristallo, è collocata sotto l’altra di San Francesco. Inoltre, è presente una statua raffigurante la Madonnina del mare, esposta proprio per la festa del 15 agosto di cui si parlava in apertura. Gradevoli le vetrate artistiche poste nelle navate laterali, comprendenti otto finestroni, due piccole trifore, ed altrettanti oblò e finestre degli altari dell’Immacolata e di Sant’Antonio, tutti con soggetti biblici.

Al suo interno, la chiesa ospita un organo a canne di dimensioni eccellenti: 13 registri musicali per un totale di 947 canne. Per la sua grandezza, l’organo è stato posizionato dietro l’altare maggiore, a ridosso dell’abside. Ma uno dei segni caratteristici della Chiesa dell’Assunta riguarda la statua della Madonnina, ubicata esternamente, a sinistra del grande piazzale d’ingresso, posta sopra un piedistallo a forma quadrangolare. Nulla di rilevante, se non il fatto che questa statua sia stata fatta dallo stesso scultore che aveva eseguito la copia della Pietà di Michelangelo(8).

Oggi, frequentatissima specie dai giovani, la chiesa dell’Assunta riveste un ruolo preminente nel tessuto sociale di Silvi. Le innumerevoli iniziative, curate con dovizia di particolari da Padre Nicola, Padre Maurizio e Padre Dionisio, testimoniano l’impegno di fede di una comunità protesa ai principi del Cristianesimo. Non a caso, sono numerose le comunità ecclesiali assistite dai religiosi: Rinnovamento nello Spirito Santo, Gruppo di Preghiera San Pio, Ordine francescano secolare, Gruppo giovani del venerdì, Gioventù francescana, Araldini, Dopo Cresima, Neo catecumenali, Charitas, Acli, Coro Padre Giovanni Lerario e Coro Santa Maria Assunta.

PAOLO MARTOCCHIA

1 Cfr. Nicola Petrone, Francescanesimo in Abruzzo dalle origini ai nostri giorni, Biblioteca Tommasiana, Tagliacozzo, 2000, p. 73: sul tema Francescanesimo rimandiamo ad un altro saggio dello stesso autore: I frati minori conventuali della Provincia dei SS. Berardino e Angelo in Abruzzo e la loro storia, Biblioteca Tommasiana, Tagliacozzo, 2000. Nello specifico, si rinvia a: Nicola Petrone, I Francescani a Silvi Marina, 2003.

2 Giuseppe De Torres, Cronaca e diario del Castello di Silvi (Castrum Silvi), Pescara, 1932

3 A firma Paolo Martocchia: I 50 anni della edificazione, in Araldo Abruzzese, a. XCIX, n. 39, p.4; Riapre la chiesa dei miracoli, in Piazza Grande, a. IV, n. 4, p.19; Cinquantennale della chiesa dell’Assunta di Silvi, in Frate Indovino, a. 47, n. 2, p.13

4 L. De Carolis, Silvi, storia, folclore, turismo, Teramo, 1970

5 Padre G. Lerario è stato ricordato con una pubblicazione, esauriente e completa da N. Petrone, Padre Giovanni Lerario, l’uomo – il religioso –l’artista a trenta anni dalla morte, Silvi, 2003. Chi scrive, lo ha ricordato nei seguenti servizi giornalistici: Il pittore francescano, in Araldo Abruzzese, 18.01.2004, p.10; Dio tra pittura e confessionale, in Piazza Grande, 1-’04, p. 28.

6 Cfr. il servizio giornalistico dal titolo: “Nell’abside della chiesa Mater Admirabilis di Riccione la storia della Salvezza”, in Il Santo dei miracoli, a.117, luglio-agoato 2005, p.10

7 B. SAMMACICCIA, Padre Giovanni Lerario, il religioso, l’artista, Provincia d’Abruzzo dei Frati Minori Conventuali, Assisi, 1974.

8 G. SPITILLI, Silvi Storia-leggenda-realtà, Urini, Catanzaro, 1999. La statua, secondo Spitilli, fu eseguita a Pietrasanta (Lucca)