Michael Jackson, la fine di un mito

Il percorso artistico di Michael Jackson è stato molto complesso e non privo di critiche relative alla sua vita privata che lo hanno visto coinvolto in vari procedimenti legali. La cronaca ci ha puntualmente riferito sui suoi discutibili tentativi di cercare e ottenere una immagine diversa da quella che la sua natura gli aveva riservato.

Un “serpente” desideroso di cambiare il colore della pelle e diventare bianco, continui e dolorosi interventi per modificare i tratti del volto e assumere sembianze totalmente diverse da quelle originarie. Cosa nasconde tutto questo? Sicuramente un tentativo di stravolgere la sua immagine e farsi accettare, soprattutto da se stesso, rifiuto di appartenenza al gruppo dei simili dalla pelle nera e poi i soldi, troppi soldi per coltivare e realizzare anche i desideri impossibili.

La fama non basta se è accompagnata da un disconoscimento personale della propria immagine, quella che per molti artisti è stata spesso una compagna con cui è difficile convivere senza esserne schiacciati. Il Presidente degli Stati Uniti Obama lo definisce “artista spettacolare” perché sulla scena il cantante ha dimostrato le sue originali doti di ballerino-attore accompagnando il ritmo e la musica con il ballo e le scenografie tipiche nel suo genere; lo stile unico e inconfondibile lo hanno consacrato per sempre il re del pop, un mito e una leggenda che come sempre accade lasceranno molti interrogativi e dubbi sul personaggio e l’uomo, immagine variopinta che ogni volta sotto i riflettori ha trasformato se stesso come un istrione.

Difficile e quasi impossibile oggi separare la musica dall’immagine, divenute entrambe nella società moderna un unico contenitore capace di amalgamare tutti gli ingredienti necessari, ad uso e consumo del pubblico giovanile. Milioni di dischi venduti ma sembra anche molti debiti lasciati, un contrasto stridente tra il tutto e il suo contrario Il bombardamento mediatico ci offre oggi una medaglia con due facce: il nero e il bianco, il prima e il dopo senza soluzione di continuità perché la morte riesce a rendere tutto uguale mettendo sullo stesso piatto della bilancia virtù e difetti, onori e colpe. Di fronte al mito di Michael Jackson ognuno sarà libero di riscoprire e apprezzare il volto preferito della sua vita da star, una vita a cui potremo dare forse solo noi il giusto colore e la necessaria trasparenza.