Ricordando Mia Martini
Scritto da Nando Giammarini il 12 maggio 2009
Il 12 maggio del 1995 – imprigionata in un’assurda rete di pregiudizi di tanti suoi colleghi per una moltiplicità di motivi che qui non sto ad elencare non trascurando il peggiore dei sentimenti quello dell’invidia – veniva a mancare, a Cardano al Campo, in una situazione di solitudine e disperazione, una delle voci più belle della musica italiana: Mia Martini. Pienamente d’accordo che ognuno nella vita ha il suo destino, ma è atroce il solo pensiero di averla ritrovata, due giorni dopo la morte, con le cuffie ancora in testa protesa verso il telefono quasi in una disperata richiesta di aiuto che non fece, probabilmente, in tempo a lanciare. Il referto medico parlò di arresto cardiocircolatorio.
Nonostante ciò continuarono illazioni che non avevano alcun fondamento reale ma nessuno, non fosse altro per una questione di pietà umana, deve assolutamente infangare la memoria di una grande donna una valente artista. Forse il mondo dei media, dello spettacolo, della televisione si sente in debito nei suoi confronti tant’è che nel decennale della scomparsa si attivarono in molti nel suo ricordo dal Tg1, al Tg2 al Tg4 a tanti giornali musicali. Mi preme mettere in evidenza il sentimento dell’amicizia per cui la sua cara amica vicedirettore regionale di Rai Trade, Alba Calia, l’ha sempre sostenuta e non si fa capace al pensiero di non aver fatto abbastanza per lei. Poi esistono sentimenti di rabbia, amarezza e dolore per la tremenda fine di una donna semplice e buona nella sua fragilità e debbono essere per forza mitigati dal tempo se no non si vive.
Onestamente sono profondamente rammaricato anch’io dalla prematura scomparsa di questa grandissima donna di Bagnara Calabra un’artista dalle grandi qualità canore ed umane ma trasferita in una cittadina dell’entroterra milanese con la famiglia dove il padre faceva il dirigente scolastico di una scuola media. Un’artista dal vasto repertorio tra cui annoveriamo: Piccolo uomo, Minuetto,E non finisce mica il cielo, Almeno tu nell’universo, La nevicata del 56, Gli uomini non cambiano. Nel suo contesto artistico ha cantato anche i migliori brani dei cantautori italiani. La canzone che la consacrerà vera e propria cantante incisa dalla Ricordi di Milano fu Piccolo Uomo che poi vinse il festivalbar. Di lei nutro un ricordo bellissimo mi aveva colpito il suo sorriso e lo sguardo limpido oltre all’intensità e la bellezza della voce una sera del 1992 quando in occasione della festa di S. Rocco venne a tenere un concerto a Cabbia di Montereale. Sembrava le sue canzoni avessero stregato la gente e la piazza, gremita fino all’inverosimile allegra e divertita,rimase ad ascoltare ed applaudire il suo repertorio fino alla fine. Terminato lo spettacolo, scendendo dal palco, si imbattè in tanti giovani che reclamavano un suo autografo, non ci penso due volte ad elargirli. Questo a dimostrazione della sua umanità per cui riusciva a mantenere un rapporto particolare con il suo pubblico.
Ricorre proprio oggi il quattordicesimo anniversario della morte – di questa grande artista una donna difficile da decifrare ed affascinante al contempo – spentasi a 47 la cui dipartita ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo dello spettacolo e nell’animo di coloro che l’hanno conosciuta, rispettata ed amata, come donna e come artista. Spiace pensare a questo proposito che nessuno si ricordi di lei se non il dodici maggio anniversario della sua scomparsa; quindi nessuno le tributa l’onore che merita una simile cantante. Vige quel rumore sordo come il silenzio calato su di lei negli ultimi anni della sua travagliata esistenza a causa di quella ignobile, ingiusta e – diciamolo pure a chiare note- imperdonabile etichetta per cui si era ritirata in solitudine un piccolo paesino. Mi diceva ieri pomeriggio una mia amica poetessa che gli artisti vivono in eterno, è proprio vero.
Nonostante Mia Martini non venga giustamente ricordata per quanto meritava e nella vera misura vive in qualche modo attraverso le sue canzoni. Soprattutto con quella che ha conosciuto un nuovo, strepitoso, successo riadattata da Elisa: Almeno tu nell’universo. Oggi alle 12.30 il Comune di Roma, in concomitanza del quattordicesimo anniversario della scomparsa,le intitolerà un parco nel quartiere Caltagirone sulla Cristoforo Colombo verso Ostia e verrà scoperta una targa toponomastica. Alla cerimonia parteciperanno il Sindaco di Roma, l’assessore alla cultura ed il presidente del XIII Municipio. Meritevole iniziativa, un atto doveroso, a fronte di una grande richiesta dei cittadini. Intanto le nuove generazioni continuano a tributare omaggi alla grande artista.
presa come modello di riferimento. In definitiva la sua voce, colta forte e struggente sebbene colorata da mille sfumature ci accompagnerà per sempre e, insieme alla coerenza e la caparbietà della gente del Sud per cui non si è mai adeguata alle esigenze delle case discografiche,sarà un valido esempio, un modello di vita per i nostri giovani. L’ultima sua partecipazione vocale fu alla trasmissione televisiva Viva Napoli del 1994 dove interpretò un’accattivante versione di Luna Rossa Non rimane che esprimere un pensiero commosso e riverente alla grande artista,alla donna sconvolta nella sua umana fragilità. Ciao, Mimì!
12 commenti
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Scopro solo ora che il primo giornale online della mia amata regione ha pubblicato un articolo dedicato al mio più grande mito… un’artista che purtroppo è prematuramente volata via e ci ha lasciato come testimonianza la sua straordinaria voce….
Grazie a Nando Giammarini per aver scritto questo articolo.
Struggente e bellissimo articolo scritto per ricordare e far rivivere a 14 anni dalla sua morte un’indimenticabile artista che pagato con la vita la propria fragilità umana. Complimenti sig. Nando, grazie a nome di tutti i fans di Mia Martini.
Azzurra di Parma
Ciao Nando,
mi ha fatto veramente piacere leggere il tuo articolo, dedicato ad una grande artista, le tue parole rendono onore ad una donna eccezionale.
Grazie
Minuetto è una delle più belle canzoni che abbia mai ascoltato. La storia infelice della donna cantata nel testo è stata, purtroppo anche la storia di Mia.
Sulla stupida e malevole diceria che ha fatto soffrire questa stupenda persona la lezione per tutti è che bisogna respingere con durezza chi pensa di essere spiritoso tacciando di jettatore un’altra persona.
carlo
Sig. Nando;
passi da un argomento delicato come il terremoto in Abruzzo al ricordo di un mito come era ed è per chi amava, come me, le sue canzoni la delicatissima Mia Martini: da Piccolo Uomo a Gli uomini non cambiano ecc. Di nuovo complimenti per la tua sensibilità e per gli argomenti approfonditi che tratti. Patrizia
Bellissimo articolo e grande la sua sensibilità nel ricordare la tanto brava quanto sfortunata artista di Bagnara Calabra trapiantata a Milano.Le sue parole semplici in tanta bellezza esprimono quanto di più giusto si possa fare per onorare la memoria dell’artista di sempre.Grazie infinite.
Michele da Milano
Splendida Mia Martini! E’ dolce ed emozionante riascoltarne la voce, nelle sue splendide canzoni. Molto toccante il ricordo in questo articolo di Nando.
Bellissimo articolo per ricordare una grandissima artista le cui canzoni ancora oggi continuano a emozionare.
Dolce, sensibile e adorata da tutti Mia Martini.le sue canzoni la sua voce vivranno x sempre. Carissimo Nando, complimenti x il tuo articolo come sempre sei grande. Saluti. Claude.
bellissimo articolo per ricordare una persona fragile ma con doti che nessuno ha saputo vedere ed apprezzare,lasciandola sola in ogni momento.Le sue canzoni rimarranno nei nostri cuori come tutti i grandi artisti.Ancora complimenti Nando i tuoi articoli fanno rivivere le emozioni in ogni situazione,donando armonia e gratitudine. ciao gabriella
L’adoravo, era l’artista dagli occhi lucidi, e ascoltare le sue canzoni è ancora una fonte di emozioni, quelle che la sua voce e le sue intrerpretazioni ti lasciavano trasparire a fior di pelle. Bello l’articolo a tratti commovente nel ricordo di un’artista tanto grande quanto sfortunata.Complimenti al giornalista di Cabbia.
le persone sensibili sono le più fragili e quelle, purtroppo, che pagano .