Castelbasso Progetto Cultura 2007: l’arte informale ieri e oggi
Scritto da redazione il 13 agosto 2007
Nel panorama nazionale e internazionale l’Arte Informale s’impone al grande pubblico abbattendo i dettami di un’arte puramente figurativa, per dar spazio all’impulsività, alla forza, alla dirompente energia del segno-colore e del gesto pittorico.
La materia, densa pasta magmatica legata alla terra e alle pulsioni esistenziali, diviene protagonista di un’arte originaria, primordiale, la cui intensità è espressa nel trinomio segno-gesto-colore.
Per questo l’Informale, termine coniato da Michel Tapiè nel 1952, assume non tanto il significato di non-formale quanto quello di pre-formale.
La macchia pittorica, il segno calligrafico, i grumi materici, sostituiscono gli strumenti tradizionali dell’arte, trovando nuova espressione nella traduzione artistica dell’esistenzialismo sartriano e nell’eredità di avanguardie novecentiste quali l’Astrattismo, il Surrealismo, il Dadaismo, l’Espressionismo.
Nella ormai affermata realtà di Castelbasso Progetto Cultura come avvenimento artistico-culturale di qualità e importanza rilevanti, si collocano le due mostre ideate per la Manifestazione di quest’anno, Nel segno della materia – Pittura Informale Europea e Americana, e DE-fORMA – Il superamento dell’Informale. Dalla Percezione Pittorica alla Nuova Astrazione.
Ormai da anni lo splendido borgo medievale funge da sede museale a cielo aperto, a metà strada tra la montagna e il mare, perla paesaggistica che d’estate apre le porte a moltissimi visitatori, curiosi e turisti, appassionati e critici, giornalisti e poeti, animandosi di arte, musica, teatro, spettacoli.
Le luci e i sapori della contraddittoria e fertile terra abruzzese, grazie all’ impegno dell’Associazione Amici per Castelbasso e del suo presidente Osvaldo Menegaz, fanno da quinta teatrale a scelte stilistiche di altissimo livello, come dimostra il riscontro che la manifestazione ha a livello nazionale.
Nel segno della materia, mostra antologica sugli sviluppi istituzionali della corrente informale, con sede nel Palazzo De Sanctis, propone un excursus sulle principali tendenze di tale corrente: informale gestuale, segnico e materico, spaziando da esempi di pittura europea a quella americana.
In mostra è possibile ammirare pezzi di Wols, Dubuffet, Fautrier, Hartung, Mathieu, Appel, Jorn, Corneille, Tapies, Burri, Afro, Fontana, Scanavino, Dova, Baj, Vedova, Moreni, Romiti, Perilli, Accardi, Sanfilippo, Turcato, Dorazio, Capogrossi, Pollock, Tobey, Kline e tanti altri.
DE-fORMA, mostra itinerante che si articola negli spazi suggestivi del borgo, attraverso le vie e le piazze, propone invece l’evoluzione e il superamento dell’informale in due direzioni diverse, illustrate nelle altrettante sezioni del progetto.
La percezione pittorica, in cui gli artisti, partendo da echi informali vibranti del segno pittorico, propongono una pittura ora più narrativa, in cui le forme celate si svelano, ora più evocativa, in cui il supporto e la materia che lo abita rimandano a percezioni stratificate della memoria. A rappresentare questa sezione sono le opere di Filipa Amaral, Morena Antonucci, Adele Lotito, Alberto Parres, Paolo Picozza, Maurizio Pierfranceschi.
La nuova astrazione, ovvero il superamento del concetto di Astrazione classica, per approdare nell’immaginario emotivo e visionario di artisti che manipolano i materiali, le immagini, e creano segni plastici nello spazio, rompendo la bidimensionalità del quadro attraverso l’oggettivazione dei segni. Gli artisti invitati per questa sezione sono: Mario Consiglio, Stefano Errighi, Bruno Antonio Menei, Stefano Momentè, Roberta Padovani, Fabio Scacchioli.
Il progetto propone opere che, partendo da echi informali, giungono al superamento di essi, modellando lo spazio sulla stratificazione delle forme.
Omaggio di apertura e chiusura del percorso espositivo, è affidato alle imponenti installazioni ambientali di Raul Gabriel e Giuseppe Stampone, come riflessioni sulla monumentalità del formarsi dell’immagine e le metamorfosi incessanti della forma.
L’invito è a visitare il borgo, a lasciarsi conquistare dalla bellezza che il suo segreto contiene, insieme la sua forza e la sua debolezza.
Vale la pena soffermarsi a guardare, o meglio ad osservare, le proposte che anche quest’anno Castelbasso offre, aprendo un ventaglio di iniziative dense di storia e tradizione ma anche di innovazione e sperimentazione, lanciando una scommessa che può considerarsi ancora una volta vinta, ancora una volta viva.
Chiara Materazzo



