Terremoto tre mesi dopo: fare presto

Sono ormai trascorsi tre mesi dalla notte della tragedia, della disperazione, della tristezza; ancora tutto è fermo in un pauroso ed inquietante immobilismo. Nonostante i tanti proclami che non servono a nessuno se non a creare un clima di sfiducia e presa in giro degli aquilani che, purtroppo, sono ancora al punto di partenza. Tutto ciò mentre passa il tempo l’autunno si avvicina ed a settembre saremo alle prese con immani problemi, come abbiamo ricordato in altri articoli, di carattere metereologico visto che l’Aquila, come Bolzano, è la città più fredda d’Italia e non si possono assolutamente tenere nelle tendopoli anziani e piccini. Avevano detto e scritto, a chiare note, che l’imperativo per tutti doveva essere: fare presto!

E’ vero presto si sta facendo ma per il G8 che ha assorbito enormi energie manuali e finanziarie mentre a tanti aquilani non è stata ancora data la possibilità di rientrare in casa. Poi le continue, interminabili, scosse amplificano ed aggravano il problema poichè le case già gravemente compromesse vengono ulteriormente danneggiate. Il centro storico, sebbene siano state sgomberate le strade e finalmente riaperto una quindicina di giorni fa, rimane un fantasma appeso in aria; tutte le case fortemente disastrate danno la drammatica sensazione di una città praticamente inesistente, spettrale.

L ‘altra sera si è tenuto in piazza Duomo – la storica piazza del mercato dove la vita pulsava già dal mattino presto con i tanti operatori intenti, fin dalle prime luci dell’alba, a preparare le varie bancarelle – un concerto di Claudio Baglioni,sebbene con solo 200 persone per ragioni di sicurezza, che rappresentava un momento di evasione dopo tante difficoltà di ogni ordine e grado a partire dalla terribile notte del 6 aprile. Per carità una gran bella ed importantissima iniziativa poichè finchè ci saranno manifestazioni come questa non calerà il sipario sul problema terremoto, anche dopo il G8, è un momento di distensione psicologica di evasione dalla problematica realtà ma ci vuole dell’altro.

A titolo di cronaca partendo da considerazioni simili che servono a riportare un minimo di spensieratezza e serenità soprattutto alle tante famiglie Cabbiesi residenti all’Aquila, quindi direttamente interessate dall’evento sisma, abbiamo deciso di effettuare, come per i decorsi anni fin dalle sue antichissime origini, la festa di S. Rocco a Cabbia di Montereale. Sarà la festa del ringraziamento e darà un minimo sprint a tutti quegli artisti aquilani e dell’area del cratere che abbiamo invitato ad esibirsi nel nostro palco e che hanno accettato con gioia il nostro invito. Ma torniamo a bomba… torniamo a noi. Non passa giorno che – nei vari posti di lavoro, nei bar, dal capoluogo di provincia Abruzzese a Roma o in altre città dello stivale – non si parli del problema terremoto anche perchè i mass media ce lo ricordano in continuazione descrivendo talvolta situazioni rassicuranti che son ben lungi dalla realtà.

Le tragiche scene e le conseguenze della notte del terremoto sono ancora fisse nei nostri occhi e nelle menti anche perchè, semmai volessimo scacciarlo dal nostro immaginario, le tante rovine ce lo ricordano prepotentemente e condizionano la nostra vita di tutti i giorni.. E’ penoso pensare che arrivando all’Aquila, ancora oggi a tre mesi di distanza dal sisma, ti trovi davanti una città assediata, presidiata dai tanti militari e che al suo interno di tanto in tanto accompagnati da gentilissimi ed operosi vigili del fuoco, cui va tutta la mia stima ed il mio più grande ringraziamento, i proprietari entrano recuperare le poche, misere, cose rimaste.

Il problema, la situazione, è estremamente grave anche perché i tanti sfollati sopravvivono nell’estrema difficoltà nei dispendiosi alberghi della costa o nell’ammassamento delle tendopoli e tra poco dovranno sciogliere anche il dilemma dell’iscrizione dei figli a scuola. Alla luce di queste considerazioni bisogna necessariamente fare presto puntare alla ricostruzione, partendo dalle case con danni minori, del centro storico- tra i più belli e suggestivi d’Italia con le sue 99 piazze, chiese, cannelle, il castello cinquecentesco ed un’altra miriade di opere d’arte minori da proteggere e salvaguardare. Non illudiamoci e non illudiamo nessuno la ricostruzione – che deve rigorosamente osservare tutti i controlli e gli standard di sicurezza- avrà tempi lunghi ma ci dovrà essere.

A questo fine ognuno faccia la sua parte per quanto gli compete per riportare in auge l’importanza del patrimonio e del centro storico nel nostro territorio e della sua continuità nei secoli. L’Aquila ed il suo circondario non sono solo luoghi di convivenza e di dialogo ma condividono pienamente la storia della città nei secoli con le sue luci ed ombre, i suoi maggiori momenti di decadenza e di splendore. In definitiva ogni aquilano sappia che può contare sulla solidarietà sulle cure amorevoli dei propri parenti e amici e che nessuno sarà lasciato andare da solo incontro al proprio destino. Intanto questa notte, per ricordare le vittime del terremoto,si terrà una fiaccolata che partendo dal parco dell’ Unicef arriverà alle 03.32 a piazza Duomo.