La festa di San Rocco, di antichissime origini, rappresenta la forte devozione l’attaccamento dei Cabbiesi al territorio ed al suo Santo Protettore. Questo popolo trasportato nei vari sentieri della vita in posti lontani, talvolta anche all’estero, si ritrova unito e solidale tutti gli anni ad agosto per festeggiare San Rocco. Lo fa con fede e sincera convinzione.

Fin dai tempi antichi e a seguire, in un naturale ricambio generazionale, i nostri avi che conobbero- perchè nessuno conosca mai più – la bestialità della guerra e l’ingiustizia della povertà – passando davanti alla chiesa dell’adorato Santo facevano il segno della croce ed erano soliti rivolgerglisi dicendo: “San Rocco me aiutame”.
Lo stesso facevano i giovani ed i tanti padri di famiglia che si recavano a lavorare in altre città o all’estero, generalmente nelle miniere francesi di Charleroi.Tutti conosciamo queste tradizioni, tutti ci teniamo e tutti ci adoperiamo affinchè vengano mantenute e rinnovate nel tempo invitando continuamente i nostri figli a perpetuare la festa di S. Rocco con spirito di attaccamento alla materna terra e al suo Santo. Esso è conosciuto e venerato in tutto l’Occidente come protettore e guaritore dei malati di peste che tra il 1300 e il 1600 mieteva vittime in continuazione tanto da cancellare un terzo della popolazione Europea. Gli storici fanno risalire la sua nascita a Montpellier, in Francia, tra il 1348 ed il 1350 e la sua morte a Voghera nella notte tra il 15 e il 16 agosto di un anno tra il 1376 e il 1379. Di nobile famiglia si spogliò di tutti i suoi averi donandoli ai poveri e iniziò a fare il pellegrino dedicandosi alla cura e all’assistenza dei malati di peste. A Piacenza egli stesso si ammalò e fu allontanato dall’ospedale perchè disturbava, con i suoi lamenti, gli altri degenti. Trovò ricovero in una capanna nel bosco dove un fedele cane gli portava un pezzo di pane tutti i giorni impedendogli di morire di fame.
Il padrone del cane incuriosito da un simile comportamento del suo animale lo seguì fino a trovare il Santo di cui diventerà poi il suo unico discepolo. A titolo di cronaca in Italia circa 60 località portano il Suo nome e gli sono dedicate oltre tremila tra oratori, chiese e luoghi di culto. Riportate queste notizie, importantissime, di carattere storico arriviamo alla Festa di S. Rocco a Cabbia.Per arricchirla ulteriormente di significato e di valore, vista la storia e la grande popolarità che vanta, stiamo facendo, per quanto possibile, del nostro meglio coinvolgendo tutti per ricreare il clima allegro e spensierato tipico della festa di S. Rocco di ogni anno. Quest’anno, purtroppo, è stato caratterizzato da un evento particolare: il terremoto dell’Aquila. Ormai a più di tre mesi dal disastroso evento si ha l’impellente necessità di far ripartire la vita a tutti i livelli attraverso il lavoro e le altre attività sociali a breve e medio termine. Noi – Comitato Festeggiamenti S. Rocco 2009 – ben consci della particolarità del momento stiamo facendo la nostra parte e la faremo fino in fondo, con l’onestà intellettuale che da sempre ci ha contraddistinto, organizzando, oltre alle normali funzioni religiose e di Commemorazione dei Caduti, una serie di manifestazioni e spettacoli per grandi e bambini con artisti dell’Aquila e delle zone del cratere che hanno la duplice funzione di ricreare quel clima di divertimento tipico della festa di S. Rocco e, dalla Festa di S. Rocco, far decollare il lavoro restituendo fiducia, speranza e un sorriso alla gente.
Sebbene in condizioni di oggettiva difficoltà economica essendo venuti a mancare tutti gli sponsor dell’Aquila e del circondario precedentemente accordati. Dunque anche quest’ anno, come per i decorsi anni, agosto è sinonimo, per Cabbia, della festa di S. Rocco. Essa prenderà il via – nell’atmosfera suggestiva dei nostri monti dominata da sentimenti di umana comprensione – il 14 agosto alle 16.30 con una serie di attrazioni e manifestazioni il cui fine è quello di regalare dei momenti di serenità, allegria e svago a tutti in particolar modo ai nostri compaesani residenti all’Aquila cui abbiamo dimostrato in qualsiasi circostanza la nostra solidarietà e l’estrema vicinanza. Loro hanno tutto il diritto di continuare ad essere felici e sperare in un domani migliore. La vita è costituita di piccole cose di gocce che creano il mare, l’oceano, ed a noi se ne uniranno delle altre che serviranno a ricreare quel clima di spensieratezza e fattiva collaborazione in cui ognuno è in grado di esprimere al meglio le sue potenzialità. E’ doveroso, a questo punto, per una questione di onestà e correttezza, salutare e ringraziare il “ Monte dei Paschi di Siena ” una banca al servizio del Paese e della sua gente che oltre ad occuparsi del recupero e della relativa ristrutturazione della basilica di S. Bernardino ha apportato un significativo contributo alla nostra festa con convinzione ed entusiasmo.
Al contempo desidero rivolgere un altrettanto sentito e doveroso ringraziamento alle tante Aziende che fanno grande l’Italia con il loro tessuto produttivo, creano posti di lavoro quindi benessere e – in uno slancio di altruismo e generosità – hanno contribuito alla realizzazione della festa di S. Rocco 2009. Esse sono: La Parmalat, La Pasticceria Cinquestelle di Roma, la Birra Forst, la Coca Cola HDB di Milano, L’Egeria di Roma,la Cantina Sociale Colle Moro di Guastamerola di Frisia ( C H ), la Centrale del Latte dell’Aquila ed il Caffè Trombetta di Pomezia. I prodotti di questi colossi alimentari parleranno da soli il linguaggio di una grandiosa pubblicità, ciò non potrà bastare per me tanto che in apertura dei festeggiamenti e nel corso delle iniziative ringrazierò pubblicamente queste Aziende, fiore all’occhiello dell’industria alimentare italiana, esprimendogli i sensi della mia più profonda, personale stima, gratitudine e quella dell’intero Comitato Festeggiamenti S. Rocco 2009 unitamente ai migliori Auguri per una continua e maggiore espansione nei mercati interni e del contesto internazionale. Ai miei conterranei i migliori Auguri perché quanto prima ritrovino la loro normalità e la vita torni a scorrere nei binari della serenità A tutti i Cabbiesi un grazie di cuore per la cortese collaborazione che apporteranno nel corso delle varie manifestazioni e l’auspicio che la Festa di S. Rocco continui ad illuminarci, al di la di ogni comprensibile diversità, ad unirci ed affratellarci.
Bravo Nando, come sempre riesci a trasmettere tanta serenità e fiducia in chi ti legge. Auguri per una buona riuscita della festa del tuo paese, ciao Patrizia e famiglia
Complimenti davvero per l’articolo! Sei riuscito come al solito ad esprimere con pochi ma efficaci tocchi i sentimenti che tutti noi proviamo.
Conoscevo già la storia di San Rocco ed è giusto che venga diffusa, perchè tutti la conoscano.
Volevo aggiungere soltanto la parte finale:
“Dopo la guarigione, avvenuta grazie alle cure del padrone del cane Gottardo Pallastrelli, Rocco riprende il suo cammino per Montpellier. Viene però fermato in Lombardia, dove nessuno lo riconosce, nonostante i suoi parenti materni fossero lombardi. Arrestato col sospetto di essere una spia, viene rinchiuso nella fortezza della Rocca, dove morì a 32 anni. ”
Esprimo tutta la mia solidarietà per il dolore per i disastri provocati dal terremoto, ma condivido anche con fiducia la speranza in un futuro più roseo.
Per questo non posso che essere più che felice della decisione di non interrompere la tradizione della festa, tradizione che offre a tutti l’occasione di respirare ancora una volta una boccata di aria pura in compagnia, per ritornare poi ritemprati alla vita di ogni giorno.
Un sentito GRAZIE a Nando e a tutto il Comitato Festeggiamenti!
Non conoscevo affatto la storia di San Rocco, ora ho capito il significato di San Rocco ed il cane. Mi piacciono le cronache di Nando e mi sembra di viverle in prima persona. La prima volta che partecipai alla festa di San Rocco a Cabbia avevo solo 3 anni, spero quest’anno di essere presente almeno un giorno per rivivere le emozioni di questa festa e di farle vivere anche ai miei figli. Un caro saluto all’amico Nando, ai Cabbiesi ed a tutte le Aziende che si sono poste a sponsor della festa, chiaramente oltre a ringraziarle per i loro contributo.
grazie Nando per il tuo articolo e per la foto che hai pubblicato, mi hai fatto ricordare la Nostra Grande Festa. Sicuramente la festa del Santo Patrono S. Rocco sarà più bella e più sentita da tutti noi cabbiesi in questo momento così particolare,abbiamo tutti voglia di ritornare alle nostre belle estati nel nostro paese immerso nelle meravigliose terre d’Abbruzzo..non sarà certo un terremoto a fermare gli abbruzzesi.. così forti e gentili.. grazie per i tuoi articoli..che parlano anche delle nostre belle tradizioni. Roberta
ciao Nando condivido con te l’entusiasmo e l’attaccamento al ns paese , alle sue credenze ed al Santo Patrono.
La festa, grazie anche agli sponsor , non deve fermarsi neanche in questi momenti , anzi e’ proprio ora che i
piu’ dei devoti alzando gli occhi al cielo sussurrano “San Rocco me aiutame “questo e’ un evento per riunire tutti coloro che hanno e che ancora soffrono .
Pertranto un bel W SAN ROCCO ed aspettiamo tutti la festa .
un mio particolare ringraziamento a tutti gli organizzatori ,che anziche nascondersi dietro l’evento del terremoto ,si sono esposti in prima linea affrontando sgradevoli commenti ed avversita’ .
BELLISSIMO!!!!! E’ questo lo spirito giusto, la vita va affrontata con coraggio e non con codardia perchè dovremmo rinunciare a qualcosa che fa parte di noi, della nostra cultura e tradizione perchè un evento se pur tradico ci ha fatto diventare fobici? Combattiamo ed affrontiamo le nostre paure e la vita scorrerà più serenamente.Io non rinuncio!!!!!